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Gallerie d’arte a Milano: le mostre della primavera 2021

Beatrice CurtiBeatrice Curti 2 settimane fa
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Le gallerie d’arte di Milano sono aperte e stanno diventando un’attrattiva importantissima per gli amanti dell’arte, non solo quelli che possono permettersi l’acquisto delle opere.

Arte antica, contemporanea, fotografia e scultura: Milano conta circa un centinaio di gallerie d’arte, diffuse su tutta l’area metropolitana. Si tratta spesso di luoghi in cui il grande pubblico non entra, un po’ intimorito dall’ambiente e dal rischio di passare come un facoltoso compratore interessato a opere d’arte milionarie. Non sempre questa corrisponde alla realtà: molte gallerie infatti sono luoghi inclusivi, dove scoprire nuovi artisti e ammirare opere d’arte poco note ma di enorme valore. Scopriamo quali sono le mostre che le gallerie di Milano propongono per la primavera 2021!

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Leica Galerie Milano

ULTRA- FLOWERS ( 3 febbraio – 10 aprile 2021)

23 still life di fiori e piante, fotografate da Pietro Baroni e Marco Casino, in collaborazione con lo scenografo Andrea Bottazzini, utilizzando la lampada di Wood, una luce multi-spettro, creando così composizioni e sezioni di fiori che ricordano la flora e gli erbari d’immaginari pianeti lontani. La vegetazione più comune, come i fiori di campo o le composizioni disponibili nei negozi di botanica, vengono sezionate e lavorate per trasformarsi in immagini subaquee o fantascientifiche. Una black room mostra al visitatore l’effetto straniante della luce di Wood su fiori e piante, immergendolo nell’ambiente mostrato nelle fotografie. Invariato: 23 still life di fiori e piante, fotografate da Pietro Baroni e Marco Casino, in collaborazione con lo scenografo Andrea Bottazzini, utilizzando la lampada di Wood, una luce multi-spettro, creando così composizioni e sezioni di fiori che ricordano la flora e gli erbari d’immaginari pianeti lontani. La vegetazione più comune, come i fiori di campo o le composizioni disponibili nei negozi di botanica, vengono sezionate e lavorate per trasformarsi in immagini subaquee o fantascientifiche. Una black room mostra al visitatore l’effetto straniante della luce di Wood su fiori e piante, immergendolo nell’ambiente mostrato nelle fotografie.
A cura di Denis Curti


Leica Galerie Milano, presso il Leica Store di via Mengoni 4 (Piazza del Duomo)

Galleria Poggiali

Dove andiamo a ballare stasera? (19 dicembre 2020 – 31 marzo 2021)

Una mostra in vetrina quella delle due artiste Goldschmied & Chiari presso la Galleria Poggiali di Milano. Si tratta di un’installazione site specific, pensata appositamente per lo spazio dove è esposta: i resti di una festa anni Ottanta, così come il titolo della mostra, tratto dalla guida alle migliori discoteche d’Italia, scritta nel 1988 dall’allora Ministro degli Esteri Gianni de Michelis.

La musica e le luci continuano in un loop infinito, mentre a terra vediamo un tappeto di bottiglie vuote, stelle filanti e mozziconi di sigaretta. Tutto sembra abbandonato, come l’immagine straniante di un altro tempo. Proprio il senso di privazione e smarrimento è il messaggio che le due artiste vogliono trasmettere, in un’epoca in cui le feste non sono permesse e sembrano appartenere a un mondo lontano.

Après-coup Arte

Rock City La grande stagione del Rock a Milano  1980 – 2000 (27 febbraio – 11 aprile 2021)

Tra gli anni ’80 e i primi anni del nuovo millennio, Milano ha conosciuto una stagione entusiasmante per la musica e la cultura. Madonna si aggirava in via Montenapoleone con Naomi Campbell prima dello show, mentre nei locali e nei ristoranti si incrociavano Prince o Peter Gabriel, David Bowie o Sting, mentre Miles Davis se ne stava rintanato nel suo residence prima del concerto e Rudolf Nureyev dormiva a casa di amici.

I capiservizio dei grandi quotidiani della città dovevano trovare in cronaca lo spazio per tutti e la fotografia diventava spesso lo strumento migliore per evidenziare un’emozione, descrivere l’entusiasmo o la delusione e per carpire l’attimo. “Massimo Barbaglia, Gigliola Di Piazza, Bruno Marzi e Angelo Radaelli  erano  gli stregoni che in quegli anni quasi ogni sera si muovevano in città alla caccia di uno sguardo, un suono, un passo di danza e un sorriso – racconta Luigi Pedrazzi, direttore di ArteUtopia- Gli scatti più belli erano quelli rubati, magari nei primi dieci minuti di show, quando il microfono non funzionava bene o le luci erano basse e poi via di corsa a immortalare un’altra storia, un altro palco. Rock City è la storia di una città e dei suoi narratori occulti, la cronaca senza fronzoli di una istantanea al buio, la suggestione di un periodo irripetibile e lontano che ci restituisce intatta l’irresistibile energia che scorreva in quegli anni nelle vene  di Milano”. La mostra, inoltre, vuole ricordare Gigliola Di Piazza, a due anni dalla sua prematura scomparsa, attraverso le sue fotografie stampate di notte. A Milano.

A cura di Luigi Pedrazzi

 Galleria Après-coup Arte, via Privata della Braida 5

Galleria Giovanni Bonelli

Massimo Kaufmann | Gonçalo Mabunda (18 febbraio – 3 aprile 2021)

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Goncalo Mabunda, Untitled Mask, 2018-19, mixed media, 102×125 cm

Una doppia personale di Massimo Kaufmann e, grazie alla collaborazione con Lis10Gallery, Gonçalo Mabunda. Nella produzione degli ultimi dieci anni di Massimo Kaufmann emerge la volontà di rendere visibile la durata del processo creativo insito in ognuno dei suoi quadri. Le opere, definibili come delle astratte atmosfere pittoriche, sono il risultato di un meticoloso e sorvegliato dropping sulla tela posta orizzontalmente di fronte a sé.

Alcune opere di grandi dimensioni dell’artista italiano saranno presentate in dialogo con le sculture di Gonçalo Mabunda che, nel 2019, ha rappresentato la sua nazione (Mozambico) alla Biennale di Venezia. Mabunda trasforma materiali bellici -oggi dismessi- che furono utilizzati durante la sanguinosa guerra civile che ha afflitto il Mozambico per ben 16 anni. L’artista si appropria di qualsiasi tipo di scarto bellico (proiettili, bombe, fucili… ) assemblando le varie parti per comporre maschere e troni. Le sua maschere hanno un forte potere evocativo e riescono a mantenere i valori simbolici e rituali delle antiche maschere tribali, parte della cultura e della tradizione dell’artista, pur convertendole in una veste totalmente contemporanea.

MA-EC Gallery

The Invisible Combination of Chinese and Western (15 gennaio -15 aprile 2021)

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Una delle opere di Zhining Hua in mostra

Nei dipinti di Hua Zhining gli elementi reali e quelli spirituali diventano un tutt’uno e nelle rappresentazioni dell’infinito coglie l’istante e la suggestione. Si allontana dalla concretezza del dipinto tradizionale cinese e persegue la via dell’astrazione, schizzi d’inchiostro e di colore formano dei
blocchi di forme diverse che hanno un che di magico e mutevole. Ciano, rosso, giallo, porpora, bianco si intersecano nei dipinti, creando una sinfonia spirituale di ritmo e di luce che fonde la tradizione cinese con l’astrazione occidentale.

A cura di  Wang Xun

La mostra è visibile esclusivamente online  su www.wepresentart.com

RITA URSO Artopiagallery

I love the gallery (4 marzo – 30 aprile 2021)

Un’immagine della mostra

I love the gallery – 20th anniversary exhibition racconta l’attività della galleria dagli esordi nel 2001 fino agli anni più recenti, attraverso un’ampia selezione di opere tratte dalla sua collezione. Il titolo è ispirato al video I love the gallerists and they love me (2001) di Adrian Paci, proiettato nella sua prima personale a Milano a cura di Edi Muka. Nell’opera si scorgono le mani dell’artista che intervengono a modificare le posizioni e i volti dei protagonisti, i galleristi Rita e Remo Urso. Metafora raffinata del potere di trasformazione dell’arte sull’animo umano, il video fornisce un importante punto di partenza per una riflessione sull’evoluzione di una galleria d’arte come percorso di vita ed atto d’amore verso una professione. 

RITAURSO, via Lazzaro Papi 2, 20135 Milano (1° piano)

Osart Gallery

Piero Fogliati (6 aprile – 1° maggio 2021)

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Piero Fogliati, Macchina che respira, 1990, ph. Bruno Bani

Osart Gallery dedica una personale dedicata all’artista piemontese Piero
Fogliati (1930-2016), l’unico artista che da “frammenti di tecnologia” elementari è riuscito a generare macchine articolate che temporaneamente producono effetti, suoni e luci magici ed impensabili. Macchine scultoree che, quando inattive, sono oggetti che incuriosiscono e lasciano perplesso l’osservatore, trasformandosi in modo poeticamente spettacolare e inatteso.
Le sue sculture/installazioni, progettate a partire dagli anni Sessanta, ci accompagnano attraverso la scoperta di spettacoli sorprendenti che Piero Fogliati stesso definisce “abiti appoggiati sugli oggetti della scienza”.
Queste opere, plasmate artigianalmente dall’artista, riescono una volta attive a fare interagire coinvolgendo assieme l’opera e chi la osserva facendo fondere ognuno di questi spettacoli sonoro-visivi con le emozioni e i ricordi di ognuno di noi.

Per meglio spiegare il processo creativo e la completezza del lavoro di Fogliati, è presente un nucleo di disegni, che da un lato testimoniano la progettualità e la creazione delle sue sculture/installazioni, dall’altro mettono ancora una volta in risalto la fantasia di Piero Fogliati con nuove sorprendenti immagini che richiamano la Città Fantastica progettata nella sua mente e riempita dalle stesse opere che oggi sono esposte realmente all’interno della galleria.

Osart Gallery, Corso Plebisciti 12, 20129 Milano