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Nove spettacoli teatrali da vedere a Milano dal 13 al 19 marzo 2017

Foto tratta dallo spettacolo 'Prima della bomba', con Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Massimiliano Donato, Marco Rizzo e Umberto Terruso, regia di César Brie.

Avete l’imbarazzo della scelta su cosa vedere a teatro? Vi state chiedendo come impiegare, culturalmente, quella sera libera o la domenica pomeriggio? Come ogni lunedì, Milano Weekend vi segnala alcune opere in cartellone nella nostra città: un nuovo appuntamento con lo #spiegoneteatri.

Ecco cosa vedere a teatro a Milano nella settimana dal 13 al 19 marzo 2017

Alcuni consigli sugli spettacoli in cartellone

— Be Normal! (Teatro i 18 – 20 marzo)

Per soli tre giorni arriva il nuovo lavoro di Teatro Sotterraneo, pronto a chiedersi e chiederci: cosa facciamo per sopravvivere? Dopo il primo capitolo di questa nuova ricerca sulla vocazione, intitolato ‘Be Legend!’, in Be Normal! «si racconta di una giornata impossibile fra aspirazioni, fallimenti e sopravvivenza quotidiana». In scena Sara Bonaventura e Claudio Cirri, con una straordinaria abilità trasformativa, continuano a narrare il nostro presente con un occhio di riguardo verso le sue contraddizioni e la vita dei trentenni, sempre messa a dura prova.

«Ho visto le migliori menti della mia generazione perdersi e lasciar perdere. Ho visto le migliori menti e anche le peggiori guardare dritto negli occhi il proprio daimon e sparargli, tanto che me ne faccio. Se dovessimo fare uno spettacolo teatrale parlerebbe di questo, ci sarebbero due attori più o meno trentenni, un maschio e una femmina, sarebbero italiani, persone comuni, e dovrebbero farsi un gran culo sulla scena, provare in ogni modo a fare non si sa bene cosa, il pubblico dovrebbe provare pietà per loro, poi per se stesso, poi tutto andrebbe sempre peggio, sarebbe un disastro, e forse potremmo farla finita per sempre con la domanda “Certo, teatro – ma di lavoro?”». (dalle note di ideazione).

DURATA: 60′

ORARI: h 21

PREZZI: intero 18€; convenzionati 12€; under 26 11,50€; over 60 9€

— Bestie di scena (Piccolo Teatro Strehler 28 febbraio – 19 marzo)

L’ultimo spettacolo firmato da Emma Dante sta creando molto dibattito. Ciò che già avevamo intuito dalla presentazione in conferenza stampa e di cui abbiamo avuto conferma post visione è che ognuno di noi deve farne esperienza diretta. Non è semplice raccontare qualcosa che non può inserirsi in un mero genere né in una sola definizione (com’è ad esempio “teatro di parola”).

Quando si entra in sala, a partire dalla mezz’ora prima dell’orario d’inizio ufficiale, loro, gli attori, già ci sono, stanno facendo – forse – ciò che fanno in camerino e/o dietro le quinte prima di ogni spettacolo: training. Nel silenzio, che dipende ovviamente anche dal pubblico, si ascolta il loro fiato, il respiro che, minuto dopo minuto, aumenta, il rumore della gomma delle scarpe da ginnastica sulle tavole del palcoscenico. Dal cerchio iniziale, al centro del quale c’è “l’allenatore” di turno (ogni performer va, a ruota, a scandire i movimenti che poi tutti fanno), piano piano si staccano creando delle linee e soprattutto venendo in proscenio a guardarci, denudandosi gradualmente e naturalmente. Il “gioco” inizia ancor più in quell’istante perché veniamo chiamati a sostenere quello sguardo e loro stanno per fare i conti con qualcosa che ognuno interpreterà a proprio modo, ma che non può lasciare indifferenti né noi né ogni componente della compagnia. In Bestie di scena c’è tutta la condizione di fragilità umana e dell’essere attori, con la Dante che coraggiosamente ha impastato le mani nella macchina teatrale assumendosi i propri rischi e ideando con la sua compagnia ciò che vi consigliamo di provare personalmente, scevri da pregiudizi.

DURATA: 75′

ORARI: lunedì riposo; martedì, giovedì e sabato h 19,30; mercoledì e venerdì h 20,30; domenica h 16

PREZZI: platea 33€; galleria 26€

― Camminatori della patente ubriaca (Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro 15 e 16 marzo)

Era stato presentato all’ultima edizione di Tramedautore e ora arriva in forma compiuta allo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro. «Tratto dalla storia vera di una famiglia implosa, alla disperata ricerca di un Angelo, lo spettacolo affronta il tema del disagio familiare e ha per protagonista una famiglia di alcolisti: Pupa, la madre e i figli Simon e Teschio. I tre si aggirano per il paese di provincia in cui vivono, camminando nella neve in fila indiana, spostandosi a piedi da un bar all’altro; a piedi perché a tutti e tre hanno ritirato la patente» (dalla sinossi). Il testo di Nicolò Sordo, è stato premiato a NdN Network drammaturgia Nuova 2016. Alternando «dialoghi venati di ironico cinismo a momenti poetici», crea una tensione che vi toccherà.

«La messa in scena del testo è affidata alla Scuola Elementare del Teatro diretta da Davide Iodice, un luogo di ricerca e formazione permanente, un laboratorio produttivo e una rete di cooperazione, dove la platea privilegiata è quella segnata dal disagio economico e sociale, così come dalla disabilità fisica e intellettuale». Regia di Mattia Di Mauro, con Chiara Vitiello, Emilio Marchese, Pasquale Saggiomo e Lia Guseyn-Zade.

DURATA: 40′

ORARI: h 21

PREZZI: Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Per prenotazioni: 02.45485085/02.26688369 – nohma@nohma.it

— Chinglish (Atir Teatro Ringhiera 10 – 19 marzo)

Questa coproduzione di Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e Compagnia Formelinguaggi, in collaborazione con Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, era stata presentata in lettura scenica nell’ambito di Tramedautore, XV Festival internazionale del Teatro d’autore.

Il testo, scritto da David Henry Hwang, ha vinto il Josef Jefferson Award ed è stato rappresentato con successo a Broadway; ora è pronto a far sorridere e riflettere anche noi. Si legge: «Chinglish è la storia esilarante di Daniel Cavenaugh, un uomo d’affari americano che compie il tentativo disperato di lanciare una nuova impresa in Cina. Solo tre cose sembrano ostacolare il suo cammino: non parla la lingua, non conosce le usanze del paese e s’innamora dell’unica donna che non può assolutamente avere. Una potente opera di satira sulla corruzione che attraversa l’imprenditoria e la politica, cui si unisce un’audace sperimentazione linguistica, evidente nell’uso del bilinguismo e di raffinati giochi di parole». Ultimamente si tiene in considerazione meno la lingua, almeno secondo l’ottica suggerita e ricordata qui, «per noi occidentali convinti che l’inglese abbatta ogni frontiera, rappresenta un enigma difficile da comprendere. Eppure è proprio con la Cina che oggi ci troviamo sempre più spesso a dialogare. Chinglish racconta proprio questo». A interpretare tutto questo attori italiani – Valentina Cardinali, Angelo Colombo, Enrico Maggi, Federico Zanandrea e Annagaia Marchioro – per la regia di Omar Nedjari.

DURATA: 75′

ORARI: lunedì riposo; martedì, giovedì e venerdì h 20,45; mercoledì e sabato h 19,30; domenica h 16

PREZZI: intero 18€; ridotti 15 e 12 €

— L’abito nuovo (Teatro Sala Fontana 14 – 19 marzo)

Avete mai pensato all’accoppiata Eduardo de Filippo e Luigi Pirandello? Ecco, tutto ciò è accaduto davvero con L’abito nuovo, andato in scena per la prima volta nel 1937 proprio a Milano, e che adesso torna al Teatro Sala Fontana con la regia di Michelangelo Campanale e la compagnia pugliese La Luna Nel Letto (Marco Manchisi, Nunzia Antonino, Salvatore Marci, Vittorio Continelli, Annarita De Michele, Adriana Gallo, Paolo Gubello, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero e Luigi Tagliente).

«La pièce racchiude tutti i temi cari ai due autori, condensati nella figura dello scrivano Michele Crispucci: un personaggio umile, attaccato alla sua dignità di uomo, testardo e, nonostante gli eventi, innamorato a tal punto della moglie da sviluppare una sorta di lucida follia. Quest’uomo è un eroe contemporaneo in lotta contro l’ottuso materialismo dei nostri giorni e il degradante attaccamento degli uomini alle cose e alla roba piuttosto che ai sentimenti. Fulcro della vicenda è l’apparentemente innocuo passaggio da un abito vecchio, indossato da tempo immemorabile, ad uno nuovo. Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Michelangelo Campanale, che dipinge la scena con una regia visionaria – ispirata alla novella e allo stesso tempo fedele al testo di Eduardo – e Marco Manchisi che ha curato il corpo della recitazione, comparando il dramma del 1935 e la riscrittura che Eduardo effettuò per le riprese Rai del 1965» (dalla nota ufficiale).

DURATA: 100′

ORARI: da giovedì a sabato h 20,30; domenica h 16

PREZZI: intero 19€; ridotto studenti universitari e convenzionati 14€; ridotto under 14 e over 65 9,50€; gruppo scuole 9€
Prevendita 1€

— Nessun luogo è lontano (Teatro Franco Parenti 17 – 26 marzo)

A firmare come autore e regista questa pièce è Giampiero Rappa, qui anche interprete insieme ad Alice Ferranti e Giuseppe Tantillo.

«Una giornalista giovane e determinata affronta un lungo viaggio per intervistare Mario Capaldini, ex scrittore di successo, un uomo burbero e cinico che da alcuni anni ha chiuso ogni rapporto con il mondo dopo aver rifiutato un importante premio letterario. Quali verità nascoste la giornalista vuole scoprire su di lui? E che cosa cerca e nasconde Ronny, il giovanissimo e irruento nipote di Mario che a sorpresa e con entusiasmo torna a trovarlo dopo tanto tempo? Riuscirà l’uomo a difendere la sua baita dalla intrusione dei due giovani? O forse è proprio quell’intrusione che sta attendendo da tempo senza saperlo? Mistero, silenzi, ritmi serrati e ironia in un testo che parla di orgoglio, conflitti tra genitori e figli, amore, perdono» (dalla scheda ufficiale).

«I tre personaggi hanno i difetti, i caratteri e il modo di parlare tipici della commedia. Mario, 50 anni , ex scrittore di successo, ostinato a difendere la propria solitudine, recita come se avesse la maschera dell’attore tragico mentre, scena dopo scena, i due giovani provano in tutti modi a smascherarlo», ha dichiarato Rappa. Con uno sguardo intimista ci si trova coinvolti in questo “gioco” a tre in cui si scopre se stessi scavando nelle vite degli altri, ed è interessante che l’input arrivi da Anna, la giornalista; colui che, però, muoverà ulteriori corde sarà il nipote dello scrittore.

Una chicca: le musiche originali sono di Stefano Bollani.

DURATA: 100′

ORARI: lunedì riposo; martedì, giovedì, sabato h 20,45; mercoledì e venerdì h 19,30; domenica h 15,45

PREZZI: intero 15€; over 65, under 26 e convenzioni 12€

— Peter Pan guarda sotto le gonne (Teatro Elfo Puccini 14 – 19 marzo)

Anche se siamo sempre più nell’era della globalizzazione, toccare alcuni temi risulta ancora difficile e forse, per alcuni, risulta anche difficile ascoltarli. La compagnia The Baby Walk ha deciso di prendersi questo onere realizzando una Trilogia sulla transessualità e all’Elfo Puccini presenterà il primo capitolo: Peter Pan guarda sotto le gonne. Siamo alla fine degli anni Novanta. «Peter ha 11 anni e mezzo e lunghi capelli biondi. Wendy ne ha 13 ed è mora. Tinker Bell, la rattoppa campane, è una fata senza bacchetta magica. Crescere. Scoprire i primi impulsi sessuali, gestire il primo innamoramento e gli scontri con i genitori per affermare la propria identità. Peter “non è esattamente una femmina, ma precisamente un maschio”; e nessuno sembra accorgersene. Il disagio che vive è raccontato attraverso il parallelismo con i personaggi del celebre romanzo di James Matthew Barrie Peter Pan nei giardini di Kensington. La storia prende spunto anche da episodi dell’infanzia di persone FtM (Female to Male).

Peter Pan guarda sotto le gonne è il percorso intimo della formazione di un’identità» (dalla scheda), con occhio di bue su quella di genere. Il secondo capitolo, ‘Stabat Mater’, riguarderà ancora la transizione fisica e mentale da femmina a uomo.

In scena: Linda Caridi, Luciano Ariel Lanza, Chiara Leoncini, Alice Raffaelli e le voci di Ferdinando Bruni e Mariangela Granelli. Regia Livia Ferracchiati.

DURATA: 75′

ORARI: da martedì a sabato h 10,30; domenica h 15,30

PREZZI: posto unico 16,50€

— Prima della bomba (Campo teatrale 15 – 19 marzo)

César Brie torna con un suo lavoro a Milano pronto a toccare, ancora una volta, le nostre corde più intime e a non lasciarci indifferenti. Questo testo di Roberto Scarpetti (già autore di ‘Viva l’Italia, le morti di Fausto e Iaio‘) «riflette sul senso di appartenenza, sull’esigenza di sentirsi coinvolti in qualcosa, sulla confluenza delle nuove generazioni verso il radicalismo islamico e sulle differenze culturali tra Occidente e Oriente. Siamo in una affollatissima metropolitana di una grande città, Davide, 22 anni, viso da bravo ragazzo, coperto dal cappuccio della sua felpa, è pronto a farsi esplodere. Nel suo zaino c’è un ordigno artigianale. Prima della bomba indaga e va alla ricerca dei motivi e delle cause che hanno portato il giovane a convertirsi all’Islam, a realizzare l’ordigno con i suoi amici Karim e Rafiq, rispettivamente un italiano convertito e un fondamentalista afgano, e a farsi saltare in aria» (dalla nota ufficiale).

Chissà quante volte ascoltando il telegiornale ci siamo ritrovati a chiederci come si possa arrivare a tanto, cosa scatti nella testa di chi compie un gesto simile che ha delle conseguenze su se stesso e sugli altri. «Prima della bomba nasce da una serie di domande: cosa trovano i ragazzi europei nell’Islam che non riescono a trovare nella loro cultura di appartenenza? Possono le nostre conformiste società occidentali dare un nuovo spazio al dissenso giovanile? O forse sono questi giovani costretti a cercare in culture lontane dall’Occidente uno sfogo alla loro voglia di cambiare il mondo? Sono domande che al giorno d’oggi, e in vista degli ultimi tragici eventi, acquistano un significato profondo, e alle quali Prima della Bomba prova a dare una risposta, conducendo gli spettatori verso una profonda riflessione».

Con Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Massimiliano Donato, Marco Rizzo e Umberto Terruso.

DURATA: 75′

ORARI: h 21; domenica h 18,30

PREZZI: intero 20€; ridotto 14€. 15 marzo biglietto unico 10€

Eventi teatrali

— Manzoni Cultura (Teatro Manzoni 13 marzo)

Torna l’appuntamento ideato da Edoardo Sylos Labini che vede protagonista della serata del 13 marzo Gabriele Lavia. «Da quest’anno, insieme a Sylos Labini e al Djset Alice Viglioglia, sono previste le domande OFF fatte dai lettori de ilgiornaleOFF.it media partner della rassegna. Gli incontri sono sempre accompagnati dalla proiezione di immagini di repertorio, spesso inedite, che raccontano la vita del personaggio intervistato». Chi ama il teatro, quindi, non può mancare a questo appuntamento che permetterà di scandagliare aspetti anche inediti di Lavia.

ORARI: h 20

PREZZI: posto unico 10€

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