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Cinque mostre da vedere dal 26 gennaio all’1 febbraio

mostre milano gennaio 2017


mostre milano gennaio 2017

Gennaio sta per finire e con lui forse se ne andrà forse un po’ di freddo. Ma se il clima non vi ferma e se appunto sono più forti la curiosità e la voglia di scoprire, come ogni settimana #lospiegonemostre vi segnala le 5 mostre da non perdere.

Che, in alcuni casi, come per quelle di Escher e dei giapponesi Hokusai, Hiroshime e Utamaro sono assolutamente da vedere visto che finiscono domenica prossima. Pronti a un tour virtuale nel mondo dell’arte che speriamo si trasformi presto in un’esperienza reale? Partiamo!

Mostre al Memoriale della Shoah – Spazio Bernardo Caprotti

Questa, lo sapete di certo, è la settimana internazionale dedicata alla memoria per non dimenticare quegli anni orribili in cui il mondo che oggi si stupisce per altri avvenimenti altrettanto orribili lasciò che avvenissero negli anni del Nazismo. Ma se oltre al 27 gennaio che è proprio l’anniversario della liberazione di Auschiwitz, vorreste continuare a capire di più su quei fatti, ad analizzare e a riflettere, vi consigliamo di visitare il Memoriale della Shoah, presso il Binario 21 della Stazione Centrale dove fino al 13 aprile potete vedere la mostra dal titolo “16 ottobre 1943. La razzia”.

Organizzata in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah di Roma riporta all’attenzione del pubblico uno degli episodi più traumatici della storia d’Italia: il rastrellamento degli ebrei di Roma. A raccontarlo ci sono documenti inediti, testimonianze audiovisive, disegni, mappe e fotografie. Tra le esposizioni anche i quadri del pittore Aldo Gay, sfuggito alla retata, realizzati proprio in quel drammatico frangente. Il percorso poi dà ampio spazio alla topografia della retata, dalla sua preparazione, al transito delle vittime, fino al loro arrivo alla stazione Tiburtina da cui partirono poi per Auschwitz – Birkenau. Tra i documenti in mostra anche un estratto degli appunti dell’agenda di Mussolini, i telegrammi sul rastrellamento intercettati dai servizi segreti britannici, o il report top-secret, che fu recapitato al presidente Roosevelt, in cui si diceva che gli ebrei sarebbero stati “liquidati”.

16 ottobre 1943. La razzia
Memoriale della Shoah
24 gennaio – 13 aprile
Per ulteriori informazioni: www.memorialeshoah.it

Mostre alla Cascina Cuccagna

Ultima settimana per ammirare la Milano delle fabbriche e post industriale con la mostra organizzata alla Cascina Cuccagna dal titolo “Milano sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo”  che mette a confronto l’indagine condotta da Gabriele Basilico sugli edifici ex-industriali delle periferie milanesi con altrettanti scatti realizzati oggi, negli stessi luoghi.

Promossa da Associazione Cooperativa Cuccagna e Cascina Cuccagna, l’esposizione ha come obiettivo quello di fare conoscere come si è modificato negli anni il tessuto urbano, sia dal punto di vista architettonico e urbanistico, che sociale ed economico della città di Milano. Un viaggio, dunque nella Milano di com’era e di come la vediamo adesso ogni giorno.

La mostra “Milano sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo” è visitabile fino a domenica 29 gennaio ed è a ingresso libero e gratuito.

Milano sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo
Cascina Cuccagna
13 gennaio – 29 gennaio 2017
Per ulteriori informazioni: www.cuccagna.org

Mostre alla Pinacoteca di Brera

Caravaggio, lo abbiamo visto, sarà ancora uno dei protagonisti di Milano nella seconda metà di quest’anno, ma se intanto non ce la fate ad aspettare e soprattutto se non l’avete ancora visto, vi consigliamo di fare un salto alla Pinacoteca di Brera dove fino al 5 febbraio potete ammirare il terzo dialogo, quello “Attorno a Caravaggio”. Dopo Raffaello e Perugino e Mantegna e Carracci, tra le pareti della Pinacoteca si mettono a confronto o meglio si fanno dialogare opere che sono di Caravaggio e altre la cui attribuzione è controversa, ma che comunque consentono vi faranno fare un bel viaggio nell’arte del periodo tra la fine del ‘500 e i primi anni del ‘600.

A Brera, per questo “dialogo” potrete dunque vedere nella sala 28: la Cena di Emmaus di Caravaggio –  che per l’occasione e per via del riallestimento di sette sale troverete in una nuova posizione – con, alla sinistra, la controversa Giuditta che decapita Oloforne posta accanto all’opera omonima di Louis Finson, pittore fiammingo e mercante d’arte.  Alla destra altre due opere l’una accanto all’altra: la Maddalena in estasi di Finson e quella del 1610 che è ritenuta una delle tante derivazioni dell’originale di Caravaggio che in realtà non fu mai trovata. Con queste cinque opere poi dialogano anche il Sansone e Dalila di Finson.

Nel dialogo sono dunque posti accanto alla Cena in Emmaus cinque dipinti con attribuzione dubbia e, in particolare, per la prima volta la Giuditta che decapita Oloferne, proveniente da una collezione privata e ritrovata nel 2014, nella soffitta di una dimora di Tolosa dove era stata conservata almeno fino da metà ‘800 e che per alcuni è l’originale della copia di Finson.

L’opera è mostrata con un asterisco accanto al nome di Caravaggio che sta a indicare che “questa attribuzione è condizione del prestito e non riflette necessariamente la posizione ufficiale né della Pinacoteca di Brera, né del suo consiglio d’amministrazione, comitato consuntivo, del direttore e del personale”.

Spiegazione quasi dovuta viste le polemiche che hanno accompagnato, agli inizi, questo dialogo e che al momento sembrano essersi placate. Ah, last but not least: il giovedì sera l’ingresso a Brera è a soli 2 euro, dalle 18 alle 22.15.

Terzo Dialogo Attorno a Caravaggio
Pinacoteca di Brera
10 novembre 2016 – 5 febbraio 2017
Per ulteriori informazioni: pinacotecabrera.org

Mostre a Palazzo Reale: Escher

Questa è una di quelle mostre che per fortuna è stata prorogata di una settimana: avrebbe dovuto chiudere il 22 gennaio e invece avete tempo fino a domenica 29 per immergervi nel mondo di Escher.

L’artista olandese, che amò così tanto il nostro Paese, quando da giovane ebbe la fortuna di arrivarci con i genitori per il cosiddetto “Grand Tour” (che allora facevano le famiglie piuttosto abbienti), vi lascerà semplicemente di stucco. E non solo perché il suo girovagare per l’Italia, in particolare meridionale, Sicilia e Calabria, fece sì che la ritraesse su xilorafie e litografie che ce la fanno vedere sotto altri occhi, ma perché alcune sue opere sconvolgono proprio quell’idea di prospettiva che l’arte ci ha tramandato e mettono in dubbio molte delle nostre certezze, anzi una su tutte: la gravità. Se mentre leggete queste parole, siete sul treno seduti o a casa al pc o al lavoro, sapete che avete “un sotto e un sopra”, insomma un mondo che se forse è disordinato dentro, ha al suo esterno un suo ordine dato da una forza che ci porta tutti verso il centro della terra.

Con Escher, questo in molti casi non c’è e vi ritroverete a guardare opere come la famosa “Relatività” dove le scale vi portano in ogni direzione o meglio portano in ogni direzione 8 omini che anziché cadere percorrono le scale anche se sottosopra e comunque fuori da ogni logica.

Questa è solo un esempio, tra l’altro dei più imitati anche nel mondo della pubblicità: avete presente lo spot lanciato da Sky in cui il cantante Mika parla e percorre delle scale che non si sa dove iniziano e dove finiscono? (se non lo ricordate eccolo). Lì c’è Escher, così come Escher c’è nella copertina di un album dei Nomadi o in tanti fumetti di Topolino e Martyn Mistere o in film come Una notte al museo 2. Un artista più che contemporaneo e che riesce a insinuarsi nei dubbi dell’uomo e a rappresentarli in un modo che l’uomo non immaginerebbe.

Altro motivo per vedere la mostra: è interattiva e sono tante le azioni proposte al pubblico e, se avete figli o nipoti, potrete divertirvi anche con loro.

Un consiglio: prenotate o preparatevi a lunghe code, ma ne vale assolutamente la pena.

Escher
Palazzo Reale
24 giugno 2016 – 29 gennaio 2017
Per ulteriori informazioni: www.mostraescher.it

Mostre a Palazzo Reale: Hokusai, Hiroshige e Utamaro

Sì, vi consigliamo due mostre nello stesso posto, ma non è un caso: oltre al fatto che entrambe termineranno il 29 gennaio, nella mostra di Escher troverete qualcosa che lo accomuna a Hokusai. Ma a parte questo, se non avete ancora visto la bella esposizione dedicata al Giappone, siamo sicuri che non dovete lasciarvela scappare.  Perché? Perché propone un viaggio nel mondo artistico di questi tre maestri che ancora oggi influenzano scuole e artisti del Giappone e dell’Europa, contrapponendo all’etica del samurai il piacere di ogni singolo momento e il divertimento in ogni sua forma.

Andando a Palazzo Reale potrete vedere 200 silografie policrome e libri illustrati che provengono dalla collezione dell’Honolulu Museum of Art che influenzarono notevolmente il linguaggio di molti pittori di fine ‘800 come Monet, Degas e Van Gogh (come sappiamo il pittore olandese visse per un po’ a Parigi). Avete presente la Notte Stellata di Van Gogh? Confrontatela con l’onda di cui parlavamo all’inizio e vedrete le analogie. Vi citiamo questa a mo’ di esempio, all’interno di Palazzo Reale potete vedere tante altre analogie

La mostra è suddivisa in 5 sezioni: Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige; Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai; Rivali di “natura”: Hokusai e Hiroshige; Utamaro: bellezza e sensualità; I Manga: Hokusai insegna.

Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Luoghi e volti del Giappone che ha conquistato l’Occidente
22 settembre 2016 – 29 gennaio 2017
Palazzo Reale
Per ulteriori informazioni: www.palazzorealemilano.it

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