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Da In viaggio con Adele ai Måneskin: i film a Milano a ottobre 2018

Film Milano
Foto tratta da 'In viaggio con Adele' Ph Livio Bordone

Avete voglia di cinema e non sapete per cosa optare? Cercate una serata di puro divertimento grazie al grande schermo o un film che riesca a unire più anime?  Come ogni giovedì, Milano Weekend vi segnala nuove uscite in sala: un nuovo appuntamento con lo #spiegonecinema.

Ecco cosa vedere al cinema a Milano durante l’autunno

Alcuni consigli sui film di ottobre

— A Star is Born di Bradley Cooper

L’attore candidato Oscar, tra gli altri, per ‘American Hustle’ ha deciso di un cimentarsi con un cult per esordire dietro la macchina da presa, assolvendo anche al ruolo di co-protagonista. “Jackson Maine (Cooper), un famoso musicista nel momento più basso della sua carriera, si innamora di una talentuosa attrice di nome Ally e si offre di farle da pigmalione nel mondo dello spettacolo. Nei panni dell’astro nascente della musica country, la stella del pop Lady Gaga (accreditata come Stefani Germanotta) raccoglie l’eredità di Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand. La relazione passionale tra Jackson e Ally si incrina quando la carriera in ascesa della donna oscura definitivamente quella già in declino del compagno, al quale non resta che rinunciare alla ragazza e avviarsi lungo il viale del tramonto” (dal plot ufficiale).

Anche se avete visto le tre precedenti trasposizioni cinematografiche, siamo sicuri che questa – tanto più se siete emotivi – vi conquisterà.
Lady Gaga è molto convincente, non solo nei momenti canori che più le sono congeniali, ma complessivamente nel ruolo di questa donna acqua e sapone, innamorata di un uomo che ha creduto in lei. I due si completano a vicenda, con Cooper che, dal canto suo, mostra un’ottima presenza scenica nei panni del protagonista-cantante.
Quando avrete finito di vederlo, avrete voglia immediatamente di riascoltare l’ottima colonna sonora.

— Il bene mio di Pippo Mezzapesa

“Quella di Elia è una storia drammaticamente paradossale, che ha inizio nell’istante stesso in cui rimane l’ultimo abitante di Provvidenza, in cui è di fronte ad un bivio, che sradica la sua fermezza: scendere o rimanere. Drammatici sono il terremoto e il lutto, paradossale ed estrema è la reazione eremitica. Strambi sono i personaggi che ascendono e scandiscono la narrazione del film, eppure profonda è la ferita che lacera il loro animo. Una vicenda in cui tutti hanno le proprie ragioni, in cui tutti sono tasselli di una comunità perduta che cerca come può di esorcizzare il dolore”, ha dichiarato il regista pugliese.

Anche chi non ha vissuto direttamente il terremoto, può arrivare a comprendere quello stato d’animo che ben tratteggia Sergio Rubini con la sua interpretazione, ma uno degli aspetti positivi de Il bene mio risiede proprio in ciò che sottolineava Mezzapesa: tutti hanno le proprie ragioni. Oltre all’ultimo abitante di Provvidenza (Elia), c’è la comunità che ha voluto rimuovere e riversarsi in Nuova Provvidenza, il sindaco così come Noor (Sonya Mellah), colei che farà fare i conti al protagonista più di tutti.

“Il film ha i toni di una poesia semplice, ma estremamente evocativa. Un film che si fa portavoce di novità, di disperazione e allo stesso tempo di felicità e speranza. Dal primo istante è stato un film da farsi, per la sua forma diversa, poetica, saggia, commovente”, ha evidenziato il produttore Cesare Fragnelli ed è proprio per queste caratteristiche che ve lo consigliamo.

— In viaggio con Adele di Alessandro Capitani

Il regista di ‘Bellissima’ (premiato come miglio corto ai David di Donatello nel 2016), ha scelto una storia intensa e delicata per il suo lungometraggio di esordio (il soggetto è stato ideato dallo stesso Haber con Nicola Guaglianone e Tonino Zangardi – scomparso di recente). “Adele (Sara Serraiocco) è una ragazza speciale. Libera da freni e inibizioni, indossa solo un pigiama rosa con le orecchie da coniglio, non si separa mai da un gatto immaginario e colora il suo mondo di Post-it, dove scrive tutto quello che le passa per la testa.
Cinico e ipocondriaco, Aldo (Alessandro Haber) è un attore di teatro che, appoggiato da Carla (Isabella Ferrari) – sua agente, amica e occasionale compagna di letto – si trova alla vigilia della sua ultima grande opportunità nel mondo del cinema. L’improvvisa morte della mamma di Adele sconvolge i piani di Aldo che scopre solo ora di essere il papà della ragazza” (dalla sinossi). Non era semplice non (s)cadere in facili soluzioni, ma il film riesce a evitare certi rischi grazie a un’onestà di intenti e alla semplicità e profondità di sentimenti ben espressi innanzitutto dal perfetto connubio tra Haber e la Serraiocco e dalle loro singole interpretazioni. Merito va dato anche alla delicatezza di sguardo registico e agli altri attori che costituiscono il cast, dalla sempre in parte Anna Ferruzzo alla Ferrari, senza dimenticare la partecipazione straordinaria di Patrice Leconte.

“Tu mica hai paura di morire, tu tieni paura di vivere” asserisce la ragazza rivolgendosi ad Aldo, dimostrando una sensibilità e una capacità di ascolto e osservazione che la maggior parte di noi ha dimenticato. “Alla fine, in questo viaggio con Adele, Aldo capirà una cosa molto semplice ma nello stesso molto profonda: che non serve a nulla condannare tutto ciò che non è “normale”. Bisogna celebrare l’unicità (di Adele) ed essere felici ogni volta che qualcuno libera la propria immaginazione”, ha dichiarato Capitani.
Dopo esser stato scelto come film di preapertura della Festa del Cinema di Roma, il lungometraggio è al cinema distribuito da VisionDistribution.

— Quasi nemici di Yvan Attal

In questo film Daniel Auteuil offre l’ennesima prova d’attore da non perdersi. A breve vi forniremo maggiori dettagli in un approfondimento.

— Soldado di Stefano Sollima

Quando si legge il nome di questo regista non si può non pensare a come egli sia una garanzia, tanto più nel maneggiare certi generi ed è così che il sequel di ‘Sicario’ non delude le aspettative. “Nella guerra alla droga non ci sono regole. La lotta della CIA al narcotraffico fra Messico e Stati Uniti si è inasprita da quando i cartelli della droga hanno iniziato a infiltrare terroristi oltre il confine americano. Per combattere i narcos l’agente federale Matt Graver (Josh Brolin) dovrà assoldare il misterioso e impenetrabile Alejandro (Benicio Del Toro), la cui famiglia è stata sterminata da un boss del cartello. Alejandro scatenerà una vera e propria, incontrollabile guerra tra bande in una missione che lo coinvolgerà in modo molto personale” (dalla trama). Per chi ama gli action-thriller.

— The Wife – Vivere nell’ombra di Björn Runge

Glenn Close e Jonathan Pryce sono i protagonisti di un’opera che dà corpo all’idea di come dietro a un grande uomo ci sia una grande donna.
“Joan Castleman (la Close) è una donna estremamente intelligente e ancora molto bella, la perfetta moglie devota. Quarant’anni passati a sacrificare il suo talento, i suoi sogni e le sue ambizioni per incoraggiare e sostenere la carriera letteraria del carismatico marito Joe (Pryce), sopportando e giustificando con pazienza le sue numerose scappatelle.
Un tacito patto su cui è stato basato il loro matrimonio fatto di compromessi che la sola Joan deve sopportare. Ma dopo tanti anni ha finalmente raggiunto il punto di rottura. Alla vigilia del Premio Nobel, conferito a Joe per la sua apprezzata produzione letteraria, Joan si trova a confrontarsi con il più grande sacrificio della sua vita” (dal plot). Tanto più in questo periodo si sta riflettendo sul ruolo della donna, sui compromessi e questa è una storia che centra in pieno il focus.

Vale la pena vederlo anche per le prove d’attore che ci offrono questi due “mostri sacri”. “Per me”, ha raccontato il regista, “questo film è come la musica; il modo in cui Glenn Close e Jonathan Pryce recitano mi fa pensare a due strumenti solisti che suonano insieme. Durante il montaggio è stato impossibile per me separare la storia dalla loro interpretazione, avevano la capacità di incorporare la sceneggiatura nella loro recitazione in un modo profondamente affascinante”.

Alcuni consigli sui film usciti a settembre

— A voce alta – La forza della parola di Stéphane De Freitas e Ladj Ly

“Ogni anno all’Università di Saint-Denis, nella periferia nord di Parigi, si svolge Eloquentia, una gara di oratoria che premia “Il miglior oratore del 93”, dove 93 rappresenta il distretto di Seine-Saint-Denis. Gli studenti, provenienti da diversi contesti sociali, si preparano ad affrontare la competizione con l’aiuto di consulenti professionisti che insegnano loro la raffinata arte del parlare in pubblico. Durante le settimane, i giovani imparano i sottili meccanismi della retorica, si raccontano rivelando agli altri, ma soprattutto a loro stessi, i propri talenti”. Posta così potrebbe apparire un film per pochi e si potrebbe pensare anche che sia pesante, invece si tratta di un documentario che potrebbe riservarvi delle sorprese, coinvolgendovi in questa riscoperta della parola e del dialogo.

“Spero che vedere il documentario al cinema faccia riflettere e apra una finestra di dialogo. Spero che le persone possano supportare l’idea della convivenza pacifica e rendersi conto che possiamo avere opinioni diverse sulla vita e riuscire lo stesso a parlare e a capirci. Non credo sia un’idea utopica. Al di là di questa speranza, vorrei dimostrare che nelle periferie ci sono ragazzi disposti a fare uno sforzo reale per acquisire competenze, vivere i loro sogni e avere una voce che conta nella nostra società”, hanno dichiarato gli ideatori. In sala con Wanted Cinema.

— BlacKkKlansman di Spike Lee

“Sono gli anni ’70 e Ron Stallworth (John David Washington) è il primo agente afro-americano che lavora nel Dipartimento di Polizia di Colorado Springs. Determinato a farsi un nome, Stallworth si imbarca coraggiosamente in una missione pericolosa: infiltrarsi e smascherare il Ku Klux Klan. Per l’importantissima indagine sotto copertura, Il giovane agente presto recluta un collega di maggiore esperienza, Flip Zimmerman (Adam Driver). Insieme i due fanno squadra per abbattere l’estremistico Gruppo dell’Odio mentre l’organizzazione si prefigge di dare una ripulita alla sua violenta retorica per conquistare la massa” (dalla sinossi).

Con un umorismo e un sarcasmo che non hanno peli sulla lingua, il regista di ‘Lola Darling‘, affronta ancora una volta e a suo modo il tasto annoso del razzismo. “Il tema è senza tempo”, ha dichiarato Washington. “Oggi lottiamo ancora per le stesse cose. Immagino che questo sia il motivo per cui è stato un sollievo, una sorpresa e una gioia vedere che gli uomini e le donne di tutti i colori e di tutti i dipartimenti hanno lavorato con Ron per aiutarlo a raggiungere il suo traguardo. Se lo facevano a Colorado Springs a metà degli anni ’70, allora possiamo farlo anche noi oggi, adesso. Questi siamo noi; quello che vediamo è il comportamento umano. Non è finzione”.
Il co-produttore Peele ha aggiunto: “A me sembra che stiamo vivendo in un tempo in cui pezzi di questa nazione hanno perso la consapevolezza di chi siano i Buoni e chi i Cattivi. Nazismo, Supremazia dei Bianchi, il Klan sono i Cattivi. Sono gruppi di odio. E noi sembriamo essere arrivati al punto in cui il Presidente degli Stati Uniti critica i Buoni di entrambi gli schieramenti di quella che dovrebbe essere una netta polarità. Questo film non è solo un intrattenimento per la folla, è un’esperienza che dovremmo fare tutti e che ci aiuta a ritarare la nostra bussola morale su temi come il razzismo e la supremazia bianca in questa nazione”.

BlacKkKlansman è stato insignito del Grand Prix a Cannes 2018.

— Girl di Lukas Dhont

“Hai il corpo di una donna, sei già tutto quello che diventerai” è una delle frasi più significative di quest’opera prima, in cui a parlare sono molto anche i gesti e le espressioni, in particolare della protagonista (Victor Polster è straordinario in questo ruolo sia per l’impegno fisico che nel creare spessore al personaggio, instaurando un legame empatico con lo spettatore di turno).

Lara è un’adolescente con la passione della danza classica: “insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un’altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa. Ma la sfida più grande è riuscire a fare i conti con il proprio corpo, perché Lara è nata ragazzo…” (dalla scheda). In Girl si tocca con mano la sofferenza della protagonista, fino a che punto si possa arrivare a provare dolore e a procurarselo a causa di quella sensazione di sentirsi in un corpo non proprio.
Il lungometraggio è frutto del “desiderio di raccontare la storia di un personaggio giovanissimo, capace di sfidare una società in cui genere e sesso sono ancora inevitabilmente connessi, e dal bisogno di dire qualcosa su come percepiamo il genere, sulla femminilità e la mascolinità. Ma soprattutto sulla lotta interiore di una giovane eroina che mette a rischio il proprio corpo per diventare la persona che vuole essere. Qualcuno che sceglie di essere se stesso all’età di 15 anni, quando a molte persone occorre una vita intera”, ha dichiarato il giovane regista, coraggioso nello scegliere un tema così per esordire dietro la macchina da presa.

Curiosità: all’ultimo Festival di Cannes, ha conquistato ben 4 premi da 4 diverse giurie: Caméra d’or come migliore opera prima, Premio alla migliore interpretazione della sezione Un Certain Regard, Premio Fipresci e Queer Palm.

— La profezia dell’armadillo

Leggete la nostra recensione per saperne di più.

— La ragazza dei tulipani di Justin Chadwick

Qui ulteriori dettagli su un film per chi ama le opere in costume e le storie d’amore.

— L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam

Altro titolo proveniente dall’ultima edizione del Festival di Cannes e soprattutto un lavoro su cui il cineasta era in ballo da tanto tempo. “Ci abbiamo lavorato così tanto che l’idea di finire davvero le riprese di questo film ‘clandestino’ è quasi surreale’, ha confessato il regista. Qualsiasi persona di buon senso ci avrebbe rinunciato anni fa, ma a volte, i sognatori incalliti alla fine ce la fanno. Per questo voglio ringraziare tutti i sostenitori visionari e malpagati che mi sono stati vicini per trasformare questo sogno in realtà’’.

Non è un’opera perfetta, presenta dei momenti di visionarietà a cui Gilliam ci ha abituati, ma altri in cui perde il bandolo della matassa per strada. “Toby, cinico regista pubblicitario, si ritrova intrappolato nelle bizzarre illusioni di un vecchio calzolaio spagnolo che crede di essere Don Chisciotte. Nel corso delle loro avventure comiche e sempre più surreali, Toby è costretto ad affrontare le tragiche ripercussioni del film realizzato quando era un giovane idealista, che ha inciso in modo indelebile sulle aspettative e sui sogni di un piccolo villaggio spagnolo. Riuscirà Toby a farsi perdonare e a ritrovare la sua umanità? Riuscirà Don Chisciotte a sopravvivere alla sua follia e a salvarsi dalla morte che incombe? Riuscirà l’amore a trionfare su tutto?” (dalla trama). La risposta è sul grande schermo con un cast d’eccezione Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeir, Óscar Jaenada, Jordi Mollà, Rossy De Palma, Jason Watkins, Sergi López.

— Mamma mia – Ci risiamo! di Ol Parker

Gli amanti degli Abba e del musical ‘Mamma mia’ non staranno di certo attendendo i nostri consigli per correre in sala e gustarsi il ritorno e si torna sull’isola a cui Donna (Meryl Streep) era tanto legata. Tocca a Sophie (la brava e dolce Amanda Seyfried) avere in “custodia” la location creata dalla madre. Si viaggia tra passato e presente, scoprendo le avventure di Donna e delle migliori amiche Tanya (Christine Baranski) e Rosie (Julie Walters) e quanto il passato abbia condizionato il presente. Ci si diverte e, se si vi lasciate trasportare, potrete anche ritrovarvi a commuovervi, oltre a provare una voglia irrefrenabile di cantare e ballare.

“Quando vedi Mamma Mia!, ci sono storie delle quali pensi: questa potrebbe essere elaborata un po’”, hanno raccontato gli ideatori. “Abbiamo pensato che fosse una
buona idea mostrare i nostri amati personaggi quando erano più giovani, quando la storia del film in realtà è cominciata. Con questo abbiamo una narrazione che è tutta sui personaggi del primo film e su quello che è accaduto nelle loro vite”
Nel cast, oltre ai già citati, troviamo Pierce Brosnan, Dominic Cooper, Colin Firth, Andy Garcia, Lily James, Stellan Skarsgård, Cher, Jeremy Irvine.

Non vogliamo raccontarvi troppo la trama per farvelo gustare anche nel colpo di scena e in un dono che viene fatto alla platea di turno, ma non aggiungiamo altro.

— Ride di Jacopo Rondinelli

Adrenalina allo stato puro e un forte senso di angoscia, queste sono solo due delle sensazioni che restituisce Ride, esordio dietro la macchina da presa di Jacopo Rondinelli. Max (un Lorenzo Richelmy di cui già avevamo notato la bravura e qui la conferma offrendo un’ottima prova attoriale) e Kyle (Ludovic Hughes è molto credibile) sono due riders acrobatici, amano il rischio e chissà forse anche la paura ad esso annessa.  “Quando ricevono l’invito a partecipare a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$, accettano senza esitazione per poi scoprire – ormai troppo tardi – di doversi spingere oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e psicologiche. Quella che affronteranno sarà così una corsa estrema per la sopravvivenza” (dalla sinossi). Grazie alla potenzialità delle telecamere go pro, si ha una restituzione molto fedele dello sport estremo. Lo spettacolo è assicurato, ma dietro c’è una solida drammaturgia, in cui ogni passo mosso dai riders è credibile, trascinando lo spettatore in un vortice fino all’epilogo finale che spiazza.

Esiste un limite nel mettere a rischio la propria vita – e non solo? Quanto ci condizionano i social network? sono alcuni interrogativi ben lanciati da un film che potrebbe sembrare di “intrattenimento”, ma ha in sé diversi substrati.

— Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio

Dopo la presentazione al settantunesimo Festival di Locarno, l’ultimo lavoro dell’attenta e sensibile Costanza Quatriglio arriva in sala grazie ad I Wonder Pictures. “Sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, Ismail vive in Europa con il fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dei suoi figli, oggi non lo riconosce. Dopo diverse e inquiete telefonate, Ismail andrà incontro al destino della sua famiglia facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, il popolo Hazara” (dalla scheda).

“Il corpo di Ismail, la mitezza del suo viso, la sua voce sospesa tra gli angoli più angusti dell’Europa, ci conducono in un altrove che ci appartiene molto di più di quanto siamo disposti a immaginare: dall’evocazione di posti lontani nel tempo e nello spazio a una concretezza fatta di carne e sangue, il film viaggia alla ricerca di risposte che non esistono; ad esistere è la possibilità, per Ismail, di prendersi la parola, quella parola negata perché nessuno, fino a quel momento, l’ha ascoltata” (dalle note di regia). È “curioso” come sia questo film che ‘A voce alta‘ pongano al centro, a modo proprio, la parola, inducendoci a riflettere.

— Sulla mia pelle di Alessio Cremonini

Non bisogna aver timore di vedere questo film perché è un “dono” che ci viene fatto per aprire gli occhi su una vicenda che ci riguarda come cittadini ed esseri umani. Uno dei pregi di questo lavoro – scritto con garbo insieme a Lisa Nur Sultan dallo stesso regista – consiste nello sguardo quasi documentaristico che adotta, non si punta il dito contro, ma si seguono gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi con lucidità, senza voler assolutamente tratteggiare il ragazzo come un “santino”.

Chapeau ad Alessandro Borghi che ridà voce, corpo e silenzi a una Persona. Completano il cast Milvia Marigliano, Max Tortora, Jasmine Trinca.

Ci sarebbe ancora tanto da scrivere a riguardo, ma il consiglio che più ci sentiamo di fare è quello di recarvi al cinema (distribuito da Lucky Red) e qualora foste impossibilitati di sfruttare l’occasione di visione su Netflix.

— Un affare di famiglia di Kore-eda Hirokazu

Il regista e sceneggiatore giapponese ci ha dimostrato più volte di saper affrontare la famiglia, mettendone in discussione anche l’idea canonica. Con quest’ultimo lungometraggio (premiato a Cannes con la Palma d’Oro) torna a commuoverci quasi come avvenne con ‘Father and son‘.

“Dopo una delle loro sessioni di furtarelli nei negozi, Osamu (Lily Franky) e suo figlio s’imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante a prenderla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa a parte delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Anche se la famiglia è povera, riuscendo a malapena a fare abbastanza soldi per sopravvivere attraverso i loro piccoli crimini, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce” (dalla trama). Non tutti i legami sono come appaiono, la verità è meglio apprenderla al cinema.

Eventi cinematografici

— This is Maneskin di YouNuts

24 ottobre

Un evento unico che ancor più i fans del gruppo non possono perdere. “Måneskin raccontano i Måneskin: un film a quattro voci e otto mani in cui i ragazzi, non ancora ventenni, si presentano, si rivelano, si mettono in scena per raccontare la propria personalità, tra esperienze, sogni, conflitti e la spasmodica voglia di esprimersi attraverso la musica per dimostrare chi sono. Hanno scelto di farlo in un periodo cruciale della loro ancora breve carriera, durante la genesi del primo disco d’inediti.
Un collage mai realizzato prima d’ora, con un montato unico nel suo genere che ripercorre la vita artistica dei Måneskin, per comprenderne le emozioni, le tensioni e il talento in modo inedito e sorprendente” (dalla nota ufficiale).

Rassegne cinematografiche

— Cinema in Battello

sui Navigli 15 ottobre – 31 dicembre

A breve vi forniremo maggiori dettagli, intanto vi segnaliamo che dopo la stagione estiva, si torna sui navigli e i primi titoli sono già sold-out.

Giovedì 18 potrete recuperare un cult ‘Divorzio all’italiana’, mentre domenica 21 non poteva mancare all’appello un capolavoro della commedia all’italiana ‘I soliti ignoti’. Ultimi posti anche per ‘Amici miei’. Qui potete consultare l’intero programma.

ORARI: h 19,50

PREZZI: 14€ navigazione in battello+film; bambini gratis

NOTA BENE: la prenotazione è obbligatoria. L’imbarco avviene da via Ascanio Sforza, 41.

— I film dello Studio Ghibli

spazio Tenoha 7 ottobre – 4 novembre

Non mancate a questo appuntamento, sono delle vere e proprie perle dell’animazione. Qui tutte le info.

ORARIO: h 19

INGRESSO GRATUITO

— Omaggio a Mauro Bolognini

MIC 3 – 27 ottobre

Sono ancora troppo poche le persone che conoscono Mauro Bolognini, il quale è stato davvero molto prolifico e questo omaggio, col ricco programma, ne è la prova e un’occasione per (ri)scoprirlo. All’articolo tutti i dettagli.

ORARI: variano a seconda della proiezione

PREZZI: intero 6,50€; ridotto con Cinetessera 5€. Gratuito per ragazzi dai 16 ai 19 anni. Cinetessera valida fino al 31 dicembre 2018 5€

Eventi cinematografici conclusi

— Gran Festival del Cinema Muto

Teatro dal Verme 29 settembre 

Per la serata di apertura della nona edizione una vera e propria chicca: ‘Assunta Spina‘ diretto da Gustavo Serena del 1915. “La pellicola, restaurata dalla Cineteca Sarda, presenta in anteprima assoluta la partitura originale composta da Rossella Spinosa. La direzione musicale è affidata al M° Alessandro Calcagnile, bacchetta esperta del cinema muto, che guiderà per l’evento l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali. Al pianoforte solista, la stessa compositrice”.

ORARIO: h21

PREZZI: intero 10€; ridotto 5,50 €; ridotto studenti 3€

— Icaros: a Vision

Palazzina – Bagni Misteriosi 3 ottobre

All’interno della programmazione dell’autunno ai Bagni Misteriosi, un’occasione cinematografica da cogliere, ‘Icaros: a Vision‘ con Filippo Timi. Qui tutte le info.

ORARIO: h 19

PREZZI: 7€

— L’uomo che uccise Don Chisciotte presentato da Terry Gilliam

CityLife Anteo e Colosseo 27 settembre 

In occasione dell’uscita in sala del suo ultimo film il regista Terry Gilliam sarà presente in sala per salutare il pubblico e introdurre la pellicola.

L’appuntamento è fissato per giovedì 27 settembre alle 17,50 al Colosseo e al cinema CityLife Anteo per le proiezioni delle h 20 e h 20,20. Al CityLife Anteo, dopo il saluto del regista, gli spettatori potranno vedere il film proiettato in lingua originale con sottotitoli italiani.

Rassegne cinematografiche concluse

— Cinechiostro

Piazza San Materno  (Casoretto) 20 e 22 settembre

Nel chiostro dell’Abbazia di Casoretto, dopo ‘Sing Street‘ il 18, c’è ancora la possibilità di godere dell’opportunità del cinema all’aperto giovedì 20 e sabato 22, in cui sono previsti rispettivamente: ‘Io, Daniel Blake‘ di Ken Loach e ‘Il vegetale‘ di Gennaro Nunziante. Due titoli che denotano come si voglia attrarre diversi pubblici, accontentando vari gusti.

ORARI: h 21,15

INGRESSO GRATUITO

— Cinema sui tetti

Highline Galleria 11 maggio – 30 settembre 2018

Leggendo la nostra presentazione potrete scoprire tutte le novità di questa nuova edizione.

ORARIO: h 21

PREZZO: 12€ (visita HighLine Galleria+film)

— Fashion Film Festival

Anteo Palazzo del Cinema 20 – 25 settembre

Nell’articolo tutti i dettagli di questa quinta edizione.

— I film di Federico Fellini

Spazio Oberdan 20 agosto – 23 settembre 2018

Gli amanti di Fellini non possono perdere questo appuntamento per vedere un titolo che manca all’appello o semplicemente riassaporarne il lungometraggio preferito sul grande schermo. Al nostro articolo tutto il programma.

PREZZI: intero 7,50€; ridotto con *Cinetessera € 6; gratuito per ragazzi dai 16 ai 19 anni. *Cinetessera annuale € 10

— Le vie del cinema

Varie location 19 – 27 settembre

Puntuale come non mai torna la rassegna che ci offre alcuni titoli appena passati alla Mostra del Cinema di Venezia e non solo. All’articolo tutte le info.

— Milano Film Festival

Varie location 28 settembre – 7 ottobre

Una delle chicche di quest’edizione è la masterclass con Matteo Garrone, il cui ultimo lavoro, ‘Dogman‘, è stato scelto come candidato italiano per la corsa agli Oscar. Nel nostro articolo tutti i dettagli del programma.

PREZZI: intero da venerdì a domenica 7,5€; intero da lunedì a giovedì 5€; biglietto per una singola esperienza di Ultra Reality 5€; my Screen 5€; maratona animazione 8€; milano film festivalino 5€; immigration Day 5€.

I biglietti saranno acquistabili alle biglietterie delle singole sale. Per card e maggiori info vi rimandiamo al sito ufficiale.

— Milano Movie Week

Varie location 14 – 21 settembre

Prima edizione per la Milano Movie Week in cui c’è letteralmente l’imbarazzo della scelta. Qui i dettagli.

— Omaggio a Ingmar Bergman

Spazio Oberdan 24 – 28 settembre

La Cineteca sfrutta l’anniversario dei cento anni dalla nascita per omaggiare il grande cineasta. Qui il programma.

ORARI: variano a seconda della proiezione

PREZZI: intero 7,50€; ridotto con Cinetessera 6€. Gratuito per ragazzi dai 16 ai 19 anni. Cinetessera annuale 10€

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