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La rivisitazione contemporanea dell’Ultima Cena, Banksy e la Pop Art milanese: le mostre da non perdere ad aprile

Cristina MaccarroneCristina Maccarrone 2 settimane fa
mostra milano aprile 2019
Giangiacomo Spadari - Metropolitana 1973 (particolare) Credit: Bruno Bani

Tra ondate di caldo e giornate in cui la temperatura scende di parecchi gradi, siamo entrati nel mese di aprile. Un mese pieno anche per quanto riguarda l’arte: da Milano Art Week e miart che si tengono all’inizio del mese a mostre nuove – alcune in concomitanza del Fuorisalone – come o Amor o se Faz al PAC, a quelle in onore dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, ce n’è davvero per tutti i gusti.

E come ogni mese, il nostro #spiegonemostre vi suggerisce quelle che non dovete assolutamente perdere.

Mostre al Palazzo delle Stelline

L’ultima cena dopo Leonardo [fino a 30 giugno 2019]

Ha preso il 2 aprile per concludersi il 30 giugno la mostra L’Ultima Cena dopo Leonardo che la Fondazione Stelline ha ideato e progettato per ricordare sì il Genio indiscusso a 500 anni dalla morte, ma che prevede anche la presenza  di figure chiave della scena artistica contemporanea, come Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Nicola Samorì, Wang Guangyi, Yue Minjun.

Sei grandi artisti internazionali, di diversa tradizione culturale, hanno riletto il tema dell’Ultima Cena a partire dalla raffigurazione che ne ha dato Leonardo, facendone una delle espressioni più alte della nostra cultura.

“La Fondazione Stelline ha un forte legame con il Genio del Rinascimento” ha sottolineato il presidente PierCarla Delpiano, “anche grazie al lavoro di Andy Wharol, che ha realizzato la sua ultima serie The Last Supperproprio alle Stellinenel 1987 come omaggio al Cenacolo, ospitato in Santa Maria delle Grazie, davanti alla nostra sede.

È per noi naturale, quindi, aderire al comitato e al programma ufficiale delle celebrazioni di Milano e Leonardo 500 con la mostra L’Ultima Cena dopo Leonardo, l’ultimo significativo omaggio alla contemporaneità di Leonardo, come dimostrano le adesioni alla nostra call internazionale di Wang Guangyi, Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Yue Minjun e Nicola Samorì, che abbiamo invitato a rileggere la contemporaneità del dipinto più sacro e iconico della nostra cultura occidentale. Questa mostra, originale nella sua concezione e dal respiro internazionale, mira a contribuire alla politica culturale che la città di Milano attua con successo e con riscontri internazionali. Leonardo, icona mondiale di arte, bellezza e genialità, è lo spunto migliore per rivolgersi a tutto il mondo”.

L’Ultima Cena dopo Leonardo, evento di apertura dell’Art Week 2019, ha l’obiettivo pertanto di rimarcare come l’opera di Leonardo continui a contaminare l’arte contemporanea. Trattandosi di una figura geniale e poliedrica, il suo pensiero e il suo lavoro si prestano pertanto a fornire spunti per sviluppare linguaggi nuovi e per affrontare tematiche classiche in modo innovativo.

L’ultima cena dopo Leonardo
Palazzo delle Stelline
fino al 30 giugno 2019
Per ulteriori informazioni: stelline.it/it

Mostre al Pac – Milano

O amor se faz revolucionario  [fino al 9 giugno 2019]

Il curatore è lo stesso della mostra di successo dedicata a Frida Kahlo, ossia quel Diego Sileo che probabilmente conoscete già,  protagonista è sempre una donna, ma giovanissima e italo-brasiliana: Anna Maria Maiolino.

Si intitola O amor se faz revolucionario, l’esposizione che mette in scena oltre 400 opere che spaziano dai disegni della giovanissima Anna Maria, allora studentessa d’arte a Caracas, in Venezuela, dove si era trasferita in un primo tempo con la famiglia dall’Italia, fino alle ultime sue creazioni in cui sono inclusi anche prestiti dai più importanti musei Brasiliani come il MAM Museo d’Arte Moderna di Rio de Janeiro, il MASP Museo d’Arte di San Paolo e la Pinacoteca di Stato di San Paolo.

Cosa vedrete al Padiglione d’Arte Contemporanea? Disegni, dipinti (tra cui le grandi pitture degli anni ’90, mai esposte prima), sculture, fotografie, video e installazioni e in più, all’ingresso, un’installazione “site specific” realizzata interamente in argilla, materiale iconico per l’artista.

Alla mostra sono collegati vari eventi collaterali.

O amor se faz revolucionario
PAC – Padiglione Arte Contemporanea
fino al 9 giugno 2019
Per ulteriori informazioni: www.pacmilano.it

Mostre a Palazzo Lombardia

Milano Pop. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/70

Una mostra dedicata alla Pop Art, ma soprattutto a come l’ha vissuta la nostra città. Si tiene fino al 29 maggio a Palazzo Lombardia ed è un percorso espositivo che si pone l’obiettivo di approfondire un segmento di storia recente del nostro Paese – gli anni Sessanta e Settanta – attraverso 50 lavori (molti dei quali inediti) dei principali protagonisti milanesi della Pop Art. Un movimento artistico che più di ogni altro ha saputo esprimere le icone e le contraddizioni della società contemporanea e che, muovendo dagli Stati Uniti, ha animato anche l’Italia, specialmente dopo la celebre Biennale di Venezia del 1964.

Esposizione che muove da un panorama della Pop Art italiana con i grandi protagonisti della corrente, da Mario Schifano a Tano Festa, da Mimmo Rotella a Giosetta Fioroni e Concetto Pozzati, per poi concentrarsi sull’ambiente milanese con Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianni Bertini, Fernando De Filippi, Lucio Del Pezzo, Umberto Mariani, Silvio Pasotti, Sergio Sarri, Giangiacomo Spadari, Tino Stefanoni, Emilio Tadini.

Tutto questo per mettere in evidenza i diversi punti di contatto ma anche le differenze evidenti tra l’Italia e gli Stati Uniti indagando, in particolar modo, come gli artisti del Belpaese e i milanesi abbiano interpretato questa tendenza  sullo sfondo di un’Italia inquieta che da un lato conosce il boom economico e dall’altro si avvicina ai tempi bui degli “anni di piombo”.

La mostra si completa di un video-documentario con testimonianze e interviste esclusive agli artisti e alla curatrice raccolte da Stefano Sbarbaro, prodotto da TVN Media Group – Arte e Cultura.
Accompagna l’esposizione un approfondito catalogo con un testo critico di Elena Pontiggia e altre interviste inedite agli artisti. A latere di questa mostra, l’esposizione tematica “CINEMA POP” che sarà inaugurata il 10 aprile.

Mostre al Mudec

The art of Banksy. A visual protest [fino al 14 aprile 2019]

Per le nuove mostre che aprono, ce ne sono alcune di imperdibili che stanno per chiudere. E se non ci siete ancora stati, parliamo di The art of Banksy. A visual protest l’esposizione dedicata all’artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea, le cui opere sono spesso connotate da uno sfondo satirico e trattano argomenti universali come la politica, la cultura e l’etica.

Avete tempo fino al 4 aprile per vedere l’esposizione curata da Gianni Mercurio che raccoglie oltre 70 lavori tra dipinti, scultureprints dell’artista inglese, corredati di oggetti, fotografie e video, che racconteranno attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy. Mostra, va da sé, non autorizzata dall’artista.

The art of Banksy. A visual protest
Mudec – Museo delle Culture
fino al 14 aprile 2019
Per informazioni: www.mudec.it

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