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Gallerie d’arte a Milano: le mostre della primavera 2021

Beatrice CurtiBeatrice Curti 4 settimane fa
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Le gallerie d’arte di Milano sono aperte e stanno diventando un’attrattiva importantissima per gli amanti dell’arte, in parallelo alle grandi mostre e ai musei di Milano.

Arte antica, contemporanea, fotografia e scultura: Milano conta circa un centinaio di gallerie d’arte, diffuse su tutta l’area metropolitana. Si tratta spesso di luoghi in cui il grande pubblico non entra, un po’ intimorito dall’ambiente e dal rischio di passare come un facoltoso compratore interessato a opere d’arte milionarie.

Non sempre questa corrisponde alla realtà: molte gallerie infatti sono luoghi inclusivi, dove scoprire nuovi artisti e ammirare opere d’arte poco note ma di enorme valore. Scopriamo quali sono le mostre che le gallerie di Milano propongono per la primavera 2021!

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Leica Galerie Milano

APPARIZIONI Avvistamenti, incontri e miraggi ( 19 maggio – 18 settembre 2021)

Guido Harari, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Dario Fo

 Leica Galerie Milano, ospita la nuova mostra “APPARIZIONI” di  Guido Harari, il fotografo e autore che, dopo otto anni dalla sua ultima mostra milanese, ritorna nella sua città, con una selezione trasversale tra i suoi ritratti più amati e alcune opere esposte qui per la prima volta.
La mostra, presenta, per la prima volta insieme, 40 ritratti iconici che spaziano in ogni ambito esplorato da Harari nella sua carriera più che quarantennale.

David Bowie, Bob Dylan, Lou Reed, George Harrison, Luciano Pavarotti, ma anche la Milano di Gaber, Fo e Jannacci, Ada Merini, Giorgio Armani, e grandi donne come Rita Levi Montalcini, Patti Smith, Greta Thunberg, Pina Bausch, Madre Teresa di Calcutta, e ancora Fabrizio De André, Sebastiao Salgado, Ennio Morricone, Ezio Bosso, Renzo Piano, Bob Marley, Paolo Conte: tanti i nomi che hanno fatto la storia della musica e le personalità che avremmo voluto avere il tempo di potere guardare negli occhi, con quella stessa profondità di sguardo, veramente fuori dal comune, che l’arte e la magia di Harari riescono a restituirci.

A cura di Denis Curti


Leica Galerie Milano, presso il Leica Store di via Mengoni 4 (Piazza del Duomo)

RITA URSO Artopiagallery

Emanuele Becheri, Carlo Guaita. Opere (20 aprile – 15 luglio 2021)

Pittura e scultura si fondono in un linguaggio in cui la materia è la chiave di codifica. Le opere dei due artisti dialogano da spazi differenti sulle soluzioni e sull’eclettismo della tecnica, dalla quale si liberano forme e suggestioni sempre nuove. La superficie pittorica dei dipinti viene scelta con cura, lavorata, sovrapposta e lasciata “parlare” attraverso l’uso di un colore monotonale, solitamente il nero. In questo modo i buchi d’aria del cemento si trasformano in stelle e nebulose, le fibre della tela divengono superfici lunari, richiamando gli studi di geologo dell’artista. Le sculture si inseriscono pienamente in questa ricerca, mostrandosi come forme primordiali da cui a fatica si libera la figura, sempre nuova e sempre in movimento.

RITAURSO, via Lazzaro Papi 2, Milano (1° piano)

Osart Gallery

Dan Halter. Money loves Money (25 maggio – 31 luglio 2021)

Dan Halter, Things Fall Apart, 2021, Hand-woven archival ink-jet prints, cm. 189,5 x 89,9.
Ph. Geena Wilkinson

Il lavoro di Dan Halter (1977, Zimbabwe) si concentra su tematiche relative all’attualità post coloniale, ai confini politici, ai fenomeni migratori, all’instabilità economica e alla situazione politica e sociale in Africa meridionale e nel suo paese di origine, lo Zimbabwe.

L’artista guarda alla storia e ai suoi legami con la situazione odierna, all’ingerenza dei poteri stranieri nelle politiche statali e al passato coloniale, che si riflette nelle profonde fratture del presente e in nuove forme di colonizzazione. Halter ha messo a punto una tecnica di intreccio che applica a materiali dal forte valore simbolico, spesso connessi a usi popolari: carta fatta a brandelli, elenchi telefonici, buste di plastica e banconote o loro ingrandimenti. A questi elementi l’artista somma l’utilizzo delle parole: a volte intreccia alle immagini pagine e pagine di testi classici, mentre altre volte lascia allo spettatore dei veri e propri “messaggi cifrati”.

Money Loves Money nasce dall’esperienza diretta dell’artista, che in Zimbabwe ha assistito al susseguirsi di valute diverse nel corso di pochi anni, nel tentativo di resistere alla svalutazione e al tracollo economico.

Osart Gallery, Corso Plebisciti 12, Milano

Red Lab Gallery

Nebulosa 11. Beside Walden (6 maggio – 30 luglio 2021)

Dacia Manto, dalla serie Planizaria, 2020

Il nuovo e inedito progetto dell’artista visiva Dacia Manto è un omaggio sentito e profondo alla Natura, ma al contempo un monito per quella parte di umanità che continua indiscriminatamente a considerarla come un’entità esterna al “noi”, di cui servirsi e sentirsi padroni, sfruttandone materiali ed energia: un progetto – spirituale ancor prima che artistico – al quale l’autrice si è dedicata anima e corpo e che oggi presenta per la prima volta alla Red lab Gallery di Lucia Pezzulla, che ha scelto proprio il lavoro di Dacia Manto per sottolineare la volontà di continuare, e non interrompere, il prezioso dialogo con il cosmo e la natura che da sempre segna le scelte espositive della galleria.

Per Dacia Manto, che vive nei boschi vicino a Pennabilli nell’Alta Valmarecchia, la natura è diventata una precisa scelta di vita, con la quale è alla ricerca di una continua connessione umana e spirituale, dove un ruolo fondamentale lo svolgono anche i cani che vivono con lei: con loro l’artista ha creato un rapporto strettissimo che non può nascondere, perché essi sono parte integrante del suo lavoro e del suo sguardo sul mondo.

A sottolineare l’importanza di questo profondo legame, Red Lab Gallery ha deciso di devolvere l’intero ricavato delle opere vendute in mostra a favore della Casa Selvatica, il rifugio nei boschi della Valmarecchia creato dalla stessa Dacia Manto dove vengono curati e accuditi 90 cani, tutti provenienti da situazioni di maltrattamento, reclusione e abbandono.

Spazio Ex Fornace

La strada di un artista (1° giugno – 10 giugno 2021)

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Alcuni degli scatti presenti in mostra

Presso il suggestivo spazio affacciato sul Naviglio Pavese si apre la mostra del fotografo Marco Riccardo Flores, di cui Milano Weekend aveva pubblicato gli emozionanti scatti fatti durante la pandemia sui Navigli deserti.

La mostra La strada di un artista celebra il ritorno alla vita e alla strada, in cui si affollano personaggi e figure di ogni tipo, catturate dai ritratti espressivi e romantici dell’artista. Gli scatti si concentrano sugli artisti di strada, figure che restano ai margini ma si fanno protagoniste grazie a spettacoli che catturano involontariamente l’occhio e l’orecchio anche del più frettoloso tra i passanti. Ballerini, musicisti, clown e cantanti si sono ripresi gli spazi delle vie di Milano, ripresi con un bianco e nero che rende le immagini senza tempo.

Spazio Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano

Scalo Lambrate

Disintegration-IO (20 maggio- 13 giugno 2021)

Veduta della mostra e dello spazio espositivo

Presso lo spazio di Scalo Lambrate si apre la mostra Disintegration-IO, la prima personale di Marco Sorgato, artista giovane ed eclettico che spazia dalla musica underground ai tatuaggi, fino ad arrivare all’arte con una cinquantina di opere che si compongono di tre serie: De-Composizioni, Diario della Sopraffazione, Dead Chips. Al centro di tutte c’è una profonda ricerca antropologica che riflette sul tentativo di sopraffazione da parte dell’uomo nei confronti della natura.

La scrittura è il medium prescelto da Marco Sorgato per operare questa sopraffazione in piccola scala. Le piante, simbolo della Natura, sono invece l’apparente “parte lesa”. L’artista agisce su di esse scrivendo con una bomboletta spray, con un gesto veloce e invasivo che simboleggia la brutalità del gesto dell’uomo contemporaneo.

Secondo Sorgato la natura è un sistema complesso da cui l’uomo non può sentirsi estraneo e la sua reazione non può che annullare l’intervento umano facendolo rientrare nei suoi cicli vitali. Per questo la scritta sulla pianta è destinata a scomparire: la chioma, crescendo, modifica il messaggio, poi lo distorce fino a renderlo irriconoscibile. Con il ricambio di foglie, infine, perde gli ultimi segni dell’intervento umano. Da una foglia persa nasce un germoglio e l’intervento dell’uomo viene quindi dimenticato e decomposto.

A cura di Nicolas Ballario

Scalo Lambrate, Via Pietro Andrea Saccardo 12, Milano

BUILDING

Yuval Avital. ETERE (8 aprile – 26 giugno 2021)

Veduta d’insieme dell’esposizione ETERE

E T E R E è il nome della mostra personale dell’artista e compositore Yuval Avital a cura di Annette Hofmann.  E T E R E è un progetto espositivo ideato appositamente per i quattro piani di BUILDING che raccoglie oltre cento opere, di cui molte inedite.

Un racconto onirico scandito in quattro capitoli dove ogni spazio è pensato come un microcosmo che racchiude e rispecchia un ambiente definito, connesso agli altri secondo un percorso di ascensione.

La mostra sarà anche visitabile online attraverso una modalità di fruizione tridimensionale disponibile sul sito www.artland.com.

Come racconta la curatrice Annette Hofmann: “La prima mostra personale di Yuval Avital in BUILDING invita il visitatore a partecipare a un viaggio dentro la narrazione multidisciplinare dell’artista. Nel cuore della pratica di Yuval Avital si situa il momento presente, inteso in senso assoluto, e incentrato sull’esplorazione dei concetti di identità/subconscio, oscurità/luce e amore/desiderio. Ciascun lavoro riflette le qualità formali e materiche di una coscienza e di un’esperienza comuni, le quali originano un cerchio magico non solo dentro l’architettura unica di BUILDING, ma anche all’interno della propria narrativa. Tutte le opere descrivono un’impellente ricerca di verità che porta il visitatore a confrontarsi con il proprio momento presente”.

A cura di Annette Hofmann

BUILDING, via Monte di Pietà 23, Milano