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Gallerie d’arte a Milano: le mostre in occasione del Photofestival 2021

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Associazione Circolo Viaggiatori del Tempo, Padova. Copyright Costantino Ruspoli

A Milano gli eventi non si fermano mai, così come la programmazione delle gallerie d’arte cittadine: dopo il successo del Fuorisalone e di Art Week ora è la fotografia a prendere le redini della città: fino al 31 ottobre infatti a Milano si terrà il Photofestival, evento di portata internazionale dedicato al mondo degli scatti d’autore con oltre 150 eventi dedicati.

Arte antica, contemporanea, fotografia e scultura: Milano conta circa un centinaio di gallerie d’arte, diffuse su tutta l’area metropolitana. Si tratta spesso di luoghi in cui il grande pubblico non entra, un po’ intimorito dall’ambiente e dal rischio di passare come un facoltoso compratore interessato a opere d’arte milionarie.

Non sempre questa corrisponde alla realtà: molte gallerie infatti sono luoghi inclusivi, dove scoprire nuovi artisti e ammirare opere d’arte poco note ma di enorme valore. Scopriamo quali sono le mostre che le gallerie di Milano propongono in occasione del Photofestival 2021!

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29 ARTS IN PROGRESS

Mario Testino: Unfiltered (1° ottobre 2021 – 28 febbraio 2022)

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Mario Testino, Sienna Miller, Roma, American Vogue, 2007

La mostra presentata da 29 ARTS IN PROGRESS è la prima grande personale del celebre artista e fotografo mai ospitata in una galleria d’arte. Accanto alle più introvabili e iconiche opere fotografiche in grande formato, la galleria milanese presenterà in esclusiva anche un corpo di opere inedite, disponibili in nuovi formati ed edizioni, svelando così il lato meno conosciuto, più spontaneo e intimo dell’artista.

L’ambizioso progetto espositivo porterà all’attenzione del collezionismo italiano e internazionale più di 50 opere accuratamente selezionate dai direttori della galleria e da Mario Testino. Il percorso espositivo include non solo le muse più amate dal fotografo, tra iconici e inediti scatti, ma ne esprime la vasta creatività tanto nella moda quanto nel più intimo ritratto in un’ode all’Italia. La mostra, infatti, comprenderà una selezione di opere del recente progetto editoriale interamente dedicato all’amore dell’artista per l’Italia.

Scoprire l’Italia è stata un’esperienza potente che ha catturato la mia immaginazione. Ho avvertito una profonda connessione con tutto ciò che vedevo intorno a me. Ho amato le persone, il paesaggio, l’architettura e il fatto che l’arte e la bellezza fossero naturalmente, semplicemente parte della vita.” ha commentato l’artista.

La seconda fase espositiva, che si terrà dal 2 dicembre al 28 febbraio 2022 racchiuderà per la prima volta un corpo di intime istantanee, autentici momenti di vita vissuti appieno dall’artista assieme ad alcuni dei volti che hanno lasciato un segno indelebile nella sua straordinaria carriera.

29 ARTS IN PROGRESS, Via San Vittore 13 Milano

Milano Spazio Lambrate

Q.B. quanto basta. Il lato oscuro del cibo (30 settembre – 9 ottobre 2021)

68 litri di sangue

Maria Cristina Anelli e Marzia Rizzo sono le due autrici di questo progetto-inchiesta che è il frutto di un anno di documentazione sul cibo in tutte le sue sfaccettature.

Nella mostra Q.B. quanto basta. Il lato oscuro del cibo le due fotografe hanno svelato molti aspetti nascosti della filiera alimentare: cibi contaminati e dannosi per l’uomo, inquinamento ambientale generato dall’impiego di prodotti fitosanitari e di materiali non biodegradabili, monoculture che limitano la biodiversità, allevamenti e pesca intensivi che generano condizioni di vita ai limiti della sopravvivenza negli animali, violazione dei diritti umani con sfruttamento inaccettabile della manodopera, fino ad arrivare a crimini e traffici illeciti.

Tutto questo concorre a danneggiare drasticamente l’ecosistema e ha come deriva finale l’accelerazione della macchina produttiva al fine di ottenere enormi profitti economici per le grandi lobby. Il progetto fotografico stimola lo spettatore a una riflessione, allo sviluppo di un crescente senso critico ed etico, sulle scelte di un consumo alternativo e consapevole.

Le due fotografe hanno inoltre in programma una campagna di crowdfunding per sostenere il progetto di pubblicazione di un libro fotografico, che vedrà noti autori del mondo della scienza e dell’ecologia, partecipare come scrittori.

Milano Spazio Lambrate, Via delle Rimembranze di Lambrate 16, Milano

Galleria Deodato Arte

Marco Glaviano. A life of photoshoot (13 ottobre – 13 novembre 2021)

Cindy Crawford II (St_Barth), 1992

Dal 13 ottobre (inaugurazione serale aperta al pubblico con artista presente) al 13 novembre la Galleria Deodato Arte, ospita la mostra-evento che ripercorre la straordinaria carriera di uno dei fotografi più apprezzati al mondo per le sue iconiche foto di moda, calendari, per le collaborazioni con le riviste più patinate come Vogue America e Harper Bazaar e con i più grandi stilisti. Con il suo lavoro Glaviano ha reso immortali le top model che, negli anni ’80 e ’90, incarnavano l’immagine della bellezza stessa – da imitare, amare e a cui aspirare – come Cindy Crawford, Paulina Porizkova, Claudia Schiffer ed Eva Herzigova.

Oltre alle immagini Icons – una trentina dal 1984 al 2011 con protagoniste le supermodelle – ciò che rende davvero speciale questa esposizione è la presenza di un centinaio di polaroid storiche e inedite: scatti personali nati fuori dal set, mai resi pubblici prima di questa occasione.

Con A life of photoshoots Glaviano offre ai visitatori una finestra privilegiata sul tempo, che permette di cogliere la verità, l’essenza, il dietro le quinte più autentico di un mondo effimero e scintillante come quello della moda.

Galleria Deodato Arte, Via Nerino 2, Milano

Nonostante Marras

Matteo Carassale. Fiori Rubati (30 settembre – 31 ottobre 2021)

Le 50 fotografie in mostra – realizzate senza l’ausilio della postproduzione – invitano a riflettere sullo stato di precario equilibrio tra vitalità e decadimento, tra fugacità dell’esistenza e immortalità della fotografia.

Una ricerca quella di Carassale nata durante il lockdown, in cui i sentimenti di costrizione da una parte e speranza dall’altra sono resi nei suoi scatti da atmosfere senza contesto e dalla luce onirica che lambisce flebilmente i fiori, emblemi di caducità ma anche di bellezza e resurrezione.

Foglie, papaveri, calle, pruni, rose, strelitzie, viburni, i fiori raccontano le origini del fotografo, nato e cresciuto in Liguria, e del suo lavoro di sottrazione, quasi di “furto”, dalla natura delle piante per poterne cogliere l’essenza del loro stato vegetativo all’interno del suo laboratorio, alla ricerca dell’effimero, dell’impermanenza, dell’eleganza della fragilità.

Nelle foto affiora l’equilibrio instabile del ciclo vitale, il perpetuo rinnovarsi, il fulgore della crescita e il declino della resa, in una sorta di allegoria dell’esistenza ricca di sfumature, tinte tenui, ombre colorate. Il fiore diventa per l’artista: “una carezza per curare le ferite inferte dal nostro senso di libertà che si divincola dal nostro corpo, un simbolo di bellezza da offrire e da ricevere nei momenti di difficoltà come memento e allo stesso tempo come augurio di rinascita”.

A cura di Francesca Alfano Miglietti

Nonostante Marras, via Cola di Rienzo 8, Milano

Palazzo Morando

La lunga vita (1 – 13 ottobre 2021)

Mimmo Cuticchio, Oprante e contastorie erede della tradizione dei cuntisti siciliani e dell’Opera dei Pupi, Palermo. Copyright Costantino Ruspoli

La mostra, realizzata grazie a Fondazione Farmafactoring si divide in due distinte sezioni, unite dal tema principale del percorso dell’esistenza umana:

  • Mostra fotografica di Costantino Ruspoli. Si tratta di un percorso espositivo attraverso i volti e i luoghi, che raccontano le pratiche e gli approcci che caratterizzano il rapporto dell’uomo con il proprio corpo nelle tre fasi di vita: la longevità attiva, sempre più fonte di nuove energie (Silver Age), il momento in cui si mettono alla prova le proprie ambizioni (gioventù e adolescenza) e quella dei viaggiatori a metà strada che cercano di mantenere l’equilibrio tra pressioni, conflitti e tentazioni che caratterizzano la complessa società di oggi (adulti). Soffermarsi sulle età dell’uomo vuol dire riflettere sulle persone e sulla società e guardare da protagonisti a un mondo in cui i grandi progressi della tecnologia, e fortunatamente anche della medicina, possono essere posti al servizio di tutti. Il progetto prende spunto dai Rapporti annuali di Fondazione Farmafactoring, alla cui stesura hanno contribuito anche Fondazione Censis e CERGAS-Bocconi, focalizzati sull’evoluzione dello stato di salute e del rapporto che gli italiani hanno con il proprio corpo e sulla capacità del sistema sanitario di farsi carico dei bisogni espressi, valutando i possibili scenari futuri rispetto ai quali valutare le politiche sanitarie e sociali. 
  • Sala dedicata a 6 meravigliosi e assolutamente inediti disegni di Carlo Maciachini del FamedioI disegni, recuperati a seguito di una ricognizione patrimoniale a Palazzo Moriggia, sono stati restaurati grazie a Fondazione Farmafactoring e saranno eccezionalmente esposti all’interno della Mostra “La Lunga Vita”. Abbiamo parlato dei sei disegni ritrovati e della loro incredibile storia alcuni mesi fa in un articolo dedicato.

Palazzo Morando, Via Sant’Andrea, 6, Milano

Spazio MADE4ART

Nuove visioni (5 – 17 ottobre 2021)

Kerstin Henschel. Horizont 9, 2021

Nell’ambito della sedicesima edizione di Photofestival, la rassegna milanese di fotografia d’autore promossa da Associazione Italiana Foto e Digital Imaging, lo spazio espositivo MADE4ART ospita la mostra collettiva Nuove visioni, a cura di Francesca Bianucci e Chiara Cinelli. Il progetto espositivo intende raccontare i profondi cambiamenti che attraversano il nostro tempo e promuovere una riflessione sulla centralità delle nostre scelte nel determinare l’instaurarsi di un nuovo equilibrio tra uomo e natura, la cui necessità si afferma con crescente evidenza.

La mostra raccoglie le istanze e le visioni di 5 artisti internazionali della fotografia, fra loro diversi per sensibilità, formazione e stile, che si incontrano su un comune terreno di confronto e danno voce alla complessità del tema proposto attraverso una pluralità di prospettive e punti di vista. Alcuni temi in particolare definiscono il fil rouge narrativo e visivo della mostra, che vede come elemento predominante la natura.

A cura di Francesca Bianucci e Chiara Cinelli

Spazio MADE4ART, via Ciovasso 17, Milano

Cancellate Giardini Montanelli | Museo di Storia Naturale di Milano

VAIA. Viaggio consapevole dentro un disastro (20 settembre – 18 ottobre 2021)

Foto di Manuel Cicchetti

Lo spazio dell’arte non sempre si può racchiudere in un museo o in una galleria. È il caso di VAIA, la mostra fotografica di Manuel Cicchetti allestita sulle cancellate del Parco Indro Montanelli (Giardini Pubblici di Palestro) nell’ambito dell’evento nazionale #All4Climate Italy 2021, preparatorio alla 26ma Conferenza delle Parti  di Glasgow (COP26).

Il progetto Vaia infatti – che si esprime anche attraverso l’omonimo libro fotografico, arricchito dai testi di Angelo Miotto – nasce con l’intento di accompagnare l’osservatore in un rapporto emotivamente paritetico con la natura devastata dal ciclone. Il fotografo ha scelto di avvicinarsi quanto più possibile ad un rapporto di 1:1 tra la Natura e l’osservatore, imponendo, così, la coesione con gli eventi oggi sempre più filtrati dagli schermi degli smartphone o dei computer.

Ottobre 2018, Italia del Nord-Est. In poche ore una terribile tempesta di vento e acqua rovescia le foreste scagliando a terra milioni di alberi. I pali dell’elettricità sono sradicati. Vaia lascia un paesaggio buio e talmente desolato da far pensare quasi alle scene di una guerra che proprio in quei luoghi aveva portato tanta distruzione. L’uomo è ora chiamato a considerare la sua parte di responsabilità.

La riflessione sull’opera dell’uomo (prima distruttiva e quindi di ricostruzione) inizia dallo sguardo su quanto accaduto. Uno sguardo inizialmente attonito, e via via più cosciente, sullo scenario che Cicchetti ferma nei suoi scatti, 34 fotografie in bianco e nero, parte delle quali oggi proposte in grandi dimensioni all’attenzione del pubblico in uno spazio aperto, verde e tuttavia in pieno centro urbano.

Le immagini ritraggono gli alberi ormai caduti; ma quale grido avrebbero potuto lanciare, un attimo prima della fine? Se già la testimonianza fotografica dà voce a quelle piante, il lavoro va oltre, ed è affidato al giornalista Angelo Miotto il compito di immaginare l’ultimo pensiero di RadiceTorta, Fioretto, FustoDritto, Corteccia, TanaFelice e molti altri cui vuole conferire l’onore di un nome proprio, portando al lettore il loro ultimo messaggio, come in una Spoon River dei nostri boschi.

Museo di Storia Naturale di Milano, Corso Venezia, 55

Tube Culture Hall

Beyond Skin (14 settembre – 12 novmbre 2021)

Charlott Weise, Sail

La mostra Beyond Skin rappresenta il group show delle artiste Anousha Payne (1991, Londra), Tal Regev (1985, Londra) e Charlott Weise (1991, Görlitz) a cura di Maria Chiara Valacchi; una mostra in cui temi quali trascendenza e misticismo, uniti a simbolismi di varia natura – intellettuali, etnici e religiosi – si dipanano in tre vie pittoriche dalle nature nettamente differenti ma inconsapevolmente convergenti verso uno spirito collettivo europeo fortemente attuale.

“Beyond Skin” è il titolo manifesto di una libera e lucida volontà di abbracciare, attraverso la pittura, un’armonica coscienza trascendentale; un momento estatico di illimitata e profonda consapevolezza di un universo sommerso fatto di intimità spirituali, ossessioni e molteplici riferimenti culturali. Anousha Payne, Tal Regev e Charlott Weise si spogliano degli strati più superficiali di ciò che le circonda e dei comodi cliché che l’Art System contemporaneo “prescrive” ai giovani artisti, per realizzare un flusso di immagini eteree, e spesso criptiche, necessarie a condividere la complessa e talvolta inconsapevole vastità dell’animo interiore. 

a cura di Maria Chiara Valacchi

Tube Culture Hall, Piazza XXV Aprile 11/B, Milano

Galleria Credito Valtellinese

L’occhio del Milanese – i 90 anni del Circolo Fotografico Milanese (19 ottobre – 10 dicembre 2021)

©Sergio Magni – Stadio San Siro, Milano, 1965

Il 3 aprile 1930 per volontà di un gruppo eterogeneo di appassionati fotografi – professionisti come Guido Pellegrini, presidente, Ferruccio Leiss di Laimburg, segretario, Secco d’Aragona, Emilio Sommariva e Bruno Stefani, intellettuali come Giuseppe Cavalli, l’architetto Gio Ponti, esperti di chimica come Alfredo Ornano, appassionati di grande valore come Federico Vender – nasceva un gruppo che, nel dopoguerra, sarebbe stato fra gli otto circoli fondatori della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

Per festeggiare un anniversario così importante il Circolo Fotografico Milanese ha deciso di presentare al grande pubblico le opere dei soci in una esposizione che ne illustra l’attività e la passione. Curata da Roberto Mutti come l’omonimo catalogo che la accompagna, la mostra racconta l’evoluzione, lo spirito e il carattere della città di Milano nei suoi vari aspetti. La città è radicalmente cambiata negli anni, si è trasformato l’ambiente urbano, sono mutati gli stili di vita, si sono modificati i volti, gli abiti, i gesti dei cittadini milanesi, pur mantenendo il carattere e lo spirito che contraddistinguono la “milanesità”. I fotografi del CFM hanno portato il loro stile e la loro personale visione a fornire un quadro variegato ed originale della città.

Tra le migliaia di foto che compongono l’Archivio del Circolo Fotografico Milanese, la mostra L’occhio del milanese raccoglie 180 scatti dei fotografi soci dagli ultimi decenni del secolo scorso fino alle settimane della tragica pandemia, muovendosi su diversi piani.

La mostra si sviluppa su tre livelli. Il primo è costituito da un video, proiettato in un’area appositamente allestita, che illustra le opere degli autori storici del Circolo Fotografico Milanese. Il secondo è caratterizzato da una serie di teche dove sono contenute fotografie, documenti, libri, macchine fotografiche legate alla storia del Circolo. Il terzo livello è costituito dalle sette aree monotematiche in cui è stato suddiviso lo spazio dove sono esposte le fotografie degli attuali soci: “Arte”, “Eventi”, “Osservazione urbana”, “Street”, “Sociale”, “Ricerca”, “Sport”. 

A cura di Roberto Mutti

Galleria Credito Valtellinese, Corso Magenta 59, Milano

BUILDING

Leiko Ikemura. Prima del tuono, dopo il buio (4 settembre – 23 dicembre 2021)

Leiko Ikemura, CRN Act, 2020, tempera su juta, 120 x 100 cm

Prima del tuono, dopo il buio è la prima personale in Italia dell’artista giapponese naturalizzata svizzera Leiko Ikemura, a cura di Frank Boehm. La mostra offre un’ampia panoramica sulla ricerca artistica di Ikemura, riunendo una selezione di 50 opere realizzate dagli anni ’80 ad oggi. Il progetto espositivo, che si sviluppa su quattro piani, presenta alcune significative produzioni storiche accanto a lavori più recenti. Tra questi, una scultura in vetro, realizzata grazie alla collaborazione con alcune delle più importanti maestranze di Venezia.

L’opera di Leiko Ikemura si caratterizza per un linguaggio visivo complesso e altamente espressivo. Nei suoi lavori – all’inizio prevalentemente figurativi, poi sempre più tendenti verso l’astratto – l’artista si concentra sulla figura umana e sulla sua posizione all’interno del cosmo. Le figure femminili, tipiche della sua produzione, sono per lo più mostrate libere da qualsiasi ambiente spaziale, contestualizzate all’interno di paesaggi eterei, più emotivi che fisici. Queste figurazioni sono le protagoniste di una pittura senza tempo, espressione di una personale rappresentazione della condizione esistenziale contemporanea. Osservarle è un’esperienza intima, che trasmette un crescente desiderio inappagato di completezza. 

A cura di Frank Boehm

BUILDING Gallery, via Monte di Pietà 23, Milano

Antonio Colombo Arte Contemporanea

Oliviero Toscani. Photographs of Andy Warhol (16 settembre – 20 ottobre 2021)

Nel 1975 Oliviero Toscani è tra i protagonisti della fotografia italiana e internazionale. Poco più che trentenne, ha già firmato la campagna pubblicitaria che lo renderà celebre e discusso. Con Jeans Jesus e i famosi slogan “chi mi ama mi segua”, “non avrai altro jeans all’infuori di me” affronta la prima controversia nella sua lunga carriera da professionista.

In questi stessi anni, mentre pubblica per diverse riviste di moda e di life style, Toscani è a New York. Capelli lunghi da beatnik, baffi, total look denim, soggiorna al Chelsea Hotel, conosce le divinità laiche dell’underground americano, scatta foto da Max’s Kansas City, allo Studio 54 e nel 1974 realizza un’altra immagine molto celebre, il ritratto di Lou Reed in versione superglamour che andrà a comporre l’artwork del live dell’ex leader dei Velvet Underground.

Allora New York voleva dire Andy Warhol. Sopravvissuto all’attentato del 1968, Warhol attraversa una fase di ripensamento del proprio lavoro: si dedica ai ritratti serigrafici su commissione, produce la trilogia sperimentale di Paul Morrissey, Flash, Heat, Trash con Joe Dallesandro, soprattutto si dedica alla sua ultima scoperta, la polaroid, che gli consente di scattare migliaia di foto istantanee a chi viene a trovarlo alla Factory che nel frattempo si è spostata a Union Square.

Tra i frequentatori abituali c’è Oliviero Toscani insieme alla sua macchina fotografica, che coglie il lato vanesio di Warhol utilizzandolo come modello e protagonista di questo ciclo di immagini in bianco e nero, dal taglio ruvido e immediato, senza alcun ritocco né aggiustamento, dove testimoniare la frenesia creativa improvvisata di un luogo che ha mantenuto inalterato il suo fascino.

Per questa mostra Toscani ha personalmente selezionato cinquanta foto, scattate tra il 1971 e il 1975, in gran parte inedite e alcune poco note, che costituiscono sia la testimonianza dei suoi anni newyorkesi, sia un’estetica dall’immediatezza reportagistica, dove al centro della scena ci sono sì i personaggi ma il fulcro è rappresentato proprio dalla macchina fotografica come un’appendice del corpo e uno strumento di indagine.

A cura di Luca Beatrice

Antonio Colombo Arte Contemporanea, Via Solferino 44, 20121 Milano

Cardi Gallery

Irving Penn (9 settembre – 22 dicembre 2021)

Inving Penn, Black and White Vogue Cover (Jean Patchett), New York, 1950 © Condé Nast

Dedicata interamente a Irving Penn, questa ampia e completa mostra rappresenta per il pubblico milanese la prima occasione in oltre trent’anni di incontrare la complessità dell’opera dell’artista americano.

La mostra si sviluppa su due piani della galleria, abbracciando non solo la fotografia di moda per cui Penn è conosciutissimo, ma sottolineando il legame speciale dell’artista con l’Italia, capitolo a cui è interamente dedicato il primo piano. L’esposizione, che comprende opere prodotte dall’artista tra gli anni Quaranta e gli anni Novanta, percorre momenti salienti della quasi totalità della carriera artistica di Penn.

Considerato uno dei maggiori fotografi del Novecento, Irving Penn (1917-2009) è conosciuto per il suo radicale contributo alla modernizzazione del mezzo fotografico, grazie alla creazione di un canone concretizzatosi attraverso le sue opere sia commerciali che personali. 

Cardi Gallery, Corso di Porta Nuova 38, Milano

Centro Culturale di Milano

Butterfly Effect (18 settembre – 15 ottobre 2021)

Nell’ambito del circuito Photofestival Milano apre la mostra fotografica Butterfly Effect, nell’importante Centro Culturale di Milano, in Largo Corsia Dei Servi, 4 Milano.

In esposizione i progetti di otto autori: Maria Cristina Anelli, Silvia Calderone, Marco Ghilardi, Bruno Isella, Claudio Lepri, Simone Macchi, Ilde Mancuso e Daniela Penna. La mostra, a cura della fotografa Marzia Rizzo, nasce dall’interpretazione della frase “un piccolo e insignificante gesto può avere effetti enormi domani”, parafrasi della nota espressione scientifica “Butterfly Effect”, per cui un semplice battito di ali di una farfalla può indurre trasformazioni di immensa portata su larga scala, come lo sviluppo di un uragano dall’altra parte del mondo.

Gli autori danno vita a percorsi introspettivi, riflessioni intime, pensieri segreti, sogni, inquietudini, delusioni, storie archetipiche di donne, mondi distopici; tutti rappresentati in progetti fotografici che mettono in luce i cambiamenti in cui ognuno di loro è immerso.

A cura di Marzia Rizzo

Centro Culturale di Milano, Largo Corsia dei Servi, 4 Milano