Pubblicato in: Mostre

Le migliori mostre nelle gallerie di Milano del 2021

Beatrice CurtiBeatrice Curti 1 settimana fa
mostra-building-galleria-milano
Paolo Parisi, The Weather was Mild on the Day of My Departure, 2018, olio su carta, stampa inkjet su carta Epson Ultra Smooth Fine Art paper 325 gr/m2, due elementi, ciascuno 40 × 55,5 cm, con cornice. Courtesy l'artista

Le gallerie di Milano, contrariamente ai musei, sono aperte e stanno diventando un’attrattiva importantissima per gli amanti dell’arte, e non solo quelli che possono permettersi l’acquisto delle opere.

Arte antica, contemporanea, fotografia e scultura: Milano conta circa un centinaio di gallerie d’arte, diffuse su tutta l’area metropolitana. Si tratta spesso di luoghi in cui il grande pubblico non entra, un po’ intimorito dall’ambiente e dal rischio di passare come un facoltoso compratore interessato a opere d’arte milionarie. Non sempre questa corrisponde alla realtà: molte gallerie infatti sono luoghi inclusivi, dove scoprire nuovi artisti e ammirare opere d’arte poco note ma di enorme valore. Scopriamo quali sono le mostre che le gallerie di Milano propongono per l’inverno 2021!

L’articolo è in continuo aggiornamento: iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti neanche una mostra!

Galleria Giovanni Bonelli

Massimo Kaufmann | Gonçalo Mabunda (18 febbraio – 3 aprile 2021)

galleria-bonelli-mostra-milano
Goncalo Mabunda, Untitled Mask, 2018-19, mixed media, 102×125 cm

Una doppia personale di Massimo Kaufmann e, grazie alla collaborazione con Lis10Gallery, Gonçalo
Mabunda.

Nella produzione degli ultimi dieci anni di Massimo Kaufmann emerge la volontà di rendere visibile
la durata del processo creativo insito in ognuno dei suoi quadri. Le opere, definibili come delle
astratte atmosfere pittoriche, sono il risultato di un meticoloso e sorvegliato dropping sulla tela
posta orizzontalmente di fronte a sé.

Alcune opere di grandi dimensioni dell’artista italiano saranno presentate in dialogo con le sculture
di Gonçalo Mabunda che, nel 2019, ha rappresentato la sua nazione (Mozambico) alla Biennale di
Venezia. Mabunda trasforma materiali bellici -oggi dismessi- che furono utilizzati durante la
sanguinosa guerra civile che ha afflitto il Mozambico per ben 16 anni. L’artista si appropria di qualsiasi tipo di scarto bellico (proiettili, bombe, fucili…) assemblando le varie parti per comporre maschere e troni. Le sua maschere hanno un forte potere evocativo e riescono a mantenere i valori simbolici e rituali delle antiche maschere tribali, parte della cultura e della tradizione dell’artista, pur convertendole in una veste totalmente contemporanea.

MA-EC Gallery

The Invisible Combination of Chinese and Western (15 gennaio -15 aprile 2021)

mostra-ZhiningHua-milano-min
Una delle opere di Zhining Hua in mostra

Nei dipinti di Hua Zhining gli elementi reali e quelli spirituali diventano un tutt’uno e nelle rappresentazioni dell’infinito coglie l’istante e la suggestione. Si allontana dalla concretezza del dipinto tradizionale cinese e persegue la via dell’astrazione, schizzi d’inchiostro e di colore formano dei
blocchi di forme diverse che hanno un che di magico e mutevole. Ciano, rosso, giallo, porpora, bianco si intersecano nei dipinti, creando una sinfonia spirituale di ritmo e di luce che fonde la tradizione cinese con l’astrazione occidentale.

A cura di  Wang Xun

La mostra è visibile esclusivamente online  su www.wepresentart.com

RITA URSO Artopiagallery

The Line of Sight (14 dicembre 2020 – 12 febbraio 2021)

ritaurso-galleria-mostra
ZAPRUDER Filmmakersgroup, Cordiale. Studio sulla visione binoculare. Ritratto di dama B e G, 2017, stampa fotografica, 60 x 53 cm ciascuno

È lo sguardo ad “esporre” il soggetto in pittura e a presentarlo ai nostri occhi, disvelando l’invisibile. Le sue implicazioni rimandano non solo alla relazione tra l’opera d’arte e lo spettatore, tra ciò che viene guardato e chi guarda, ma anche al processo creativo in quanto tale e al farsi dell’opera d’arte. Nello spazio espositivo gli sguardi delle opere sprofondano nei nostri occhi e rimangono sempre attuali
nel continuum della relazione visiva, da qui il titolo della mostra. Lo spettatore si ritrova ad essere idealmente avvolto e osservato, quasi scrutato. Il meccanismo che viene a delinearsi è uno scambio reciproco, una dinamica che si sviluppa su diversi livelli temporali e fornisce un dispositivo per riflettere sul mondo contemporaneo e sull’arte stessa.

RITAURSO, via Lazzaro Papi 2, 20135 Milano (1° piano)

BUILDING Gallery

La forma dell’oro  (12 gennaio – 10 febbraio 2021)

mostra-building-milano
Paolo Canevari, Monumenti della Memoria (Golden Works), 2019, oro su tavola, 140 x 90 cm. Ph. Agostino Osio courtesy l’artista e Galleria Christian Stein

Golden Works esposti in BUILDINGBOX fanno parte del ciclo Monumenti della Memoria, iniziato dall’artista Paolo Canevai tra il 2011 e il 2012 per rispondere in maniera radicale all’inquinamento visivo quotidiano a cui è sottoposto anche il territorio dell’arte. In questi monocromi oro, Canevari si allontana da qualsiasi autocompiacimento, affidando a un artigiano la lavorazione manuale a foglia oro, tecnica antichissima usata sia in Europa sia in Asia. Le silhouette di questi lavori richiamano le antiche pale d’altare in cui però non viene rappresentata nessuna storia di santi, nessuna parabola; lo sguardo non ha alcun appiglio tranne il lieve riflesso della nostra stessa immagine; sembra quasi un’eco pittorica, il ricordo del quadro.

A cura di Melania Rossi

The Weather was Mild on the Day of my Departure (19 gennaio – 6 marzo 2021)

mostra-building-galleria-milano
Paolo Parisi, The Weather was Mild on the Day of My Departure, 2018, olio su carta, stampa inkjet su carta Epson Ultra Smooth Fine Art paper 325 gr/m2, due elementi, ciascuno 40 × 55,5 cm, con cornice. Courtesy l’artista

Il progetto The Weather was Mild on the Day of my Departure è costituito da quattro nuovi cicli di opere che riflettono sulla pratica della pittura e che rappresentano gli ultimi tre anni dell’intensa ricerca dell’artista. Alle opere del 2018-2020 si aggiungono quattro sculture e un video del 2013 che condividono la stessa riflessione allargata sull’oggetto quadro e sulla relazione di quest’ultimo con il contenitore in cui si inserisce. Tutte le opere hanno in comune l’esplorazione del tema dell’eredità del Modernismo e della pittura monocroma, ma anche e soprattutto del viaggio – fisico e mentale – inteso come scoperta e condivisione del mondo con “l’altro diverso da sé”.

A cura di Lorenzo Bruni

BUILDING, via Monte di Pietà 23, Milano

Ordet

Cheyney Thompson. To this arcs,those colors measure that touch, this time ( 22 dicembre 2020 – 13 febbraio 2021)

ordet-mostra-milano
Exhibition view, Ordet, Milan, 2020. Ph. Nicola Gnesi

La nuova serie di Displacement Paintings di Cheyney Thompson definisce la superficie di ogni tela come un’area sensibile al tatto. Le opere adottano una struttura uniforme di quadrati neri di cinque millimetri, dipinti seguendo un motivo a griglia su sfondo bianco; prima che la pittura si asciughi, Thompson applica degli speciali strumenti in silicone sulla superficie, distorcendo i quadrati fuori dal loro posto.

L’artista non aggiunge materia; piuttosto, sottopone i segni esistenti a un processo di riorganizzazione. Le trasformazioni risultanti appaiono come estensioni dei quadrati in linee, in forme simili a glifi e in campi di colore ampi e sinuosi. Ogni dipinto diventa un resoconto dell’interazione degli strumenti con la superficie pittorica: gli arresti e le partenze, i limiti cinetici del corpo di Thompson e la trasformazione entropica dei quadrati dipinti, da una condizione di ordine a una di disturbo. Ma sono anche immagini, come se questo gioco di rotture e forme evocate fosse stato congelato su una superficie instabile, fissata da trappole figurative, compositive e spaziali.

Ordet Gallery, Via Adige 17 Milano

A Arte Invernizzi

Sul Margine (17 dicembre 2020 – 11 febbraio 2021)

sul-margine-mostra-milano
Veduta della mostra in galleria

L’esposizione propone un’esperienza dell’incontro con l’opera come accadimento intimo e ravvicinato, portandoci sul margine del sensibile, per traguardare oltre il confine del nostro conoscere.
Una fisicità in trasformazione continua dell’immagine come corpo vivente: non solo nella sua materialità ma anche nella sua articolazione e nelle sue traiettorie di senso.

Nel divenire di una realtà che tutto comprende, sentito e senziente, l’opera ci coglie sul margine tra l’esperito e l’ignoto, sensibilizzando il limite del conoscere e il divenire del vivente come entità reciprocamente inscindibili: mette a fuoco l’esistere che si rinnova. Ci ritroviamo così tra queste immagini che sono come luoghi della mente: una costellazione di monadi collocate sul crinale che separa la vita dalla morte, la tensione alla conoscenza dalla verità di un assoluto inattingibile, in grado di far intuire, alle soglie dell’esistere, la corrispondenza tra individuo e cosmo.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo bilingue con un testo introduttivo di Francesca Pola, contributi di Giuseppe Cristian Bonanomi, Angela Faravelli, Daria Ghirardini, Davide Mogetta e la riproduzione delle opere in mostra.

A Arte Invernizzi, Via Domenico Scarlatti 12, 20124 Milano

Osart Gallery

Libertà sulla parola (16 dicembre 2020 – 20 marzo 2021)

osart-galleria-milano
Veduta della mostra, Osart Gallery, Milano

Osart Gallery proroga la mostra rivoluzionando l’allestimento, inserendo nuove opere degli artisti precedentemente esposti e lavori di altri protagonisti delle Seconde Avanguardie, tra cui Alain Arias-Misson, George Brecht, Ugo Carrega, Guglielmo Achille Cavellini, Jiri Kolar, Antonio Paradiso, Alain Satié, Aldo Tagliaferro e Luigi Tola. Una selezione di opere, datate a partire dagli anni Sessanta, legate all’uso della parola in alcuni degli ambiti di ricerca più fertili delle Seconde Avanguardie: poesia visiva, arte concettuale e Fluxus.

Sono rappresentate in mostra parte delle ricerche Fluxus, in cui la relazione tra media diversi e le operazioni a cavallo tra parole e immagini sono costitutive. Tra gli artisti del gruppo, sono esposti Roberti Filliou, Ken Friedman, Nam June Paik, e Giuseppe Chiari. Tra gli artisti legati all’arte concettuale internazionale che hanno indagato la relazione tra linguaggio e immagine coinvolgendo media diversi, si trovano Peter Hutchinson, Vincenzo Agnetti, Maurizio Nannucci, Salvo, Emilio Prini, Claudio Parmiggiani, Gianfranco Baruchello, Antonio Dias, Jiri Valoch.

Osart Gallery, Corso Plebisciti 12, 20129 Milano

Dellupi Arte

Abstract Nature. Works on paper (15 dicembre 2020 – 15 marzo 2021)

mostra-dellupi-milano
Interni della mostra

L’opera su carta di Hans Hartung, padre dell’Astrattismo Lirico, accompagna tutta la sua produzione. Questa mostra si sviluppa partendo da alcune raffinate carte baritate realizzate da Hartung negli anni Sessanta, con l’intento di rileggere la poetica del maestro attraverso opere inedite create da due voci femminili del panorama contemporaneo, Katrin Fridriks (Reykjavik, 1974) e Yanyan Huang (Sichuan, 1988).

Dellupi Arte, Via Spinola 8a, Milano