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Milano, a Palazzo Reale in mostra Tiziano e la figura della donna veneziana nel Cinquecento

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Tiziano, Lucrezia e suo marito (dettaglio), 1515 circa Olio su legno di pioppo, Kunsthistorisches Museum, Vienna

Tiziano, Veronese, Tintoretto e tantissimi altri grandi nomi della pittura veneta del Cinquecento: attraverso la loro tavolozza così peculiare Palazzo Reale a Milano racconta l’immagine della donna nella Venezia del XVI secolo, con una mostra che entra di diritto tra i grandi appuntamenti con l’arte del 2022.

Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano apre le sue porte dal 23 febbraio al 5 giugno 2022, portando a Milano oltre 100 opere tra dipinti, stampe, sculture e disegni. La mostra è prodotta dal Comune di Milano in collaborazione con Skira editore e il Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal quale provengono molte delle opere in mostra. Fondazione Bracco è Main Partner, Corriere della Sera Media Partner e VeraLab Estetista Cinica è Social Media Partner.

La donna e la femminilità nella Venezia di Tiziano

Le sale della mostra portano in scena un universo femminile, fatto di Madonne, sante, cortigiane, nobildonne, poetesse e amanti. Venezia era uno dei pochi luoghi in Europa in cui le donne godevano di libertà più ampie, dal possedere grandi somme di denaro e disporre di eredità fino al partecipare attivamente alla vita pubblica, anche se non politica, della Repubblica veneziana.

A Venezia non è raro imbattersi in donne mecenati o imprenditrici, poetesse di fama e proto-femministe come le letterate Moderata Fonte e Lucrezia Marinelli, che con i loro scritti mettevano in discussione la superiorità maschile sulla donna.

Nonostante in mostra non vi siano opere realizzate da mano femminile, le donne sono assolute protagoniste, ritratte attraverso la lente dei più grandi artisti dell’epoca, autori di ritratti vibranti di vita e allegorie di un erotismo scandaloso e magnetico, come la Danae di Tiziano, commentata come “una nuda che faria venir il diavolo addosso” da chi poté osservarla nella casa del suo committente, il cardinale Alessandro Farnese.

Tiziano e bottega (1488 circa – 1575), Danae (post 1554), olio su tela, Kunsthinstorisches Museum, Vienna

Alle raffigurazioni mitologiche si contrappongono sante e donne bibliche, come Susanna, Giuditta o Lucrezia, ognuna portatrice di messaggi moralizzanti per le giovani spose veneziane, ma non per questo prive di forza e bellezza.

Il percorso espositivo, diviso in undici sezioni tematiche, può essere letto su più piani di analisi, dando alla mostra un respiro estremamente ampio. In tempo di Fashion Week non passa inosservata la moda, con esempi di abiti, gioielli e acconciature sempre diverse, dei veri “biglietti da visita” per identificare le donne ritratte. L’uso di una cintura o di un anello può far capire se la protagonista del dipinto è sposata, è vedova, il suo ceto sociale e persino la zona da cui proviene.

È affascinante osservare come ogni artista curi con attenzione i dettagli degli abiti e dei tessuti, con una maestria tipica della pittura veneziana del Cinquecento, fatta di armonia coloristica e attenzione alla lettura sociale e psicologica della figura ritratta.

Un ulteriore piano di lettura sta nelle intenzioni raccontate dalle opere in mostra. Cosa ci vogliono dire quelle bellissime donne? Perché proprio loro sono state scelte da artisti così celebri e richiesti per essere immortalate? Nulla è casuale nel complesso mondo della simbologia del Rinascimento. Parla di ricchezza, potenza e vanità il ritratto di Isabella d’Este, che pure sessantenne venne ritratta come una giovane e altera fanciulla. Parlano di amori clandestini e illeciti i dipinti delle coppie presenti nella quinta sala, mentre parlano di amore coniugale le “belle veneziane” dal seno scoperto. Non un simbolo di sensualità ed erotismo dunque, ma di “apertura del cuore” e consenso all’amore.

Ognuno dei numerosi sguardi che l’osservatore del 2022 incrocia per le sale di Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano racconta una storia fatta di minuziosi dettagli, come la foggia maschile del soprabito indossato dalla Laura di Giorgione o la raccolta di oggetti da toilette della superba Susanna dipinta da Tintoretto.

La mostra dà voce a un universo femminile solo all’apparenza soggetto di voyeurismi maschili, che nasconde in realtà donne che si autodeterminano attraverso la propria sensualità e gli occhi colmi di fierezza, che da cinquecento anni fanno ammutolire chi le osserva.

Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano: info, orari e biglietti

Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano, dal 23 febbraio al 5 giugno 2022

Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano

Orari:

  • Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: dalle 10 alle 19.30
  • Giovedì: dalle 10 alle 22.30
  • Lunedì chiuso
  • Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Biglietti:

Tutti i biglietti sono inclusi di audioguida.

  • Intero: 14 €
  • Intero Open: 16 € (data aperta fino a due settimane dalla chiusura della mostra. Valido dal giorno successivo all’acquisto)
  • Ridotto: 12 € (ragazzi dai 6 ai 26 anni, over 65, portatori di handicap, gruppi di minimo 15 massimo 25 persone, convenzionati
  • Ridotto speciale: 6 € (scuole, giornalisti con tesserino ODG valido per l’anno in corso, categorie convenzionate)
  • Biglietto famiglia: 10 € (1 o 2 adulti), 6 € (ragazzi dai 6 ai 14 anni)
  • Gratuito: minori di 6 anni, guide turistiche abilitate, tesserati ICOM, giornalisti accreditati, possessori di VIP Card miart nella sola giornata di sabato 2 aprile

Catalogo edito da Skira editore. A cura di Sylvia Ferino-Pagden, Francesca del Torre Scheuch e Wencke Deiters. 376 pagine, 234 colori, cartonato, ISBN 978-88-572-4633-8. Prezzo: 42 € (39 € per i visitatori della mostra).

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