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BREAKING, Giuseppe Conte: “Buoni spesa e distribuzione alimentare gestita dai sindaci”

Andrea PaternostroAndrea Paternostro 2 settimane fa
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(ultimo aggiornamento: sabato 28 marzo 2020 ore 20.20)

LIVE in questo articolo notizie e aggiornamenti sull’emergenza nazionale Coronavirus
e le conferenze stampa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

“Ci sono tanti cittadini in difficoltà, non ci stiamo girando dall’altra parte. Sono sofferenze psicologiche ma anche tante materiali di chi addirittura inizia già ad avere difficoltà o già le aveva sugli approvvigionamenti di generi alimentari e farmaceutici – ha sottolineato Conte – Abbiamo lavorato con il ministro Gualtieri e coinvolgiamo i sindaci, le nostre prime antenne”. Il presidente del Consiglio ha annunciato quindi il nuovo decreto odierno.

“Ho appena firmato un DPCM che dispone 4,3 miliardi sul Fondo di solidarietà comunale, anticipo del 66% sulla scadenza che era prevista a maggio. Ma la cosa più importante adesso: aggiungiamo 400 milioni a questo fondo – per i Comuni – con il vincolo di usare queste somme per fare la spesa. Nasceranno i buoni spesa e la possibilità di erogare generi alimentari, con tutta la catena del volontariato e del terzo settore. Già dall’inizio della settimana prossima, confidiamo i sindaci siano già in grado di farlo. Non vogliamo lasciare nessuno abbandonato a sé stesso” ha aggiunto Conte.

Buoni per la spesa alimentare e donazioni detassate

Nell’ordinanza della Protezione Civile ci sono inoltre misure ad hoc per “non tassare la solidarietà”. Conte ha fatto appello alla grande distribuzione: “Aggiungere un ulteriore 5-10% di sconto per chi acquisterà con questi buoni”. Stiamo lavorando con gli uffici dell’INPS e la ministra del Lavoro, Catalfo. Importante che i 25 miliardi stanziati con il Cura Italia “arrivino subito nelle tasche dei cittadini, non è semplicissimo, sono 16 misure diverse che coinvolgono 11 milioni di persone; stiamo facendo di tutto perché i tempi della burocrazia a cui siamo abituati vengano azzerati”.

Coronabond: “La Commissione Ue sbaglia”

In merito alla bocciatura dell’eventuale soluzione “coronabond” comunitari (ovvero l’emissione di obbligazioni garantite dall’Europa per superare la crisi economica) definiti dalla presidente della Commissione europea “uno slogan”, Conte ha risposto ai giornalisti: “La storia non avverte quando arriva, soprattutto con un’emergenza così inaudita. È uno shock simmetrico che riguarda tutti i sistemi economico-sociali degli Stati membri, non ce n’è uno esente. Si tratta di dimostrarsi adeguati o no, l’Europa deve rispondere. Io non passerò alla storia come colui che non si è reso responsabile di quello che andava fatto per i cittadini europei. Mi batterò fino all’ultimo per ottenere una risposta europea forte e vigorosa”. Tria ha aggiunto senza mezzi termini: “Le parole della presidente della Commissione Ue sono sbagliate.

No alla ripresa di scuole e università

“Al momento non c’è una prospettiva di ritorno all’attività didattica per scuole e università, confermo quanto detto dalla ministra Azzolina. Sulla ripresa delle attività produttive lavoreremo dalla prossima settimana”.

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Nuovo decreto in arrivo con multe più elevate per chi infrange le restrizioni, ma anche “l’orgoglio” per la reazione della “stragrande maggioranza degli italiani” e l’auspicio di “rimuovere le misure restrittive ben prima del 31 luglio” nonché la stizza per la bozza “già superata da una nuova versione e circolata abusivamente”.

“Il nostro ordinamento non prevedeva un’emergenza di questo tipo. Il DPCM è uno strumento flessibile per dosare le misure di contenimento e prevenzione. Con questo decreto abbiamo riordinato la materia e regolato i rapporti con il Parlamento: ogni iniziativa governativa verrà trasmetta ai presidenti delle Camere e ogni 15 giorni riferirò in Aula. Inoltre, abbiamo regolato anche i rapporti con le Regioni, che potranno adottare misure anche più severe e pur nell’ambito dell’omogeneità assicurata dal governo. Infine, abbiamo introdotto una multa da 400 a 3.000 euro. D’ora in poi alla contravvenzione viene sostituita questa sanzione pecuniaria. Aumento di un terzo se il trasgressore è colto alla guida di un veicolo. Non c’è il fermo amministrativo.

Sono soddisfatto e orgoglioso della reazione degli italiani. La stragrande maggioranza dei cittadini si sta conformando a queste regole, che comportano nuove abitudini di vita. Ciascuno deve fare la propria parte. Se tutti rispettano le regole consentono all’intera comunità nazionale di uscirne quanto prima. Da stamattina purtroppo ancora una volta assisto all’indebita diffusione di una bozza già superata. Nulla di vero sulla proroga dell’emergenza fino al 31 luglio.

A fine gennaio abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale un attimo dopo che l’OMS aveva dichiarato la pandemia e questo vale per sei mesi, ma non significa che le misure restrittive non si possano allentare prima. Confidiamo di farlo e siamo fiduciosi che prima di quella scadenza ipotetica si possa tornare alle nostre abitudini, anzi a un migliore stile di vita. È il momento in cui tutti stiamo riflettendo sulla scala di valori. È il momento per fare delle riflessioni”.

“Posso garantire che la filiera alimentare sarà garantita, ma anche il rifornimento di carburante” ha precisato infine Conte rispondendo alle domande dei giornalisti – per la prima volta nella storia dell’editoria italiana, probabilmente – collegati in video conferenza durante la diretta social e televisiva.

“Spero che l’annunciato sciopero dei sindacati rientri – ha proseguito Conte in seguito a una domanda specifica – perché in questo momento il Paese non se lo può permettere”. Il premier ha anche annunciato un’ordinanza per “modificare l’orario di apertura” e venire così incontro ad alcune richieste per conciliare le attività essenziali con la protezione dei lavoratori.

“Abbiamo portato le unità di terapia intensiva da 5343 a 8370. Stiamo vivendo una situazione drammatica, ma stiamo reagendo in modo efficace” ha detto Conte citando tutti i principali risultati raggiunti in queste settimane, tra cui la riconversione degli ospedali in strutture sanitarie dedicate alla cura di Covid-19.

Alla domanda se fosse pronto all’invio dell’esercito per evitare lo scoppio di nuovi focolai al Sud, il presidente del Consiglio ha risposto: “Ci sono già unità militari che si trasferiscono secondo necessità per intervenire nelle strutture più critiche. Stiamo riconvertendo i militari di Strade Sicure per integrare l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno fatto molti controlli. Abbiamo tutti gli strumenti per poter perseguire. Ben venga l’aiuto dell’esercito, ma i cittadini non devono pensare che la tenuta dell’ordine pubblico venga affidata esclusivamente a un’immagine di militarizzazione dei centri abitati.

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Annunciata la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali sull’intero territorio italiano. In sostanza resteranno aperte solo quattro grandi filiere: logistica (anche se Amazon e altri hanno chiuso tutti gli ordini di beni non essenziali) e trasporti, necessaria per gli approvvigionamenti; farmaci e rifornimenti sanitari, energia e agroindustria (per garantire i beni alimentari) e i servizi bancari, postali e finanziari, seppur in presenza talvolta di invito a prendere appuntamento (da verificare con le proprie filiali).

Qui le parole di Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri, in diretta su Facebook e in edizione straordinaria Tg1 

“Ho scelto di non nascondere la realtà e rendere tutti voi partecipi della sfida da affrontare.  La crisi più difficile dal secondo dopoguerra. Le persone che piangiamo non sono numeri, ma storie di famiglie. Le misure sin qui adottate richiedono tempo. Sono severe, ma non abbiamo alternative, dobbiamo resistere perché solo in questo modo potremo tutelare noi stessi e le persone che amiamo.

Il nostro sacrificio è minimo paragonato ai concittadini negli ospedali e nei luoghi cruciali per la vita del Paese: medici, infermieri, forze dell’ordine, forze armate, protezione civile, commessi, farmacisti, autotrasportatori, ai lavoratori nei servizi pubblici, anche nell’informazione. Ogni giorno compiono un atto d’amore nei confronti dell’Italia intera. Abbiamo deciso di compiere un altro passo, chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva non strettamente necessaria a garantirci beni e servizi essenziali. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con sindacati e associazioni di categoria per una lista dettagliata.

Continueranno a restare aperti i supermercati, non c’è ragione per avere paura. Assicureremo anche i trasporti e tutte le attività connesse a quelle essenziali. Al di fuori consentiremo solo lavoro smart working.

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Sabato 21 marzo Regione Lombardia aveva emesso in giornata un’ordinanza restrittiva, la riassumiamo:

  • multe salatissime (fino a 5.000 euro) per gli assembramenti in pubblico di tre o più persone
  • sarà misurata la temperatura corporea delle persone in coda al supermercato o in farmacia e dei fermati nei posti di blocco delle forze dell’ordine, nonché all’inizio dei turni di lavoro per gli uffici ancora aperti (solo attività essenziali)
  • stop ai cantieri e altri provvedimenti urgenti per fermare ogni attività non essenziale

Ordinanza-Regione-Lombardia-210032020 (PDF COMPLETO)

Leggiamo inoltre nel provvedimento: “Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. per quanto concerne i servizi bancari, finanziari e assicurativi si devono utilizzare modalità di lavoro che favoriscano la prenotazione con appuntamenti a favore dell’utenza, in modo da evitare assembramenti. Restano altresì garantite le attività di gestione rifiuti, di cui all’art. 183 comma 1 lettera n) del dlgs. 152/06, relative a raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di tutte le tipologie di rifiuti, sia urbani che speciali, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario in quanto costituisce attività di pubblico interesse ai sensi dell’art. 177, comma 2 del D.lgs. medesimo”.

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“I termini di chiusura di scuole e aziende non potranno che essere prorogati alla scadenza“. Così ha dichiarato il premier Conte in videoconferenza da Palazzo Chigi. Il traguardo del 3 aprile per la riapertura di scuole e attività commerciali aveva cominciato a sembrare sempre più lontano negli ultimi giorni, fino alla dichiarazione ufficiale del premier, che ha confermato un sospetto condiviso da molti.

Anche se le misure di restrizione adottate finora stanno funzionando, non sarà possibile ancora per un po’ tornare alla vita di prima. Non sono ancora state diramate dichiarazioni sulla nuova data di riapertura delle attività, chiuse in tutta Italia dall’11 marzo.

Attività aperte secondo DPCM 11 marzo (allegato 1): commercio al dettaglio

  • Ipermercati, supermercati e discount di alimentari
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Attività aperte secondo DPCM 11 marzo (allegato 2): servizi per la persona

  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse

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Riportiamo di seguito le ultime novità appena annunciate dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in diretta tv e social.

State compiendo grandi sacrifici, queste vostre rinunce stanno offrendo un grande contributo al Paese. Ho fatto un patto con la mia coscienza. Disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio Non è necessario fare nessuna corse per acquistare cibo nei supermercati. Chiudono parrucchieri, centri estetici, servizi di mensa che non garantiscono la distanza di sicurezza.

Vanno attuati lavoro agile, ferie, congedi retribuiti. Chiudere reparti non indispensabili. Industrie e fabbriche potranno continuare se assumeranno protocolli di sicurezza adeguati onde proteggere i lavoratori dal contagio. Regolazione turni di lavoro e ferie anticipate sono incentivate.

Resta garantito il servizio di trasporto pubblico locale, i servizi postali, bancari e assicurativi. Saranno garantite le attività agricole, zootecniche e del settore agro-alimentare comprese le filiere. La regola per gli spostamenti rimane la stessa. È importante essere consapevoli che abbiamo cominciato da poco a modificare le nostre abitudini.

L’effetto potremo vederlo solo tra due settimane. Se i numeri continuassero a crescere non significa che dovremo varare nuove misure. Non dobbiamo fare una corsa cieca verso il baratro. Nominerò un commissario responsabile che avrà ampi poteri di deroga soprattutto per la produzione di attrezzature: Domenico Arcuri, ad di Invitalia. Si avvarrà di questa struttura già esperta.

Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo più in fretta da questa emergenza. Il Paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni di italiani che quotidianamente compiono piccoli e grandi sacrifici. Ogni individuo si sta giovando dei propri, ma anche degli altrui sacrifici. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore domani. Tutti insieme ce la faremo.

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Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, d’accordo con i sindaci, chiede al governo un ulteriore inasprimento della zona protetta: “E’ il tempo della fermezza. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza” ha scritto il presidente regionale sulla propria pagina Facebook.

In tal caso, come misura estrema per rallentare il contagio da coronavirus che ha messo in grave difficoltà il sistema sanitario, resterebbero aperti soltanto i servizi essenziali (supermercati, farmacie e trasporti al minimo): chiuderebbero quindi tutti gli altri negozi e tutti gli uffici, nonché la maggior parte dei trasporti locali.

 

Lavoro, salute e necessità: come spostarsi

Gli spostamenti dovranno essere “motivati da 3 circostanze: comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute“. “Sarà possibile auto-certificare, ma devono essere veritiere, altrimenti ci si espone a un ulteriore reato“. Per quanto riguarda i trasporti non sono previste ulteriori restrizioni con l’obiettivo di garantire alle persone la possibilità di recarsi al lavoro.

“Aggiungiamo un divieto di assembramento all’aperto e in locali aperti al pubblico, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Abbiamo visto foto della movida, non ci possiamo più permettere queste occasioni di contagio. Sono perfettamente consapevole della gravità ma sono costretto a intervenire per proteggere tutti noi. Viviamo in un sistema in cui garantiamo il diritto alle cure a tutti, è un fondamento della nostra civiltà. Non possiamo abbassare la guardia”.

“La decisione giusta oggi è restare a casa” ha aggiunto Conte rivolgendo un pensiero “ai medici in trincea” in queste ore. Confermato anche lo stop al campionato di calcio. “Non consentiremo neppure che possano essere utilizzate le palestre“.

 

Coronavirus a Milano: ATM e uffici pubblici

Mezzi pubblici regolari lunedì 24: è in corso “una sanificazione straordinaria quotidiana” che coinvolge “dai sostegni ai sedili a tutte le superfici di contatto, ma la collaborazione di ogni cittadino è fondamentale: seguite le dieci regole” spiega una nota di ATM.
Per la progressiva riduzione dei passeggeri a bordo (circa il 70% in meno), l’azienda di trasporti milanesi sta attivando una graduale riduzione delle corse fino a raggiungere il 40% in meno.
Si tratterebbe di applicare orari molto simili a quelli comunemente seguiti la domenica del periodo invernale.

In un comunicato stampa di oggi, Trenitalia dichiara invece che è “in corso” la definizione di “termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate”. Nel frattempo, il protocollo sanitario sui treni prevede dispenser a bordo con disinfettante per mani, protezioni per il personale, depliant con le regole igieniche del ministero della Salute e comunicazione sulle cancellazioni di fermate e partenze nelle stazioni in quarantena.

Trenord ha comunicato mercoledì 11 marzo che il servizio ferroviario Malpensa Express è sospeso, a causa del forte calo di passeggeri aeroportuali. Sono comunque attivi treni da e per l’aeroporto dalle stazioni di Centrale e Garibaldi.
Per raggiungere la stazione di Bovisa sono invece previsti i consueti treni a partenza regolare da Milano Cadorna.
Sono inoltre previste riduzioni delle corse per le tratte Milano – Paderno Robbiate, Bergamo – Brescia, Bergamo – Calusco e Bergamo – Lecco.

Il Comune di Milano ha fatto sapere in serata che “gli sportelli comunali continuano a operare regolarmente‬” ma al contempo “gli appuntamenti per istanze non urgenti saranno rinviati‬”. L’Austria ha fermato in serata i treni da e per l’Italia.

Coronavirus in Lombardia: servizi attivi

Oltre ai servizi di trasporto pubblico di ATM e agli uffici pubblici, come annunciato questa mattina dal Sindaco Sala, rimarranno aperti supermercati e centri commerciali, a esclusione del weekend. Anche se aperti al pubblico per gli appuntamenti più urgenti i vari uffici municipali di Milano stanno sollecitando la popolazione a servirsi dei servizi telematici, per evitare affollamenti agli sportelli.

Molte attività caritatevoli non si sono fatte impressionare dal virus e rimangono attive sul territorio; tra loro Opera San Francesco e Banco Alimentare che dichiara “Teniamo aperti i magazzini, la solidarietà non si ferma”.

La Camera di Commercio ha annunciato di essere aperta, nonostante inviti all’utilizzo dei servizi online per le questioni meno urgenti.

Coronavirus a Milano: situazione nei supermercati

In vari punti vendita della città e dell’hinterland sono state segnalate (nei social media e da diversi siti locali) carenze di alcuni prodotti alimentari base (pasta, sugo e carni bianche più economiche) di primo prezzo, con scaffali semi vuoti – limitatamente a questo tipo di prodotti – tendenza da noi personalmente verificata a Cologno Monzese.

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Prevenzione Coronavirus: le regole

Nel sito web della Regione Lombardia è presente una pagina con il decalogo anti Coronavirus diffuso dal ministero della Salute:

  1. Lavati spesso le mani
  2. Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
  4. Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici a meno che siano prescritti dal medico
  6. Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
  8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus
  10. Contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse o sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

Maggiori dettagli sono presenti nell’opuscolo informativo completo sulle azioni da intraprendere.

Coronavirus: cosa fare in caso di sintomi sospetti

“Coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori – indica il ministero della Salute – non devono andare in pronto soccorso”; è necessario invece “chiamare il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e spiegherà che cosa fare”.

I cittadini, inoltre, possono contattare il numero 1500 attivato dal dicastero competente per informazioni di carattere generale sul virus. “L’112 va lasciato alle persone che hanno sintomi” ha appena spiegato in conferenza stampa Giulio Gallera, assessore al welfare della Regione Lombardia.

Il numero verde 800894545 è destinato invece alle persone nella zona rossa. Alle 19 di domenica la prossima riunione con tutti i sindaci – spiega invece il presidente regionale Attilio Fontana – per chiarire gli impatti della nuova ordinanza in arrivo.

“Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie croniche come il diabete e le malattie cardiache” spiega il ministero nel suo vademecum.

 

Prezzi alle stelle per mascherine e Amuchina: la denuncia

Il Codacons contro le speculazioni su alcuni siti e-commerce: “rincari fino al +1700%” per mascherine protettive e disinfettanti, verrà presentato un esposto a Procura e Guardia di finanza. Un esempio: fino a 100-120 euro per quattro flaconcini piccoli di Amuchina. Sembra che Amazon stia prendendo i primi provvedimenti contro gli annunci clamorosamente gonfiati.

Credits fotografici

Foto metro vuota a Garibaldi alle 7.45 di giovedì 27 febbraio: Christian Busato

Foto metro rossa: ufficio stampa ATM

Foto scaffale pasta (Esselunga di Cologno Monzese): Andrea Paternostro

Foto maschera Carnevale by Marc Vandecasteele on Unsplash

Nella foto qui sotto: digital signage a Castelpusterlengo (NB: non è stato possibile rintracciare l’autore, restiamo a disposizione per eventuali contatti)

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Nella foto in basso, fonte Wikipedia, l’ospedale Soave di Codogno (Lodi)

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