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Scarda: “Sanremo? Se le modalità non cambiano, magari l’anno prossimo ci provo”

Irma CiccarelliIrma Ciccarelli 2 settimane fa
Scarda intervista
Nico Scarda
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Scarda sarà in concerto al Circolo Arci Ohibò in Via Brembo sabato 3 novembre, con apertura porte alle ore 21.

Milano è una delle tappe del tour di presentazione dell’ultimo album “Tormentone”, pubblicato lo scorso 19 ottobre, che contiene i singoli “Bianca” e “Non relazione”.

L’autore delle colonne sonore del film con Edoardo Leo “Smetto quando voglio” e sequel torna sul palco dopo qualche anno e lo fa regalando al suo pubblico uno spettacolo “altalenante” tra momenti di solo chitarra e voce e pezzi che sanno di pop, con una scaletta di circa 13 brani.

Ad accompagnarlo sul palco ci saranno: Emanuele Fragolini alla batteria, Nicola Russu alle tastiere e Pasquale Leonardi al basso, con opening act di Nico Lombardo.

I biglietti sono disponibili in cassa ad un costo di 8 euro, oppure online ad un prezzo di 7 euro, escluso il diritto di prevendita.

Per partecipare dovrete essere muniti della tessera ARCI che potrete ottenere compilando il modulo sul sito ufficiale del circolo.

La nostra intervista a Scarda

Nato a Napoli, calabrese di adozione e ora vivi a Roma. Musicalmente, come ti hanno influenza queste città?

Napoli con il suo DNA: si dice che tutti i napoletani sappiano cantare!

Forse mi ha trasmesso questo aspetto, come anche la voglia di stare sul palco e po’ di esibizionismo.

Vibo Valentia è il posto in cui sono cresciuto ed è stata lo scenario del mio primo disco, in cui descrivevo la provincia che, una volta arrivato a Roma e guardandola da lontano, ho saputo rielaborare meglio a livello testuale.

Roma è la città che mi sta facendo crescere artisticamente, è il posto in cui frequento l’ambiente musicale: è qui che dovrebbe vivere chi fa questo mestiere.

Cosa ne pensi della scena musicale di oggi? Te ne senti parte?

Sì, mi sento inserito nella scena attuale, infatti nelle comunità online, nell’ambiente indie parlano spesso di me, grazie soprattutto a quest’ultimo album “Tormentone”.

Oltre alle piattaforme streaming come Spotify che mi inserisce nelle sue liste e così via.

Mi sento inserito anche perché la maggior parte degli artisti si sta esprimendo bene e sono persone che frequento, amici, con i quali condividiamo questo periodo.

“I Piedi Sul Cruscotto” e “Tormentone” sono i due lavori di questi ultimi anni, in cui hai raccontato l’amore e altre storie con gli occhi della quotidianità. C’è un brano a cui sei particolarmente legato?

Sì, c’è un brano a cui sono affezionato ed è “Io lo so” dell’album “I piedi sul cruscotto”, perché è stato il primo che ho scritto mosso da un vero sentimento di amicizia verso una persona.

Per quanto riguarda l’ultimo “Tormentone”, invece, non posso dire di avere un brano preferito, ma di essere legato all’intero disco.

Tuttavia ho notato che “Non relazioni”  sta riscuotendo molto consenso: il pubblico si rivede molto in questo pezzo.

Come vivi la realizzazione di un album: dalla fase creativa, i momenti in studio, fino ai live?

Sicuramente, la fase più noiosa è quella in studio che diventa divertente quando le cose vengono subito, ma se ci si perde tempo diventa stressante; mi riferisco al momento musicale in cui si devono decidere i suoni, gli accordi giusto, per esempio.

Idem le prove: per me non è divertente farle, per il semplice fatto che quando suono mi piace avere un pubblico che partecipa e, infatti, i live li vivo sempre con molto piacere ed entusiasmo, e se fosse per me vivrei solo sul palco.

Il momento della composizione è sicuramente la fase più spontanea: non mi do tempistiche e non cerco di forzare “la situazione”.

Quando scrivo una canzone si tratta di un momento di riflessione, non è affatto noioso, anzi è bello e mi permette di concentrarmi su alcuni aspetti che posso tralasciare in altre circostanze.

Aspetto sempre che arrivi da sola, ma l’alimento guardando molti film, leggendo poesie. Traggo molto ispirazione da queste.

Che rapporto hai con le altre arti? Per esempio, con la letteratura e il cinema.

Mi piacerebbe approfondirle molto di più, vorrei essere un cultore di libri, poesie, cinema, ma la verità è che faccio un assaggio di queste cose. Amo Baricco, ma non ho mai letto tutte le sue opere, per esempio.

Vorrei vere molto più tempo per approfondire certi argomenti, ma posso dire che non c’è mai un periodo in cui io non leggessi qualcosa.

La stessa cosa vale per i film. Mi piacciono molto quelli di Tarantino perché sono di intrattenimento, ma hanno spessore. Un po’ quello che provo a fare io con la mia musica: cerco di non dare un “polpettone”, ma esprimere un concetto profondo in modo pop.

Nel cinema di Tarantino io vedo molto pop, ovviamente fatto bene.

Un altro personaggio che amo molto è  Jep Gambardella ne “La grande bellezza”: mi piace molto lo stile che ha Servillo in quella parte.

Che libro ti porterai per il viaggio verso Milano? C’è qualche poesia che ti sta ispirando per nuovi brani?

A Milano porterò con me il libro di poesie di Constantino Kavafis e sì, ci sono delle poesie che mi stanno ispirando.

Tra i titoli ci sono “Monotonia” e “Itaca”, in particolare i versi: “Tieni sempre in mente, Itaca. La tua meta è approdare là. Ma non far fretta al tuo viaggio. Meglio che duri molti anni; e che ormai vecchio attracchi all’isola, ricco di ciò che guadagnasti per la via, senza aspettarti da Itaca ricchezze”

Sei l’autore delle colonne sonore di Smetto quando voglio e sequel. Come sei arrivato a scriverle? Che differenza c’è tra quando componi per te stesso e per qualcun altro?

La differenza tra una commissione e quelle che scrivo per me sta nel fatto che queste ultime seguono un altro tipo di sentimento, sicuramente più spontanee.

Mentre con per gli altri devi un po’ far finta di avere quel sentimento: ho letto il copione e ho dato una mia personale interpretazione, cercando le parole giuste.

È un lavoro molto più “tecnico”, non è “de core”, come si dice a Roma.

Per chi ti piacerebbe scrivere?

Mi piacerebbe che me lo chiedesse Franco Battiato, ma non credo sia il caso dato che se le scrive molto meglio lui.

Oppure, Cesare Cremonini perché è il mito cantautorale della generazione attuale, che non fa più riferimento a De André o Battisti.

È una figura che mi piace, ecco.

Si avvicina Sanremo, hai mai pensato di partecipare al festival?

Sinceramente fino ad ora non ho mai avuto il desiderio di partecipare, se non per dare soddisfazione alla mia famiglia. Quindi sarebbe più una “voglia” per farti vedere da mamma in tv.

Quest’anno però lo trovo molto interessante, grazie a questa “separazione” tra i giovani e i big: è molto positivo che i ragazzi abbiano un loro periodo dedicato, cosicché l’attenzione si concentri su di loro e non ci sia l’ansia dell’attesa del turno dei cantante già affermato.

Se le modalità restano queste, l’anno prossimo mi piacerebbe partecipare.

Oltre alla musica, in che panni ti vedresti?

Sono laureato in Giurisprudenza e probabilmente avrei fatto l’avvocato.

E cosa ti ha spinto verso la musica e lasciare il percorso precedente?

Fondamentalmente, quando studiavo Giurisprudenza notavo che tutti erano più bravi di me e nessuno si complimentava per qualcosa che facevo.

Diversamente per quanto accadeva con la musica: qualcuno notava che avessi del talento e mi spronava.

Nella vita ho sempre voluto fare qualcosa che mi motivasse, che non mi annoiasse, ma soprattutto non vivere pensando “cavolo, non mi piace quello che sto facendo”.

Quello che spinge molti di noi a lasciare un percorso e intraprenderne un altro è questo: se fai una cosa che ami non è lavoro, ma piacere.

E quando si tratta di musica e sento la stanchezza è una fatica bella, non sono mai stanco in senso negativo.

Scarda tour 2018: le date

  • Sabato 3 Novembre – MLANO – Circolo ARCI Ohibò
  • Sabato 17 Novembre – TORINO – Magazzino Sul Po
  • Giovedì 22 Novembre – RENDE (CS) – Mood
  • Sabato 24 Novembre – PRATO – Capanno Blackout
  • Giovedì 29 Novembre – BOLOGNA – Covo Club
  • Venerdì 30 Novembre – CORENO AUSONIO (FR) – Freedom
  • Sabato 1 Dicembre – MURO LUCANO (PZ) – Agriturismo La Bontà
  • Venerdì 14 dicembre – PISA – Lumiere
  • Venerdì 11 gennaio – AVERSA (CE) – Magazzini Fermi
  • Sabato 12 gennaio – TOLETINO (MC) – Strike Up
  • Venerdì 18 gennaio – ASTI – Diavolo Rosso
  • Sabato 19 gennaio – VARESE – Cantine Coopuf
  • Venerdì 25 gennaio – PARATICO (BS) – Belleville Rendezvous
  • Sabato 2 febbraio – MODENA – Vibra

Musica a Milano

Volete essere aggiornati sui live e conoscere qualcosa in più sui vostri artisti preferiti? Tutto nelle nostre guide ai concerti a Milano e le interviste.

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