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Tre buoni motivi (+1) per cui vale la pena vedere la mostra di Che Guevara

Oriana DaviniOriana Davini 7 mesi fa
Mostra Che Guevara Milano
Che Guevara in Congo nel 1965. Ph Centro de Estudios Che Guevara

*** AGGIORNAMENTO La mostra che doveva chiudere l’1 aprile sarà visitabile fino al 2 aprile 2018 con un’apertura straordinaria dalle 10 alle 19:30. ***

 

Il 9 ottobre 1967, nel piccolo villaggio di La Higuera in Bolivia muore assassinato Ernesto Che Guevara. È la fine dell’uomo e la nascita del mito.

Poche figure come quella del rivoluzionario argentino sono diventate negli anni vere e proprie icone, sbandierate da generazioni di giovani: per milioni di persone il Che è tuttora un mito, simbolo dell’eterna lotta per i propri ideali. Per molte altre è soprattutto un simbolo che sta bene su magliette e cartoline, ma della cui storia e del contesto nel quale operò si sa ben poco.

La storia di Ernesto e quella del Che

Questo è il primo motivo per cui vi consigliamo di visitare la mostra Che Guevara. Tu y todos, inaugurata alla Fabbrica del Vapore a coronamento degli eventi che il Comune di Milano ha dedicato al Che in occasione dei cinquant’anni dalla sua morte.

mostra Che Guevara Milano

Interattiva e ben organizzata, l’esposizione – che gode di una colonna sonora originale creata da Andrea Guerra – cerca di spiegare chi era Ernesto Guevara, raccontando l’uomo reale, la sua storia, la giovinezza, l’incontro con Fidel Castro, la rivoluzione cubana e la sua vita da guerrigliero.

Non a caso il titolo, ‘Tu y todos’, è il verso di una poesia che il Che scrisse a sua moglie prima della partenza per la Bolivia

Ma oltre ad alzare il velo su una figura della mitologia popolare, spiega anche cosa succedeva nel mondo negli anni in cui il Che operava, andando oltre i fatti di Cuba e ampliando l’orizzonte alla Russia, l’Africa, la Cina.

Oltre duemila documenti

mostra Che Guevara Milano

Secondo motivo per cui vale la pena visitare la mostra di Che Guevara è l’incredibile numero di documenti su cui si basa e la tecnologia utilizzata per renderli fruibili al pubblico in modo semplice e accattivante.

L’esposizione porta per la prima volta in Italia oltre 2000 documenti – tra lettere, diari, foto ufficiali e private, scritti autografi dei discorsi, video d’epoca – di proprietà del Centro Studi Che Guevara di L’Avana, il cui responsabile oggi è Camillo Guevara March, figlio del guerrigliero.

L’organizzazione è durata due anni e ha coinvolto un gruppo di lavoro di 10 persone tra curatori, archivisti, cattedratici e autori, che hanno letto i documenti, visionato 97 ore di documentari e ascoltato 14 ore di registrazioni.

“Ho un debito con tutte le persone che ci hanno donato i loro file, i loro materiali, con tutte le persone che hanno in questi anni lavorato per la conservazione di questo importante patrimonio – spiega Camillo Guevara -. Attraverso questa mostra il nostro lavoro consegniamo, una volta per tutte, un racconto affidabile e oggettivo al pubblico e agli studiosi del Che”.

Infatti lungo il percorso espositivo si può ascoltare la voce del Che e quella di Fidel, sfogliare i diari personali del rivoluzionario, leggere le sue lettere, guardare filmati d’epoca.

L’icona mondiale

mostra Che Guevara Milano

Il terzo motivo per cui vi invitiamo alla Fabbrica del Vapore? È lui, il Che. Indipendentemente da cosa rappresenti per voi la sua storia e la sua figura, questa è la più completa mostra sull’argentino Ernesto Guevara.

Entrare in profondità nella vita di un uomo

Infine, abbiamo avuto modo di parlare con Giulia Ferrandi, membro del team di Simmetrico Cultura, un collettivo di oltre 35 persone tra art director, designer, grafici, copywriter, archivisti che si è occupato della mostra.

Ecco cosa ci ha detto Giulia: “Il progetto sulla carta era bellissimo, ma non potevo immaginare quanto sarebbe stata indelebile l’esperienza di entrare in profondità nella vita di un uomo, tanto celebre quanto misconosciuto, che ha attraversato da protagonista parte della storia contemporanea. Sfogliare gli album in cui gioca con i figli, leggere le lettere d’amore per la moglie Aleida, riflettere attraverso i suoi diari sulla condizione universale dell’uomo ti porta a scoprire quanto Che Guevara amasse la vita. Come tutti cercava la felicità e, a differenza dei più, questa ricerca era per lui a portata di mano: solo vedendo a quanto ha rinunciato ho capito la potenza del suo sogno.

Il materiale fotografico inedito racconta senza filtri l’uomo nella sua tridimensionalità, mentre la sua voce descrive una prospettiva unica e universale sulle ingiustizie, il potere e la società, che riscrive quello che credevamo di sapere con qualcosa che vorremmo ricordarci sempre”.

Che dire? Un pezzo di storia recente che vale la pena approfondire e scoprire.

Gli eventi collaterali

La mostra propone diversi eventi. Il prossimo che vi segnaliamo è previsto per martedì 20 febbraio alle 18.30 e si intitola “(R)evolución – Rivoluzioni, evoluzioni”. Alla Fabbrica del Vapore saranno presenti Roberto Da Rin, editorialista de il Sole 24 Ore che parlerà della crisi identitaria e di progettualità che sta vivendo l’Europa, con un approfondimento sui separatismi, consensuali e non, legati anche alla distribuzione del reddito.

Vittorio Da Rold, che scrive di politica estera per Il Sole 24 Ore, approfondirà il processo di transizione dall’economia pianificata a quella di mercato da un punto di vista emozionale e razionale che prevede euforia, presa di coscienza, disincanto e deriva nazional-populista.

L’evento avrà una durata indicativa di 2 ore e per l’occasione la mostra sarà aperta fino alle 21.30 ed è compreso nel biglietto della mostra.

Riassumendo

Che Guevara. Tu y todos

Fabbrica del Vapore

6 dicembre 2017 – 1 aprile 2018 2 aprile 2018

Per ulteriori informazioni: www.mostracheguevara.it

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