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Mostre Milano 2024: da Picasso a De Nittis fino a Maria Callas

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Pablo Picasso (1881 - 1973), La Lecture de la lettre - Parigi, 1921

Cosa ci riserverà il 2024 in fatto d’arte a Milano? Tante, tantissime mostre! Palazzo Reale prepara i fuochi d’artificio con le attesissime mostre su Picasso e Giuseppe de Nittis, mentre le Gallerie d’Italia celebrano Maria Callas a 100 dalla nascita con una grande mostra fotografica. Alla Fabbrica del Vapore invece prosegue fino alla primavera la mostra dedicata a Guido Harari e ai suoi ritratti milanesi, mentre alla Triennale arriva Juergen Teller con una retrospettiva di oltre 400 fotografie! Scopriamo questo e altro con il nostro #spiegonemostre!

Mudec

Vincent van Gogh. Pittore colto (fino al 28 gennaio 2024)

Grazie ai prestiti del Museo Kröller-Müller di Otterlo, nei Paesi Bassi al Mudec arriva una mostra dedicata a uno degli artisti più iconici del XIX secolo: Vincent Van Gogh. L’esposizione si concentra su un artista meno outsider e più inserito nel dibattito culturale del suo tempo, grande collezionista di stampe e lettore accanito. La sua grande cultura sui mutamenti artistici e sulle nuove tendenze del suo tempo si rivela in dipinti dai riferimenti precisi e inseriti nel contesto dei grandi cambiamenti che l’arte stava attraversando a cavallo tra due secoli.

Rodin e la danza (fino al 10 marzo 2024)

In collaborazione con il Musée Rodin di Parigi, la mostra si concentra sul corpus di piccole terrecotte che Rodin realizza sui movimenti della danza, ispirato al suo incontro con la cultura cambogiana. 60 opere raccontano il rapporto tra il grande scultore e il movimento, messe in dialogo con fotografie, disegni e reperti etno-antropologici relativi al mondo cambogiano. A completare la narrazione video e documentari d’epoca dedicati alle ballerine che Rodin ebbe modo di incontrare e studiare e alle tipiche danze cambogiane.

Palazzo Reale

Morandi 1890 – 1964 (fino al 4 febbraio 2024)

Palazzo Reale organizza una delle più importanti retrospettive dedicate al grande artista bolognese degli ultimi decenni, attraverso 120 opere che percorrono cinquant’anni di attività pittorica, dal 1913 al 1963. 34 sezioni che documentano il percorso artistico di Morandi attraverso prestiti da prestigiose istituzioni pubbliche e collezioni private.

El Greco (fino all’11 febbraio 2024)

Una mostra estremamente ambiziosa su uno degli artisti più magnetici del tardo Rinascimento. El Greco viene raccontato attraverso l’impatto che gli artisti italiani della sua epoca ebbero sulla sua formazione, oltre alle innovazioni ricercate nel periodo toledano. In mostra anche capolavori assoluti come il San Martino e il mendicante e il Laocoonte della National Gallery di Washington, il Ritratto di Jeronimo De Cevallos del Museo del Prado, le due Annunciazioni del Museo Thyssen-Bornemisza, il San Giovanni e San Francesco delle Gallerie degli Uffizi e tante altre opere provenienti da musei e collezioni di Italia e Spagna.

Goya. La ribellione della Ragione (fino al 3 marzo 2024)

La mostra ripercorre la lunghissima carriera di Francisco Goya, spettatore di alcuni tra i più importanti mutamenti della storia, che seppe riproporre su tela con forza rivoluzionaria e senza modelli, che muta e si rivolta su sé stessa. L’esposizione si divide in sette sezioni, che permettono allo spettatore di entrare in quel mondo oscuro e magico che è l’arte di Goya.

De Nittis. Pittore della vita moderna (dal 24 febbraio al 30 giugno 2024)

Per la prima volta Palazzo Reale presenta una mostra antologica su Giuseppe de Nittis, con oltre 90 tele del maestro pugliese. I suoi dipinti raccontano la vita quotidiana e la mondanità del XIX secolo, soprattutto della sua città di adozione, Parigi. Molti dipinti provengono infatti dai principali musei parigini, insieme a una cospicua raccolta di opere dalla GAM di Milano e dalla Fondazione de Nittis a Barletta.

Parigi al calare dell’Ottocento era la capitale dell’arte, e De Nittis, insieme al compatriota ferrarese Giovanni Boldini, seppe tenere testa a nomi divenuti immortali, come Manet, Degas e gli impressionisti, con una pittura che prediligeva il racconto della vita moderna e della natura, dipinta en plein air come d’uso tra gli artisti parigini. Nonostante la morte precoce a soli 38 anni, De Nittis seppe ritagliarsi un nome di assoluto rilievo tra i grandi artisti della sua epoca.

Picasso, lo straniero (dal  20 settembre 2024 al 2 febbraio 2025)

Tra le mostre più attese dell’anno, Pablo Picasso torna a Milano con una mostra realizzata in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi e il Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione. Il tema verterà sulla condizione di straniero di Picasso, spagnolo in terra francese, e il suo rapporto con le culture straniere, specialmente quella africana, alle quali tanto si ispirò per sviluppare il Cubismo. In mostra oltre 80 opere dell’artista, che sviluppano i temi dell’accoglienza, dell’immigrazione e della relazione con l’altro.

Fabbrica del Vapore

Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti (fino al 1° aprile 2024)

Oltre 300 fotografie, filmati e brani musicali formano la grande mostra antologica che Milano dedica a Guido Harari, uno tra i più importanti fotografi del nostro tempo. Allestita nella suggestiva Ala Messina della Fabbrica del Vapore, la mostra si apre con una speciale sala dedicata a Milano e ai suoi protagonisti, concludendosi poi con Occhi su Milano, un’installazione “viva” a cui nel corso della mostra si aggiungono i ritratti che lo stesso Harari realizzerà ai visitatori all’interno della Caverna Magica allestita all’interno del percorso espositivo (su prenotazione). Insieme ai ritratti dei partecipanti alla mostra, l’installazione comprende anche i “ritratti sospesi” dei milanesi ospiti della Casa dell’accoglienza “Enzo Jannacci e di altre strutture di assistenza.

Nei suoi 50 anni di carriera Guido Harari si è dedicato a ritrarre i grandi protagonisti della storia culturale italiana e internazionale, da Patti Smith a Dario Fo fino a Ennio Morricone, De André, Lou Reed, Liliana Segre e Fernanda Pivano, con un amore particolare verso i protagonisti della musica, altra sua grande passione fin dall’adolescenza.

Pirelli HangarBicocca

James Lee Byars (fino al 18 febbraio 2024)

Pirelli HangarBicocca presenta la mostra di James Lee Byars, una delle figure più enigmatiche e mitiche dell’arte contemporanea del XX secolo che ha influenzato un’intera generazione nell’ambito dell’arte concettuale e performativa. Nella sua poetica, Byars associa motivi e simboli dei costumi e della civiltà orientale alla sua profonda conoscenza della cultura e della filosofia occidentale, offrendo una visione unica e personale della realtà e delle sue componenti fisiche e spirituali.

La retrospettiva, la prima dopo oltre trent’anni dall’ultima mostra istituzionale di James Lee Byars in Italia, raccoglie una vasta selezione di opere scultoree e installazioni monumentali, realizzate dal 1974 al 1997 e provenienti da collezioni museali internazionali, alcune raramente esposte e presentate in Italia per la prima volta.

Gallerie d’Italia

Maria Callas. Ritratti dall’archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (fino al 18 febbraio 2024)

Per celebrare il centenario della nascita di Maria Callas, avvenuta il 2 dicembre 1923, Gallerie d’Italia espone alcune preziose stampe d’epoca realizzate non solo dai fotografi della storica agenzia Publifoto, ma anche da autori nazionali e internazionali.

91 scatti della Divina fuori dalla scena, immortalata come icona di stile e protagonista della vita mondana italiana e internazionale degli anni Cinquanta e Sessanta. Fondamentale la scelta della prima e dell’ultima foto della mostra, che la ritraggono alla Scala, prima all’apice della carriera, nel 1954 durante le prove della Vestale accanto ad Arturo Toscanini, Victor De Sabata e Antonino Votto, poi al tramonto, tornata nel teatro milanese come spettatrice nel 1970.

Museo della Permanente

Botero. Via Crucis (fino al 4 febbraio 2024)

La prima mostra postuma di uno degli artisti contemporanei più amati dal pubblico, una collezione che suona oggi come un vero e proprio testamento spirituale.

Botero è fondamentalmente un artista che pensa attraverso la pittura. Esistono molteplici livelli di lettura e interpretazione della sua opera. Questo aspetto del suo lavoro ricompare nella serie della Via Crucis, sessanta opere tra oli e disegni preparatori che mettono a nudo e svelano uno degli aspetti più intimi e privati del Maestro: il suo rapporto con l’eterno e con la religione.

Via Crucis. La Passione di Cristo è un ciclo di opere realizzate da Fernando Botero tra il 2010 e il 2011. Nella serie, composta da 27 olii e 33 opere su carta, emerge la tematica religiosa, molto importante per il pittore. Tematica tra l’altro vicina al maestro sin dalla sua prima infanzia trascorsa in quella Colombia così ricca di immagini devozionali – tanto nell’ambito pubblico che in quello privato – e pratiche religiose profondamente radicate nella cultura e nell’iconografia.

Viene naturale quindi pensare che “Via Crucis. La Passione di Cristo” sia un ciclo che sì richiama la grande tradizione religiosa tipica sia della Colombia che della Storia dell’Arte – due aspetti onnipresenti nel corpus di Botero – ma che al tempo stesso apre ad una più profonda riflessione dell’artista sulle violenze e sulle ingiustizie sociali.

Galleria Campari

Bar stories on camera. Galleria Campari / Magnum Photos (fino al 30 aprile 2024)

La mostra racconta il mondo dei bar attraverso 90 fotografie dagli anni Trenta agli inizi degli anni Duemila, con scatti dall’Archivio Storico Galleria Campari e di 24 fotografi internazionali dell’agenzia Magnum Photos tra cui grandi nomi come Capa, Erwitt, Parr e Scianna.

All’interno del percorso espositivo anche una selezione di ricettari e libri sui cocktail dalla fine del XIX secolo agli anni Duemila, insieme a oggetti originali legati alla storia dei bar: menù, carte intestate, insegne, bicchieri, attrezzi per la miscelazione, locandine e oggetti pubblicitari vintage. 

Triennale Milano

Juergen Teller. I need to live (dal 27 gennaio al 1° aprile 2024)

Triennale Milano celebra i 30 anni di carriera di uno dei fotografi di moda più apprezzati al mondo. Una retrospettiva di oltre 400 fotografie e installazioni racconterà il lavoro del fotografo tedesco, tra i più influenti della contemporaneità.

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