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Teatro a Milano, gli spettacoli da non perdere ad aprile

Beatrice Curti 3 settimane fa
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ph Gianluca Pantaleo

La primavera è arrivata e aprile è alle porte. Si prospetta un mese decisamente interessante per tutti gli amanti del teatro, con il prosieguo degli spettacoli in cartellone dei tantissimi palchi milanesi (oltre 50, senza contare quelli presenti in provincia), tra classici della drammaturgia e nuovi testi contemporanei messi in scena da grandi nomi del teatro e giovani promesse esordienti. Scopriamo cosa ci riserva il teatro a Milano ad aprile 2024 con il nostro #spiegoneteatro!

Piccolo Teatro

Dove: Via Rovello 2 (Teatro Grassi), Largo Greppi 1 (Teatro Strehler), Via Rivoli 6 (Teatro Studio Melato)
Info e contatti:  02 2112 6116

Durante (dal 6 aprile al 5 maggio 2024)

Una fuoriserie lanciata a tutta velocità, un terribile incidente d’auto: la seconda parte del trittico pensato da Pascal Rambert per il Piccolo prende il via con un colpo di scena. Ritroviamo la stessa compagnia di attori e attrici, già protagonisti di Prima, insieme a interpreti dell’ultima generazione.

Le prove dello spettacolo ispirato alla Battaglia di San Romano di Paolo Uccello si intrecciano all’evocazione di Arlecchino e a una generale riflessione sul teatro, i suoi riti, la sua magia. “È la prima volta – spiega Rambert – che lavoro a un progetto organizzato su più stagioni ed è stata per me una gradevolissima sorpresa. Mi piace l’idea di tornare a lavorare con lo stesso gruppo di attori, perché insieme costituiscono una configurazione estremamente viva di personalità, con cui sento di poter dar luogo a sempre nuove combinazioni di relazioni.

  • Con: Anna Bonaiuto, Anna Della Rosa, Marco Foschi, Leda Kreider, Sandro Lombardi 
    e con gli allievi del Corso Claudia Giannotti della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa Miruna Cuc, Cecilia Fabris, Pasquale Montemurro, Caterina Sanvi, Pietro Savoi e con Ludovica Bersani, Giorgio Saglimbeni/Filippo Boncinelli, Amelia Varretta
  • Quando: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16
  • Durata: spettacolo in allestimento
  • Quanto: a partire da 17€

La ragazza sul divano (dal 9 al 14 aprile 2024)

Una donna di mezza età dipinge il ritratto di una giovane donna accovacciata su un divano. Il momento creativo, accompagnato da un costante senso di inadeguatezza, scatena in lei una ridda di sentimenti contraddittori, sull’onda dei ricordi di un’infanzia tutt’altro che felice.

Valerio Binasco è il principale interprete del teatro di Jon Fosse in Italia, grazie ad allestimenti che rivelano l’influenza del passato sul presente con un’esattezza quasi proustiana. Ama dire di sé l’autore norvegese, classe 1959: “Sono uno scrittore fortemente critico della lingua. Intendo dire che le cose più importanti non possono essere dette (né in un dialogo espresso con il linguaggio quotidiano, né con quello concettuale) – e proprio in questo consiste la mia arte poetica: dire l’indicibile.” 

  • Con: Pamela Villoresi, Valerio Binasco, Michele Di Mauro, Giordana Faggiano, Fabrizio Contri, Giulia Chiaramonte e con Isabella Ferrari
  • Quando: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.
  • Durata: 70 minuti senza intervallo
  • Quanto: a partire da 14€

Zio Vanja (dal 16 al 21 aprile 2024)

Dopo Il gabbiano da tutto esaurito presentato nella scorsa stagione sul palcoscenico del Teatro Strehler, Leonardo Lidi continua la sua indagine tra i capolavori del grande drammaturgo russo.

Nella tenuta in cui Vanja trascorre la sua placida esistenza, basta l’arrivo del professor Serebrijakov, accompagnato della giovane moglie Elena, a distruggere ogni equilibrio… Tra amori infelici e vite mai pienamente vissute, continua il viaggio nei capolavori di Anton Čechov.

  • Con: Giordano Agrusta, Maurizio Cardillo, Ilaria Falini, Angela Malfitano, Francesca Mazza, Mario Pirrello, Tino Rossi, Massimiliano Speziani, Giuliana Vigogna 
  • Quando: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16
  • Durata: 105 minuti senza intervallo
  • Quanto: a partire da 14€

Teatro Carcano

Dove:  Corso di Porta Romana 63, Milano
Info e contatti:  02 5518 1362, info@teatrocarcano.com

Le serve (dal 4 al 7 aprile 2024)

La storia scritta da Genet – ispirata da un reale fatto di cronaca – è quella di due cameriere che allo stesso tempo amano e odiano la loro padrona, Madame. Genet presenta le due sorelle – Solange e Claire – nella loro vita quotidiana, nell’alternarsi fra fantasia e realtà, fra gioco del delirio e delirio reale in un rituale che è l’incarnazione della frustrazione: l’azione di uccidere l’oggetto amato ed invidiato, viene ripetuta all’infinito come un gioco. Tuttavia, questo gioco non raggiunge mai il suo apice, la messa in scena che le due sorelle compiono viene continuamente interrotta dall’arrivo della padrona… Fino ad un punto di non ritorno.

Veronica Cruciani (Premio della Critica e Hystrio), ambienta la vicenda in una città contemporanea, valorizzando dunque i temi, attualissimi, del potere e del genere. Il ruolo di Madame è affidato a Eva Robin’s, icona pop del transgender dall’originale percorso teatrale. A interpretare le bonnes, due giovani attrici cresciute alla Scuola dello Stabile di Torino: Beatrice Vecchione – già diretta da Malosti, Martone e Muscato – e Matilde Vigna, Premio Ubu 2019 come Migliore attrice under 35 e finalista 2022 per il Miglior nuovo testo italiano.

  • Con: Eva Robin’s, Beatrice Vecchione, Matilde Vigna
  • Quando: giovedì e venerdì 19.30, sabato ore 20.30, domenica ore 16.30
  • Durata: da definire
  • Quanto: a partire da 28 €

La madre (dal 9 al 14 aprile 2024)

Ne La Madre Zeller indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. La partenza del figlio, ormai adulto, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento, come abbandono del nido, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo.

Il tono da black comedy iniziale lascia scappare più di un sorriso, per le situazioni descritte e il meccanismo delle ripetizioni che Zeller instaura nel testo, si trasforma lentamente in un dramma spietato che non sembra essere né un vero sogno, né la banale realtà del presente, ma una vertigine ipnotica e crudele dalla quale risvegliarsi è impossibile.

  • Con: Lunetta Savino, Andrea Renzi, Niccolò Ferrero e Chiarastella Sorrentino
  • Quando: martedì – venerdì 19.30, sabato 20.30, domenica 16.30
  • Durata: da definire
  • Quanto: a partire da 24 €

Otello, di precise parole si vive (dal 16 al 21 aprile 2024)

Lella Costa racconta ciò che l’ha portata, insieme a Gabriele Vacis a mettere in scena un grande classico della drammaturgia shakespeariana: “succede con i grandi autori, forse soprattutto con Shakespeare: i loro testi, le loro storie, i loro personaggi sono, letteralmente, immortali. Continuano a parlarci, a stupirci, a incantarci; a volte ci aiutano perfino a capire chi siamo, cosa ci sta succedendo adesso.

E quando incontri una di queste storie perfette in genere te ne innamori, e soprattutto ti rendi conto che non avrebbe alcun senso provare a inventarne un’altra per dire le stesse cose, ma che è lecito, forse perfino doveroso, continuare a raccontare quella. Precisamente quella.

Se poi ci aggiungiamo una trama folgorante, il cui riassunto potrebbe sembrare una notizia di cronaca di oggi (un lavoratore straniero altamente qualificato, un matrimonio misto, una manipolazione meschina e abilissima, un uso doloso e spregiudicato del linguaggio, un femminicidio con successivo suicidio del colpevole), allora ci rendiamo conto di quanto bisogno abbiamo di continuare a raccontare e ascoltare  questa storia.”

  • Con: Lella Costa e Gabriele Vacis
  • Quando: mercoledì, giovedì e venerdì ore 19.30, sabato ore 20.30, domenica ore 16.30
  • Durata: da definire
  • Quanto: a partire da 24€

Teatro Fontana

Dove: Via Gian Antonio Boltraffio, 21, Milano
Info e contatti: 02 6901 5733, biglietteria@teatrofontana.it

Poetica / Franco Arminio (dall’11 al 14 aprile 2024)

Lo spettacolo, costruito a partire dai componimenti del poeta e paesologo Franco Arminio, è una mappa “umanografica” dei paesi italiani, un viaggio alla scoperta di luoghi che conservano la memoria della gente che li ha abitati.

Se guardiamo attentamente i paesi delle nostre province vedremo che sono pezzi di vita lasciati lì a invecchiare come l’intonaco di una casa; sono storie di persone che, come finestre, si aprono e si chiudono al mondo; sono sacrifici e sono gioie, si incrociano come vicoli e strade.
Grazie alla potenza evocativa delle parole di Franco Arminio riusciamo a ritrovare lo spirito di un paesaggio che sta lentamente scomparendo. Forse non si tratta solo di un paese reale, ma di un luogo che è nell’anima di ognuno di noi.

  • Con: Caterina Carpio, Federica Dominoni, Tindaro Granata, Enrico Pittaluga, Francesca Porrini
  • Quando: giovedì- venerdì ore 20.30, sabato ore 19.30, domenica ore 16
  • Durata: 70 minuti
  • Quanto: intero 23€, Under 30 15€, Over 65/Under 14 11€, Giovedì sera 19€, Convenzioni 18€, Scuole di teatro 12€

La perfezione della polvere (17 aprile 2024)

La Perfezione della Polvere è un tuffo nella vita di giovani ragazzi di periferia che si scontrano con i dolori, la noia e l’indifferenza di un mondo che spesso sembra voltar loro le spalle. Tratto da un libro inedito di Andrea Munforte, una raccolta di racconti legati dal tema della trasformazione della parola in cui si intrecciano i motivi del cambiamento e della violenza, della distanza e del silenzio, questo spettacolo apre finestre sulle paure e le passioni della giovinezza, attraversandone i rischi e i riscatti. Le vie con cui cercano di salvarsi dalla solitudine e dalle angosce che li catturano sono l’amicizia e la poesia, disperatamente cercate in tutto ciò che li circonda.

La teatralizzazione del testo narrativo ha richiesto, da un lato, un intervento nella scrittura di partenza, per renderla più colloquiale e dialogica; dall’altro, però, ha reso necessario mantenere una certa fedeltà alle atmosfere e ai temi fondanti del romanzo. Gli autori, dunque, hanno operato con cura e rispetto, estrapolando alcune parti esattamente com’erano nel libro, e modificandone altre, ampliandone i contenuti e aggiungendo degli scritti inediti. Il risultato finale è costituito da scene che sono quadri autonomi ma interconnessi, che narrano le difficoltà e le speranze del diventare adulti.

  • Con: Nasareth Cerea, Manfredi Orlandini, Tessa Santagostino, Cecilia Uberti Foppa, Alessandra Venezia, Gabriele Vollaro
  • Quando: ore 20.30
  • Durata: 80 minuti
  • Quanto: intero 23€, Under 30 15€, Over 65/Under 14 11€, Giovedì sera 19€, Convenzioni 18€, Scuole di teatro 12€

Derek Jarman. Thinking blind (20 e 21 aprile 2024)

La mia vista non tornerà più, la retina è distrutta […] Lampi blu nei miei occhi… Parole di Derek Jarman in “Blue”, film sulle ultime fasi della sua malattia, ad immagine unica: ininterrotto monocromo Blue Klein. Mentre la sua vista si spegne Jarman è l’artefice di un giardino-paradiso, fatto di piante infestanti, di fronte alla centrale nucleare di Dungeness: nel più inospitale dei luoghi crea un’opera di incredibile bellezza. La performance è un omaggio al suo Thinking blind, “Pensare da ciechi”, sviluppare un pensiero senza organi in cui trovi posto ciò che non vediamo: “The true blue”, la verità fluida del mondo. Crediamo che esista un dentro e un fuori, cose distinte da noi, e non ci accorgiamo di vivere immersi in un’atmosfera fisica, ambientale, culturale, come pesci nei mari.

Ogni forma di inquinamento, non solo fisico ma anche ideologico o morale – l’inquinamento dei pensieri e delle abitudini – è l’incapacità di vedere il mare in cui siamo, e di capire che ogni cosa che è fuori di noi entrerà in noi. In scena due performer: una misteriosa Eva – un pò Natura, un po’ Destino Nucleare dell’umanità – che non mostra mai al pubblico il suo volto e un giovane Adamo che perde il Paradiso Terrestre e si “macchia”. Derek Jarman. Thinking Blind è una riflessione sull’uomo, vittima e carnefice del suo stesso stare sulla terra, sulla contaminazione di se stessi e del mondo, sul procedere implacabile del tempo.

Ma è anche uno spettacolo sulla malattia, sull’HIV, sulle epidemie lecite e illecite, sull’omosessualità, sulla lotta per i diritti civili e sugli atti creativi come forme di resistenza. Imparare a pensare come se fossimo ciechi, cioè con altri organi, trasformare l’angoscia del futuro in visioni più profonde della vita: per fare di noi un giardino di fronte a una centrale nucleare e trasformare un terrore oscuro in opportunità di bellezza.

  • Con:  Giulio Santolini, Ivonne Capece
  • Quando: sabato ore 19.30, domenica ore 16
  • Durata: 60 minuti
  • Quanto: intero 23€, Under 30 15€, Over 65/Under 14 11€, Giovedì sera 19€, Convenzioni 18€, Scuole di teatro 12€

Teatro Franco Parenti

Dove: Via Vasari 15, Milano (biglietteria in via Pier Lombardo 14)
Info e contatti: 02 599 95206, biglietteria@teatrofrancoparenti.it

Olvia Denaro (dal 12 al 21 aprile 2024)

C’è una storia vera, e c’è un romanzo. La storia vera è quella di Franca Viola, la ragazza siciliana che a metà degli anni ‘60 fu la prima, dopo aver subito violenza, a rifiutare il cosiddetto “matrimonio riparatore”. Il romanzo prende spunto da quella vicenda, la evoca e la ricostruisce, reinventando il reale nell’ordine magico del racconto. All’inizio Oliva è una quindicenne che nell’Italia di quegli anni, dove la legge stabiliva che se l’autore del reato di violenza carnale avesse poi sposato la “parte offesa” avrebbe automaticamente estinto la condanna – anche se ai danni di una minorenne -, cerca il suo posto nel mondo. E, in un universo che sostiene che “la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia”, Oliva ci narra, ormai adulta, la sua storia a ritroso, da quando ragazzina si affaccia alla vita fino al momento in cui, con una decisione che suscita scandalo e stupore soprattutto perché inedita e rivoluzionaria, rifiuta la classica “paciata” e dice no alla violenza e al sopruso.

Una storia di crescita e di emancipazione che scandaglia le contraddizioni dell’amore (tra padri e figlie, tra madri e figlie) e si insinua tra le ambiguità del desiderio, che lusinga e spaventa.  Ma Oliva, proprio come Franca Viola, decide di essere protagonista delle proprie scelte, circondata da una famiglia che impara con lei e grazie a lei a superare ricatti, stereotipi e convenzioni. Un padre che frequenta il silenzio e il dubbio, ma che riuscirà a dire alla figlia “se tu inciampi io ti sorreggo”, e una madre che, dapprima più propensa a piegarsi alla prepotenza e al fatalismo, riuscirà infine a spezzare le catene della sottomissione e della vergogna. Grazie alla scrittura limpida, poetica, teatralissima e immaginifica di Viola Ardone, Oliva Denaro diventa così la storia di tutte le donne che ancora oggi pensano e temono di non aver scelta, costrette da una legge arcaica e indecente (lo stupro fino al 1996 era considerato solo oltraggio alla morale e non reato contro la persona) ad accettare un aguzzino e un violentatore tra le mura di casa. Una storia di ieri e di oggi, che parla di libertà, civiltà e riscatto.

  • Con: Ambra Angiolini
  • Quando: mercoledì, venerdì e sabato ore 19.45, giovedì ore 21, domenica ore 16.15
  • Durata: 80 minuti
  • Quanto: Settore A (intero 38€), Settore B (intero 28€; under26/over65 18€; convenzioni 21€), Galleria (intero 28€; under26/over65 18, convenzioni 21€)

 L’appuntamento ossia la storia di un cazzo ebreo (dal 3 all’11 aprile 2024)

Audace e potente spettacolo dal bestseller d’esordio della scrittrice tedesca Katharina Volckmer. Una storia sul tema dell’identità, fisica, del corpo, del genere, ma anche culturale e politica. Domina la scena Marta Pizzigallo che racconta, con la voce e con il corpo, il suo disagio emotivo ed esistenziale in una società senza speranza intrappolata dai troppi retaggi culturali.

Spudorata e aggressiva nel personaggio che si interroga sul suo gender, la protagonista rivendica una libertà che appare impossibile: quella degli ebrei al tempo del nazismo e quella di chi oggi vuole manifestare la propria identità sessuale. Un flusso di coscienza torrenziale e provocatorio, ma anche atrocemente divertente e lucido che passa dalla confessione di fantasie sessuali legate a Hitler e al nazismo alla descrizione di incontri di sesso occasionale nei bagni pubblici, dalla deplorazione della pessima cucina tedesca all’impossibilità di sentirsi a proprio agio in un corpo di donna.

Consigliato ai maggiori di 16 anni di età.

  • Con: Marta Pizzigallo e Francesco Maisetti. Resto del cast in via di definizione
  • Quando: martedì e giovedì ore 20.30, mercoledì, venerdì e sabato ore 19.15, domenica ore 15.45
  • Durata: 80 minuti
  • Quanto: Settore A (intero 30€), Settore B (intero 22€; under26/over65 15€; convenzioni 18€), Galleria (intero 18€; under26/over65 15€)

Teatro Manzoni

Dove: Via Alessandro Manzoni 40, Milano
Info e contatti: 02 763 6901, info@teatromanzoni.it

Fiori d’acciaio (dal 2 al 14 aprile 2024)

“Fiori d’Acciaio” è una commedia profondamente toccante e ispiratrice, scritta da Robert Harling, che si svolge in un salone di bellezza situato nel cuore della provincia italiana. Questo spazio, tipicamente associato a momenti di cura personale e scambio di chiacchiere, diventa il palcoscenico su cui si dipana la vita di un gruppo di donne, legate da un’amicizia indissolubile che diviene loro sostegno nelle avversità della vita.

Barbara de Rossi, Martina Colombari, Gabriella Silvestri, Alessandra Ferrara, Caterina Milicchio  e Cristina Fondi danno vita ai personaggi con una maestria tale da catturare l’essenza della complessità femminile, attraverso una recitazione che fonde empatia, calore e forza. Queste donne portano in scena le loro storie, ognuna con le proprie sfide, sogni e delusioni, rendendo lo spettacolo un affresco variegato delle molteplici sfaccettature dell’esperienza femminile.

  • Con: Barbara de Rossi, Martina Colombari, Gabriella Silvestri, Alessandra Ferrara, Caterina Milicchio  e Cristina Fondi
  • Quando: feriali ore 20.45, domenica ore 15.30, sabato 13 aprile ore 15.30 e 20.45
  • Durata: in via di definizione
  • Quanto: Prestige € 36,50 – Poltronissima € 33 – Poltrona € 25 – Poltronissima under 26 anni € 16

Pigiama per sei (dal 12 al 24 marzo 2024)

Il più classico dei triangoli: lui, lei, l’altra… che diventa un rombo, nel momento in cui si scopre che il vecchio amico, invitato dal marito per fungere da alibi durante l’incontro clandestino con l’amante, è a sua volta l’amante della moglie.

Ma la figura diventa un poligono complesso, allorché la cameriera mandata da un’agenzia, complice il destino beffardo che vuole che porti lo stesso nome, viene scambiata per l’amante del marito dall’amico, ma è costretta a interpretare il ruolo di amante di quest’ultimo agli occhi della moglie, che è ovviamente gelosa, ma non può svelarsi finché… Finché ognuno è costretto a interpretare un ruolo diverso a seconda di quali siano le persone presenti nella stanza, in un crescendo turbinante di equivoci e risate. Pigiama per sei è il tipico meccanismo perfetto.

Un testo in cui lo spettatore si appassiona, immedesimandosi involontariamente, per capire come i vari personaggi riusciranno a trovare soluzioni a situazioni che diventano via via più intricate, fino allo scioglimento dovuto all’arrivo di un ulteriormente inaspettato (e pericoloso) deus ex machina.

  • Con: Laura Curino, Antonio Cornacchione, Rita Pelusio, Max Pisu, Roberta Petrozzi e Rufin Doh 
  • Quando: martedì – sabato e 25 aprile: 20:45, domenica: 15:30, sabato 27 aprile: 15:30 e 20:45
  • Durata: 110 minuti senza intervallo
  • Quanto: Prestige € 36,50, Poltronissima € 33, Poltrona € 25, Poltronissima under 26 anni € 16

TAM – Teatro degli Arcimboldi

Dove: Viale dell’Innovazione 20, Milano
Info e contatti: boxoffice@teatroarcimboldi.it

Max Angioni. Anche meno (dal 3 al 7 aprile 2024)

In Anche Meno troviamo un poco più che trentenne, figlio unico, che ha costruito un mondo immaginifico attraverso cui filtra i piccoli avvenimenti quotidiani e le grandi domande esistenziali, e reinterpreta in modo surreale tutto quello che gli passa per la testa: dai ricordi delle prime volte, all’incredulità per le grandi conquiste, alle domande più curiose e originali sulla storia e il senso della vita…

  • Con: Max Angioni
  • Quando: ore 21
  • Durata: da definire
  • Quanto: a partire da 25€

Stefano Nazzi, Indagini Live (dal 10 al 12 e 19 aprile 2024)

Gli appassionati di storie di cronaca conoscono molto bene Indagini, il podcast che ogni primo del mese racconta in due puntate storie di omicidi (e non solo) diventate dei veri e propri casi mediatici nel nostro Paese. Dal delitto di Cogne al caso di Roberta Ragusa, Stefano Nazzi accompagna l’ascoltatore in un approfondimento diverso dal solito racconto.

Indagini si propone di osservare come i media hanno trattato la storia, affiancando l’andamento delle indagini e dei procedimenti giudiziari. Una narrazione asciutta e diretta non lascia spazio a fronzoli e a dettagli inutilmente cruenti, lasciando spesso la voce a esperti che hanno seguito il caso o ai diretti protagonisti, attraverso il recupero di interviste rilasciate dopo o durante i fatti.

Indagini Live porta il podcast in teatro, partendo da Milano, dove Nazzi vive e lavora.

  • Con: Stefano Nazzi
  • Quando: ore 21
  • Durata: in definizione
  • Quanto: a partire da 26 €

Teatro Menotti

Dove: Via Ciro Menotti 11, Milano
Info e contatti: 02 8287 3611, biglietteria@teatromenotti.org

La scatola di Archimede. Incontri con la scienza per capire il mondo che verrà (fino al 5 maggio 2024)

Massimo Polidoro cura e conduce cinque appuntamenti domenicali al Teatro Menotti, con illustri divulgatori scientifici ed esperti provenienti dai più diversi campi della ricerca: Telmo Pievani, Elisa Palazzi, Amedeo Balbi, Valentina Bosetti, Ugo Bardi e Ilaria Capua. Gli incontri saranno accompagnati dalla fisarmonica di Nadio Marenco, dalla riflessione comica e intelligente di Francesco Lancia e Chiara Galeazzi e con la partecipazione di ricercatrici e ricercatori del Politecnico di Milano.

Cinque appuntamenti dedicati a capire il ruolo che la scienza e la tecnologia hanno oggi nella nostra società e le difficoltà che incontriamo nel conciliare evidenze scientifiche e scelte politiche ed economiche, spesso fuori sincrono con la realtà.

La Terra del futuro si rivelerà un posto adatto alla nostra specie? Con Telmo Pievani si parlerà del difficile equilibrio tra il mondo di oggi e la nostra presenza, mentre con Elisa Palazzi si rifletterà sul cambiamento climatico e su come ognuno di noi debba necessariamente sentirsi chiamato all’azione. Dobbiamo pensare a un pianeta di riserva? Risponderà l’astrofisico Amedeo Balbi in una serata dedicata al futuro dell’esplorazione spaziale. Con Valentina Bosetti e Ugo Bardi si ragionerà sulla sfida epocale del nostro tempo: la transizione energetica e con Ilaria Capua sulla salute interconnessa, perché gli esseri umani sono interamente dipendenti dalle altre forme di vita.

  • Con: Telmo Pievani, Elisa Palazzi, Amedeo Balbi, Valentina Bosetti, Ugo Bardi e Ilaria Capua
  • Quando: 3, 24 marzo, 14 e 21 aprile, 5 maggio ore 21
  • Durata: in definizione
  • Quanto: intero 16,50 €, ridotto 11,50 €

Teatro Oscar

Dove: Via Lattanzio, 58/A Milano
Info e contatti: 334.8541004 – biglietteria@oscar-desidera.it

Caravaggio –  di chiaro e di oscuro (dal 4 al 7 aprile 2024)

Quanti dettagli servono per raccontare la storia di Michelangelo Merisi da Caravaggio? C’è la peste da bambino, che gli porta via padre e nonno. La fame e la povertà da giovane pittore apprendista, il successo fulmineo e scapestrato, i litigi, le risse: tentati omicidi, agguati in strada, ferite denunce e un omicidio riuscito. Fughe precipitose e ritorni. Arresti, scarcerazioni, protettori, amanti, pene comminate, sentenze di morte. Una grazia arrivata troppo tardi.

Poi le tele, dato che lui gli affreschi proprio non li sapeva fare: solo a olio, riusciva. I soggetti, le fonti bibliche, apostoli santi madonne, amori poco sacri e molto profani. I quattro modelli che poteva permettersi e a rotazione usava in tutti i quadri: prostitute per madonne, giovani compagni di letto per angeli. Se stesso testimone in disparte. Un vecchio per tutto il resto. Opere dimenticate fino al Novecento, spesso rimosse, rifiutate dai committenti: troppo violente, scandalose, irriverenti, senza paradiso né speranza, “spropositate per lascivia e poco decoro”. Troppo naturali, e questo è imperdonabile.

Francesco Niccolini e Luigi D’Elia raccontano a modo loro un altro frammento della natura selvaggia che sta a loro tanto a cuore. Dopo Zanna Bianca, Moby Dick e Tarzan, si allontanano dalla grande letteratura per sprofondare nella pittura più sublime e abissale, quella di Caravaggio. È il terzo racconto biografico della loro produzione, dopo André e Dorine e Cammelli a Barbiana. Realizzano questo nuovo lavoro Enzo Vetrano e Stefano Randisi, che per la prima volta si cimentano nella regia di un monologo.

  • Con: Luigi D’Elia regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
  • Quando: dal giovedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16
  • Durata: 170 minuti con intervallo
  • Quanto: intero 22€, ridotto 16€, speciale 10€ in abbonamento