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Gallerie d’arte a Milano: le mostre della primavera da non perdere

Beatrice Curti 2 settimane fa
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Courtesy Dep Art Gallery, ph. Bruno Bani

Arte antica, contemporanea, fotografia e scultura: Milano conta circa un centinaio di gallerie d’arte, diffuse su tutta l’area metropolitana. Si tratta spesso di luoghi in cui il grande pubblico non entra, un po’ intimorito dall’ambiente e dal rischio di passare come un facoltoso compratore interessato a opere d’arte milionarie.

Non sempre questa corrisponde alla realtà: molte gallerie infatti sono luoghi inclusivi, dove scoprire nuovi artisti e ammirare opere d’arte poco note ma di enorme valore. Scopriamo quali sono le mostre che le gallerie di Milano propongono in occasione della primavera 2022!

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Cortesi Gallery

Chiara Dynys. Un’eterna ghirlanda brillante (5 maggio – 22 luglio 2022)

Una costellazione caleodoscopica, specchio deformante che si offre e oppone allo spettatore in un gioco di riflessi, tema ricorrente nella selezione di opere presentate da Chiara Dynys negli spazi di Cortesi Gallery a Milano. La superficie specchiante è trattata attraverso soluzioni differenti per significato e significante; prima come brillanti dischi in acciaio dalle molteplici sfaccettature per riprodurre le galassie di Vega e Orione, accanto alla trasposizione “stellata” della Deposizione di Pontormo, realizzata nel 1526 per la Chiesa di Chiesa di Santa Felicita a Firenze. In seguito lo specchio diventa finestra per l’infinito nel ciclo Parade Perspective, dove coloratissime cornici in metacrilato accolgono forme che riproducono le linee prospettiche tipiche del Rinascimento, accentuate nella loro profondità dall’uso di luci inserite nel plexiglass.

L’uso dello specchio torna anche nella serie La Blancheur, per la prima volta esposto a Milano. In omaggio ai duecento anni dalla morte di Canova, Chiara Dynys propone un infinito gioco di moltiplicazione spaziale tra le immagini della Gipsoteca di Possagno – Museo Canova e ciò che rimane catturato all’interno dello specchio, che qui torna come finestra sulla realtà in contrapposizione alla candida perfezione dei gessi neoclassici.

La mostra si chiude con il ciclo Tutto, dal 2015 al centro della produzione dell’artista. L’uso del metacrilato torna per dare animo e colore alle pagine di un libro, dove compaiono in rilievo parole di significato opposto, come invito alla riflessione sulla dualità del mondo e alla costante necessità umana di conoscere e guardare avanti, senza fermarsi a osservare un solo lato della medaglia, o del libro.

a cura di Giorgio Verzotti

Cortesi Gallery, via Morigi 8, Milano

Fondazione Luciana Matalon

Immagini dal fronte (3 – 29 maggio 2022)

Un’ampia selezione di oltre 120 fotografie inedite appartenenti a un fondo fotografico posseduto dalla Biblioteca dei trasporti e della mutualità Cesare Pozzo viene esposta per la prima volta e documenta non solo un momento storico di cruciale importanza e, oggi, di stringente attualità, ma anche la nascita in Italia di un genere fotografico: quello del fotogiornalismo.

I momenti significativi della Grande Guerra, la prima linea e soprattutto la vita quotidiana nelle retrovie, sono i protagonisti della mostra fotografica “Immagini dal fronte” presentata alla Fondazione Luciana Matalon di Milano in collaborazione con la Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità dal 3 al 29 maggio 2022.

Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67, Milano

Galleria Deodato Arte

Daniele Fortuna. Pop Classicism (6-31 maggio 2022)

Daniele Fortuna, Girls On The Wall, Acrylic On Wood, 53x100x18 cm

Può il classico essere rivestito di colore senza per questo perdere forza espressiva? Daniele Fortuna, artista milanese classe 1981, ha fatto di questo mix tra passato e presente il suo stile, rappresentato nella mostra Pop Classicism. Unire colori accesi e pop alle forme classiche crea un ponte tra passato e presente,
riavvicinando al loro aspetto originario i soggetti classici; in origine, infatti, le stesse statue della classicità erano colorate ma, per secoli, sono state erroneamente credute bianche a causa del deterioramento dei pigmenti originali.

Daniele Fortuna attua un ritorno al passato attraverso la contemporaneità: “Se si guarda alla storia dell’arte, c’è sempre stato un rifare qualcosa di già esistente; invece di cercare l’assoluta originalità, io credo che si debba concentrarsi su quello che abbiamo e renderlo più contemporaneo aggiornandolo”.

Le sculture in mostra sono tutti pezzi unici realizzati in legno – con una tecnica che accosta più livelli sfalsati, ricordando quasi una riproduzione digitale di cui si intravedono i pixel – dipinti con pittura acrilica, unendo così l’aspetto plastico del legno, al colore, elemento chiave dell’estetica dell’artista. Nasce da qui il termine “colormination”, neologismo che indica la sua contaminazione cromatica dei busti classici che si vestono di toni pastello a gradazioni fluorescenti, metallizzate o glitter.

Galleria Deodato Arte, Via Nerino 2, Milano

Viale Monza 106

Andrea Dall’Olio. Le parole per dirtelo (6 – 12 giugno 2022)

In occasione della Design Week di Milano, avrà luogo l’esposizione “Le parole per dirtelo” concepita e curata da Andrea Dall’Olio. La mostra, che si terrà nello spazio di viale Monza 106, nel quartiere di NoLo, vedrà esposti 28 quadri ispirati dalla forza delle parole.

Dopo due anni di distanza e di silenzio, di assenza di contatto, visto come una fonte di pericolo, riscopriamo dei nuovi modi più antichi di accarezzarci coi pensieri, e abbracciarci con le parole.” Andrea Dall’Olio è partito da questo concetto per creare dei quadri che attraverso le associazioni di texture, di materiali e di colori, ponessero l’accento visivamente su dei simboli cuneiformi, come le lettere, e ne esaltassero il significato.

Partendo dall’assunto che le parole, una delle forze più potenti tra gli esseri umani, possano sia unire che legare, separare e dividere la società, così come le coppie ed intere famiglie, Dall’Olio ha selezionato 28 parole di grande forza emotiva, cariche di significato che vengono tramandate e condivise.

Viale Monza 106, Milano

Galleria Bianconi

SZILVIA BOLLA – GIOIA DI GIROLAMO. WORMHOLE (5 maggio – 8 luglio 2022)

Galleria Bianconi presenta la doppia personale WORMHOLE che pone in relazione il lavoro di due artiste, SZILVIA BOLLA (Budapest,1992) e GIOIA DI GIROLAMO (Pescara,1984) appartenenti entrambe alla Generazione, quella dei Millennials, che ha infranto ogni barriera fisica e culturale, dando l’avvio alla rivoluzione digitale che oggi, come mai prima d’ora, sta dando forma a un nuovo mondo e a una nuova “umanità”.

Punto di partenza del lavoro delle due artiste è la corporeità femminile, la sua superficie, il suo trasformarsi in altro in energia vitale, in un portale d’ingresso per un’altra dimensione in cui materiale e immateriale, reale e virtuale, corporeo e incorporeo, si connettono, si fondono, trascendendo in un continuo flusso di comunicazione, germinazione e moltiplicazione in cui, come affermava Eraclito, “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

La dualità insita nelle opere di Szilvia Bolla e di Gioia di Girolamo e nel loro confronto dialettico trasformano la Galleria in un Wormhole, un cunicolo spazio – temporale sulle cui pareti si stagliano le morbide forme organiche, metalliche, riflettenti e cangianti dei “Filter Bubble” di Gioia di Girolamo, in cui sembra d’ intravvedere le sagome di una possibile umanità aliena e virtuale che viene risucchiata e attratta verso il centro dello spazio “distorto” della galleria dai vortici delle sculture in plexiglass e metallo “Infinite Vytal Energies” di Szilvia Bolla.

Galleria Bianconi, via Lecco 20, Milano

Fabbrica del Vapore

Kyiv Review (30 aprile – 8 maggio 2022)

La mostra fotografica e sensoriale “Kyiv review”, opera del fotografo e artista lombardo Enzo Dell’Acqua, che già lo scorso ottobre a Milano aveva richiamato moltissimi visitatori, ritorna alla Fabbrica del Vapore – Spazio Messina (piano terra). Un’opportunità per conoscere meglio questo paese attualmente martoriato dalla guerra.

Con il Patrocinio del Comune di Milano, dell’Ambasciata d’Ucraina, del Consolato Generale d’Ucraina a Milano e del Dipartimento del Turismo del Comune di Kyiv, il supporto del Municipio Desnyanskyi della città di Kyiv, l’esposizione multimediale promossa dall’associazione “Ucraina Più – Milano APS”, raccoglie fotografie stampate, gigantografie, slideshow e filmati, frutto di un progetto realizzato in due anni di lavoro e di “immersione” nella realtà della capitale ucraina per comprenderne lo spirito, i problemi, i falsi miti e le crude realtà.

Curata da Corinna Segre, la mostra comprende scatti a colori e in bianco e nero che punteggiano gli stati d’animo con l’intento di coinvolgere lo spettatore in un percorso sensoriale. I brani musicali di artisti italiani e americani, composti tra gli anni ’70 e ’80 del ‘900, completano l’esposizione accompagnando le fotografie quasi fossero stati scritti appositamente come didascalie, a sottolineare l’incredibile somiglianza della giovane nazione ucraina con la situazione occidentale e in particolare italiana di quel periodo.

L’autore non manca provocatoriamente di inserire nel percorso immagini di nudo femminile che ricordano le opere di maestri come Goya e Chagall, contrapposte a persone ritratte nella quotidianità delle strade di Kyiv. L’intento è di forzare lo spettatore a comprendere la vera realtà “scandalosa” di quegli scatti che ritraggono famiglie con le foto dei loro cari tra le mani, rapiti da una guerra insensata, o di quelle che le vedono anziane, stanche e disilluse, sotto i simboli di un consumismo che non ha portato la tranquillità sperata.

Fabbrica del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano

Galleria Manifiesto Blanco

Annalisa di Meo. Ecce Folium (19 maggio – 18 giugno 2022)

Dalle foglie, nelle centinaia di migliaia di anni che precedono il suo avvento, l’essere umano ha imparato ad estrarre medicamenti, nutrimento, pigmento, involucri, e supporti di scrittura e di lettura. Gli specialisti hanno svelato che grazie a loro, depositarie del tesoro clorofilliano, noi possiamo respirare su questo pianeta. Sono laboratorio di luce e di trasformazione inesausta, salvifica: assorbono anidride carbonica, ci restituiscono ossigeno. Ma nonostante tutto questo, noi non vediamo le foglie, non ci facciamo proprio caso. Sono indistintamente verdi, indistintamente ingialliscono l’autunno: e con quale grazia, quel sapersene andare; quale forza nel farlo senza un grazie, in un congedo di volo, in un afono atterraggio.

Annalisa Di Meo, invece, di loro, se n’è accorta: questa artista-architetto lavorava con le foglie, per le foglie, quando correva il rischio di apparentamento al decorativismo neo-Liberty. Bastava guardare, bastava accorgersi per sentire, per avvertire che era tutt’altro quella sua gentile ossessione, quello sguardo chino sul dettaglio, sull’invisto e il trascurato, sulla reinvenzione naturale. Ogni opera è una piccola scoperta di essenza, d’anima e di struttura. Acquarellate e fotografate, o prelevate dai prati e avvolte da una seconda natura – un foglio di carta – che ne fa trapelare presenza filigranata, ricamate e quasi evocate con arabeschi di spago bianco, le sue foglie costruiscono un atto di cura per ciò che resta, che mostra la sparizione della materia per logoramento, essicazione, marcescenza, decrepitezza, attraverso un esilissimo scheletro di vene e capillari, frammenti friabili e arrischiati di membrana e picciuolo, a volte. E ci si chiede, accorgendosi di quel che resta, se sia proprio opportuno parlare di fragilità.

Manifiesto Blanco, via Benedetto Marcello 46, Milano

Galleria WinArts

Fantastic Worlds (5- 20 maggio 2022)

A gum fight, ditttico 96x67cm, mixed media e impasto su tela incorniciata di Golsa Golchini

Oltrepassare le soglie della galleria WinArts, in occasione della mostra Fantastic Worlds, sarà come entrare nel mondo ‘nascosto’ dentro ad ogni installazione, un mondo che non ti aspetteresti di vedere, e soprattutto di poter mai scoprire e condividere con le sue autrici. Attraverso una personalissima pittura che attinge da interrogativi filosofici, citazioni e invenzioni oniriche, lo spettatore viene conquistato da un lato dai diversi linguaggi dell’arte visiva che, mescolati, gli vengono serviti in un piatto d’argento attraverso una forma d’arte capace di conquistare molti occhi, e non solo quelli esperti, e dall’altro dalla delicatezza e dalla forza delle molteplici situazioni che scaturiscono dall’insieme dei colori e dall’essenza della bellezza, dell’immaginazione e dell’ispirazione aperta e creativa.

Le opere delle due artiste immergono lo spettatore in forme, colori, spazi e fantasie eterogene, in un totale rapimento dei sensi. Opporsi è inutile. “Le nostre opere sono visioni, sono sogni, segni e sensazioni che diventano mondi nella testa e nel cuore. Raccogliamo le emozioni, accarezziamo le nuvole del cielo, ascoltiamo l’animo del mare… e le restituiamo così, materiche e colorate, poesie che raccontano storie di mondi fantastici” dichiarano le due artiste.

Le opere di Golsa Golchini sono scenario di una delicata e possente narrazione estetica da cui emergono l’immaginario, la sensibilità e le domande di un’osservatrice senziente. L’artista rappresenta il punto di contatto tra pensiero, arte e vita, aggiungendoci la capacità di esprimereil modo di interrogare la realtà attraverso una pittura non etichettabile, in cui convergono elementi di un realismo magico e simbolico appartenenti a un mondo che schiude lo scrigno dell’interiorità e ci porta diretti tra atmosfere dinamiche, rarefatte e quasi evanescenti.

Galleria WinArts, via Carlo Ravizza 18, Milano

Biblioteca Valvassori Peroni

Lorenzo Fabietti. Non è così strano (9 – 28 maggio 2022)

Con tale mostra espositiva, che raccoglie gli ultimi lavori dell’artista Lorenzo Fabietti, lo spettatore avrà modo di poter osservare un racconto basato sulle nostre riflessioni più intime che spesso vengono scambiate per forme di solitudine. Tra volti e paesaggi, Lorenzo Fabietti cura e addolcisce il dettaglio per riempire i vuoti, immortalando i tanti volti che incontriamo, senza nome e senza età, con i quali condividiamo lassi di tempo dove le contraddizioni della guerra e della pace si risolvono in un cauto silenzio.

All’interno della Biblioteca Valvassori Peroni di Lambrate, Lorenzo Fabietti svela una storia personale, un racconto sincero strutturato in dieci opere che racchiudono paesaggi, ritratti e ricordi. Nato a Milano nel 1986, proprio nel vecchio comune di Lambrate, adesso quartiere della città, Lorenzo Fabietti utilizza con decisione e senso di misura l’olio e lo spray, l’acrilico e smalto aderendoli a carte, tele e tavole dando luce ad una cruda realtà: che nulla è così strano.

Il risultato è un sentimento sincero dove non si nascondono maschere né supereroi, dove si palesano stati
d’animo naturali, dove Lorenzo e la sua testimonianza sorride e piange, appesantita da questa terra e da chi spesso la calpesta, senza chiederne permesso. La mostra vuole incoraggiare lo spettatore a condividere una propria esperienza ed enigma, per ricordare che anche nel nostro profondo si respira qualcosa di incredibile ed eccezionale, in fin dei conti nulla è così strano.

a cura di Valerio Mazzetti Rossi

Biblioteca Valvassori Peroni, Via Valvassori Peroni 56, Milano

Spazio HUS

Unità dismisura (4 – 28 maggio 2022)

Spazio HUS presenta la mostra personale di Stefano Bertolini, che sarà inaugurata mercoledì 4 maggio alle ore 18.30. La serie di lavori raggruppati in mostra sotto al titolo “Unità dismisura” è costituita da opere nate da contaminazioni e aperture a esperienze artistiche e non solo. Dal design all’arte, dalla matematica alla geometria, l’artista opera in una dimensione interstiziale, tracciando continui collegamenti e rimandi tra discipline e tecniche differenti. I numeri divengono strumento e cornice, algoritmi attraverso i quali l’opera si modella e aggiusta la sua forma, inizialmente imprecisa, istintiva e sregolata, annullando il più possibile la volontà e la tanto disprezzata da Enzo Mari creatività dell’autore.

In tal modo l’artista si fa filtro attraverso il quale l’opera scorre per realizzarsi, ove il linguaggio viene addomesticato e levigato dalla matematica, da regole assunte come linee guida entro cui operare affinché l’opera non si restituisca esclusivamente come risultato di una scelta formale istintiva, bensì come frutto dell’incontro tra la volontà dell’artista e schemi rappresentativi predefiniti.

Muovendosi nell’infinito delle possibilità, in uno spazio privo di limiti, l’esattezza e l’inderogabilità dei numeri consente un ordine nel pensiero. Prospettive, cornici concentriche, specchi che creano varchi immaginari, alcuni lavori offrono l’illusione di poter essere percorsi, altri, esitando, restano solo opportunità latenti, inespresse, consegnate al dubbio e all’oblio.

Spazio HUS, via San Fermo 19, Milano

Dep Art Gallery

Stefan Gierowski – Il senso dello spazio, la scelta della luce (5 maggio – 7 luglio 2022)

Courtesy Dep Art Gallery, ph. Bruno Bani

Dep Art Gallery presenta la mostra Stefan Gierowski – Il senso dello spazio, la scelta della luce, a cura di Michel Gauthier e realizzata in collaborazione con la Fondazione Stefan Gierowski, dedicata a uno dei maggiori artisti polacchi del secondo dopoguerra che torna a esporre in Italia dopo la Biennale di Venezia del 1968.

Ripercorrendo i periodi e gli snodi cruciali della produzione di Stefan Gierowski (1925, Częstochowa) dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta del XX secolo, il progetto espositivo esplora il rapporto dell’artista polacco con la stagione informale italiana attraverso il confronto con alcune opere di Lucio Fontana, Mario Nigro e Piero Dorazio, rivelando analogie e parallelismi nelle rispettive poetiche nonostante non ci fui mai un vero e proprio contatto.

La mostra intende così rileggere la figura e la posizione di Gieroswki all’interno della corrente astratta del Novecento per affermare il suo ruolo di interlocutore fondamentale per la stagione informale a livello internazionale e restituire alla sua produzione quel posto eminente che gli è stato privato per varie contingenze e vicissitudini della Storia, prima tra tutti la Guerra fredda.

A cura di Michel Gauthier

Dep Art Gallery, Via Comelico 40, Milano