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Dove vedere gli Oscar 2018 a Milano: eventi, proiezioni gratis e le nostre recensioni dei film

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Foto: Flickr - Prayitno / Thank you for (12 millions +) view

Si tratta dell’appuntamento dell’anno per tutti i cinefili, ma anche i comuni appassionati o i semplici curiosi preferiscono non mancare, vista la grande concentrazione di vip e di momenti pop dalla grande influenza: stiamo ovviamente parlando della notte degli Oscar, che quest’anno si terrà nelle ore più buie che separano il 4 e il 5 marzo.

La cerimonia è sempre molto divertente, ma anche lunghissima e piena di tempi morti, e non tutte le categorie possono essere così appassionanti. In più la necessità di fare le ore piccole fa desistere anche i più agguerriti. Ma perché non provare ad aggregarsi ai pazzi gruppi d’ascolto cinefili che organizzano serate in tutta Milano?

Dove vedere gli Oscar 2018 a Milano: il Cinemino

La nuovissima sala di via Seneca organizza una diretta collettiva della cerimonia di consegna degli Academy Awards, in collaborazione con Sky Cinema. Nel corso della serata (con inizio alle 23.50) pronostici condivisi, giochi interattivi, e per il vincitore del toto-Oscar ci sarà un gustoso premio in palio, ovvero un carnet di ingressi a Il Cinemino. Sempre aperto il Bar del Cinemino per rifocillarci durante tutta la notte.

  • L’ingresso è libero con tessera associativa al costo di 5 euro.
  • Per prenotazioni: Tel. 0235948722 – prenotazioni@ilcinenimo.it
  • Info e orari sul sito

Dove vedere gli Oscar 2018 a Milano: Area Metropolis 2.0

Presso la sede di Fondazione Cineteca di Paderno Dugnano, in via Oslavia 8, nella notte tra il 4 e il 5 marzo, a partire dalle 22.50 sarà possibile seguire l’intera kermesse di premiazione degli Oscar.

L’ingresso è gratuito, ma è necessario prenotare compilando un apposito form sul sito ufficiale

Oscar 2018: dove vedere i film

Molte delle pellicole che gareggiano nella categoria del Miglior film sono attualmente nelle sale cinematografiche. Tuttavia in alcuni casi è possibile partecipare ad alcune maratone che concorrono per la vittoria della statuetta più ambita.

Sempre al Cinemino e al Teatro Franco Parenti sarà possibile vedere in anteprima una categoria spesso dimenticato degli Oscar, quella dei cortometraggi. Ecco il programma di domenica 4 marzo:

  • Ore 19.00 c/o Sala AcomeA Teatro Franco Parenti
    i cortometraggi candidati nella categoria Animazione
  • Ore 19.10 c/o Il Cinemino
    i cortometraggi candidati nella categoria Live action
  • Ore 20.50 c/o Sala AcomeA Teatro Franco Parenti
    i cortometraggi candidati nella categoria Live action
  • Ore 21.00 c/o Il Cinemino
    i cortometraggi candidati nella categoria Animazione

Biglietto Corti da Oscar : 7€ per programma | 10€ per l’intera maratona

Sabato 3 e domenica 4 marzo alla sala 2 del The Space Cinema Odeon in via Santa Radegonda 8 sarà possibile vedere in versione originale e in modo del tutto gratuito, tramite registrazione, i nove film nominati. Qui tutte le istruzioni.

Tra i vezzi dei veri cinefili, quelli duri e puri che conoscono a memoria Metropolis, Quarto potere e La corazzate Potemkin, c’è però il disinteresse per gli Oscar, con una significativa eccezione: la categoria dei Migliori film stranieri.

Ed è a loro che si rivolge la maratona del Cinema Beltrade di via Oxilia 10, presso il quale verranno proiettati in versione originale i cinque film nominati: L’insulto alle 16, Corpo e anima alle 18, Una donna fantastica alle 20.10, Loveless alle 22.10 e The Square alle 24.20. Interessanti anche i prezzi: un film 7 euro, due film 10 euro, 3 film  12 euro, 4 film 14 euro, 5 film 15 euro (più eventuali riduzioni da consultare sul sito, soprattutto in caso di acquisto della tessera da sostenitore del Beltrade).

Oscar 2018: le nostre recensioni

Nel corso dei mesi la redazione di Milano Weekend ha visto e recensito la maggior parte delle pellicole in lizza per la statuetta dorata. Vi proponiamo qui alcuni brevi estratti e la presentazione dei film che – colpevolmente, bisogna ammetterlo – ci sono sfuggiti.

Lady Bird:  : “Sicuramente non il più originale dei debutti, Lady Bird mostra in ogni caso una nuova regista che nonostante qualche ingenuità […] si fa notare per come rende vivi i personaggi principali senza scendere mai nel consolatorio”.

Chiamami col tuo nome: “In un’opera che innegabilmente è studiata nei minimi particolari, dalla scrittura alla recitazione, passando per la regia, pur riconoscendo il tatto che traspare in ogni inquadratura, ci sono momenti in cui la partecipazione emotiva non scatta quanto si immaginerebbe.”

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: “Il grande merito del film sta infatti nel non fermarsi alla mera illustrazione di una frase banale, seppur verissima, come “l’odio genera soltanto altro odio”. McDonagh mostra quanto in ogni essere umani si annidino felici complicazioni e incredibili contraddizioni, e come anche nelle situazioni di dolore più estreme si possa scorgere uno spiraglio di luce.”

The Post:  The Post è un film che lancia molte riflessioni di questo tipo, ma lascia anche – in chi col giornalismo ci lavora o comunque ha a che fare con i media – un senso di distanza e quasi di nostalgia per un modo di fare il mestiere che oggi si rivela sempre più complicato, tra crisi e fake news

Il filo nascosto: “Anderson imposta il suo film come un melodramma british prosciugato di ogni sentimentalismo e affettazione, all’insegna dell’eleganza e della compostezza. […] Uno humour nero sottilissimo si innesta, quando di norma non dovrebbe, in situazioni altrimenti drammatiche: è un’ironia carica di understatement, forse l’unico modo per trattare una materia evanescente, fantasmatica e bollente al tempo stesso come quella scelta dal cineasta.”

La forma dell’acqua: “Il film è carico di una notevole nostalgia, abilmente dissimulata in quanto non fa da zavorra per le ambizioni dell’opera. Lo sguardo malinconico di Del Toro abbraccia sia i vecchi mostri del cinema classico, quelli realizzati con tute di lattice, affascinanti anche quando poco verosimili, sia lo stesso cinema dell’epoca d’oro della settima arte.”

Dunkirk: “Uno di quei film più unici che rari che fanno riassaporare il valore e la bellezza della visione nella sala cinematografica. Il lavoro sul suono, sotto le bombe, la musica di Hans Zimmer e l’aver girato in pellicola large format 70mm sono i punti di forza di una vera e propria immersione nella guerra che Nolan riesce a far provare sulla pelle dello spettatore ” a cura di Maria Lucia Tangorra.

L’ora più buia: “Nel 1940, Winston Churchill, da pochi giorni Primo ministro della Gran Bretagna dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, deve affrontare una delle sue prove più turbolente e definitive: decidere se negoziare un trattato di pace con la Germania nazista o continuare la guerra per difendere gli ideali e la libertà della propria nazione.” (da Wikipedia)

Scappa – Get Out: “Pur con le migliori intenzioni e con un certo coraggio, il film di Jordan Peele zoppica sia dal punto di vista della satira sociale che del puro orrore, e non riesce a saldare i due differenti obiettivi. Non aiuta neanche una gestione degli attori poco salda, in cui ogni interprete segue un registro poco coerente con quello altrui” a cura di Alessio Cappuccio.

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