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Conte: “Stiamo rimediando ai ritardi sulla cassa integrazione”

Andrea PaternostroAndrea Paternostro 2 settimane fa
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Un testo con 250 articoli per 55 miliardi di interventi: è il Decreto Rilancio appena presentato in conferenza stampa dal presidente del Consiglio.

“Potenziamo cassa integrazione e bonus autonomi. Stiamo cercando di rimediare ai ritardi” ha detto il premier. “Aiuti a fondo perduto, riduzione delle tasse, sgravi per affitti e bollette elettriche più leggera”. Si ripropone anche “il problema dei figli a casa” e si parla di “reddito di emergenza” per fronteggiare la dura ripresa economica.

Sconti fiscali per adeguare l’attività al Covid

Secondo il premier, “sono stati tagliati 4 miliardi di tasse”. Via a “sconti fiscali per ristoranti, teatri e tutti gli esercizi aperti al pubblico che dovranno adottare le misure anti Coronavirus”. Accertamenti, IVA e ritenute d’acconto rinviabili a settembre”.

Bonus baby sitter anche per i centri estivi

Conte ha parlato anche di un raddoppio dei fondi disponibili, per chi non li avesse già usati, da 600 a 1200 euro per quanto riguarda le baby sitter.

Fondi per la scuola

Sono 1,450 miliardi di euro i fondi destinati alle strutture scolastiche per riaprire in piena sicurezza a settembre; rispetto agli impegni già presi, “16mila nuovi posti per gli insegnanti”. Simile la cifra per rafforzare università e ricerca.

Buono vacanze 2020 e ISEE

Per le vacanze 2020 massimo 500 euro di bonus, fruibile per tutte le famiglie con ISEE inferiore a 40mila euro. C’è anche il taglio della rata IMU, sul fronte imprese, per alberghi e attività simili.

Fondo pensione lavoratori spettacolo

Per chi ha versato almeno 7 giorni di contributi nel 2019, arriva il bonus da 600 per aprile e maggio.

Bonus ristrutturazioni al 110%

Confermata questa importante misura per i privati: ristrutturare casa, in sostanza, non costerà nulla se è possibile attendere i 5 anni previsti per “rientrare” dal costo sostenuto per il cantiere domestico, sotto forma però di credito d’imposta, ovvero tasse in meno da pagare.

Settore agroalimentare: i fondi per il credito

“Per rilanciare i prodotti di qualità” previsti 250 milioni, tra le altre misure, che saranno gestiti dall’ISMEA per l’accesso al credito. “Persone che potevano essere considerate di ceto medio, ora hanno difficoltà ad accedere normalmente al cibo” ha sottolineato il ministro Bellanova. Per gli indigenti: “Latte, carne, formaggi DOP, frutta e verdura, alimenti per bambini”: un intervento di valore sociale, oltre che per questo settore.

La ministra si è commossa mentre diceva che “da oggi quelli che sono stati brutalmente sfruttati non saranno più invisibili” riferendosi alla norma, tanto discussa ma infine approvata, sulla regolarizzazione dei migranti in particolare per i lavori agricoli. “Lo Stato è più forte del capolarato”, ha aggiunto.

Infermiere di famiglia

“Investiamo su questa figura” con 9.600 infermieri in campo e “sui servizi domiciliari, che oggi coprono il 4% dei servizi complessivi, a fronte di una media OCSE, per le persone oltre 65 anni”.  Si arriverà a 11.109 posti in terapia intensiva.

Questa la parte della conferenza con dichiarazioni del ministro della Salute, Speranza.

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La conferenza stampa del premier Conte di ieri sera ha sollevato molti dubbi, specialmente riguardo al termine “congiunti”, utilizzato per indicare le persone a cui sarà possibile fare visita dopo il 4 maggio.

Rientrano senza dubbio nel concetto di “congiunti” i parenti, i coniugi e i conviventi, ma i confini sono molto labili. Sono “congiunti” anche i suoceri? I fidanzati? Gli amici?

Secondo una nota di Palazzo Chigi del 27 aprile il termine, che non fa parte del vocabolario giuridico, indica in questo caso “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”.
Quindi sì, anche i fidanzati fanno parte della cerchia di persone a cui sarà possibile fare visita dal 4 maggio, ovviamente sempre all’interno della propria Regione di appartenenza.

Il piano della ripartenza di Conte: niente IVA sulle mascherine, visite familiari e apertura delle manifatture

“Se ami l’Italia, rispetta le distanze” è lo slogan con cui Giuseppe Conte ha sintetizzato poco fa in diretta. Secondo gli esperti, un contagiato su quattro è nell’ambito delle relazioni familiari. “Potremmo affidarci al risentimento, alla rabbia, con i familiari, con l’Europa, con il governo o i politici. Non mancano le occasioni né l’elenco. Oppure possiamo pensare a cosa ciascuno può fare per una rapida ripresa”.

Il piano della Fase 2, in partenza dal 4 maggio, è “ben pensato e deve essere maturato anche da voi per essere messo a frutto” ha aggiunto Conte. “Il rientro a domicilio sarà consentito in ogni caso”. Riaperti giardini e parchi pubblici, riaperte dal 4 maggio edilizia e manifattura e l’asporto nei ristoranti; dal 18 maggio invece musei, mostre, biblioteche e commercio al dettaglio; dal 1 giugno bar e ristoranti. Il tutto sempre con distanze e mascherine (le chirurgiche saranno “calmierate” a 50 cent.

Ecco i punti salienti nel discorso di stasera, domenica 26 aprile, del presidente del Consiglio:

  • prezzi calmierati per le mascherine (chirurgiche a 0,50 centesimi) e Iva azzerata su questi dispositivi ormai indispensabili, ma con un provvedimento successivo
  • recovery fund europeo: un risultato che “non avremmo ottenuto” senza
  • da febbraio a marzo, 109.000 domande in più per il reddito di cittadinanza; 78.000 per babysitting
  • già liquidati quasi 3,5 milioni di bonus autonomi e professionisti; per i ritardi “mi scuso” ha detto Conte, questa mole di domande veniva trattata dall’Inps “in 5 anni, ora in un solo mese”; qui è necessario il contributo delle Regioni, alcune devono “affrettarsi con flussi e decreti”, in altri casi manca “il patrimonio informativo che consentirà subito dopo all’Inps di erogare quanto dovuto”
  • “stiamo sperimentando la possibilità di rinnovare con un solo clic il bonus da 600 euro per chi l’ha già avuto, senza dover rifare la domanda”
  • quanto al turismo, “settore che non riuscirà a recuperare i danni” e che produce 13-15% del Prodotto interno lordo, avrà bisogno di “iniezione di fiducia e sostegno economico”
  • stiamo preparando un decreto “sblocca Paese”: ci guardano a livello europeo e internazionale, mostrano “solidarietà e ammirazione per molti provvedimenti” secondo Conte

Nuovo DPCM, cosa succede dal 4 maggio

Conferma generalizzata del distanziamento e degli spostamenti. Restano le “comprovate esigenze” all’interno di ogni Regione. Aggiungiamo solo spostamenti “mirati” per far visita ai congiunti”: nipoti e nonni, genitori separati dai figli, ma sempre con “distanze e mascherine, con divieto di assembramento”. Non sono consentiti quindi “ritrovi di famiglia”.

Solo per urgenza, resta confermato, sarà possibile spostarsi verso altre Regioni. Regole più stringenti per sintomatici: chi avrà più di 37,5 dovrà avvertire il medico e non potrà spostarsi da casa.

Giardini pubblici e attività motoria

I sindaci possono disporre la chiusura di aree: consentiti gli accessi a parchi e giardini pubblici con distanze e misure per contingentare gli ingressi.  Nuova distanza per l’attività sportiva: due metri (diverso da “attività motoria semplice” per cui resterà un metro”. Dal 4 maggio consentiti gli allenamenti degli atleti, quindi anche non professionisti riferiti al Coni.

Cerimonie funebri: “c’è stata fitta interlocuzione”, è stato deciso un massimo di 15 persone (solo parenti) per funzioni da svolgersi possibilmente all’aperto, con mascherine e distanze.

Ristoranti con take away

Dalla stessa scadenza, consentito anche il take away (asporto). “Attenzione però – precisa Conte – nessun assembramento davanti a ristoranti e bar, ingresso uno alla volta e cibo non consumato davanti al posto di ristoro”.

Edilizia e manifattura

Riapertura consentita solo nel rispetto dell’ultimo protocollo di sicurezza sul lavoro (24 aprile): “recuperatelo subito, vi sarà consentito predisporre i locali prima del 4 maggio”.

Altro passaggio riguarda le aziende di trasporto e la tutela della salute nei cantieri, anch’esso sottoscritto l’altroieri. “Ci avviamo ad allentare il lockdown, con attenzione: le Regioni dovranno ogni giorno informarci sull’andamento della curva epidemiologico e sulla situazione del sistema sanitario regionale“.

Sulla base di questi parametri il ministro della Salute individuerà delle “soglie sentinella” per intervenire tempestivamente. “Non possiamo permettere che la curva del contagio ci sfugga di mano, solo con questo sistema ci assumiamo il rischio della riapertura” ha concluso Conte.

Musei, mostre e commercio

Conte ha voluto inoltre anticipare la seconda e terza parte della riapertura: dal 18 maggio riapriranno musei, mostre, biblioteche e il commercio al dettaglio.

Bar, parrucchieri e ristoranti

Il 1 giugno la data prevista per le attività riguardanti la cura alla persona, previsto più tempo onde preparare le attività in cui è più difficile mantenere le distanze. A tal proposito Conte ha anche fatto un veloce cenno alla prossima stagione balneare, pur senza dettagli.

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La task force di esperti guidata da Vittorio Colao sta stilando un calendario delle possibili aperture durante la Fase 2, partendo da imprese e fabbriche fino a negozi, bar e ristoranti. Si tratterebbe del ritorno al lavoro per circa 3,8 milioni di persone in tutta Italia.

La lista deve essere ancora approvata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con la certezza della data di partenza: il 4 maggio. L’inizio della ripartenza potrebbe arrivare prima per alcune realtà, come le manifatture considerate “a basso rischio di contagio”, come moda, automotive e componentistica. Questo tipo di impresa potrà ripartire già dal 27 aprile.

Tre regole per il via alle riaperture

Ogni regione gestirà in autonomia i tempi e le modalità delle riaperture.
Sono però assolutamente necessari 3 requisiti, secondo il team di esperti del governo:

  • Curva dei contagi stabile o in diminuzione
  • Disponibilità sul territorio di dispositivi di sicurezza (guanti e mascherine)
  • Rete ospedaliera in grado di gestire nuovi focolai

Insieme a queste regole generali, ogni azienda o esercizio commerciale dovrà garantire il distanziamento, la misurazione della temperatura e dispenser di igenizzante.

Al termine della fase 1 sarà finalmente possibile spostarsi all’interno del proprio Comune senza autocertificazione. Consentiti anche gli spostamenti all’interno della stessa regione. Ancora vietati i viaggi tra regioni o verso le seconde case. Sui trasporti come aerei, treni e mezzi pubblici i posti a sedere saranno limitati, per lasciare libero il posto accanto al passeggero.

Gradualmente è prevista anche l’apertura dei negozi con vendita al dettaglio, con l’obbligo di garantire la sicurezza dei clienti e il distanziamento, anche modificando gli orari di apertura (ogni città dovrà venire incontro a nuovi tempi e nuovi orari, come ha spiegato Giuseppe Sala in un’intervista).
I negozi di abbigliamento avranno inoltre l’obbligo di sanificare abiti e scarpe.

Ristoranti e bar continueranno con il servizio da asporto, a meno che non riescano a garantire la distanza minima tra i tavoli (almeno due metri). Il numero di coperti andrà comunque ridotto.

Anche parrucchieri e centri estetici potrebbero riaprire i battenti dal 18 maggio, con attenzione particolare alla vicinanza col cliente. Obbligatorie quindi mascherine, guanti e sanificazione di cabine e strumenti.

Cinema e teatri chiusi fino a data da destinarsi

Tutti gli eventi e i luoghi chiusi dove è prevista aggregazione, come cinema, discoteche e teatri, rimarranno ancora sospesi fino a data da destinarsi. Sono consentiti i cinema all’aperto, ma solo rispettando l’alternanza dei posti a sedere.

 

Contagi zero in Lombardia non prima di fine giugno: le previsioni degli esperti

L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha diramato una stima dell’azzeramento dei contagi nelle diverse regioni italiane, basandosi sugli studi dei propri esperti, coordinati da Walter Ricciardi e Alessandro Solipaca.

La data ovviamente non è esatta, ma una linea prima della quale i  nuovi contagi saranno verosimilmente decrescenti, ma quotidiani. Le proiezioni si basano anche sui provvedimenti di quarantena presi dalle singole regioni, insieme all’efficacia dimostrata finora.

“In questo momento è quanto mai necessario fornire una valutazione sulla gradualità e l’evoluzione dei contagi, al fine di dare il supporto necessario alle importanti scelte politiche dei prossimi giorni”, ha dichiarato Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio.

La proiezione suggerisce anche cautela nell’avvio della “fase 2”, che dovrà essere valutata e calibrata singolarmente dalle Regioni, in base alla situazione interna (le ipotesi di “fase 2” in Lombardia sono già state presentate nei giorni scorsi).

Per prime Umbria e Basilicata, in coda Marche e Lombardia

Secondo i dati dell’Osservatorio, le prime regioni a registrare zero contagi saranno Umbria e Basilicata, che al 17 aprile contavano rispettivamente 8 e 1 nuovo caso.
Fanalino di coda le regioni del Centro-Nord più colpite, come la Lombardia, dove la quota zero si prevede non prima del 28 giugno, mentre il limite è fissato al 27 per le Marche.

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Tabella elaborata dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, 19 aprile 2020

 

La conferenza stampa di Conte: misure prorogate fino al 3 maggio

Si è finalmente svolta (attesa fin dalle ore 14, poi rinviata per le discussioni sul nuovo decreto) la conferenza stampa del presidente del Consiglio: riapertura dopo le feste (qui tutto per la Pasqua in quarantena dai concerti online al cibo a domicilio) per alcune attività come librerie, negozi di vestiti per bambini e altro. Ecco tutti i punti salienti della diretta.

“Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio: una decisione difficile e necessaria di cui mi prendo ogni responsabilità, assunta dopo diversi incontri con esperti, Regioni, Province, Comuni, sindacati e associazioni delle imprese. Il comitato tecnico scientifico ci ha confermato: i segnali sono incoraggianti”.

“Ci sono evidenti indicazioni che le misure adottate stanno funzionando. Dobbiamo continuare a mantenere alta la soglia dell’attenzione, per Pasqua, i ponti del 25 aprile e del 1 maggio, Festa del Lavoro. Siamo tutti impazienti di ripartire, l’auspicio è che si possa farlo con cautela e gradualità ma ripartire. Dipenderà dal nostro comportamento“.

“La proroga vale anche per le attività produttive” ha aggiunto Conte. “Ci sta a cuore la tenuta del tessuto produttivo, vogliamo far ripartire il motore del Paese in sicurezza, ma non siamo ancora nella condizione di farlo a pieno regime. Vi posso promettere che se prima del 3 maggio si verificassero le condizioni cercheremo di provvedere”.

Cosa riaprirà dal 14 aprile

Per quanto riguarda le variazioni: “Da martedì 14 aprile riapriamo cartolibrerie, librerie, negozi per neonati e bambini – avevamo ricevuto tante richieste e segnalazioni. Riapriamo anche la silvicoltura, il taglio dei boschi, perché venga fornita la legna. Idem le attività forestali: “Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo pensare che il virus scompaia del tutto dal nostro territorio” ha sottolineato il premier.

Il programa poggerà su due pilastri: 1) il nuovo gruppo di esperti con varie professionalità in dialogo con il comitato tecnico scientifico; 2) il protocollo per la sicurezza sul lavoro. Il primo sarà presieduto da Vittorio Colao (il manager che lanciò Omnitel, uno dei più noti dirigenti italiani). Altriesperti sono: Savaggino, Mazzucato, Moretti, Sadun.

Il consiglio per le aziende è procedere già ora a sanificare i luoghi di lavoro attrezzandosi per applicare correttamente le rigorose misure di protezione necessarie”. Saranno ripensate anche “alcune logiche dei trasporti e della logistica”.

Eurogruppo e MES: la visione di Conte

Le prime stime dicono che saranno necessari “almeno 1.500 miliardi di euro per fronteggiare questa emergenza”. Negli Stati Uniti il sostegno pubblico è di 2.000-2.300 miliardi già adesso. Quello dell’Eurogruppo di ieri, secondo Conte, è “un primo passo che l’Italia giudica ancora insufficiente”. La principale battaglia sarà per “un fondo che deve essere finanziato per la condivisione economica dello sforzo”. Dovrà essere proporzionato, secondo il presidente del Consiglio “alle cifre di un’economia di guerra. Ma soprattutto dovremo arrivare in tempo”.

Avremo anche un potenziamento della BEI (Banca Europea per gli Investimenti). “Il nostro strumento è l’eurobond e condurremo sino alla fine la nostra battaglia”. L’Eurogruppo propone anche una nuova linea di credito collegata al MES. Su quest’ultimo punto vedo che in Italia sin dalla notte “si è levato un dibattito legittimo e molto vivace”.

Un duro attacco poi all’opposizione: “Dalla scorsa notte Matteo Salvini e Giorgia Meloni stanno ripetendo una menzogna: stavolta devo fare nomi e cognomi, l’Eurogruppo non ha firmato nulla e il MES non esiste da ora”. Si tratta di “una linea di credito totalmente nuova rispetto a quelle già esistenti, diversamente regolata”. L’Italia, precisa, “non ha bisogno del MES perché lo ritiene totalmente inadeguato a questa emergenza”.

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha appena annunciato la “liquidità immediata” per le imprese di ogni tipo, dagli autonomi alle grandi industrie, tramite un sistema di prestiti garantiti dallo Stato. “Ci riserviamo di seguire con gli esperti la valutazione della curva dei contagi. Saremmo i più felici se potessimo allentare qualche misura restrittiva prima possibile, ma dare una data ora non avrebbe senso. Dovremo continuare a rispettare le regole sulla distanza e fare sacrifici per un po'”.

“Il MES è assolutamente inadeguato per questa situazione – ha aggiunto Conte bocciando il Meccanismo europeo di stabilità come strumento risolutivo per la grave crisi economica da Covid 19 – gli eurobond sono la risposta giusta. Su questo io e Gualtieri siamo perfettamente d’accordo, anche se qualche retroscenista scrive diversamente. La verità è che quando si difende il proprio Paese non si fanno calcoli. Io sono convinto: la storia è con noi”

Queste le parole in conferenza stampa del ministro dell’Economia, Gualtieri: “Un intervento senza precedenti a sostegno del sistema produttivo: 200 miliardi garantiti dallo Stato per prestiti senza limiti di fatturato. Gli importi dei prestiti immediati alle imprese: “Fino al 25% del fatturato o il doppio del costo del personale” e condizioni di accesso “molto limitate” come “il divieto di erogare dividendi in questo periodo”. Complessivamente tra il decreto di oggi e il Cura Italia “mobilitiamo fino a 750 miliardi di risorse, una “garanzia poderosa”.

Tutto questo si affianca a un differimento delle scadenze fiscali, legato al fatturato. “Libereremo 30 miliardi ad aprile e un potenziamento significativo del Fondo centrale di garanzia anche per autonomi e Partite Iva” ha promesso Gualtieri, anticipando quindi i punti essenziali del nuovo decreto che uscirà entro il mese.

Portato il “Fondo centrale di garanzia” al 90% della copertura a garanzia dei prestiti fino a 5 milioni di euro. Fino a 25.000 euro di prestito, invece, lo Stato garantirà al 100% e la procedura di erogazione del credito sarà immediata e priva di vincoli legati al merito di credito o a valutazioni andamentali.

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“Ci sono tanti cittadini in difficoltà, non ci stiamo girando dall’altra parte. Sono sofferenze psicologiche ma anche tante materiali di chi addirittura inizia già ad avere difficoltà o già le aveva sugli approvvigionamenti di generi alimentari e farmaceutici – ha sottolineato Conte – Abbiamo lavorato con il ministro Gualtieri e coinvolgiamo i sindaci, le nostre prime antenne”. Il presidente del Consiglio ha annunciato quindi il nuovo decreto odierno.

“Ho appena firmato un DPCM che dispone 4,3 miliardi sul Fondo di solidarietà comunale, anticipo del 66% sulla scadenza che era prevista a maggio. Ma la cosa più importante adesso: aggiungiamo 400 milioni a questo fondo – per i Comuni – con il vincolo di usare queste somme per fare la spesa. Nasceranno i buoni spesa e la possibilità di erogare generi alimentari, con tutta la catena del volontariato e del terzo settore. Già dall’inizio della settimana prossima, confidiamo i sindaci siano già in grado di farlo. Non vogliamo lasciare nessuno abbandonato a sé stesso” ha aggiunto Conte.

Buoni per la spesa alimentare e donazioni detassate

Nell’ordinanza della Protezione Civile ci sono inoltre misure ad hoc per “non tassare la solidarietà”. Conte ha fatto appello alla grande distribuzione: “Aggiungere un ulteriore 5-10% di sconto per chi acquisterà con questi buoni”. Stiamo lavorando con gli uffici dell’INPS e la ministra del Lavoro, Catalfo. Importante che i 25 miliardi stanziati con il Cura Italia “arrivino subito nelle tasche dei cittadini, non è semplicissimo, sono 16 misure diverse che coinvolgono 11 milioni di persone; stiamo facendo di tutto perché i tempi della burocrazia a cui siamo abituati vengano azzerati”.

Coronabond: “La Commissione Ue sbaglia”

In merito alla bocciatura dell’eventuale soluzione “coronabond” comunitari (ovvero l’emissione di obbligazioni garantite dall’Europa per superare la crisi economica) definiti dalla presidente della Commissione europea “uno slogan”, Conte ha risposto ai giornalisti: “La storia non avverte quando arriva, soprattutto con un’emergenza così inaudita. È uno shock simmetrico che riguarda tutti i sistemi economico-sociali degli Stati membri, non ce n’è uno esente. Si tratta di dimostrarsi adeguati o no, l’Europa deve rispondere. Io non passerò alla storia come colui che non si è reso responsabile di quello che andava fatto per i cittadini europei. Mi batterò fino all’ultimo per ottenere una risposta europea forte e vigorosa”. Tria ha aggiunto senza mezzi termini: “Le parole della presidente della Commissione Ue sono sbagliate.

No alla ripresa di scuole e università

“Al momento non c’è una prospettiva di ritorno all’attività didattica per scuole e università, confermo quanto detto dalla ministra Azzolina. Sulla ripresa delle attività produttive lavoreremo dalla prossima settimana”.

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Nuovo decreto in arrivo con multe più elevate per chi infrange le restrizioni, ma anche “l’orgoglio” per la reazione della “stragrande maggioranza degli italiani” e l’auspicio di “rimuovere le misure restrittive ben prima del 31 luglio” nonché la stizza per la bozza “già superata da una nuova versione e circolata abusivamente”.

“Il nostro ordinamento non prevedeva un’emergenza di questo tipo. Il DPCM è uno strumento flessibile per dosare le misure di contenimento e prevenzione. Con questo decreto abbiamo riordinato la materia e regolato i rapporti con il Parlamento: ogni iniziativa governativa verrà trasmetta ai presidenti delle Camere e ogni 15 giorni riferirò in Aula. Inoltre, abbiamo regolato anche i rapporti con le Regioni, che potranno adottare misure anche più severe e pur nell’ambito dell’omogeneità assicurata dal governo. Infine, abbiamo introdotto una multa da 400 a 3.000 euro. D’ora in poi alla contravvenzione viene sostituita questa sanzione pecuniaria. Aumento di un terzo se il trasgressore è colto alla guida di un veicolo. Non c’è il fermo amministrativo.

Sono soddisfatto e orgoglioso della reazione degli italiani. La stragrande maggioranza dei cittadini si sta conformando a queste regole, che comportano nuove abitudini di vita. Ciascuno deve fare la propria parte. Se tutti rispettano le regole consentono all’intera comunità nazionale di uscirne quanto prima. Da stamattina purtroppo ancora una volta assisto all’indebita diffusione di una bozza già superata. Nulla di vero sulla proroga dell’emergenza fino al 31 luglio.

A fine gennaio abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale un attimo dopo che l’OMS aveva dichiarato la pandemia e questo vale per sei mesi, ma non significa che le misure restrittive non si possano allentare prima. Confidiamo di farlo e siamo fiduciosi che prima di quella scadenza ipotetica si possa tornare alle nostre abitudini, anzi a un migliore stile di vita. È il momento in cui tutti stiamo riflettendo sulla scala di valori. È il momento per fare delle riflessioni”.

“Posso garantire che la filiera alimentare sarà garantita, ma anche il rifornimento di carburante” ha precisato infine Conte rispondendo alle domande dei giornalisti – per la prima volta nella storia dell’editoria italiana, probabilmente – collegati in video conferenza durante la diretta social e televisiva.

“Spero che l’annunciato sciopero dei sindacati rientri – ha proseguito Conte in seguito a una domanda specifica – perché in questo momento il Paese non se lo può permettere”. Il premier ha anche annunciato un’ordinanza per “modificare l’orario di apertura” e venire così incontro ad alcune richieste per conciliare le attività essenziali con la protezione dei lavoratori.

“Abbiamo portato le unità di terapia intensiva da 5343 a 8370. Stiamo vivendo una situazione drammatica, ma stiamo reagendo in modo efficace” ha detto Conte citando tutti i principali risultati raggiunti in queste settimane, tra cui la riconversione degli ospedali in strutture sanitarie dedicate alla cura di Covid-19.

Alla domanda se fosse pronto all’invio dell’esercito per evitare lo scoppio di nuovi focolai al Sud, il presidente del Consiglio ha risposto: “Ci sono già unità militari che si trasferiscono secondo necessità per intervenire nelle strutture più critiche. Stiamo riconvertendo i militari di Strade Sicure per integrare l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno fatto molti controlli. Abbiamo tutti gli strumenti per poter perseguire. Ben venga l’aiuto dell’esercito, ma i cittadini non devono pensare che la tenuta dell’ordine pubblico venga affidata esclusivamente a un’immagine di militarizzazione dei centri abitati.

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Annunciata la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali sull’intero territorio italiano. In sostanza resteranno aperte solo quattro grandi filiere: logistica (anche se Amazon e altri hanno chiuso tutti gli ordini di beni non essenziali) e trasporti, necessaria per gli approvvigionamenti; farmaci e rifornimenti sanitari, energia e agroindustria (per garantire i beni alimentari) e i servizi bancari, postali e finanziari, seppur in presenza talvolta di invito a prendere appuntamento (da verificare con le proprie filiali).

Qui le parole di Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri, in diretta su Facebook e in edizione straordinaria Tg1 

“Ho scelto di non nascondere la realtà e rendere tutti voi partecipi della sfida da affrontare.  La crisi più difficile dal secondo dopoguerra. Le persone che piangiamo non sono numeri, ma storie di famiglie. Le misure sin qui adottate richiedono tempo. Sono severe, ma non abbiamo alternative, dobbiamo resistere perché solo in questo modo potremo tutelare noi stessi e le persone che amiamo.

Il nostro sacrificio è minimo paragonato ai concittadini negli ospedali e nei luoghi cruciali per la vita del Paese: medici, infermieri, forze dell’ordine, forze armate, protezione civile, commessi, farmacisti, autotrasportatori, ai lavoratori nei servizi pubblici, anche nell’informazione. Ogni giorno compiono un atto d’amore nei confronti dell’Italia intera. Abbiamo deciso di compiere un altro passo, chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva non strettamente necessaria a garantirci beni e servizi essenziali. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con sindacati e associazioni di categoria per una lista dettagliata.

Continueranno a restare aperti i supermercati, non c’è ragione per avere paura. Assicureremo anche i trasporti e tutte le attività connesse a quelle essenziali. Al di fuori consentiremo solo lavoro smart working.

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Sabato 21 marzo Regione Lombardia aveva emesso in giornata un’ordinanza restrittiva, la riassumiamo:

  • multe salatissime (fino a 5.000 euro) per gli assembramenti in pubblico di tre o più persone
  • sarà misurata la temperatura corporea delle persone in coda al supermercato o in farmacia e dei fermati nei posti di blocco delle forze dell’ordine, nonché all’inizio dei turni di lavoro per gli uffici ancora aperti (solo attività essenziali)
  • stop ai cantieri e altri provvedimenti urgenti per fermare ogni attività non essenziale

Ordinanza-Regione-Lombardia-210032020 (PDF COMPLETO)

Leggiamo inoltre nel provvedimento: “Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. per quanto concerne i servizi bancari, finanziari e assicurativi si devono utilizzare modalità di lavoro che favoriscano la prenotazione con appuntamenti a favore dell’utenza, in modo da evitare assembramenti. Restano altresì garantite le attività di gestione rifiuti, di cui all’art. 183 comma 1 lettera n) del dlgs. 152/06, relative a raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di tutte le tipologie di rifiuti, sia urbani che speciali, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario in quanto costituisce attività di pubblico interesse ai sensi dell’art. 177, comma 2 del D.lgs. medesimo”.

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“I termini di chiusura di scuole e aziende non potranno che essere prorogati alla scadenza“. Così ha dichiarato il premier Conte in videoconferenza da Palazzo Chigi. Il traguardo del 3 aprile per la riapertura di scuole e attività commerciali aveva cominciato a sembrare sempre più lontano negli ultimi giorni, fino alla dichiarazione ufficiale del premier, che ha confermato un sospetto condiviso da molti.

Anche se le misure di restrizione adottate finora stanno funzionando, non sarà possibile ancora per un po’ tornare alla vita di prima. Non sono ancora state diramate dichiarazioni sulla nuova data di riapertura delle attività, chiuse in tutta Italia dall’11 marzo.

 

Lavoro, salute e necessità: come spostarsi

Gli spostamenti dovranno essere “motivati da 3 circostanze: comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute“. “Sarà possibile auto-certificare, ma devono essere veritiere, altrimenti ci si espone a un ulteriore reato“. Per quanto riguarda i trasporti non sono previste ulteriori restrizioni con l’obiettivo di garantire alle persone la possibilità di recarsi al lavoro.

“Aggiungiamo un divieto di assembramento all’aperto e in locali aperti al pubblico, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Abbiamo visto foto della movida, non ci possiamo più permettere queste occasioni di contagio. Sono perfettamente consapevole della gravità ma sono costretto a intervenire per proteggere tutti noi. Viviamo in un sistema in cui garantiamo il diritto alle cure a tutti, è un fondamento della nostra civiltà. Non possiamo abbassare la guardia”.

“La decisione giusta oggi è restare a casa” ha aggiunto Conte rivolgendo un pensiero “ai medici in trincea” in queste ore. Confermato anche lo stop al campionato di calcio. “Non consentiremo neppure che possano essere utilizzate le palestre“.

 

Coronavirus a Milano: ATM e uffici pubblici

Mezzi pubblici regolari lunedì 24: è in corso “una sanificazione straordinaria quotidiana” che coinvolge “dai sostegni ai sedili a tutte le superfici di contatto, ma la collaborazione di ogni cittadino è fondamentale: seguite le dieci regole” spiega una nota di ATM.
Per la progressiva riduzione dei passeggeri a bordo (circa il 70% in meno), l’azienda di trasporti milanesi sta attivando una graduale riduzione delle corse fino a raggiungere il 40% in meno.
Si tratterebbe di applicare orari molto simili a quelli comunemente seguiti la domenica del periodo invernale.

In un comunicato stampa di oggi, Trenitalia dichiara invece che è “in corso” la definizione di “termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate”. Nel frattempo, il protocollo sanitario sui treni prevede dispenser a bordo con disinfettante per mani, protezioni per il personale, depliant con le regole igieniche del ministero della Salute e comunicazione sulle cancellazioni di fermate e partenze nelle stazioni in quarantena.

Trenord ha comunicato mercoledì 11 marzo che il servizio ferroviario Malpensa Express è sospeso, a causa del forte calo di passeggeri aeroportuali. Sono comunque attivi treni da e per l’aeroporto dalle stazioni di Centrale e Garibaldi.

Per raggiungere la stazione di Bovisa sono invece previsti i consueti treni a partenza regolare da Milano Cadorna. Sono inoltre previste riduzioni delle corse per le tratte Milano – Paderno Robbiate, Bergamo – Brescia, Bergamo – Calusco e Bergamo – Lecco.

Il Comune di Milano ha fatto sapere in serata che “gli sportelli comunali continuano a operare regolarmente‬” ma al contempo “gli appuntamenti per istanze non urgenti saranno rinviati‬”. L’Austria ha fermato in serata i treni da e per l’Italia.

Oltre ai servizi di trasporto pubblico di ATM e agli uffici pubblici, come annunciato questa mattina dal Sindaco Sala, rimarranno aperti supermercati e centri commerciali, a esclusione del weekend. Anche se aperti al pubblico per gli appuntamenti più urgenti i vari uffici municipali di Milano stanno sollecitando la popolazione a servirsi dei servizi telematici, per evitare affollamenti agli sportelli.

Molte attività caritatevoli non si sono fatte impressionare dal virus e rimangono attive sul territorio; tra loro Opera San Francesco e Banco Alimentare che dichiara “Teniamo aperti i magazzini, la solidarietà non si ferma”.

La Camera di Commercio ha annunciato di essere aperta, nonostante inviti all’utilizzo dei servizi online per le questioni meno urgenti.

Nel sito web della Regione Lombardia è presente una pagina con il decalogo anti Coronavirus diffuso dal ministero della Salute:

  1. Lavati spesso le mani
  2. Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
  4. Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici a meno che siano prescritti dal medico
  6. Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
  8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus
  10. Contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse o sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

Maggiori dettagli sono presenti nell’opuscolo informativo completo sulle azioni da intraprendere.

“Coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori – indica il ministero della Salute – non devono andare in pronto soccorso”; è necessario invece “chiamare il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e spiegherà che cosa fare”.

I cittadini, inoltre, possono contattare il numero 1500 attivato dal dicastero competente per informazioni di carattere generale sul virus. “L’112 va lasciato alle persone che hanno sintomi” ha appena spiegato in conferenza stampa Giulio Gallera, assessore al welfare della Regione Lombardia.

Il numero verde 800894545 è destinato invece alle persone nella zona rossa. Alle 19 di domenica la prossima riunione con tutti i sindaci – spiega invece il presidente regionale Attilio Fontana – per chiarire gli impatti della nuova ordinanza in arrivo.

“Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie croniche come il diabete e le malattie cardiache” spiega il ministero nel suo vademecum.

Il Codacons contro le speculazioni su alcuni siti e-commerce: “rincari fino al +1700%” per mascherine protettive e disinfettanti, verrà presentato un esposto a Procura e Guardia di finanza. Un esempio: fino a 100-120 euro per quattro flaconcini piccoli di Amuchina. Sembra che Amazon stia prendendo i primi provvedimenti contro gli annunci clamorosamente gonfiati.

 

Nella foto qui sotto: digital signage a Castelpusterlengo (NB: non è stato possibile rintracciare l’autore, restiamo a disposizione per eventuali contatti)

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