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Presentata la 23ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano: Unknown Unknowns

RedazioneRedazione 4 mesi fa
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© Triennale Milano - foto di Gianluca Di Ioia

Ieri, nel corso di una conferenza stampa online, è stata presentata la 23ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, che sarà intitolata Unknown Unknowns (Quello che non sappiamo di non sapere). An Introduction to Mysteries (Introduzione ai misteri) e si svolgerà dal 20 maggio al 20 novembre 2022.

La curatela della 23ª Esposizione Internazionale è stata affidata a Ersilia Vaudo, astrofisica e Chief Diversity Officer all’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il progettista dell’allestimento sarà l’architetto Francis Kéré, fondatore di Kéré Architecture.

Unknown Unknowns: i temi

Con la 23ª Esposizione Internazionale Unknown Unknowns, Triennale Milano riprende e sviluppa l’importante riflessione scaturita dalla 22ª edizione Broken Nature, garantendo una continuità critica con l’approccio propositivo che l’ha contraddistinta. L’Esposizione sarà concepita come uno spazio di dibattito e confronto aperto, dove possano convergere esperienze, culture e prospettive differenti.

Come nelle passate edizioni, l’Esposizione Internazionale includerà una mostra tematica – curata da Ersilia Vaudo e prodotta da Triennale Milano – e una serie di partecipazioni internazionali, organizzate grazie alla collaborazione del Bureau International des Expositions. La manifestazione riunirà così nuove tendenze e progetti provenienti da diversi paesi del mondo.

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La nebulosa SNR 0509-67.5, soprannominata “Red Bubble”,è il risultato dell’esplosione supernova di una stella. Foto della NASA

La curatrice Ersilia Vaudo ha presentato il tema di Unknown Unknowns evidenziando che “la realtà è fatta di misteri: conosciamo solo un piccolo 5% dell’universo, del fondo degli oceani, della nostra coscienza e di molti altri ambiti. La 23ª Esposizione Internazionale sarà una esplorazione e ci confronterà con l’emozione del cercare, del sorprendersi, del sentirsi fragili davanti alla vastità di ciò che ci sfugge, questo simbolico 95% di mondi sconosciuti con cui ci misuriamo. Il tutto mettendo a sistema competenze, culture e punti di vista diversi – designer, architetti, artisti, drammaturghi e musicisti – per confrontarsi con gli “Unknown Unknowns” e partecipare a una esperienza profonda che offra la possibilità di uscire dalla zona di conforto di ciò che controlliamo e rovesciare la nostra idea di mondo.”

Unknown Unknowns: collaborazioni internazionali

Il tema della 23ª Esposizione Internazionale è stato individuato attraverso un percorso di avvicinamento che ha coinvolto istituzioni ed esponenti del mondo della cultura, della scienza e della ricerca. Nell’ambito di questo confronto sono stati organizzati due simposi, il 4 marzo e l’11 giugno 2020, oltre a una serie di approfondimenti online raccolti sul Magazine di Triennale sotto il titolo di “Diario 2022”.

Grazie a questo percorso è stato avviato un importante dialogo tra i rappresentanti di diverse istituzioni internazionali – musei, università, centri di ricerca –, studiosi, curatori e scienziati, che continuerà nei mesi di preparazione e per tutta la durata della manifestazione. La costruzione di questa rete internazionale rappresenta un elemento centrale di Unknown Unknowns.

La rete conta già delle adesioni della Fondation Cartier pour l’art contemporain, con cui Triennale ha avviato un partenariato della durata di otto anni, e di UN SDG Action Campaign, l’iniziativa delle Nazioni Unite che ispira e mobilita individui e organizzazioni in tutto il mondo ad agire per l’umanità e per il Pianeta, con cui Triennale sta lavorando per promuovere la sostenibilità ambientale, l’uguaglianza di genere e l’inclusione.