Manin Hotel Milano: storia di un albergo e della città
 

Il Manin, storia di un albergo nella città di Milano

Hotel Manin Milano

La storia di Milano dal 1846 fino al 2015, anno dell’Expo: in mezzo le vicende che hanno caratterizzato la città, dai bombardamenti del 1943 durante la Seconda Guerra Mondiale fino agli anni di Piombo, che da Piazza Fontana in poi furono un exploit di violenze.

Il tutto raccontato in prima persona da una famiglia che da quattro generazioni gestisce il Manin Hotel Milano, nell’omonima via di fronte ai Giardini Indro Montanelli.

Torna in libreria ‘Il Manin, storia di un albergo nella città di Milano’, opera editoriale pubblicata la prima volta trent’anni fa e oggi aggiornato in forma romanzata dall’autrice, Stefania Nascimbeni, con la prefazione del professor Umberto Veronesi.

E’ la storia di una famiglia, i Colombo, che nel 1846 fondarono un albergo e che oggi, a distanza di quasi due secoli, continuano a gestirlo grazie alla quarta generazione (qui la fotogallery dell’Hotel oggi).

A fare da fil rouge sono le pagine del diario di nonna Carlotta Poletti Colombo, romanzate dall’autrice e integrate conil dettaglio di usi e costumi, scorci metropolitani, documenti e immagini di archivio. “Un documento privato che ci permette di ripercorrere  in una gustosa carrellata all’indietro le tappe di una lunga vicenda – quella che ha reso l’Hotel Manin uno dei più importanti alberghi di Milano – che è parte di storia di una città“, scriveva Giovanni Pini, presidente dell’Ente provinciale per il Turismo di Milano negli anni in cui l’opera uscì per la prima volta.

Dalle parole di Carlotta Poletti Colombo a quelle dell’ultima generazione Colombo, Davide, Nicola e Carlotta, figli di Bruno Colombo che insieme al fratello Gianni ereditò l’Hotel in anni turbolenti e di grandi cambiamenti.

E’ inevitabile – scrive il Professor Veronesi nella prefazione del libro – che le vicende private dei Colombo si intreccino con quelle storiche pubbliche, perché la famiglia fa parte di quell’oligarchia milanese che ha costruito la città e ne ha rappresentato l’anima nel tempo“.