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Lombardia da brivido: 5 castelli infestati a meno di due ore da Milano

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Veduta del castello di Bardi (PR). Non è in Lombardia, ma è tra i castelli più infestati d'Italia

Halloween si avvicina, e anche se non verrà celebrata con grandi eventi come negli anni passati, in Lombardia non mancano le occasioni per godersi una giornata da brivido con una gita fuori porta alla scoperta dei castelli più infestati a meno di due ore da Milano. Il 31 ottobre 2020 sarà un sabato, quindi perché non approfittarne per trascorrere una giornata tra storie di fantasmi e antiche storie dell’orrore?

Castello di Trezzo sull’Adda (MI)

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A nord di Milano sorge questo imponente maniero, costruito nel Trecento dalla famiglia Visconti, che al tempo dominava Milano e i suoi territori. Ubicato in un punto strategico, in mezzo a un’ansa del fiume Adda, il castello veglia su Trezzo da secoli.

Durante il corso della storia il castello è stato teatro di sanguinose battaglie, congiure e assassinii. Il più celebre è forse quello di Bernabò Visconti, imprigionato e ucciso dal nipote Giangaleazzo nel castello che egli stesso ordinò di costruire.

Il maniero non ospita però il fantasma del signore di Milano, ma quello della sua intera corte! Durante la Seconda Guerra Mondiale un intero commando tedesco vide animarsi le sale del castello, con dame, cavalieri e saltimbanchi spettrali. Non mancano anche avvistamenti del fantasma di una giovane dama suicida per amore, che ogni notte si getta dalle torri del castello e svanisce prima di toccare terra.

Castello di Zavattarello (PV)

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Amato soprattutto per le storiche rievocazioni medioevali estive, il Castello di Zavattarello è anche la sede di una storia di amore e morte ambientata in pieno Rinascimento. Chiara Sforza, nipote del potentissimo Ludovico il Moro, signore di Milano e mecenate delle arti, venne promessa sposa a Pietro dal Verme, padrone del castello. Egli era però innamorato di un’altra donna, Cecilia del Maino. Gli Sforza costrinsero in ogni modo il castellano di Zavattarello a mantenere la parola data, ma Pietro decise comunque di sposare Cecilia, rimandendo però vedovo molto presto a causa della morte di lei per le complicazioni del parto. A malincuore scelse di sposare in seconde nozze Chiara Sforza, che non prese bene il suo essere la seconda scelta. Approfittando delle mire politiche dello zio Ludovico contro i possedimenti di Dal Verme, Chiara avvelenò la cena del marito, uccidendolo.

Da allora lo spirito di Pietro dal Verme si aggira per il suo castello senza pace, segnalato nei secoli da ospiti e visitatori, non ultimi alcuni ghost hunters che in anni recenti hanno visitato il castello con rilevatori di ultrasuoni e di temperatura.

Palazzo Bodenti Terni de Gregory a Crema (CR)

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Alla fine del Seicento il conte Nicolò Maria Bodenti commissionò  all’architetto Giuseppe Cozzi un magnifico palazzo nobiliare nel centro di Crema. La costruzione della dimora si interruppe bruscamente nel 1737, lasciando un’ala incompleta. Dopo diversi passaggi di proprietà il palazzo arrivò nelle mani della famiglia de Gregory, che ristrutturarono la residenza e vi ospitarono numerose personalità, tra cui Re Vittorio Emanuele II nel 1859.

Torniamo però al 1737 e ai lavori di costruzione del palazzo. Il giovane figlio del conte un giorno si avventurò sulle impalcature dell’ala destra dell’edificio, dalle quali cadde morendo decapitato. Il padre, distrutto dal dolore, ordinò l’immediata interruzione dei lavori, lasciando per sempre incompleta la parte di edificio dove morì il ragazzo, che ancora oggi ci appare in stato di semi abbandono.

Molti abitanti di Crema giurano di aver visto la figura del giovane senza testa camminare sulle mura della facciata incompleta, lanciando urla disperate. A quanto pare la sua apparizone è piuttosto frequente durante le notti di pioggia.

Monastero di Cairate (VA)

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Nel 737 Manigunda, devota principessa longobarda, decise di costruire nel villaggio di Cairate un monastero dedicato a Santa Maria Assunta come ex voto per essere stata guarita da una grave malattia. La donna prese i voti e trascorse nel monastero tutta la sua vita, venendo qui sepolta una volta morta.

Nel Quattrocento le monache di Cairate decisero di restaurare e ampliare l’antico convento, scoprendo durante i lavori una sala sigillata con diversi scheletri umani e un sarcofaco riccamente decorato. Una volta aperto, il sepolcro rivelò il corpo di una donna vestita in abiti monacali e ornata di gioielli: Manigunda.

Da allora il fantasma della fondatrice del monastero tormenta le suore e i visitatori con rumori, urla e apparizioni nel chiostro del convento. Proprio qui nel 2012 un operaio chiamato a svolgere dei lavori riuscì a fotografare lo spirito della monaca!

Castello di Maccastorna (CR)

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Il castello fotografato da Paolo Monti nel 1980

Se un fantasma non vi basta perché non cercarne settanta? Al castello di Maccastorna si organizzano dei veri e propri rave party dall’aldilà, frequentati dai 70 membri della corte dei Cavalcabò, signori di Cremona. Di ritorno da Milano, la corte fu invitata al castello da Cabrino Fondulo, mercenario al soldo proprio della famiglia Cavalcabò. Dopo la cena l’uomo e i suoi servitori sgozzarono tutti gli ospiti, gettando i cadaveri nei pozzi del castello. Fondulo usurpò il potere e diventò signore di Cremona dopo la strage.

Ancora oggi il castello è animato dai fantasmi della corte, che urlano e gemono dal fondo dei pozzi, apparendo di tanto in tanto nelle sale del castello. I fenomeni paranormali si fanno insostenibili ogni 24 luglio, anniversario dell’eccidio, tanto che gli attuali proprietari si trasferiscono altrove all’avvicinarsi della data, per poi tornare al castello una volta “calmati” i fantasmi.