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‘In nome del padre’: a teatro Perrotta dà voce e profondità ai padri smarriti. La recensione

In nome del padre recensione spettacolo
Ph Luigi Burrioni
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La famiglia è spesso al centro di spettacoli, film e romanzi, si potrebbe dire che sia un vero e proprio tòpos. Non è semplice affrontarla in un modo nuovo e Mario Perrotta è riuscito nell’intento con In nome del padre. Servendosi anche della collaborazione drammaturgica dello psicanalista Massimo Recalcati ha dato vita a una partitura che dà voce ai padri – e di riflesso ai figli – dando profondità non solo ai pensieri, ma soprattutto allo smarrimento di fronte all’incomprensibilità dei figli.
“Trovo che il dono più alto della genitorialità sia quello di riconoscere la dimensione incomprensibile del figlio, cioè il suo segreto, la sua differenza, la sua difformità rispetto a quello che avremmo voluto che lui fosse”, aveva affermato lo psicanalista in un’intervista realizzata durante la consegna del Premio Hemingway 2017.

Ne In nome del padre, l’artista leccese dà voce a tre padri, che vivono nello stesso palazzo. Sono differenti tra loro (nell’origine, nel background sociale e professionale), ma accomunati dalle domande che si pongono nel voler decifrare il/la proprio/a figlio/a. Prima che l’attore entri in azione, osserviamo degli scheletri decifrabili in vari modi, tanto più mentre si dipana la narrazione, facendosi ora manichino, ora simbolo del figlio, ma anche di ciò che il testo vuole compiere: un’anatomia del rapporto padre-figlio dal punto di vista del primo, andando all’osso della questione. “Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al “mestiere più difficile del mondo”. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di altrettanti dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, si ritrovano nudi, con le labbra rotte, circondati dal silenzio. E forse proprio nel silenzio potranno trovare cittadinanza le ragioni dei figli”, ha dichiarato il regista.

Non è semplice porsi in ascolto dell’altro e probabilmente ancor più di quella creatura che hai contribuito a far nascere. In ogni battuta e situazione – da quella più divertente a quella più malinconica – traspare come e quanto il drammaturgo si sia effettivamente interrogato su questa figura, che ai giorni nostri sembra aver perso autorevolezza. Non è un caso che spesso, dalle risposte riportate dai padri, sembra che i figli siano più adulti. “I padri smarriti si confondono coi figli: giocano agli stessi giochi, parlano lo stesso linguaggio, si vestono allo stesso modo. La differenza simbolica tra le generazioni collassa” (dalle note di Recalcati). Visto l’importante contributo dell’esperto, non poteva non essere messa in scena la figura dello psicanalista, ma non nella maniera a cui spesso ci hanno abituato le rappresentazioni (tanto più cinematografiche), ma inscenando un dialogo in cui il tempo della sospensione è fondamentale – proprio come avviene nel rapporto tra paziente e analista.

In nome del padre è il primo capitolo di una trilogia sulla famiglia contemporanea in cui Perrotta non pretende di dare soluzioni, ma affresca con profondità i sentimenti di un uomo – padre – di fronte magari al figlio che sceglie di stare in disparte (“hikikomori”), rinchiudendosi in camera, mettendo in crisi luoghi comuni e certezze. Cos’è che ha mandato tutto in corto circuito? Alla fine dello spettacolo, con un ritmo sempre più coinvolgente, si arriverà a una voce unica che non farà altro che rilanciare la palla al “tu” rappresentato dallo spettatore.

In nome del padre: la tournée dello spettacolo con Mario Perrotta

Priverno (LT), Teatro Comunale, 17 gennaio 2019
Magione (PG), Teatro Mengoni, 18 gennaio 2019
Ragazzola (PR), Teatro di Ragazzola, 2 febbraio 2019
Rovereto (TN), Teatro Zandonai, 5 febbraio 2019
Lastra a Signa (FI), Teatro Popolare d’Arte, 8 febbraio 2019
Abbadia S. Salvatore (SI), Cinema Teatro Amiata, 14 febbraio 2019
Grosseto, Teatro degli Industri, 15 – 16 febbraio 2019
Buti (PI), Teatro Francesco Di Bartolo, 17 febbraio 2019
Terni, Teatro Secci, 18 – 21 febbraio 2019
Bari, Teatro Abeliano, 22 febbraio 2019
Taranto, Teatro TaTà, 23 febbraio 2019
Castelfiorentino (FI), Teatro del Popolo, 26 febbraio 2019
Pergine Valsugana (TN), Teatro Comunale, 27 febbraio 2019
San Marino, Teatro Titano, 1 marzo 2019
Brunico (BZ), Haus Michael Pacher, 10 marzo 2019
Bressanone (BZ), Forum, 12 marzo 2019
Vipiteno (BZ), Teatro Comunale, 14 marzo 2019
Piove di Sacco (PD), Teatro Filarmonico, 16 marzo 2019
Monza, Teatro Manzoni, 22 marzo 2019
Merano (BZ), Teatro Puccini, 25 marzo 2019
Genova, Teatro Duse, 27 – 31 marzo 2019
Bolzano, Teatro Comunale Gries, 1 – 2 aprile 2019
Barberino (FI), Teatro Corsini, 5 aprile 2019

Riassumendo

In nome del padre, fino al 22 dicembre 2018

Piccolo Teatro Studio Melato

DURATA: 80′

ORARI: sabato h 19,30

PREZZI: platea 33€; balconata 26€

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