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Non solo Halloween: ecco i festival più spaventosi al mondo

News PartnerNews Partner 4 settimane fa
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Halloween non è l’unico evento che ha per protagonisti creature inquietanti e mostruose. Scopriamo insieme quali sono i festival più paurosi del pianeta!

Il 31 ottobre è sempre più vicino e Halloween, la celebre festa dedicata a streghe, zucche, fantasmi, spettri e pipistrelli, è alle porte. Per l’occasione il casinò online di Betway ha ideato una speciale guida dei festival più spaventosi al mondo.

Sono tantissimi infatti in tutto il mondo gli eventi che, come Halloween, hanno per protagonisti creature inquietanti e mostruose. Nella guida de L’Insider cliccando su un Paese si possono conoscerne le “spettrali” tradizioni, immergendosi nei più strani rituali esistenti, spesso legati a culti religiosi o frutto di antiche influenze culturali.

Scopriamo insieme quali sono gli eventi più paurosi del pianeta. Molteplici gli esempi, dalla Quema del Diablo, dove i guatemaltechi ogni anno nella notte del 7 dicembre bruciano simulacri di carta dalle sembianze demoniache, o la presenza in Austria di uomini travestiti da terribili caproni che in alcune sfilate natalizie si aggirano terrorizzando gli spettatori.

SCOZIA: FIREBALL FESTIVAL

Ogni anno in Scozia, precisamente a Stonehaven, si svolge il Fireball Festival. Il 31 dicembre, quando le campane suonano la mezzanotte, gli swinger attraversano le strade della città facendo oscillare delle sfere di fuoco intorno alle teste. Le sfere vengono poi lanciate nel Mare del Nord per festeggiare l’inizio del nuovo anno. Secondo la tradizione le fiamme allontanano gli spiriti malvagi.

UNGHERIA: CARNEVALE DEI BUSÒ

A Mohács, in Ungheria, ogni anno si svolge il Carnevale dei Busò, il cui scopo è scacciare l’inverno e la malinconia invernale, dando il benvenuto alla primavera. I Busò sono irsuti esseri cornuti che indossano maschere sorridenti. Il Carnevale dura 6 giorni durante i quali sono previsti  balli, canti e falò, oltre alla creazione di maschere e all’incendio di una bara che simboleggia proprio la morte dell’inverno appena trascorso.

MADAGASCAR: FAMADIHANA

La morte in Madagascar è intesa come un passaggio a un’altra vita, come un mondo in cui gli antenati continuano a vivere nel ruolo di intermediari tra i vivi e Dio. Ogni sette anni, tra luglio e settembre, si celebra la cerimonia della riesumazione delle salme: Famadihana.  Dopo che gli anziani delle famiglie hanno individuato il giorno della riesumazione possono iniziare i festeggiamenti.

La celebrazione dura tre giorni: il primo giorno i familiari si riuniscono, il secondo giorno riesumano i corpi dei loro cari, estraendoli per i piedi dalla tomba. Una pratica dal nome lugubre, rotazione delle ossa, che indica però qualcosa che gli abitanti svolgono con grande amore e cura. I familiari avvolgono poi i corpi dei defunti in un panno pulito per testimoniare che non si sono dimenticati di loro. I parenti omaggiano i defunti, chiedendo in cambio protezione: in questo modo prende vita un dialogo tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il terzo giorno si svolgono le celebrazioni, quali canti e feste alla presenza dei defunti, riservate ai solo componenti del gruppo familiare. Alla fine gli antenati vengono riposizionati a testa in giù nella loro tomba per completare la transizione con il mondo degli spiriti.