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Matilde e il tram per San Vittore, dalla fabbrica ai lager. In scena al Piccolo di Milano

Matilde e il tram per San Vittore
Ph Laila Pozzo

Capita spesso che nei giorni in prossimità della Giornata della Memoria (istituita per il 27 gennaio), vengano allestiti spettacoli “a tema”, organizzate proiezioni e celebrazioni; non pensiate, però, che Matilde e il tram per San Vittore (al Piccolo Teatro Studio Melato fino a domenica 28 gennaio) sia il “solito” spettacolo – ci teniamo a specificarlo, tutti gli eventi in tal senso hanno diritto di esistere. A recita conclusa ci si sente interiormente commossi eppure con un forte senso di dignità addosso, col desiderio di prender esempio da quelle donne così tanto ben incarnate e tratteggiate dal terzetto di attrici: Maddalena Crippa, Debora Villa e Rossana Mola.

Renato Sarti (qui anche in veste registica) ha creato una drammaturgia dal libro ‘Dalla fabbrica ai lager‘ di Giuseppe Valota, figlio di Guido, deportato politico caduto a Mauthausen e presidente dell’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (Aned) di Sesto San Giovanni e Monza. È per uomini così che ci son giunte testimonianze di qualcosa che sarebbe caduto nell’oblio – magari anche perché si voleva che ciò accadesse. Questo allestimento, pur mettendo a tema delle pagine profondamente dolorose del nostro tempo più recente, fa emergere la forza di chi restava senza celarne le fragilità. Donne, a loro volta, mogli, figlie e madri che resistevano, in fabbrica così come nella vita privata, quando gli veniva strappato un padre o un compagno di vita per la sola “colpa” di aver aderito a uno sciopero.

Tutto parte da un legame, con una madre e una figlia che entrano in scena e questa immagine tornerà in chiusura come un filo rosso che si ricongiunge. Poi la parola passa alla donna (una Crippa vigorosa che porta sul volto i segni della sofferenza), la quale rivolgendosi al pubblico – e la struttura a mezzaluna del teatro aiuta ancor più in tal senso – comincia a narrare i fatti, molto inerenti alla storia di Milano e dell’hinterland, ma non solo. A parti più narrate si alternano quelle in cui lo spettatore viene completamente immerso nell’esistenza di queste donne, dalla routine in fabbrica al dirompente momento dell’arresto effettuati di notte e con la nebbia che “nascondeva” vigliaccamente gli esecutori.

In pochissimi, forse solo chi davvero ha vissuto quegli anni, sanno che “le case operaie di Sesto San Giovanni, Milano, Cinisello e dei comuni limitrofi furono teatro di retate spietate. Centinaia di uomini furono sottratti ai propri affetti, costretti a vestirsi rapidamente per poi sparire. Scene che rimasero indelebili negli occhi di madri, mogli e figli. Cinquecentosettanta furono le persone deportate, più della metà non fece ritorno e per i sopravvissuti, e per i loro familiari, la vita non fu più la stessa”.

Al di là della bravura di queste interpreti, commosse loro stesse a conclusione della rappresentazione (da pelle d’oca per la platea, che non può rimanere indifferente e, fidatevi, non c’è retorica), Matilde e il tram per San Vittore (scoprirete alla fine chi è Matilde – a cui dà volto Marika Giunta/Giulia Medea) è uno spettacolo che fa memoria di ciò che è stato.

Un’ulteriore nota di merito: anche se magari l’esigenza sarà stata di servizio, ma è stato piacevole vedere come le attrici si mettessero a costruire la scena materialmente, preparandola anche all’altra che sarebbe entrata di lì a poco, rendendo forse ancor più quella sensazione – e valore – di solidarietà che queste donne ben conoscevano e che noi spesso ci dimentichiamo (probabilmente non era neanche un caso, per quanto i tempi fossero diversi, che allora, pur coi fucili puntati di fronte allo sciopero, gli operai decidessero di rimanere compatti). Da vedere per non dimenticare e per (re)imparare.

Segnaliamo: venerdì 26 gennaio, alle h 17, al Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2), incontro tra il pubblico e la compagnia Maddalena Crippa, Debora Villa, Rossana Mola, insieme al regista, Renato Sarti. Coordina Anna Piletti. Ingresso libero previa prenotazione sul sito del Piccolo.

Riassumendo

Matilde e il tram per San Vittore

Piccolo Teatro Studio Melato

Lo spettacolo, produzione Teatro della Cooperativa, sarà ripreso anche nella prossima stagione, vi aggiorneremo.

DURATA: 80′

ORARI: martedì, giovedì e sabato h 19,30; mercoledì e venerdì h 20,30; domenica h 16

PREZZI: platea 33€; balconata 26€

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