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Photofestival Milano 2021: 150 mostre in programma per la fotografia d’autore

RedazioneRedazione 2 mesi fa
Andrea Ferrario_Milano, Parco del Portello-min
©Andrea Ferarrio. Milano, Parco del Portello, 2019 L’immagine caratterizza la copertina del catalogo di Photofestival 16th

Gli appassionati di fotografia accoglieranno con entusiasmo l’annuncio del prossimo Photofestival 2021, la rassegna di fotografia d’autore che si svilupperà in vari spazi espositivi di Milano e della Lombardia dal 16 settembre al 31 ottobre 2021.

150 mostre in presenza e per la prima volta in virtuale, insieme a incontri e iniziative per un festival diffuso, che occuperà gli spazi di gallerie, biblioteche, musei e spazi espositivi nelle aree di Milano, Monza Brianza, Varese, Pavia e Lecco.

Con questa edizione, intitolata “La natura e la città. Segni di un tempo nuovo”, Photofestival propone una riflessione sui temi della sostenibilità e della rigenerazione urbana. Una sfida che riguarda da vicino molte città inclusa Milano, dove la forte trasformazione urbanistica in atto non può ignorare il fatto che solo la tutela della biodiversità all’interno di un profondo ripensamento del rapporto tra naturale e costruito può salvare il nostro futuro, favorendo il benessere fisico e psicologico e la socialità.

La politica culturale del festival, da sempre inclusiva, prevede lo sviluppo del circuito non solo negli ambiti ufficiali di gallerie, musei e biblioteche, nonché nel Palazzo della Fotografia di Photofestival (lo storico Palazzo Castiglioni sede di Confcommercio Milano) ma anche in spazi non istituzionali, per ampliare il numero dei fruitori. Il palinsesto espositivo accosterà alle proposte dei galleristi quelle di produzione Photofestival e vedrà affiancati autori affermati, professionisti e nuovi talenti.

Il progetto sarà diffuso in modo capillare su tutto il territorio metropolitano milanese, sino a toccare le province lombarde di Lecco, Monza e Brianza, Pavia e Varese, e prevede come di consueto accanto alle mostre un programma di eventi con incontri, letture portfoli, webinar e altre attività di coinvolgimento dedicate ai vari appassionati di fotografia.

Confermata, in linea con il profilo di Milano, la caratterizzazione internazionale del programma, ribadita dalla versione bilingue italiano/inglese del catalogo che verrà distribuito gratuitamente in tutti i luoghi espositivi e negli ambiti più significativi della città.

Promosso e organizzato da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging, Photofestival è patrocinato dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia ed è realizzato in collaborazione con Confcommercio Milano e Comune di Monza e con photoSHOWall. L’edizione 2021 della manifestazione si avvale del supporto del Main Sponsor Banca Euromobiliare e dello Sponsor Gruppo Cimbali, oltre che delle singole Aziende associate ad AIF e degli inserzionisti.

Photofestival 2021: le novità

Il Comitato Organizzatore è orgoglioso di annunciare che accanto alle circa 150 mostre fotografiche che si apriranno in presenza, sarà per la prima volta disponibile un canale dove visitare virtualmente tutte le mostre in programma.

VIRTUAL PHOTOFESTIVAL è il nuovo progetto che Photofestival ha deciso di offrire a tutti i propri follower: grazie alla piattaforma digitale messa a punto in collaborazione con il Partner photoSHOWallⓇ, il festival apre virtualmente al pubblico le porte di tutte le mostre del palinsesto 2021.

Dal sito milanophotofestival.it, che è ora online completamente rinnovato nella veste grafica e con nuove funzionalità, sarà possibile accedere alla galleria virtuale dove ammirare da vicino alcuni scatti selezionati di tutti gli autori in mostra.

Un salto di qualità che consolida la natura di Photofestival come manifestazione culturale di riferimento e sempre più attenta all’evoluzione del linguaggio fotografico.

Mostre a Milano

Il programma completo sarà disponibile dal 15 settembre su sito ufficiale del festival, ma nel frattempo sono state comunicate alcune anticipazioni relative alle mostre in programma, oltre ad alcuni scatti che verranno presentati durante l’evento.

The Horizon We Look At

No poverty: Graziano Perotti, Tempio della Regina di Saba, Yemen
1997/Temple of the Queen of Sheba, Yemen 1997

Dall’11 al 22 ottobre

Palazzo Castiglioni, Corso Venezia 47

In mostra fotografie che rappresentano i diciassette obiettivi del progetto di sviluppo sostenibile voluto dall’Onu. Sono immagini capaci di catturare l’attenzione e indurre l’osservatore a riflettere sui messaggi cui alludono. C’è grande complessità, nella realizzazione e nell’interpretazione di queste fotografie. Immagini che sembrano essere altro, alludono a concetti e significati universali: la vitale ciclicità dell’acqua, l’uguaglianza di genere, l’educazione emotiva, la sfida alla povertà sono solo alcune delle istanze indagate da ciascun fotografo attraverso la propria personale poetica e muovendosi tra reportage, fotografia di scena, street photography.

L’occhio del Milanese. I 90 anni del Circolo Fotografico Milanese 

© Ernesto Fantozzi, Piazza Risorgimento Milano, 1963

Dal 19 ottobre al 10 dicembre

Galleria Credito Valtellinese, Corso Magenta 59

Il 3 aprile 1930 per volontà di un gruppo eterogeneo di appassionati nasceva il Circolo Fotografico Milanese che, nel dopoguerra, sarebbe stato fra gli otto circoli fondatori della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Il modo migliore per festeggiare un anniversario così importante è quello di presentare le opere dei soci in una esposizione che ne illustri l’attività e la passione, rendendo anche un doveroso omaggio agli autori del passato. La mostra si giova di un allestimento sinuoso suddiviso in aree tematiche creato per valorizzare sia le fotografie che video, documenti e materiali che arricchiscono l’esposizione.

Butterfly Effect

© Ilde Mancuso, progetto Hikikomori

Dal 18 settembre al 13 ottobre

Centro Culturale di Milano, Largo Corsia dei Servi 4

La mostra collettiva, a cura di Marzia Rizzo, vede in esposizione i progetti di otto fotografi: Maria Cristina Anelli, Silvia Calderone, Marco Ghilardi, Bruno Isella, Claudio Lepri, Simone Macchi, Ilde Mancuso e Daniela Penna.

L’espressione scientifica “Butterfly Effect”, definisce attraverso l’iperbole, come una piccola farfalla che genera un movimento semplice del battito di ali possa causare una catena di movimenti di molecole fino a scatenare un uragano. Applicata alla realtà quotidiana, è metafora di come piccole e apparentemente insignificanti scelte di vita personali portino a variazioni significative, condizionando l’esistenza in maniera rilevante.

Riflessioni intime, pensieri segreti, sogni, inquietudini, delusioni, storie archetipiche di donne, mondi distopici danno vita a progetti fotografici che mettono in luce i cambiamenti in cui ogni autore è immerso, che siano metamorfosi, evoluzioni, decadimenti o più intime trasformazioni. Attraverso queste esperienze profonde, tramite visioni allegoriche e immaginifiche, poesie e racconti, i fotografi vogliono coinvolgere lo spettatore per stimolarlo a riflettere su come ogni pensiero, scelta o azione che facciamo o subiamo nella vita possano influenzarla inevitabilmente.

Mario Testino: Unfiltered

Copyright © Mario Testino, Sienna Miller, Rome American Vogue, 2007 / Courtesy of 29 ARTS IN PROGRESS gallery

Dal 1° ottobre al 28 febbraio 2022

29 ARTS IN PROGRESS gallery, Via San Vittore 13

Fotografo di moda di fama mondiale, Mario Testino non aveva avuto ancora una sua retrospettiva in Italia. In questo ambizioso progetto espositivo, accanto alle più introvabili e iconiche opere fotografiche, lo spettatore vedrà un corpus inedito che svela il lato meno conosciuto, più spontaneo e intimo, dell’artista. La mostra sarà suddivisa in due momenti che comprenderanno, oltre agli scatti fashion delle muse amate dal fotografo, il progetto Ciao, interamente dedicato all’Italia, e una serie fotografica composta da istantanee personali, momenti di vita vissuti appieno dall’artista assieme ad alcuni dei volti che hanno lasciato un segno indelebile nella sua straordinaria carriera.

Maurizio Gabbana, “AssenzA”

© Maurizio Gabbana, Russia

Dal 23 settembre al 24 ottobre

La Casa del Pane – Unione Confcommercio Milano, ex Casello Daziario di Porta Venezia, Piazza Oberdan

Per Gabbana l’assenza è visibile. Nei suoi scatti, panorami cittadini e paesaggistici in cui la presenza umana è quasi sempre assente, l’autore ha fatto in modo di rendere visibile allo sguardo tale assenza, senza lasciarla alle interpretazioni o alle suggestioni. Nelle sue fotografie il vuoto è uno spazio lasciato bianco. Ne emergono riflessioni che prendono il via dalla consapevolezza per cui vuoto non significa nulla, semmai il contrario. L’assenza è a suo modo una presenza. Una mostra che permette all’osservatore di entrare in contatto con la solitaria ricerca di un autore che spinge a mettersi in ascolto del silenzio e a sentirlo pieno di presenza.

Michael Dressel. Lost in Hollywood

© Michael Dressel

Dall’8 ottobre al 29 gennaio 2022

c|e contemporary, Via Tiraboschi 2, corte interna

La poetica principale di Dressel forse gli viene dalla sua stessa vita: andare a guardare oltre i muri. Nasce nella Berlino Est in piena cortina di ferro, cerca di fuggire e scavalcare il Muro ma viene mandato in prigione. Ci riprova e dopo varie esperienze approda a Hollywood dove lavora nella Fabbrica dei Sogni come tecnico del suono. Il suo reportage ci porta oltre il muro patinato che tutti immaginiamo e ci mostra il volto di chi da quel muro è precipitato, di chi al sogno non è mai arrivato: mendicanti e indigenti tra i quali spiccano aspiranti attori che per qualche dollaro posano con i turisti a Hollywood Boulevard come se continuassero ad ambire al sogno americano.

Domenico Moretti. A spasso per Tokyo

© Domenico Moretti

Dal 24 settembre all’8 ottobre

Auditorium Cerri, Via Valvassori Peroni 56

Un progetto dedicato alla capitale nipponica composto da tre serie – Alone, Subway, People – che ne indagano diversi aspetti. Dallo spiazzamento di fronte all’assenza della abituale folla che occupa gli spazi pubblici all’indagine sul mondo parallelo che si svolge nel reticolo della metropolitana: la luce artificiale segna volti, tunnel e vagoni. Per arrivare alla ricerca dei rapporti tra le persone, quasi legate tra fili che, senza farle

interagire, le portano a compiere gesti collettivi. I singoli sono ritratti isolati dal loro contesto per farne emergere la soggettività. Tutto il lavoro è caratterizzato dai tagli geometrici degli elementi urbani, grattacieli, strisce pedonali, automezzi, facciate.

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