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Ghemon: “Mai stato a San Siro. Sogno un duetto con Giorgia e un mio film”

Irma CiccarelliIrma Ciccarelli 4 settimane fa
Intervista a Ghemon
Foto di Ambra Parola

Ghemon in concerto al Circolo Magnolia giovedì 30 settembre

Mancano pochi giorni al live del cantautore che, tra una prova e l’altra, ci ha raccontato di progetti e di un sogno ancora nel cassetto.

Se dovessi scandire i momenti della vita con le tue canzoni, quale sceglieresti?

Sicuramente partirei con “Grande” in cui sono agli inizi, mentre “Fantasmi pt. 2” e “La verità – non abita più qua” sono in una fase più adulta con le sue fasi positive e negative della crescita.

Poi c’è “Adesso sono qui” che rappresenta il passaggio ad una vita artistica diversa e infine “Un Temporale”.

Questo brano è tra quelli che mi riguarda di più, non tanto come contenuti, ma da un punto di vista musicale: sia Gianluca che Ghemon sono cresciuti, più adulti.

L’album più difficile da comporre emotivamente, oltre a “Mezzanotte?

Oltre a “Mezzanotte” c’è sicuramente “Orchidee”.

Il periodo prima della composizione è stato molto complicato, perché è stato una fase di transizione, di decisioni riguardo a quello che desideravo fare e non capivo in che modo potessi affrontare certi argomenti in musica.

“Orchidee” è stato un album di liberazione, sicuramente positivo e non di sofferenza.

Oltre alla musica, costante della tua vita, quali sono gli altri punti fissi?

Ci sono i rapporti stabili, fatti di persone su cui posso contare, come quelli di amicizia, d’amore e professionali e con chi lavoro fianco a fianco tutti i giorni, dai musicisti della band ai tecnici durante i concerti.

Con loro, oltre a quello lavorativo, si è creato anche un rapporto di stima.

E poi c’è lo sport, come il calcio e il basket, che amo praticare e guardare, oltre alla mia collezione di sneakers che è la mia passione.

Le cose semplici, alla fine.

Qual è il progetto che non hai ancora realizzato ed è in fase di preparazione?

Ci sono alcune progetti a cui sto lavorando e sto seguendo vari stadi di avvicinamento verso questa idea, una specie di “assaggio” per vedere se sono pronto, come per la recitazione.

Vorrei riuscire a trasformare il lavoro che ho fatto con le parole e l’aver imparato a parlare con il pubblico: creare uno storytelling in cui non ci sia solo la musica, ma un racconto con un ritmo scritto da me.

È da tempo che ci lavoro e vorrei che diventasse un’altra dimensione in cui mi muovo.

Quindi un progetto che riguarda il cinema, televisione o teatro?

Direi cinema e teatro, più che la televisione.

Con chi vorresti duettare, dopo quello con Diodato e Roy Paci in questo Sanremo, e con chi faresti un intero album?

Mi piacerebbe fare un album con Bollani, perché mi piace l’idea di poter aver un dialogo con un musicista e non solo con un altro cantante.

Un duetto, spero che prima o poi si avveri e non è detto che non succeda, è con Giorgia.

Siamo amici, ma non posso metterci la mano sul fuoco per adesso, vediamo più avanti.

Non c’è proprio nessun progetto per ora?

Non c’è niente che bolle in pentola, ma chissà.

C’è una location in particolare dove vorresti esibirti e non lhai ancora fatto?

Mi piacerebbe suonare in uno stadio o in un palazzetto e spero che sia uno dei prossimi step per i miei concerti.

Quando dico palazzetti penso anche a quello di Avellino, la mia città, posso partire da lì.

E poi c’è il sogno di ogni cantante che è San Siro.

Ti ricordi qual è stato il tuo primo concerto a San Siro?

Non ho mai visto un concerto a San Siro! Ho perso, perché ero in tour, quello di Jay Z e Beyoncé, quindi ti dico quello a cui avrei voluto partecipare.

Dovevo scegliere tra la mia carriera e la loro.

E ho scelto la mia.

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