Pubblicato in: Cinema

C’è ancora domani, la coraggiosa opera prima di Paola Cortellesi

Luigi Maffei 1 mese fa
c'è ancora domani paola cortellesi

Quello di Paola Cortellesi è un nome sinonimo di garanzia. La sua verve comica e il talento drammatico, oltre alle spiccate doti canore e televisive ne hanno fatto una delle donne più versatili nel mondo dello spettacolo italiano.

Gli ultimi tempi sono maturi per provare a fare qualcosa di nuovo: una regia cinematografica. Un film in bianco e nero ambientato nella Roma dell’immediato dopoguerra “ambientato nel passato ma molto attuale” come ha affermato in un’intervista.

C’è ancora domani, opera prima di Paola Cortellesi che ha aperto la Festa del Cinema di Roma, sarà nelle sale a partire da giovedì 26 ottobre. Prodotto da Wildside e Vision Distribution, il film vede nel cast Valerio Mastandrea, Giorgio Colangeli, Emanuela Fanelli e Vinicio Marchioni.

C’è ancora domani, la trama del film

Roma, 1946. La guerra è finita da poco e tra le macerie e la voglia di riscatto, in una palazzina di San Lorenzo vive Delia (Paola Cortellesi). Una donna semplice, come tante, sposata con Ivano (Valerio Mastandrea), classico padre padrone che non lesina qualche schiaffone alla moglie. In casa vivono i tre figli e il suocero di lei, sor Ottorino (Giorgio Colangeli), l’unico rispettato da Ivano.

Ivano (Valerio Mastandrea)

Le giornate di Delia trascorrono tra i piccoli lavori che riesce a fare per mantenere la famiglia, le chiacchierate al mercato con la spiritosa amica fruttivendola Marisa (Emanuela Fanelli), suo unico momento di svago e gli incontri sulla strada di casa con il meccanico Nino (Vinicio Marchioni) sua vecchia fiamma.

Tre avvenimenti, però, segnano la solita quotidianità di Delia: l’incontro casuale con un soldato afroamericano, il fidanzamento ufficiale della primogenita Marcella (Romana Maggiora Vergano) con Giulio, figlio dei proprietari del miglior bar del quartiere e, soprattutto, l’arrivo di una misteriosa lettera.

Un film di forte attualità

Il primo film da regista di Paola Cortellesi è una piacevole sorpresa, che sa muoversi su diversi piani stilistici e narrativi. Colpisce subito la perfetta fotografia in bianco e nero, tipica dei film dell’epoca, ben realizzata dal direttore della fotografia Davide Leone.

I registri comici e drammatici ben si sposano in una storia semplice che sa coinvolgere: dal pranzo familiare con i futuri suoceri alle macabre e surreali danze tra Delia e Ivano. Paola Cortellesi racconta una storia di riscatto, coraggio, di forte attualità, in cui tutte le donne del racconto (tranne Marisa) vivono la stessa condizione di sottomissione al marito prepotente ma unite dallo stesso desiderio di libertà.

La scelta di musiche anacronistiche (dal blues rock al rap), unite alla colonna sonora originale di Lele Marchitelli, conferisce al film un certo fascino ma in un paio di occasioni infastidiscono non poco.

Complessivamente C’è ancora domani è un lungometraggio godibile ma dal forte carattere. Paola Cortellesi si dimostra autrice dalla spiccata sensibilità e consapevole dei propri mezzi. Anche da novella regista l’attrice romana sa quel che dice, e lo fa bene.