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Kyle Thompson, Corpi di Reato al MUFOCO e tanto altro da vedere questo mese a Milano

mostre aprile milano 2018
Kyle Thompson - Open Stage in mostra in piazza Caiazzo a Milano

Quante cose da fare in questa settimana a Milano! C’è il 25 aprile con tanti musei aperti e il bel tempo è arrivato.

Che ne dite allora di dedicarvi all’arte? Ecco i consigli dello #spiegonemostre per questa fine del mese.

Pronti a partire?

Mostre da aA29 Project Room

Se amate la fotografia, probabilmente il suo nome per voi non sarà nuovo. Parliamo di Kyle Thompson, classe 1992, proveniente dagli States in mostra allo spazio aA29 Project Room, in piazza Caiazzo 3 a Milano. L’esposizione ha come titolo Open Stage ed è curata da Gabriela Galati.

Si tiene inoltre in contemporanea con la Reggia di Caserta dove si possono vedere altri scatti. Perché vedere Open Stage? Perché il fotografo americano, che ha vinto due edizioni di Photo of the day Vogue Italia, spesso ritrae se stesso in atmosfere da lui ricostruite con effetti di fumo, luce e acqua.

Interessato ai luoghi abbandonati dall’aspetto malinconico, Thompson con il suo obiettivo riesce a fissare in uno scatto case abbandonate, foreste vuote, fiumi, laghi, luoghi che popola di sé.

Il risultato è costituito spesso da autoritratti surreali e bizzarri, ambientati in atmosfere e luoghi incombenti o effimeri. Un modo per esplorare le proprie emozioni, sensazioni e anche vivere i propri ricordi.

Per altro, Kyle è seguito sui social da oltre 400 mila persone.

Kyel Thompson – Open Stage
aA29 Project Room
fino al 18 maggio
Per ulteriori informazioni:  www.studioesseci.net

Mostre da We are Town

Nei suoi spazi dentro il Palazzo Rasini, in corso di Porta Venezia 61, We are Town, agenzia immobiliare milanese, ospita una mostra dedicata all’artista Omar Galliani, di cui espone alcuni dei suoi lavori più recenti.

Un’esposizione dedicata a un artista internazionale e rappresentativo della pittura contemporanea italiana che si inserisce all’interno  del programma espositivo Art in Town ideato dal broker immobiliare in collaborazione con la Galleria Verdesi.

La visita è su appuntamento; per prenotare tel. 02.36591467 oppure events@wearetown.it.

Omar GallianiWe Are Town Real Estate
fino al 18 maggio 2018
Palazzo Rasini – Corso Venezia, 61 Milano

Mostre al MUFOCO di Cinisello Balsamo

Se non siete mai stati al MUFOCO, sigla che sta per Museo di Fotografia Contemporanea, avete tanti motivi per andarci.

Oltre a essere l’unico museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia contemporanea, è attivo nel campo della conservazione, catalogazione, studio e divulgazione della fotografia, con particolare accento sulle trasformazioni tecnologiche in corso e sul rapporto fra la fotografia e le altre discipline espressive. E in più, in questi giorni, ha aperto una mostra molto interessante.

Si intitola Corpi di reato e affronta il tema della mafia rileggendola grazie alla fotografia, anzi alle fotografie che raccontano uno scenario mutato, lontano dallo scontro violento degli scorsi decenni e dagli attentati che tutti conosciamo. La Mafia oggi e così le altre organizzazioni criminali si nascondono dietro una maschera di normalità, confuse nella società civile, vicine a noi più di quanto immaginiamo.

Una sorta di invisibilità, una vita latente che è invece importante riconoscere così come è importante ricomporre i singoli eventi e tracciare una mappa dell’Italia attraverso i documenti storici e i segni della presenza della Mafia sul nostro territorio.

Da sapere: Corpi di Reato ha avuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed europeo, ma è la prima volta che viene esposta in Italia per intero e diventerà parte delle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea.

La mostra è a ingresso libero.

Corpi di Reato
MUFOCO – Museo di Fotografia Contemporanea
fino al 10 giugno 2018
Orari di apertura:
Da mercoledì a venerdì: 16 – 19
Sabato e domenica: 10 – 13 e 14 – 19
Apertura straordinaria mercoledì 25 aprile: 10 – 13 e 14 – 19
Per ulteriori informazioni: www.mufoco.or

Mostre al Memoriale della Shoah

Sempre di fotografia parliamo, ma facciamo un salto nel tempo con un viaggio che segue la migrazione ebraica verso la Terra Promessa al termine della seconda guerra mondiale. Questa la mostra “Le navi della speranza. Aliya Bet dall’Italia: 1945-1948” inaugurata il 10 aprile al Memoriale della Shoah di Milano.

Attraverso una serie di fotografie dell’epoca proprio in uno dei posti in cui ogni anno, ma a dire il vero ogni giorno si ripercorre quanto è successo agli Ebrei, questa esposizione si propone di raccontare la migrazione degli ebrei sopravvissuti alla Shoah verso la Palestina, allora protettorato britannico, avvenuta nel triennio tra la fine della Seconda guerra mondiale e la nascita dello stato di Israele.

In particolare, l’esposizione pone l’accento sul ruolo dell’Italia per gli oltre 250.000 ebrei in fuga dall’Europa orientale: Paese di rifugio e “Porta di Sion” verso la Terra Promessa. Tra gli episodi narrati  la vicenda di La Spezia: per sei settimane tra aprile e maggio 1946, un migliaio di profughi rimase bloccato nel porto della città; iniziò così uno sciopero della fame per ottenere dal governo inglese le autorizzazioni necessarie per l’approdo in Palestina.

L’esposizione, curata da Rachel Bonfil in collaborazione con Fiammetta Martegani, è arrivata in Italia per concessione del Museo Eretz Israel, che ha ospitato la mostra a Tel Aviv nel 2016 con il titolo “In risposta ad un Capitano Italiano” – dall’omonima poesia di Nathan Alterman – visitata in quell’occasione anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Disponibile sia in italiano che in inglese è organizzata in collaborazione con l’Ambasciata di Israele.

Orari di apertura: il lunedì dalle 9.30 alle 19.00, dal martedì al giovedì dalle 9.30 alle 14.30 e la prima domenica del mese dalle 10.00 alle 18.00.

Le navi della speranza. Aliya Bet dall’Italia: 1945-1948
Memoriale della Shoah
Per ulteriori informazioni  www.memorialeshoah.it

Mostre alla GAM

Sempre in tema di nuove aperture, vi segnaliamo che l’11 aprile sarà la volta della mostra d’arte contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa dal titolo Una Tempesta dal Paradiso.

Si tratta dell’ultima tappa della Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative, un progetto pluriennale che mette in evidenza l’impegno del Guggenheim e di UBS a sostegno dell’arte contemporanea e della formazione attraverso un totale di 8 mostre internazionali, più di 125 acquisizioni, borse di studio per curatori provenienti da tre diverse aree geografiche e un’ampia gamma di programmi destinati al pubblico.  A Milano la mostra arriva dopo essere stata presentata in anteprima al Guggenheim di News York 2 anni fa.

La mostra è imperniata su un gruppo variegato di voci artistiche e su problematiche critiche emergenti da una regione in rapida evoluzione e al centro di una diaspora internazionale. Le opere di tredici artisti esplorano i temi della migrazione, della dislocazione, dell’architettura, della geometria e della storia grazie a strumenti tra cui lavori su carta, installazioni, fotografia, scultura e video. Il programma prevede eventi pubblici e iniziative didattiche destinati a visitatori, studenti e famiglie.

Una Tempesta dal Paradiso
GAM – Galleria d’Arte Moderna
11 aprile – 17 giugno 2018
Per ulteriori informazioni: www.gam-milano.com

Mostre al Padiglione d’Arte Contemporanea

Il titolo già dice molto anche a chi forse da poco di spagnolo: “Ya basta hijos de puta”, curata da Diego Sileo. Si tratta della personale che il PAC di Milano dedica a Teresa Margolles (Culiacán,1963), artista messicana che vive e lavora tra Città del Messico e Madrid.

Con una particolare attitudine al crudo realismo, le sue opere testimoniano le complessità della società contemporanea, sgretolata da un’allarmante violenza che sta lacerando il mondo e soprattutto il Messico. Vincitrice del Prince Claus Award 2012, Teresa Margolles ha rappresentato il Messico nella 53° Biennale di Venezia nel 2009 e le sue opere sono state esposte in numerosi musei, istituzioni e fondazioni internazionali.

Il suo è uno stile minimalista, ma di forte impatto che si può vedere tramite 14 installazioni che esplorano i temi della morte, dell’ingiustizia sociale, dell’odio di genere, della marginalità e della corruzione generando una tensione costante tra orrore e bellezza.

La mostra si inserisce nel calendario dell’Art Week, la settimana milanese dedicata all’arte contemporanea, in occasione della quale l’artista presenta una performance tributo a Karla, prostituta transessuale assassinata a Ciudad Juárez (Messico) nel 2016. Un gesto forte, che lascerà una ferita aperta sui muri del PAC e vedrà protagonista Sonja Victoria Vera Bohórquez, una donna transgender che si prostituisce a Zurigo.

Il costo dei biglietti è di 8 euro, ma in occasione dell’Art Week costerà 4 euro, a partire dalle 19. Questo dal 10 al 14 aprile.

Ya basta hijos de puta
PAC – Padiglione d’Arte Comtemporanea
fino al 20 maggio 2018
Per ulteriori informazioni: www.pacmilano.it

Mostre al Mudec

Il Museo delle Culture è sicuramente una tappa obbligata per chi ama l’arte. E questo anche per le mostre in corso e per le collezioni permanenti. Una è, come sapete, quella dedicata a Frida Kahlo dal titolo Frida Kahlo. Oltre il mito che sarà aperta fino al 3 giugno e vi consentirà di conoscere l’artista messicana a tutto tondo, grazie a 100 opere tra dipinti (una cinquantina), disegni e fotografie.

Una mostra che presenta anche delle novità con fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi come l’archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias. Oltre alla Frida fotografa, di cui si conosce davvero pochissimo.

Mostre alla Fondazione Prada

Com’erano l’arte e la cultura nel periodo tra le due guerre mondiali? A rispondere una mostra dal titolo “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” visitabile alla Fondazione Prada fino al 25 giugno 2018.

Concepita e curata da Germano Celant, esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali per arrivare a una selezione di oltre 600 lavori, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, manifesti, arredi, progetti e modelli architettonici, realizzati da più di 100 autori.

In “Post ZangTumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” questi oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali. Troverete le opere originali di artisti come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Arturo Tosi e Adolfo Wildt.

Ma non solo arte: la Fondazione Prada, come forse sapete, ha anche un Cinema ed è qui che vengono proiettati 29 cinegiornali integrali, selezionati in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà, distribuiti nelle sale italiane tra il 1929 e il 1941. I filmati documentano le fasi di allestimento e i momenti di inaugurazione di alcuni tra i principali eventi espositivi e culturali del periodo.

Post ZangTumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943
fino al 25 giugno 2018
Fondazione Prada
Per ulteriori informazioni: www.fondazioneprada.org

Mostre all’Anteo Palazzo del Cinema: il ’68 e il design

E che ne dite di andare al cinema… per vedere una mostra? E già, apre proprio nei giorni del Fuorisalone, per proseguire fino al 16 giugno, la mostra “68. Oggetti e progetti per un nuovo mondo”. Organizzata da DD Innovation Design District e Anteo Palazzo del Cinema in collaborazione con Interni Panorama, si tratta di una mostra evento curata da Francesca Molteni che ha come obiettivo quello di raccontare la stagione che in Europa segna un cambiamento dal quale non si torna più indietro, e farlo a 50 anni di distanza.

In mostra, gratis, vedrete arredi e oggetti ancora in produzione che identificano quel momento storico e che fanno vedere come aziende che furono pronte ad accogliere quella forte spinta innovatrice, ci videro giusto. Ma ci sono anche immagini, film tutti legati dal fil rouge del design che vuole raccontare quel periodo storico, anche e soprattutto dal punto di vista dell’estro creativo e dell’idea dell’abitare.

Potete vedere l’esposizione dalle 10 fino alla chiusura delle sale.

Mostre alla Galleria Cracco by Sky Arte

Del ristorante avete già sentito o magari l’avete anche provato, adesso si va oltre il food e il noto chef lega il suo nome anche all’arte. Per questo nasce Galleria Cracco by Sky Arte,  con l’obiettivo di coinvolgere una serie di artisti italiani contemporanei nel realizzare tre volte l’anno interventi site specific per le “lunette” che sovrastano le vetrine del ristorante dello chef stellato.
Si tratta di 3 vetrine d’arte con una vocazione “pubblica”, fruibile 24 ore su 24, e gratuitamente, da tutti coloro che attraverseranno la Galleria Vittorio Emanuele.

Il “battesimo” è spettato a Heterochromic (Rosa e Carlo) dell’artista Patrick Tuttofuoco, risultato di una riflessione intimamente legata al concetto di identità.
“In Heterochromic”, ha detto l’artista “i due elementi su cui mi sono trovato a riflettere sono Carlo Cracco e Rosa Fanti, sua compagna di vita nel senso più ampio, e di come le due identità uomo e donna si possano fondere in un progetto così importante”.

Potete vedere l’opera fino all’ottobre 2018.

Mostre concluse

Mostre della Design Week

Mostre alla Galleria Jannone: One two five

Si intitola One two five ed è una prima assoluta quella che la Galleria Jannone dedica all’architetto americano Steven Holl oltre che molto attesa. L’esposizione ha come obiettivo quello di mostrare al pubblico la sua identità progettuale e il suo tratto distintivo: l’acquerello.

Potrete, dunque, vedere in Corso Garibaldi 125, una trentina di opere tra acquerelli, schizzi di progetto, arredi in edizione limitata e sculture, alcune delle quali con chiaro rimando al forte legame che da sempre lega Steven Holl all’Italia. Fin da studente quando, grazie a una borsa di studio vinta dopo essersi laureato all’Università di Washington, prosegue gli studi a Roma.

E se vi state chiedendo da dove viene il nome della mostra, è presto detto: One two five è  un rimando alla figlia di Holl che, compiuti i due anni, sta imparando a contare, ma anche agli studi formali di Michelangelo e Picasso che vengono ripresi dall’architetto nelle sue sculture. Ma 125 è anche il numero civico della Galleria in Corso Garibaldi a Milano.

Dal 18 al 22 Aprile la galleria sarà aperta dalle 11 alle 20, nei giorni successivi l’orario sarà dalle 15.30 alle 19.30, la mattina su appuntamento. La mostra è aperta fino al 3 giugno.

Mostre all’atelier Fabscarte

Cosa succede quando design contemporaneo e alto artigianato si incontrano? Potete vederlo nel viaggio che Fabscarte, in via Foppa 50/A, ha organizzato per questa Design Week. Qui, non lontano da Sant’Agostino, potrete fare un percorso alla scoperta delle arti e dei mestieri con libri sospesi, cortile e bar d’autore. In più, viene ricreata una Barberia d’epoca. Potete vedere il tutto dal 17 al 21 aprile dalle 12 alle 2o. Apertura il 16 dalle 18 alle 22.

Mostre alla Triennale: il Triennale Design Museum

Ci abbiamo dedicato un articolo, ma qui vi anticipiamo che è un “pezzo di Fuorisalone” che non potete non vedere. Perché? Perché è dedicato alla storia del design italiano a partire dagli inizi del secolo scorso e con i progetti più rappresentativi. In tutto, 180 opere dal 1902 al 1998 che raccontano questa undicesima edizione di Triennale Design Museum, l’esposizione milanese del design, di casa al Palazzo dell’arte di viale Alemagna.

Sarà visitabile fino al 20 gennaio 2019, e dopo dieci edizioni tematiche quest’anno sarà trasversale, un omaggio al design italiano nel suo complesso e nelle sue sfaccettature. L’ingresso è di 9 euro, 12 se comprende tutte le altre mostre.

La Triennale è aperta dalle 10.30 alle 20.30.

Mostre alla Triennale: Elio Martinelli e la Martinelli Luce

In occasione dei 50 anni della lampada Cobra, disegnata da Elio Martinelli (Lucca, 1922 – 2004) fondatore di Martinelli Luce, a La Triennale, negli spazi della Galleria dell’Architettura, si tiene una mostra monografica a lui dedicata.

La mostra, dal titolo “Elio Martinelli e la Martinelli Luce” si sviluppa in tre stanze, un percorso tematico che illustra nel suo complesso, la vita di Elio Martinelli, dagli esordi alla nascita della sua azienda, percorrendo tutte le fasi di crescita e di sviluppo. La prima sala è dedicata alla rilettura della lampada che è stata una delle produzioni più compiute di Elio Martinelli, riassumibile in tre concetti: semplicità, armonia ed innovazione.

La seconda e la terza stanza illustrano il percorso artistico, di designer ed industriale di Elio Martinelli partendo dalla iniziale formazione come scenografo.

Il percorso prosegue con i progetti dagli anni ’70 ad oggi, illustrando la capacità di Elio Martinelli sia di adeguarsi all’evoluzione delle nuove sorgenti luminose, sia di interpretare sempre in modo originale e i cambiamenti intervenuti nel mondo del design, nei gusti del pubblico e non solo.

Mostre alla Galleria Rossini: Gioiello d’artista contemporaneo

Sono belli da indossare, ma anche da ammirare. Parliamo dei gioielli che durante il Fuorisalone diventano protagonisti con una mostra dal titolo “Gioiello d’artista contemporaneo”. A organizzarla è la Galleria Rossini, in viale Monte Nero 58, che da anni si occupa di gioielli sperimentali e che per questa Design Week organizza una mostra che sarà aperta dal 17 al 28 aprile.

Avrete modo non solo di vedere le creazioni, ma anche di incontrare chi li ha creati, e in particolare sabato 21 dalle 17.

Artisti italiani, ma anche provenienti dal Brasile, dalla Giordania e dagli Stati Uniti come Mariana Barutti, Cece Carrasco Gòmez, Francesca Di Virgilio, Genos, Mirella Gerosa e altri ancora.

La mostra si inserisce nelle attività del progetto Outsidelounge Monte Nero, una iniziativa che ha l’obiettivo di coinvolgere i negozi della zona di Viale Monte Nero.

Orari d’apertura: da martedì a sabato dalle 10 alle 19. Ingresso libero.

Mostre alla Fabbrica del Vapore

Come sapete, quest’anno il Comune di Milano ha dato il via al progetto Novecento e in questo rientra anche la mostra dedicata “Pasolini – Un ricordo” che apre il 4 aprile per chiudersi il 19 dello stesso mese. Poco più di 2 settimane, dunque, per scoprire alla Fabbrica del Vapore la figura di Pasolini o magari per riscoprirla sotto un’altra luce.

L’esposizione, a cura di Renato Galbusera, docente all’Accademia delle Belle Arti di Brera e di Giuliano Patti, storico, racchiude ben 46 opere di altrettanti artisti che ricordano quel poeta, scrittore, sceneggiatore eclettico e culturalmente versatile, che fu Pasolini. Tra gli artisti che hanno partecipato ci sono Baratella, Mino Ceretti, Fernando De Filippi, Gioxe De Micheli, Fabio Sironi.

Il volere fornire un ricordo di Pasolini giusto adesso e con una mostra, non è ovviamente casuale: a 40 anni dall’omicidio e mentre si stanno aprendo nuove ipotesi, resta ancora centrale il suo ruolo di artista e intellettuale nella storia del nostro Paese. D’altra parte, tutta la sua opera ha a che fare con quanto è successo nel secolo scorso: le guerre, gli equilibri del pianeta, le povertà, il rapporto con la religione, con una perentorietà e una forza che il trascorrere del tempo rende sempre più illuminanti.

La mostra sarà inaugurata il 4 aprile alle 18.30 nella Sala delle Colonne e sarà aperta dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 19.30. L’ingresso è libero.

Pasolini – Un ricordo
Fabbrica del Vapore
4 – 19 aprile 2018
Per ulteriori informazioni: www.fabbricadelvapore.org

 

Mostre alla Casa Boschi di Stefano

Non ha aperto da poco, ma è di sicuro interesse. Parliamo della mostra Einaudi: libri per ragazzi. Una collana all’avanguardia (1959-1989) che potrete vedere gratis alla Casa Boschi di Stefano fino al 13 aprile. Un’esposizione che darà modo a grandi e piccini di vedere da vicino la collana “Libri per ragazzi” (90 titoli in prima edizione pubblicati dal 1959 al 1989) esposta integralmente.

Vedrete testi di scrittori come Elsa Morante, Italo Calvino, Gianni Rodari, Giovanni Arpino, Luigi Malerba, Mario Lodi e Nico Orengo. Non da meno gli illustratori: dai classici Yambo, Antonio Rubino, Sergio Tofano (Sto) a Emanuele Luzzati e Toti Scialoja.

Ma la figura dominante dell’intera vicenda è il milanese Bruno Munari, storico collaboratore dell’editore torinese e figura chiave della grafica editoriale italiana, sempre attento a trasmettere ai più piccoli in forme innovative, come autore dei testi e illustratore degli stessi, l’amore per il libro e per la lettura.

La mostra è sì per i grandi ma anche per le generazione più giovani per dar loro modo di conoscere da vicino quel bel prodotto che è il libro per l’infanzia, che rappresenta un pezzo fondamentale di storia italiana.

Einaudi: libri per ragazzi. Una collana all’avanguardia (1959-1989)
Casa Museo Boschi Di Stefano – via Giorgio Jan 15 (M1 Lima o Porta Venezia)
fino al 13 aprile 2018
Orari apertura: da martedì a domenica dalle 10 alle 18

Mostre al Caffè del Sole

Avete tempo fino al 13 aprile per ammirare al Caffè del Sole la prima esposizione dell’artista Laura De Towns dal titolo “De Town’s Landscape, green & blu water”  che dipinge i paesaggi lacustri della nostra Lombardia con scoscendimenti rocciosi, fiumi vergini, vedute en plein air e pittoreschi squarci delle isole Borromee.

Un’arte che è molto vicina all’Impressionismo naturalista con pennellate dai tratti naif ricchi di vivacità, colore, energia positiva, quadri caratterizzati da colori accesi, intensi e cristallini come l’acqua.

La mostra De Town’s Landscape è visibile gratuitamente al Caffè del Sole, via Coni Zugna n. 14 ed è organizzata dal collettivo Orto & Arte.

De Town’s Landscape, green & blu water
Caffè del Sole
fino al 13 aprile

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