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Rubens a Palazzo Te. Pittura, trasformazione e libertà

Anna Croci 9 mesi fa
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Mantova è la città  in cui la dinastia dei Gonzaga, succeduta alla famiglia Bonaccolsi nel 1328, mantenne il potere per quasi quattro secoli, fino al 1707, continuandone la tradizione artistica e culturale.

È a Mantova che Rubens soggiornò dal 1600 al 1608 perfezionando il suo linguaggio pittorico, ricco di elementi classici e mitologici, avvicinandolo alle Corti europee durante le sue frequenti trasferte diplomatiche  dal momento che la cultura di Pieter Paul Rubens ( Siegen 1577 – Anversa 1640 ) andava ben oltre la sua preparazione artistica.

Egli, infatti, apprese i classici latini e greci  attraverso il letterato Romuldus Verdonk ( 1589 ) e iniziò a frequentare la bottega d’arte di Tobias Verhaecht ( 1591 ) e, successivamente ( 1591 – 1594 ca. ), fu allievo del pittore Adam Van Noort, terminando l’apprendistato presso Otto Van Veen.

Una svolta importante nella vita di Rubens fu il suo viaggio in Italia, il 9 maggio 1600, dove, dopo diverse esperienze, venne accolto alla Corte di Vincenzo I° Gonzaga, Duca di Mantova, che gli permise di esprimere al meglio la sua creatività in opere presenti anche a Palazzo Te.

E proprio a Palazzo Te, dal 7 ottobre 2023 al 7 gennaio 2024, si svolge la mostra “ Rubens a Palazzo Te. Pittura, trasformazione, libertà “ in cui vengono presentate diciassette opere esclusive ed il prezioso materiale iconografico di Giulio Romano ( 1499 – 1546 ), nel contesto collaborativo tra Palazzo Te, Palazzo Ducale, Musei Civici, Galleria Borghese ed oltre diciassette Musei europei.

Palazzo Te ha una struttura in stile rinascimentale ed era anticamente situato su un’isola al centro del quarto lago di Mantova ( prosciugato nel 1700 ), sul fiume Mincio.

L’intero complesso, ideato e realizzato da Giulio Romano, si affaccia su ampi giardini e si snoda attraverso la “ Sala dei Cavalli “, la “ Camera di Amore e Psiche “, la “ Camera dei Venti “, la “ Camera delle Aquile “, la “ Camera degli Stucchi “, la “ Camera degli Imperatori “, il “ Camerino delle Grottesche “, la “ Camera dei Candelabri “, il “ Camerino delle Cariatidi “, la “ Camera dei Capitani “, la “ Camera delle Vittorie “, la “ Camera dei Giganti “.

L’altro gioiello in cui Rubens e Giulio Romano hanno espresso la loro arte è Palazzo Ducale, appartenente al sito UNESCO di “ Mantova e Sabbioneta “, con una superficie di circa trentacinquemila metri quadrati ed oltre mille ambienti.

Qui è esposta, nella seicentesca “ Sala degli Arcieri “, dal 7 ottobre 2023 al 7 gennaio 2024, l’enorme “ Pala della Santissima Trinità “, dipinta su tela da Rubens nel 1605 e, originariamente, collocata nella Cappella Maggiore della Chiesa della Santissima Trinità: questa Chiesa, in quel periodo storico alquanto turbolento, costituiva l’orgoglio dei Gonzaga e dell’Ordine dei Gesuiti, sostenuti da Eleonora d’Austria, moglie del Duca Guglielmo Gonzaga e principale promotrice della costruzione dove volle essere sepolta.