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Alla scoperta de I promessi sposi al museo WOW Spazio Fumetto

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Credits: Francesco Gonin

Incubo a occhi aperti per tutti gli studenti delle scuole dell’obbligo, I promessi sposi di Alessandro Manzoni è uno dei testi cardine della letteratura italiana, e come tale è stato oggetto di una miriade di trasposizioni, parodie e riappropriazioni.

Proprio su questo crinale si muove la mostra Alla scoperta dei Promessi sposi che il museo Wow Spazio fumetto dedica a uno dei primi romanzi davvero italiani (come ricorderà chi ha sudato sulla storia di Renzo e Lucia). Dal 25 febbraio al 7 maggio i visitatori potranno imbarcarsi in un viaggio che esplora il rapporto che le arti hanno instaurato con il romanzo di Manzoni (l’anno scorso oggetto di una maratona di lettura), naturalmente con occhio di riguardo al fumetto e alle illustrazioni.

La mostra, realizzata il collaborazione con il Centro Nazionale Studi Manzoniani, il Sistema Museale Urbano Lecchese, la Civica Raccolta di Stampe Bertarelli, la Biblioteca Sormani e Pixartprinting, contribuisce anche a portare alla luce un aspetto poco noto del romanzo.

L’edizione definitiva, quella stesa dopo la famosa “risciacquatura dei panni in Arno”, era infatti corredata da uno sterminato numero di illustrazioni che Alessandro Manzoni aveva richiesto all’artista torinese Francesco Gonin: un modo per arricchire un testo già denso, ma anche per contrastare le tante edizioni non autorizzate venute alla luce dopo la pubblicazione della cosiddetta “ventisettana”.

È a partire da questo particolare che si sviluppa il percorso delineato dai curatori della mostra: le prime versioni a fumetti – un medium destinato in Italia ai più piccoli, almeno fino agli anni Sessanta – appaiono non solo su testate come Il corriere dei Piccoli o Il giornalino ma anche come albi a striscia regalati nelle farmacie. È dunque un intento pedagogico quello che guida queste edizioni, che affianca il grande successo degli sceneggiati e i film che il cinema dedica ai Promessi sposi.

La mostra si propone di ripercorre il viaggio nel tempo intrapreso dai personaggi del romanzo attraverso i formati che li hanno ospitati, fino ad arrivare ai nostri giorni: dalle illustrazioni agli albi a fumetti, passando per il cinema, la televisione e le celebri parodie Disney (I Promessi Paperi e I Promessi Topi), ma anche quelle di Alan Ford, gli Antenati e Geppo.

Nella prima sezione della mostra si tratteggia la figura di Alessandro Manzoni e sopratutto l’ambientazione della sua opera, con un raffronto tra la Milano del 17° secolo e quella odierna. Nella seconda vengono presentati i personaggi del romanzo, paragonando somiglianze e differenze delle differenti versioni date dagli autori dei fumetti in cui sono comparsi. Particolare attenzione viene rivolta a due dei caratteri più forti, quelli dell’Innominato e la Monaca di Monza, ispirati a persone realmente esistite.

E infine nell’ultima sezione avviene il vero e proprio confronto delle varie trasposizioni dei Promessi Sposi, sia serie che parodistiche, con l’ausilio delle riproduzioni delle opere a fumetti ma anche di video, locandine, cartoline e manifesti cinematografici.

RIASSUMENDO

Alla scoperta dei Promessi sposi

Wow Spazio Fumetto – Viale Campania 12, Milano

dal 25 febbraio al 7 maggio

da martedì a venerdì, ore 15 – 19; sabato e domenica, ore 15 – 20; lunedì chiuso

Biglietto intero 5 euro, ridotto 3 euro (bambini 4-10 anni; over 65; persone con disabilità; giornalisti non accreditati; gruppi di minimo 15 persone), convenzionati 4 euro

Ingresso gratuito per bambini 0-3 anni, tesserati WOW, giornalisti accreditati, operatori del settore accreditati, 1 accompagnatore per persone con disabilità

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