Pubblicato in: News Sport

Petizione San Siro: demolirlo per un’azione di solidarietà?

italia-germania-sansiro-2016

E mentre prosegue il braccio di ferro fra le idee del comune di Milano e le due squadre milanesi, spunta un progetto architettonico di demolizione per solidarietà.

L’idea di Castelletti: demolire lo stadio per fare solidarietà

L’architetto Diego Fabio Castelletti ha inviato una proposta alle due società di calcio milanesi, al comune di Milano e al sindaco Sala. L’idea sarebbe quella di utilizzare una piccola percentuale degli incassi del nuovo stadio che verrà creato (una cifra stabilita intorno ai 100mila euro) per la costruzione di tanti piccoli orfanotrofi in giro per il mondo.

Accanto a queste piccole costruzioni solidali ci sarebbero poi dei campi di calcetto creati appositamente per far divertire e giocare i bambini. Milan e Inter inoltre potrebbero donare anche le loro maglie a questi poveri ragazzi per dari vita a tanti “piccoli stadi San Siro” in giro per il mondo.

Il caro e vecchio stadio verrebbe demolito per poter vita a un’azione di solidarietà importante e preziosa. 

E lo stesso Castelletti in una recentissima dichiarazione ipotizza una clausola solidale imposta ai due club meneghini in cambio del consenso a buttar giù lo stadio Meazza di Milano.

Un progetto generoso e magnanimo. Due valori a cui mai sono venute meno Milan e Inter. E così forse anche i tifosi potrebbero accettare la demolizione del glorioso impianto.

I tifosi non ci stanno: San Siro non si tocca !

Una petizione per San Siro: il web risponde al progetto di Milan e Inter per un nuovo stadio. Oltre alla petizione online, nasce il profilo Instagram Savesansiro. Una parte politica promuove il comitato “No alla demolizione”. La situazione è in movimento: l’ad del Milan, Paolo Scaroni, ha detto venerdì “se lo stadio non si può cambiare ce ne andremo” parlando a un evento de Il Foglio.

Ieri sera Leonardo – direttore area tecnica rossonera – ha ribadito a DAZN: “Ai club come il Milan servono strutture all’avanguardia, come altre in Europa: è normale pensarci”. “Sarebbe un delitto abbatterlo” ha dichiarato invece Marco Tronchetti Provera. Ma tenere in vita il Meazza così com’è sarà molto difficile: vediamo perché.

San Siro demolito: i perché

Luci a San Siro… chi non conosce l’emozionante canzone di Roberto Vecchioni? Eppure le luci a San Siro potrebbero spegnersi per davvero. Non del tutto, ma per buona parte della stagione sì. Milan e Inter hanno deciso di fare il grande passo per tornare ad alti livelli.

Il progetto di uno stadio nuovo e ammodernato, che dovrebbe includere circa 60.000 spettatori e sorgere nell’area parcheggio di fronte al Meazza. Ormai, nel calcio odierno, fatto di alti fatturati, ricavi e merchandising, senza uno stadio di proprietà è difficile stare al passo con i big del calcio internazionale. Il modello Juve insegna.

Su questo tutti i tifosi e appassionati di calcio sono d’accordo. Ma dal web, dal mondo del giornalismo e opinionismo sportivo si alza un coro unanime: non abbattete San Siro. Uno stadio troppo ricco di partite memorabili, grandi imprese e storici scontri. Una costruzione che non deve morire.

La petizione #SaveSanSiro

Così, mentre Milan e Inter sembrano aver trovato l’intesa per presentare al comune di Milano un piano per il nuovo stadio, anche gli acerrimi tifosi si sono uniti per salvarlo. Da pochi giorni in rete ha preso vita la petizione #SaveSanSiro da presentare al sindaco Sala. Fino a oggi il numero attuale dei partecipanti è 2610.

SaveSanSiro su Instagram

La protesta è anche su InstagramNella bio è presente il link per votare a favore del mantenimento dello stadio: “Non abbattiamo San Siro. Trasformandolo in un museo, non uccidiamo 94 anni di storia dello sport“.

Profilo Instagram Savesansiro

Il comitato no alla demolizione di San Siro

E la politica, quella dell’attuale opposizione, si è mossa a favore dell’idea. I consiglieri comunali del centrodestra, in collaborazione con il presidente del municipio 7 Marco Bestetti, hanno creato il comitato “No alla demolizione di San Siro”.

Sala: la cosa migliore per me è ristrutturare. Non sono io a voler il nuovo stadio

In questo confronto inedito fra Milan e Inter e i tifosi di calcio, la posizione del sindaco Sala non è per nulla semplice. Da una parte il primo cittadino ha più volte dichiarato che preferirebbe un restyling dell’attuale stadio. Dall’altra appoggerebbe un nuovo progetto, ma a una condizione fondamentale: il Comune lo avrà in comproprietà, con una concessione a lunghissimo termine.

Oltre al dubbio se convincere i due club a effettuare una ristrutturazione, anziché una nuova costruzione, il sindaco è alle prese con gli attacchi social dei tifosi. Infatti milanisti e interisti sono convinti che sia il primo cittadino a optare per il nuovo stadio. Invece, come annunciato su Facebook dallo stesso sindaco è la confusione mediatica che ha portato a questa situazione. In realtà lui preferirebbe una moderna ristrutturazione.

Nuovo stadio San Siro: Milan e Inter a breve il piano

Sempre il sindaco ha proseguito in un suo post: “Inter e Milan adesso stanno facendo una valutazione dal punto di vista economico-finanziario: fare un nuovo stadio costerà circa 5-600 milioni e credo che stiano valutando anche il valore della ristrutturazione. C’è solo un vincolo che io gli pongo: non possiamo perderci. Per cui io francamente non so dire a che soluzione arriveranno, ma li sto invitando a presentare una proposta“.

Le due società meneghine, dai rispettivi portavoce di Elliott e della società nerazzurra, hanno fatto sapere che entro aprile arriverà il progetto per aprile il tavolo delle trattative con il Comune. E per la fine dello stesso mese l’annuncio dell’accordo e l’avvio del progetto.

Per quando potrebbe esser pronto il nuovo stadio?

La nuova casa calcistica di Milan e Inter, secondo una stima di Elliott, potrebbe esser pronta per il 2022/2023 o al più 2024. Come anticipato accoglierebbe 60.000 spettatori e costerebbe un totale di 600 milioni, da dividere in parti uguali. Il no alla ristrutturazione dello stadio attuale deriverebbe da un pari costo, a discapito, però, di una tempistica di realizzazione doppia: dagli attuali 30 previsti ai possibili 60 mesi.

Che ne sarà di San Siro?

A questo punto, se le società Inter, Milan e il comune dovessero trovar l’accordo, cosa accadrebbe al vecchio stadio? San Siro potrebbe restare un museo storico, monumento nazionale di Milano e dell’Italia, trasformandosi da stadio delle domeniche di calcio a unico palcoscenico della Nazionale e dei grandi concerti.

Altrimenti potrebbe venire abbattuto, questione che andrebbe sia contro la manifesta volontà popolare e il parere dello stesso comitato olimpico CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Pare che ci sia stata una telefonata da parte di quest’ultimo per aver garanzie sul Meazza per l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali Milano – Cortina nel 2026 (la cui assegnazione sarà decisa – la rivale è la capitale svedese Stoccolma – tra poche settimane). Sala su questo ha garantito che ci sarà o lo stesso stadio o uno spazio adeguato.

Non si sa se alla fine prevarrà il romanticismo nostalgico dei tifosi rossoneriazzurri o l’esigenza sentita come necessaria di creare una nuova scala del calcio che porti ricavi e guadagni per tutti. Gli stessi tifosi di entrambe le squadre sono divisi: malinconici contro moderni.

Certo, una cosa, è doverosa dirla: San Siro rappresenta davvero un patrimonio storico innegabile. Identifica la tradizione vincente di due grandissimi club internazionali. Prima di abbatterlo, converrà rifletterci ancora per un po’.

Etichette: