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Villa Reale di Monza, 8 lavoratori in bilico: “siamo in un limbo”. L’intervista

Beatrice CurtiBeatrice Curti 1 settimana fa
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Continua il contenzioso tra pubblico e privato nella gestione della Villa Reale di Monza. Le aree occupate dal concessionario privato Nuova Villa Reale sono state smantellate, pronte per essere riconsegnate al Consorzio pubblico venerdì 15 gennaio.

Tra pesanti comunicati di accusa dove si parla di “gravi inadempienze da parte del privato” e richieste di risarcimenti milionari verso l’ente pubblico, a pagare lo scotto di questa situazione ci sono gli 8 lavoratori di Cultura Domani.

Villa Reale di Monza: i dipendenti in attesa di una soluzione da mesi

Ci sentiamo come i figli che assistono impotenti ai litigi dei genitori, chiedendosi cosa ne sarà di noi” racconta Alberto Locatelli, dipendente da 6 anni presso la Villa Reale e rappresentante sindacale. “Non sappiamo nulla del nostro destino. Abbiamo ricevuto tanta solidarietà da parte di entrambi gli enti coinvolti, ma nessuna risposta concreta”.

Gli 8 dipendenti della Villa sono in cassa integrazione a 0 ore dall’8 marzo 2020, all’inizio del primo lockdown. Quando gli altri musei italiani hanno riaperto durante l’estate i dipendenti della Villa non sono potuti rientrare al lavoro a causa del punto di non ritorno raggiunto dai due enti, inasprito dalle difficoltà della pandemia.

Dopo il flash mob alla villa in settembre i dipendenti di Cultura Domani, aiutati dai sindacati nelle figure di Fabiana Cabras e Matteo Moretti di FILCAMS CGIL Monza e Brianza, sono riusciti a ottenere un tavolo condiviso con il concessionario privato e i rappresentanti del Consorzio il 28 di dicembre. Quel giorno è arrivata la doccia fredda.

Abbiamo saputo durante l’incontro della PEC arrivata a Nuova Villa Reale il 23 dicembre in cui si comunicava l’ingiunzione di chiusura e lo smantellamento di cucine, arredi, biglietterie e bookshop realizzati nei 6 anni di gestione privata.” racconta Alberto Locatelli.

La lettera dei sindacati alle istituzioni “non c’è più tempo”

Il 7 gennaio i rappresentanti sindacali Fabiana Cabras e Matteo Moretti hanno inviato a tutte le istituzioni preposte, dal Comune di Monza fino al Ministero per i Beni e le attività culturali, una lunga lettera per richiamare l’attenzione sui lavoratori di Villa Reale.

[…] la continuità occupazionale è elemento imprescindibile per mantenere il diritto alle 12 settimane di ammortizzatori sociali previsti dalla legge di stabilità usufruibili dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021. Oggi è il 7 gennaio e non abbiamo elementi concreti per pensare alla definizione di questo percorso perché ci sembra che manchi la volontà delle azioni e che ciascuno dei soggetti non abbia come primo obiettivo la salvaguardia dei lavoratori. Pertanto, crediamo sia giusto che le Istituzioni si attivino!

I dipendenti di Villa Reale: “ora inizia una nuova fase”

I dipendenti di Villa Reale si dicono però speranzosi che una soluzione arriverà a breve, ribandendo l’assoluta disponibilità a lavorare per chiunque prenda in gestione la Villa e sia intenzionato a valorizzarla come merita. “Siamo legati alla Villa sia come luogo di lavoro che come bene storico artistico. Si tratta un simbolo per la città di Monza, che merita di essere conosciuto e apprezzato da tutti. La nostra speranza è che i due enti riescano a mettere da parte gli screzi per un’unità di intenti a favore dei lavoratori” spiega Alberto, che durante i sei anni alla Villa si è occupato di didattica, accompagnamento dei visitatori e guardiania insieme ad altre sette persone addette al bookshop, alla biglietteria e alle visite guidate. Queste otto persone sono in attesa, ferme in un limbo ad aspettare una lettera di licenziamento o la comunicazione del reintegro nella nuova gestione del bene.

Per noi è appena cominciata una nuova fase della vicenda” continua Alberto Locatelli “da molti mesi stiamo lottando per avere più concretezza sul nostro destino lavorativo. Ora che il contratto è stato rescisso e le chiavi saranno riconsegnate al Consorzio ci aspetta un nuovo capitolo, in cui forse riusciremo ad avere risposte chiare e non solo parole di conforto”.

 

Al momento siamo in attesa di un’eventuale replica alle dichiarazioni di questa intervista da parte di Nuova Villa Reale e del Consorzio.