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Da Il ragazzo dell’ultimo banco al Vangelo secondo Lorenzo: gli spettacoli da non perdere a Milano ad aprile

spettacoli milano
Foto tratta da 'Il ragazzo dell'ultimo banco', regia di Jacopo Gassmann Ph Masiar Pasquali

Avete l’imbarazzo della scelta su cosa vedere a teatro? Vi state chiedendo come impiegare, culturalmente, quella sera libera o la domenica pomeriggio?

Come ogni lunedì Milano Weekend vi segnala alcune opere in cartellone nella nostra città nei mesi più freddi, dalla vigilia di Natale alle giornate che ci portano ai primi fiori primaverili. Il tutto nel nuovo appuntamento con lo #spiegoneteatri.

Ecco cosa vedere a teatro a Milano

Spettacoli

— Edipus (Teatro Out Off dal 26 marzo al 19 aprile)

Roberto Trifirò si cimenta in unn’impervia opera di Giovanni Testori. Nel suo affannarsi a raccontare la storia di Laio, di Giocasta, di Tebe, si rivolge allo spirito del teatro… rivendicando la “funzione sacra di quel teatro che tutti miei compagni de scarrozzamento han voruto tradire, stradare, cornefigare, ma che existe e rexisterà contra de tutti e de tutto infino alla fine delle finis”. Colpisce constatare come l’attore aderisca a tutto questo, facendo toccare con mano quelle figure “mitiche” e il farsi del teatro. “Edipus diventa così metafora del teatro povero, fatto di privazioni, di fatiche, dell’attore che sceglie di rappresentare più parti e che compie una forma di violenza nei confronti di se stesso. Edipus però è anche qualcos’altro: è la morte del teatro in genere, di quello che vorrebbe continuare a sopravvivere mostrando i suoi vecchi oggetti di scena. L’Edipus diventa un testo di crisi in un periodo di crisi del testo, metafora di un teatro in cui non crede più nessuno: né le istituzioni, né le compagnie, né gli autori confezionatori di testi. Muore il teatro ma rinasce l’attore-guitto, l’attore che offre la sua voce, la sua “diversità”, la sua follia, l’attore che crea dubbi, che genera illusioni, inquietudini, incertezze”. In queste parole di Trifirò ci sono tutte le peculiarità e le ragioni per cui bisogna fare i conti con questo testo ancora oggi, da artista e da spettatore.

DURATA: 60′

ORARI: martedì, mercoledì e venerdì h 20,45; giovedì h 19,30

PREZZI: intero 18€; under26 12€; over65 9€
+ prevendita

— Il ragazzo dell’ultimo banco (Piccolo Teatro Studio Melato dal 21 marzo al 18 aprile)

Jacopo Gassmann dirige un testo molto interessante di Juan Mayorga, dietro cui si celano diverse sottotracce. Qui la nostra recensione.

In scena (in ordine alfabetico) Pierluigi Corallo, Alfonso De Vreese, Fabrizio Falco, Pia Lanciotti, Danilo Nigrelli, Mariángeles Torres.

DURATA: 120′

ORARI: lunedì riposo; martedì, giovedì e sabato h 19,30; mercoledì e venerdì h 20,30; domenica h 16

PREZZI: intero platea 40€; intero balconata 32€

— Opera danza festival (Teatro Carcano 17 e 18 aprile)

Protagonisti di questa chicca, oltre che ideatori, sono l’étoile internazionale e prima ballerina del Teatro alla Scala Sabrina Brazzo e il primo ballerino Andrea Volpintesta. Ad affiancarli troviamo la loro giovane e talentuosa compagnia Jas Art Ballet, senza dimenticare la partecipazione in due coreografie di alcuni
allievi del programma Jas Art Ballet Junior.

“Le danze in scena – di nuova creazione, in stile classico, neoclassico e contemporaneo – sono firmate da coreografi affermati ed emergenti quali Massimiliano Volpini, Francesco Ventriglia, Giorgio Azzone, Alessio Di Stefano, Sabrina Massignani.
Celebri brani di Verdi, Rossini, Mozart, Bizet, Bach, Saint-Saëns, Offenbach, Puccini, Scarlatti, Vivaldi fungeranno da colonna sonora, arricchiti dagli interventi della giovane violinista Anastasiya Gonzalez e dalle splendide voci del tenore Ramtin Ghazavi, del soprano Rachael Birthisel e del mezzosoprano Marta Leung Kwing Chung” (dalla scheda).

A fare da filo conduttore la musica eseguita dal vivo dal maestro Stefano Salvatori (pianoforte).

ORARI: h 20,30

PREZZI: poltronissima 34€; balconata 25€

— Personale di Vetrano e Randisi (Elfo Puccini dal 9 al 18 aprile)

Una poetica ben precisa, che si affina di lavoro in lavoro, capace di farti ridere e commuovere con una spontaneità disarmante. Dopo aver conquistato con Totò e Vicé, nella settimana dal 9 al 14, in questi giorni continuano a essere in scena col progetto più recente del 2017, Ombre folli.

“Sembra quasi inevitabile che Vetrano e Randisi incontrassero Totò e Vicé, teneri e surreali clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati, poeta, attore e drammaturgo palermitano, e nelle loro parole, gesti, pensieri, giochi si sono subito specchiati. Totò e Vicé sono legati da un’amicizia reciproca assoluta e vivono di frammenti di sogni che li fanno stare in bilico tra il mondo terreno e il cielo, in un tempo imprendibile tra passato e futuro, con la necessità di essere in due, per essere.

All’inizio di Ombre folli è la scrittura stessa a evocare le ombre. C’è un prologo di concepimento e gestazione in cui l’Autore racconta i suoi sogni: sghembi, visionari, anticipatori. Li racconta e li vede fuori da sé, continuando a scrivere, a stupirsi, in un giuoco di porte, specchi, fiori e cimiteri.
Intanto il sognato prende coscienza, lentamente, di vivere imprigionato dalla fantasia del sognante, del tiranno scrittore. Unica via di uscita, per riuscire ad essere chi governa la sua vita, è sopprimerlo.
Poi c’è la follia delle creature, creature nate e creature non nate, follie di cui lo scrittore ha vissuto la vita come fosse la sua, senza un inizio, senza una fine. E poi c’è la storia” (dalla presentazione dei tue spettacoli).

DURATA: 60′

ORARI: lunedì pausa; da martedì a giovedì h 21

PREZZI: intero 32,50€; online 16.50€; martedì 21,50€

— Vangelo secondo Lorenzo (Teatro Parenti dal 16 al 18 aprile)

Nella settimana Santa il teatro di via Pier Lombardo sceglie di ricordare don Milani attraverso uno spettacolo che ne ripercorre la vita e il pensiero.

“Il testo originale, inizialmente strutturato in quattro atti (Vita da laico, da Seminarista, da Cappellano e da Priore) viene qui proposto nella versione ridotta agli atti Vita da Cappellano e Vita da Priore. Si tratta delle due stagioni della sua breve vita segnate dai confini territoriali ove iniziò, proseguì e concluse il suo apostolato sacerdotale: Calenzano prima e Barbiana poi.
La vicenda ripercorre le fondamentali tappe di snodo dell’avventura umana, sociale e spirituale di don Lorenzo e di quanti gli furono accanto. A fronte della cinquantina di personaggi che popolano il testo, la struttura dello spettacolo vede la partecipazione di un attore, in ruolo fisso, a interpretare Lorenzo Milani (Alex Cendron) e di dieci attori a interpretare tutti gli altri personaggi. Allo spettacolo prendono parte anche sette bambini, che interpretano i giovani allievi di Barbiana” (dalla nota ufficiale).

Scritto da Leo Muscato e Laura Perini, è un progetto che merita la visione per scoprire e riscoprire lo spessore umano e religioso di una figura di cui si parla troppo poco e che forse i più giovani neanche conoscono.

DURATA: 160′

ORARI: martedì h 20; mercoledì h 19,45; giovedì h 21

PREZZI:
– Prime file: biglietto unico 38€ + prev.
– Secondo e terzo settore intero 30€ + prev.; ridotto Over65/under26 18€ + prev.; convenzioni* 21€ + prev.
– quarto settore: intero 20€ + prev.; ridotto Over65/under26 15€ + prev.; convenzioni* 18€ + prev.
* le convenzioni sono valide per il II, III e IV settore

Eventi teatrali

— Tripolis (Campo Teatrale 15 aprile)

Dario Muratore tocca un tasto molto attuale e con cui, al contempo, facciamo i conti dalla notte dei tempi: l’altro.

Si parte dalle domande: “chi è l’altro? Chi è lo straniero?. Quando ci poniamo tali domande ci stiamo in realtà chiedendo: “Chi sono io? Chi siamo noi?”

In quanto il discorso sull’altro è solamente un modo per parlare, definire e riconoscere se stessi sulla base delle differenze e dell’alterità. Queste hanno un carattere esclusivamente relazionale, non possono esistere isolate, e quindi la differenza non possiede una propria essenza naturale. Il risultato è sempre un confronto, in cui almeno uno dei due soggetti considera l’altro diverso da se e quindi lo definisce straniero. Tale definizione può svilupparsi nell’individuo in un processo intimo, riflessivo, alienante e spesso autodistruttivo. Forse solo tornando indietro, indagando le proprie origini in un processo di resilienza, coccio dopo coccio è possibile ritrovare la propria essenza e posizione nel mondo” (dalle note dell’autore-interprete).

ORARIO: h 21

PREZZO: 10€

Rassegne teatrali

— Fog – Triennale Milano Performing Arts (Triennale Teatro dal 15 marzo al 5 giugno)

A breve vi racconteremo in dettaglio tutto il cartellone di FOG. Intanto vi segnaliamo che si comincia il 15 marzo con la prima assoluta di ‘The Night Writer. Giornale Notturno’ di Jan Fabre, con Lino Musella.

Spettacoli conclusi

— Abitare la battaglia (Teatro Menotti dal 19 al 24 marzo)

Chi non ha avuto modo di assistere a uno spettacolo diretto da Pierpaolo Sepe ha l’occasione per “rimediare”. Rimarrete ipnotizzati dall’impatto visivo, anche poetico, che non ha bisogno di fronzoli o effetti speciali.

La nascita del male, il suo insinuarsi nell’animo umano ed il conseguente controllo della volontà, determina il più feroce e inammissibile conflitto che la coscienza debba sopportare. È questo l’avvio del Macbeth, è questo il campo di battaglia. Quello che avviene una volta che le forze si schierano sul campo tuttavia, stupisce. Quasi che lo stesso Shakespeare ci stesse incitando non a patteggiare per l’uno o l’altro schieramento, ma a gioire del massacro in sé, dello smembramento dei corpi, a trovare piacere nello sgorgare a fiotti del sangue. Non una sconfessione del peccato, ma un godimento di esso.
Il luogo in cui si svolge questa battaglia è uno spazio vuoto, una brughiera troppo lontana da Dio perché i suoi echi possano raggiungerci. Il riparo da questo sguardo divino ci offre un’orribile scoperta: il punto cieco di Dio coincide con la nascita di un altro tipo di sguardo, quello osceno del voyeur.
Dopotutto, il punto di vista shakespiariano attinge da quello della tragedia greca, dove la messa in scena di passioni che sconfinano nel male e nella violenza servono a produrre quella che veniva chiamata “catarsi” ovvero “purificazione” e che Aristotele indica come la liberazione dalle passioni tramite la visione della tragedia. Che sia proprio il voyeurismo delle passioni che il teatro ci mostra senza filtri morali a liberarcene? (dalla nota di presentazione).

Con Federico Antonello, Marco Celli, Paolo Faroni, Noemi Francesca, Biagio Musella Vincenzo Paolicelli e Alessandro Ienzi.

DURATA: 70′

ORARI: da martedì a venerdì h 20,30; sabato h 19,30; domenica h 16,30

PREZZI: intero 32€; ridotto 21,50€; ridotto over65 e under14 16,50€

— Il senso della vita di Emma (Teatro Elfo Puccini dal 2 al 7 aprile)

Ci prendiamo la responsabilità di consigliarvi, ancor prima del debutto, quest’opera perché abbiamo avuto modo di apprezzare i precedenti lavori di Fausto Paravidino e ogni volta sembra riuscire ad aggiungere un tassello in più nello scavo di ciò che è la famiglia.

“Lo spettacolo racconta la storia di una famiglia che va dagli anni sessanta – quando i genitori di Emma si conoscono –fino ai giorni nostri. Una fitta rete di relazioni tra due famiglie di amici tracciano l’affresco di alcuni decenni di vita italiana, quelli in cui è nata e cresciuta la Generazione X. Il tratto pungente e affilato con cui Paravidino modella i personaggi attraverso i dialoghi, dà vita a un racconto che parla di arte, relazioni, politica, ecologia, scelte, delineando abilmente tre storie di donne che ruotano attorno a una grande assenza.
“Siamo all’opening di una galleria, tra i quadri c’è il ritratto di una donna: Emma. Di lei conosciamo solo la sua faccia dipinta. Quanto dobbiamo sapere del soggetto per apprezzare l’opera?” con questa riflessione Paravidino ci introduce alla storia di Emma, raccontata e agita dalle persone della vita di Emma: la madre, il padre, il fratello, la sorella, gli amici dei genitori, il parroco, una vicina… ma non da Emma” (dalla nota di presentazione).

Del cast dello spettacolo fanno parte anche otto attori della Compagnia Regionale 2017, iniziativa di Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento e Coordinamento Teatrale Trentino, volta a dare vita a una compagnia teatrale professionale della regione Trentino Alto Adige attraverso il confronto con i grandi nomi del teatro contemporaneo. In scena lo stesso Paravidino e con Iris Fusetti, Eva Cambiale, Jacopo Maria Bicocchi, Angelica Leo, Irena Villa e (in ordine alfabetico) Gianluca Bazzoli, Giuliano Comin, Giacomo Dossi, Marianna Folli, Emilia Piz, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella.

DURATA: 180′ con intervallo

ORARI: da martedì a sabato h 20,30; domenica h 16

PREZZI: intero 32,50€; martedì posto unico 21,50€ ridotto ridotto over65 e under25 17€; under18 13,50€; scuole 12€

— I promessi sposi alla prova (Teatro Franco Parenti dal 20 marzo al 7 aprile)

A breve vi parleremo approfonditamente di quest’opera di Testori, con Luca Lazzareschi, Laura Marinoni e con Filippo Lai, Laura Pasetti, Nina Pons, Sebastiano Spada e la partecipazione di Carlina Torta. Adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah.

Nota informativa: ogni sera, escluso la domenica, intervallo con risotto e vino. Richiesta prenotazione in biglietteria. Disponibilità limitata. Maggiorazione +8€ (5€ per le scuole).

DURATA: 180′ più intervallo

ORARI: lunedì riposo; martedì h 20; mercoledì, venerdì e sabato h 19,30; giovedì h 20,15; domenica h 16,15

PREZZI:
– Prime file biglietto unico 38€ + prev.
– secondo e terzo settore intero 30€ + prev.; ridotto over65 e under26 18€ + prev.; convenzioni* 21€ + prev.
– Quarto settore intero 20€ + prev.; ridotto over65 e under26 15€ + prev.; convenzioni* 18€ + prev.
* le convenzioni sono valide per tutti i giorni, esclusi venerdì e sabato.

— L’acrobata (Teatro Elfo Puccini dal 14 al 31 marzo)

Nella nostra recensione potete leggere in merito a questa produzione dell’Elfo, che meritatamente è stato riprogrammato per la stagione 2018-2019.

In scena Cristina Crippa e Alessandro Bruni Ocaña. Regia di Elio De Capitani.

DURATA: 110′

ORARI: da martedì a sabato h 21; domenica h 16,30

PREZZI: intero 32,50€; martedì posto unico 21,50€ ridotto ridotto over65 e under25 17€; under18 13,50€; scuole 12€

— L’operazione (Teatro Franco Parenti dal 19 al 31 marzo)

Leggete la nostra recensione sull’ultimo lavoro scritto e diretto da Rosario Lisma.

DURATA: 100′

ORARI: lunedì riposo; martedì 19,30; mercoledì h 20,15; giovedì h 20,30; venerdì h 21; sabato h 20; domenica h 16,45

PREZZI: intero 30€; ridotto over65 e under26 18€ + diritti di prevendita.
Convenzioni* 21€ + prev.
* le convenzioni sono valide per tutti i giorni, esclusi venerdì e sabato.

— L’eternità dolcissima di Renato Cane (Teatro i dal 27 all’1 aprile)

Marco Vergani è un attore che si sta conquistando – a ragion veduta – sempre più spazio sulla scena. In questo monologo, diretto da Vinicio Marchioni, dà prova di doti attoriali (ma senza virtuosismi fini a se stessi), oltre che di sensibilità.

“La morte è un argomento scomodo. Non ne parliamo mai a cena o durante i nostri aperitivi social.
La nostra società sembra lavorare alacremente per allontanare il pensiero della morte dalle nostre vite. La nostra società ci spinge a consumare, a comprare, e a lavorare per poter mantenere quello che abbiamo comprato e per comprare ancora.
Come si fa allora a vendere la cosa di cui non si deve e non si può parlare, a cui non bisogna pensare? Come si fa a vendere la morte? Renato Cane sta per morire. Ce lo dice subito. E ci fa ridere. Un uomo qualunque scopre di avere un tumore e la sua vita precipita. Entra in una assurda agenzia di pompe funebri dove promettono di vendere l’eternità” (dalla scheda). Ci si ritrova a riflettere su qualcosa di cui non vogliamo parlare e a volte neanche vedere, ma che questo spettacolo tratta con la giusta dose di ironia e tatto.

Testo di Valentina Diana.

DURATA: 70′

ORARI: mercoledì e sabato h 19,30; giovedì, venerdì e lunedì h 21; domenica h 17

PREZZI: intero 18€; convenzioni 12€; amici di i 12€; under26 11,50€; over 60 9€

— Napule è…  N’ata Storia (Teatro Menotti dal 2 al 7 aprile)

Mariangela D’Abbraccio attrice, cantante e artista, con il volto mutevole per ogni personaggio interpretato, con il cuore colmo di gratitudine, porta in scena un omaggio ai grandi Maestri del ‘900, Eduardo De Filippo e Pino Daniele” (dalla presentazione). Ve ne parliamo post visione consigliando di recarvi al Menotti e in qualunque teatro lo troviate in cartellone, non solo se siete amanti di Eduardo e/o di Pino Daniele, ma verrebbe da dire della vita e di come questi artisti hanno saputo tratteggiarla, in particolare coi loro affreschi della città partenopea e di chi la anima.

“Un “collage” nato da un lavoro di sperimentazione tra mondi affini, Teatro, Musica e Poesia, che si cercano e si incontrano in scena, in un “dialogo immaginario tra giganti” del ‘900. Con una tessitura drammaturgica emozionale ogni canzone s’intreccia con una poesia, un monologo, un frammento del Teatro di Eduardo, che Pino Daniele tanto amava, al quale spesso si era ispirato”.

Mariangela D’Abbraccio riempie letteralmente la scena con la sua energia. Da ogni frammento, condiviso con la band Musica Da Ripostiglio (Luca Pirozzi (chitarra e voce), Luca Giacomelli (chitarre elettriche), Raffaele Toninelli (contrabbasso), Emanuele Pellegrini (batteria) Stefano Indin (fisarmonica)), trasuda amore verso l’Arte. Un grande supporto in questo viaggio viene offerto dalle immagini, “grazie alle proiezioni e alle video scenografie e che fanno riferimento al Cinema e all’Arte Figurativa del ‘900. Napoli è al centro di questo dialogo, trionfante, densa di contenuti, di luce, di ombre e contraddizioni.
Le immagini raccontano Pulcinella, il personaggio simbolo della maschera partenopea rivisto da un artista figurativo genovese internazionale, Emanuele Luzzati. Frammenti dei suoi famosissimi cartoon realizzati con Giulio Giannini in omaggio a Napoli, mostrano un Pulcinella che danza al ritmo della musica di Pino Daniele”.

Ci sono degli istanti in cui la musica si pone a servizio della parola e viceversa fino fondersi in un’unica voce che arriva dritta al cuore, ora coinvolgendo emotivamente, ora suscitando il desiderio di alzarsi dalla poltroncina di velluto e cantare tutti insieme.

Non fatevi spaventare dal “napoletano”, questo spettacolo è la dimostrazione di come non sia necessario cogliere il significato di ciascuna parola, bisogna solo lasciarsi trasportare.

NOTA BENE: tutti i ventiquattro brani del repertorio di Daniele sono tutti eseguiti rigorosamente e perfettamente dal vivo, tra questi figurano: Lazzari felici, Chi tene o mare; Je so’ pazz; Viento; Cammina cammina; Bella ‘mbriana; A me me piace o’blues; Saglie saglie; Donna Cuncetta; Anna verrà; Napul’è.

Regia e immagini di Consuelo Barillari.

DURATA: 100′

ORARI: martedì e sabato h 19,30; mercoledì, giovedì e venerdì h 20,30; domenica h 16,30

PREZZI: intero 30€; ridotto over65 e under15 15€
+prevendita

— Opera buffa! (Teatro Menotti dal 9 al 14 aprile)

Nella nostra presentazione potete leggere tutti i dettagli su questo spettacolo con Elio.

DURATA: 80′

ORARI: martedì, giovedì e venerdì h 20,30; mercoledì e sabato h 20,30; domenica h 16,30

PREZZI: intero 30€ + 2 € prevendita; ridotto over 65 e under14 15€ + 1,50 € prevendita

— Ottocento (Teatro Gerolamo dal 29 al 31 marzo)

Ottocento è uno spettacolo nato dalla lunga e felice collaborazione tra la compagnia Le Belle Bandiere e il Centro Teatrale Bresciano, presentato al Gerolamo in prima milanese. È un’occasione per invitare il pubblico ad affacciarsi al laboratorio di idee, visioni, drammaturgie che da anni è fulcro del lavoro di Elena Bucci e Marco Sgrosso, tra le coppie artistiche più incisive della scena teatrale contemporanea, entrambi tra i finalisti degli ultimi premi UBU del teatro italiano.

In Ottocento trovano spazio e prendono vita i grandi versi e i grandi eroi della letteratura e dell’arte romantica: il gracchiare dei corvi di Poe e i ritratti sconquassati di Baudelaire, i racconti avvincenti e scabrosi di Maupassant e la limpidezza cristallina di quelli di Čechov, gli equilibri del teatro di Ibsen e i mondi complessi e torturati di Dostoevskji e Tolstoj, la poesia veggente e misconosciuta in vita di Emily Dickinson e di Emily Brontë, gli affreschi parigini di Dumas figlio, la denuncia civile di Victor Hugo accanto all’affresco umano e sociale di Thomas Mann, i lampioni della Parigi di Lautrec e Degas e il sud dorato della Francia di Van Gogh.
Uno spettacolo, ma anche di un esperimento di drammaturgia originale, alla ricerca di nuovi modi di guardare e raccontare gli esseri umani e il mondo” (dalla nota di presentazione).

DURATA: 90′

ORARI: venerdì e sabato h 20; domenica h 16

PREZZI: da 6€ a 25€

— Piccoli crimini coniugali (Teatro Manzoni dal 28 marzo al 14 aprile)

Michele Placido dirige e condivide la scena con una signora del teatro, Anna Bonaiuto, portando uno dei testi più celebri di Éric-Emmanuel Schmitt, che non fa sconti al rapporto di coppia. A breve ve ne parleremo più approfonditamente, intanto ve lo consigliamo.

DURATA: 95′

ORARI: lunedì riposo; da martedì a sabato h 20,45; domenica h 15,30

PREZZI: poltronissima prestige 35€; poltronissima 32€; poltrona 23€;
poltronissima under26 15,50€

— Quartet (Teatro Carcano dal 21 al 31 marzo)

Patrick Rossi Gastaldi dirige un quartetto di signori della scena: Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Cochi Ponzoni e con Erica Blanc.

In molti ricorderete il film omonimo che segna l’esordio dietro la macchina da presa di Dustin Hoffman. “Una deliziosa commedia, ironica, divertente e commovente, ambientata in Italia, culla del bel canto, con protagonisti quattro grandi interpreti d’opera. Famosi, energici, irascibili e un poco buffi, vivono in una casa di riposo per artisti. Cosa accade quando a queste vecchie glorie viene offerto di rappresentare per un galà il loro cavallo di battaglia, il noto quartetto del Rigoletto di Verdi ‘Bella figlia dell’amor’? Tra rivelazioni, confessioni, invenzioni e il classico “colpo di teatro” gli immarcescibili si metteranno ancora in gioco, riscoprendosi giovani e gloriosi come un tempo” (dalla scheda). “Quartet ha il pregio di saper parlare del passare del tempo, della terza età, degli acciacchi del corpo e della mente che caratterizzano l’ultima fase della vita con delicata ironia. Un commosso e divertente omaggio alla passione di chi ha dedicato la vita alla musica, alla bellezza e al teatro che rivela quante gioiose sorprese può riservare il “limbo” della nostra vita. Una deliziosa commedia che mette quasi voglia di invecchiare!”, ha dichiarato il regista.

DURATA: 105′ più intervallo

ORARI: martedì e venerdì h 19,30; mercoledì, giovedì e sabato h 20,30; domenica h 16

PREZZI: poltronissima 34€; balconata 25€

— Sei personaggi in cerca d’autore (Teatro Fontana dal 12 al 24 marzo)

Post visione, vi renderemo conto di questa messa in scena che porta la firma di Michele Sinisi (ne ha curato la drammaturgia insieme a F. M. Asselta).

DURATA: 90′

ORARI: da martedì a sabato h 20,30

PREZZI: intero 19€; convenzionati 15€.
Prenotazione e prevendita: 1€

— Si nota all’imbrunire (Piccolo Teatro Grassi dal 12 al 31 marzo)

Scritto e diretto da Lucia Calamaro, merita senz’altro la visione e qui vi raccontiamo perché. Con Silvio Orlando e (in ordine alfabetico) Riccardo Goretti, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini.

DURATA: 100′ più intervallo

ORARI: lunedì riposo; martedì, giovedì e sabato h 19,30; mercoledì e venerdì h 20,30; domenica h 16

PREZZI: intero platea 33€; intero balconata 26€

— Steam (Teatro Ciak 30 e 31 marzo)

Si tratta del nuovo lavoro dei Sonics.
“Tutti viaggiano per un motivo e tutti hanno un motivo per viaggiare!
Una futuristica aerostazione di ispirazione SteamPunk farà da scenario ad uno show acrobatico e visuale innovativo e divertente, ricco di spettacolari performance volanti ed effetti speciali.
6 bizzarri personaggi – Joe, Rosemary, Lola, Miranda, Margot e Mr. Smith – interpretati da ginnasti, attori e ballerini della Compagnia, si ritrovano per caso nella stazione di Steam, da cui partirà lo Steam Experience, ovvero il più avanzato e tecnologico dirigibile mai costruito!
Bloccati da un imprevisto in questa futuristica aerostazione, con le scenografie disegnate e realizzate da Cristiano Spadavecchia, i 6 protagonisti daranno vita a coreografie acrobatiche su speciali e originali macchine sceniche di loro invenzione, sulle note della colonna sonora originale, intrisa di sonorità etniche e jazz, del M° Ruggiero Mascellino” (dalla scheda di presentazione).

Qualora non faceste in tempo a vederlo a Milano, le date proseguono fino a maggio con varie tappe, toccando anche l’Olimpico di Roma.

ORARI: sabato h 21; domenica h 17

BIGLIETTI su ticketone o in loco

Rassegne teatrali concluse

— Progetto Testori (Teatro Franco Parenti da febbraio ad aprile)

Dopo ‘La monaca di Monza’ per la regia di Malosti, la Shammah propone un grande classico testoriano ‘I Promessi sposi alla prova’, senza contare tutte le altre iniziative annesse. Qui le info.

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