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In Veneto l’Rt sale a 1,63: Zaia “da lunedì misure più severe e restrizioni”

Andrea PaternostroAndrea Paternostro 1 settimana fa
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In Veneto sale l’indice Rt, Zaia annuncia misure più severe

Il Veneto, che solo la scorsa settimana aveva uno dei livelli di contagio più bassi d’Italia (0,43), ha visto l’indice Rt, che misura i contagi a seguito delle misure post lockdown, schizzare a 1,63.

I focolai si sono sviluppati a Feltre, nel bellunese, e in un’azienda di Pojana Maggiore, in provincia di Vicenza, dove un dirigente tornato da un viaggio in Bosnia è ricoverato in terapia intensiva pochi giorni fa.

Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto ha convocato questa mattina i giornalisti: “Siamo passati da un indice di contagio basso ad uno elevato. Non so a chi fare i complimenti. Avrei scritto elevatissimo perché, se continuiamo ad andare in giro senza l’uso della mascherina negli assembramenti e continuiamo a pensare che i complottisti abbiano ragione e il virus sia un’invenzione, è inevitabile.

Il Veneto conta al momento 390 casi positivi e oltre 700 persone in isolamento. Per questo motivo Zaia ha annunciato per lunedì una nuova serie di misure per contenere l’epidemia, oltre a chiedere al governo un aumento della pena per tutti i positivi che non rispettano la quarantena.

 

 

Milano torna a riaprire l’Idroscalo

La diretta quotidiana del sindaco di Milano si sposta da Palazzo Marino all’Idroscalo, un luogo di Milano spesso bistrattato dai cittadini, ma restituito ai milanesi per l’estate.

Sala, dalle sue pagine social, invita i cittadini a “passare all’Idroscalo le giornate estive“, approfittando del parco e della messa in sicurezza del luogo.
All’ingresso viene provata la febbre e fornita una mascherina nel caso se ne sia sprovvisti. Ogni giorno gli ambienti vengono sanificati e le entrate sono contingentate per evitare assembramenti.

L’estate 2020 sarà trascorsa in città per moltissimi milanesi, sia per questioni economiche che di sicurezza. Il primo cittadino ha quindi deciso di indossare i panni di “promotore turistico” per far conoscere ai cittadini i luoghi di Milano dove passare le afose giornate estive.

L’Idroscalo, nato negli anni Venti come pista di atterraggio per idrovolanti, è diventato nel corso degli anni uno dei punti di ritrovo più amati della città, tanto da essere scelto come location da Luchino Visconti per alcune scene di “Rocco e i suoi fratelli”.

Ora il parco è sede di corsi di ippoterapia, canottaggio, motonautica e molte altre attività sportive, oltre a ospitare la sede del Cap, che si occupa di monitorare la qualità dell’acqua potabile di Milano.

Sala sulle foto ai Navigli: “O la situazione cambia o chiudo tutto”

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha lanciato un ultimatum alla movida cittadina, tornata ieri all’aperitivo sui Navigli.
Le foto mostrano assembramenti di persone senza mascherina, incuranti di ogni normativa sulle riaperture della Fase 2.

Questa mattina il primo cittadino, nel suo quotidiano messaggio alla città via social, ha minacciato di chiudere di nuovo tutto, dalle sponde dei Navigli all’asporto, se la situazione non si calma già da domani.

Non è un gioco, non è guardie e ladri. Io non permetterò che l’1% di milanesi che non usa la testa metta in pericolo il resto della città.”

Sala ha annunciato anche maggiori controlli da parte dei vigili e della polizia, ricordando però che Milano ha 1600 km di strade, impossibili da pattugliare costantemente.
Si tratta quindi della buona volontà delle persone, che purtroppo non sembra pervenuta.

Fotografie e video sui Navigli discussi a causa della prospettiva

Non mancano le polemiche sulle immagini diffuse dai principali media italiani, dove la sponda del Naviglio appare affollata di persone a distanza molto ravvicinata.

Molti utenti sui social, tra cui residenti della zona, hanno mostrato come da una prospettiva diversa il viale apparisse, sì frequentato, ma non straripante come fanno intendere alcuni video.
Sono state prese a confronto le distanze tra i ponti sul Naviglio, mostrando come nelle immagini diventate virali sembrino distanti pochi metri, mentre la realtà è ben diversa.

Sala “dal 4 maggio riaprono i parchi”

Il sindaco di Milano conferma quanto già approvato dal governo il 26 aprile: i parchi e le ville comunali possono finalmente riaprire dal 4 maggio.

A Milano abbiamo 25 milioni di metri quadrati di verde; questo significa 18 metri quadrati per ogni abitante della città. Gli assembramenti si possono e si devono evitare“.
Il rispetto delle distanze e delle misure di sicurezza è fondamentale per mantenere questa concessione: se si presenteranno elementi di rischio o le segnalazioni saranno troppe, l’alternativa sarà chiudere di nuovo.
Purtroppo è irrealistico garantire una vigilanza costante a tappeto, mi appello quindi al senso civico dei cittadini” ha dichiarato Sala.

 

ATM verso la fase 2: adesivi e pannelli per il distanziamento

ATM Milano ha diffuso i rendering di come appariranno vagoni e fermate di bus e metropolitane: adesivi e cartelli ricorderanno ai passeggeri le distanze da mantenere durante il viaggio.
Sui treni della linea metropolitana e alle fermate dei bus, dei bollini posti a un metro di distanza uno dall’altro dicono “stai qui – stay here”.
Alcuni sono già presenti alle fermate degli autobus in centro città.

 

Sulle scale, sui mezzi e sulle banchine saranno presenti anche cartelli informativi sulle misure di sicurezza: tenere la mascherina sul viso, mantenere le distanze in attesa del mezzo e durante il viaggio. Inoltre, entrate e uscite saranno unidirezionali, con cartelli che indicheranno da quali scale è possibile scendere in metropolitana.

 

Sono previsti anche ingressi contingentati per evitare assembramenti.
Durante il consueto video da Palazzo Marino, il sindaco Giuseppe Sala ha parlato della gestione dei flussi di viaggiatori:
Ogni mattina alla fermata della M1 Cadorna passavano circa 6 mila persone all’ora; oggi sarà possibile farne passare solo 1500, facendo accedere alle banchine solo 75 persone alla volta.”

 

Milano 2020. Strategia di adattamento: il documento aperto del Comune sulla Fase 2

Il Comune di Milano ha rilasciato il documento aperto “Milano 2020. Strategia di adattamento“. All’interno tutte le proposte per far ripartire la città con nuovi tempi e nuove regole, per ritornare al più presto alla normalità. I cittadini possono intervenire con commenti e suggerimenti tramite un form, disponibile dal 27 aprile.

Cosa cambia per mobilità e trasporti: nuove piste ciclabili e mezzi pubblici

Il Comune sta puntando molto sulla mobilità a impatto zero, con la costruzione di 35 km di piste cliclabili, 23 delle quali già pronte entro l’estate.

I mezzi pubblici saranno adattati per evitare il più possibile assembramenti, mantenendo le distanze minime di sicurezza. I posti a sedere saranno alternati, mentre compariranno sui mezzi indicazioni e cartelli sul distanziamento. In metropolitana i tornelli saranno a numero chiuso, con corse meno affollate e più numerose.

Puntare su quartieri e cultura all’aperto

I quartieri cittadini sono uno dei punti focali del documento, con proposte sulla conversione dei parcheggi in aree con panchine e tavolini, per socializzare all’aperto.
Si stanno valutando le possibilità di riapertura per musei e monumenti, con preferenza per le rassegne estive nei parchi, come l’Estate Sforzesca.

 

Sala: “Riprendono i lavori della M4, area C e area B aperte”

Il sindaco Giuseppe Sala è stato in visita oggi ai cantieri della M4, ripartiti dopo due mesi di stop forzato.

Avanti sulla M4, e contiamo di riprendere il più presto possibile i progetti di ampliamento della M1 fino a Baggio e della linea 5 fino a Monza“. I cantieri riprenderanno gradualmente, con l’impegno di rispettare le norme di sicurezza sanitaria obbligatorie.

Sala ha confermato quanto detto nella precedente intervista: area B e area C apriranno i varchi. “L’idea non mi entusiasma, ma in questo momento è una manovra necessaria” ha dichiarato.
Insieme all’annuncio della sospensione delle zone a traffico limitato, il sindaco di Milano ha aggiunto che la giunta comunale sta lavorando al rafforzamento della mobilità elettrica cittadina.

 

Sala: “Milano deve ripartire cambiando i propri tempi”

Intervistato dal Corriere della Sera, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha messo in chiaro le sue idee per la lenta ripartenza del capoluogo lombardo.  La parola d’ordine è tempi: devono cambiare i tempi della città.

La prima è banale: ci venga comunicato con un certo anticipo perché non si possono riorganizzare i servizi in 48 ore. La seconda è fondamentale: noi facciamo la nostra parte riorganizzando, per esempio, i trasporti e le metropolitane, ma se anche gli altri non fanno la loro parte diventa tutto inutile“.

Scuole, negozi e trasporti pubblici: cambiamenti graduali ma necessari

Si comincia dalle scuole: il primo cittadino propone orari di ingresso contingentati dalle 8 alle 10, per non affollare gli spazi comuni durante l’arrivo in classe.

La ripartenza del mondo del lavoro sarà basata sulle proposte dei negozianti e sulle necessità delle singole aziende. Chi potrà proseguire in smart working è invitato a farlo, mentre i punti vendita che necessitano di personale dovrà stabilire degli orari diversi da quelli attuali, magari tenendo aperto la sera.

I trasporti pubblici, specialmente le metropolitane, saranno adattati alle necessità di distanziamento sociale. Si va dal blocco dei tornelli una volta raggiunto un certo numero di ingressi ai segni grafici sui pavimenti dei mezzi.
Questo ridurrà al 30 per cento la capienza nelle ore di punta” dichiara Sala.

Per quanto riguarda bar e ristoranti Giuseppe Sala ha dichiarato che il Comune avvierà dei mezzi di sostegno per gli imprenditori, tra cui la sospensione della tassa di occupazione del suolo pubblico nel caso di tavoli all’aperto.

Il sindaco ha toccato anche l’argomento legato agli affitti e ai pagamenti di Area B e C. Se sul secondo il Comune può intervenire lasciando spente le telecamere dei varchi, sui primi non ha potere decisionale, trattandosi di accordi tra privati, augurando però iniziative a livello nazionale.

Le quattro D del piano di ripresa per la Lombardia

Il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha annunciato un piano di ripresa per la “fase 2”, per riaprire gradualmente negozi e attività dopo il 4 maggio. A gestire le diverse fasi sarà un team composto da amministrazione, ricercatori e professionisti sanitari e parti sociali.

“Sarà la via lombarda per la libertà” ha dichiarato Fontana; un piano di riaperture basato su 4 punti focali, denominati 4 D.
Si tratta di proposte ancora al vaglio della task force istituita dalla Regione, quindi non ancora ufficializzate.

  • Distanza: sono previsti ingressi contingentati per i negozi, prenotazioni via app per i grandi store e nuove disposizioni di arredi e tavoli per ristoranti e locali.
    Per quanto riguarda i trasporti, gli spostamenti in metropolitana potrebbero essere regolati dalle chiusure dei tornelli d’ingresso, mentre si entrerà sugli autobus dalle porte posteriori, con una barriera fisica a protezione del conducente.
    Ancora da decidere la gestione di Trenord e dell’afflusso di pendolari.
  • Diagnosi: a partire dal 23 aprile su tutto il territorio regionale saranno effettuati circa 20 mila test al giorno. Le prime città saranno Bergamo, Brescia, Lodi e Cremona. Dopo le polemiche per l’esclusione di Milano dall’iniziativa, è stata fissato al 27 aprile l’avvio dei test nel capoluogo.
    Rispetto al normale tampone, il prelievo di sangue, mostra se nel soggetto sono presenti gli anticorpi prodotti contro il virus. Le procedure saranno più lunghe, ma i risultati mostreranno chi ha già affrontato la malattia con sintomi lievi, o addirittura in modo asintomatico, dando al paziente una sorta di “certificato di immunità”.
  • Dispositivi: intesi come mascherine, guanti monouso e soluzioni per la protezione individuale. La Regione ha finora distribuito 8 milioni di mascherine, concentrandosi su operatori sanitari, forze dell’ordine e lavoratori a contatto con il pubblico.
    Il Pirellone ha annunciato disposizioni per la messa in commercio di mascherine per i cittadini, e di manovre per impedire i rincari dei prezzi.
  • Digitalizzazione: lo smart working è diventato quotidiano per moltissimi lavoratori, introducendolo anche in aziende dove non era mai stato applicato. Anche durante la fase 2 chi potrà dovrà continuare a lavorare da casa, evitando spostamenti inutili.
    All’interno della quarta D c’è anche la discussione riguardo una app di “contact tracing”, da installare sul proprio telefono su base volontaria. La app, già sviluppata e in fase di test, si serve della tecnologia bluetooth, evitando geolocalizzazioni e lavorando in forma del tutto anonima.
    Il suo funzionamento si basa sulla volontà dei cittadini, in modo da mappare e tutelare le persone con un avviso anonimo se ci si è trovati a meno di un metro da una persona positiva al COVID-19.