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Milano e Leonardo, un viaggio tra i luoghi vinciani in città

Luigi Maffei 1 anno fa

Il 2 maggio 1519 moriva Leonardo Da Vinci. Il genio per eccellenza visse a Milano per quasi vent’anni, in due periodi distinti, tra il 1482 e il 1499 e il 1508 e il 1514, lasciando nella città meneghina un’impronta fondamentale per il suo sviluppo culturale e ingegneristico.

Leonardo arrivò in una Milano febbrile, aperta alle scienze e all’arte. Con una lettera indirizzata a Ludovico il Moro Leonardo scrisse diversi punti, nove per l’esattezza, in cui specificava i suoi progetti ingegneristici, idraulici, architettonici e, infine, legati alla pittura e alla scultura.

La statua di Leonardo Da Vinci in Piazza della Scala (1872)

Il contributo che l’artista fiorentino diede alla città di Milano fu di notevole importanza. Le sue opere pittoriche e architettoniche sono ancora vive e di centrale importanza per tutti. Dal Cenacolo alla chiuse del Naviglio di San Marco, passando per la decorazione della Sala delle Asse nel Castello Sforzesco, il genio di Leonardo aiutò Milano a diventare una delle città più influenti d’Europa.

Nel suo soggiorno lombardo Leonardo non ha operato soltanto nella città meneghina. Il suo personale contributo, infatti, è arrivato anche nel pavese. Da segnalare le sue collaborazioni per la realizzazione, a Pavia, della fu chiesa di Santa Maria delle Pertiche e del Regisole, così come il disegno realizzativo della splendida Piazza Ducale di Vigevano.

piazza ducale vigevano
Piazza Ducale a Vigevano

Nel 2019, a cinquecento anni esatti dalla sua morte, Milano ha dedicato una lunga rassegna al genio di Vinci con mostre, spettacoli e dibattiti. Una celebrazione che omaggiato il saldo rapporto tra l’artista rinascimentale e la città.

Ecco dunque un viaggio tra i luoghi di Milano in cui Leonardo da Vinci ha lasciato il segno.

Il Cenacolo

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Il Cenacolo (o Ultima Cena)

È una delle opere più famose della storia. Noto anche come L’Ultima Cena, è un dipinto a tecnica mista su intonaco, commissionato da Ludovico il Moro nel refettorio del convento vicino alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, lungo l’attuale Corso Magenta.

Leonardo non amava la tecnica dell’affresco, così dipinse la sua opera su muro come su tavola. Un metodo per consentire all’artista di operare modifiche e aggiunte al dipinto.

L’anomala tecnica utilizzata, unita alla vicinanza del muro del refettorio con le cucine e i suoi vapori, favorirono il deperimento dell’opera nel corso dei secoli. Dal 1978 al 1999 il Cenacolo Vinciano fu sottoposto a uno dei restauri più lunghi e costosi della storia dell’arte.

Per prenotare la visita al Cenacolo si può visitare il sito ufficiale.

La Vigna

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La Vigna di Leonardo

Con i suoi 3800 mq è la vigna più grande al mondo presente all’interno di una città. Un luogo atipico di Milano, dove pace e bellezza dominano in pieno centro.

In segno di riconoscenza per le opere realizzate in città, Ludovico il Moro donò a Leonardo una vigna. Un modo per “farlo sentire a casa” dato che in Toscana l’artista di Vinci ne possedeva diverse.

Sopravvissuta a dominazioni e bombardamenti, la Vigna di Leonardo si trova nel cortile della Casa degli Atellani, dimora quattrocentesca di Ludovico il Moro, abbellita da dipinti di Bernardino Luini e pesantemente ristrutturata da Piero Portaluppi a partire dal 1922.

La Vigna è visitabile su prenotazione. Per maggiori informazioni si può visitare il sito dedicato.

La Sala delle Asse

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Sala delle Asse al Castello Sforzesco credits comune.milano.it

Leonardo, insieme a tanti suoi colleghi, fu coinvolto negli abbellimenti del Castello Sforzesco di Milano. La mano del genio fiorentino si può notare nelle decorazioni della Sala delle Asse, posta al piano terra del Torrione del Falconiere.

Gli Intrecci vegetali e gelsi che decorano la sala (detta delle Asse per le assi di legno che si ritiene rivestissero le pareti) creano un pergolato su tutta la volta. Un Trompe-l’œil che non lascia indifferenti. In mezzo alla decorazione è perfettamente visibile lo stemma degli Sforza.

Pinacoteca Ambrosiana

Ritratto di musico

All’interno della Pinacoteca Ambrosiana è presente il Ritratto di musico, databile intorno al 1485 e raffigurante un giovane dalla folta capigliatura di tre quarti, girato verso destra.

Per anni si riteneva essere un ritratto di Ludovico il Moro, almeno fino al 1904. Durante i lavori di pulitura dell’opera, infatti, si scoprì uno spartito musicale. Studi successivi hanno identificato in Franchino Gaffurio, maestro di cappella, il soggetto del dipinto e autore del suddetto spartito.

Nella Biblioteca Ambrosiana, invece, è conservato il Codice Atlantico (Codex Atlanticus). Una grandiosa raccolta di disegni, progetti e scritti, un’antologia di contributi alla meccanica, botanica, astronomia, anatomia dell’artista fiorentino. La raccolta leonardesca fu assemblata nel tardo cinquecento dallo scultore Pompeo Leoni.

Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

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Leonardo da Vinci Parade al Museo della Scienza e della Tecnica- Credit photo: Paolo Soave

Non poteva non essere dedicato a Leonardo il Museo della Scienza e della Tecnologia presente in Via San Vittore 21, a due passi dalla M2 Sant’Ambrogio.

Aperto nel 1953, è il museo tecnico – scientifico più grande d’Italia e uno maggiori in Europa. Tra le varie gallerie presenti ce n’è una proprio dedicata a Leonardo da Vinci. La galleria possiede la più vasta collezione di modellini al mondo realizzati proprio sui disegni dell’artista rinascimentale.

Modellini per uso civile come la gru girevole o la macchina battipalo e per utilizzi militari come la nave speronatrice e lo scafandro. Ma non solo. All’interno della galleria vi è anche il modello della città ideale e quelli sul volo, come la nota vite aerea.

Non mancano, sulle pareti, appunti relativi ai suoi studi sull’anatomia, meccanica, geografia e matematica.

Leonardo3

Leonardo3 – Il mondo di Leonardo è un museo in Piazza della Scala, con ingresso presso la Galleria Vittorio Emanuele, inaugurato nel marzo 2013.

Aperto con l’idea di essere una mostra temporanea, nel corso del tempo ha avuto un numero così alto di visitatori che è diventato permanente.

Come per la galleria presente nel Museo della Scienza e Tecnologia, all’interno di Leonardo3 vi sono ricostruzioni di macchine disegnate dal geniale artista toscano, molte delle quali inedite.

Dal Grande Nibbio alla Balestra Veloce, passando per il Cannone Musicale e la Macchina del Tempo, Leonardo3 è un’esperienza davvero unica per ammirare le grandi intuizioni di Leonardo in campo militare, musicale e meccanico.

Chiuse di San Marco

La Conca e le Chiuse di San Marco

Leonardo non è stato solo un grande pittore, questo è risaputo. Il suo genio si è rivelato anche nell’architettura e ingegneria. Milano è stata una delle “botteghe” in cui le sue conoscenze sono state messe in atto, e il suo contributo è passato anche per gli studi sulla navigazione dei navigli milanesi.

Sue opere ancora presenti, ma non più funzionanti per la mancanza d’acqua, sono le Chiuse del Naviglio nel tratto di Via San Marco.

Quando Leonardo arrivò a Milano rimase affascinato dal sistema di navigazione dei Navigli, aperti ormai da un paio di secoli, e ne studiò un meccanismo per permettere alle imbarcazioni di superare i dislivelli tra i vari canali grazie all’uso delle porte di legno.

Sui suoi disegni furono dunque costruite le porte presso la Conca dell’Incoronata, favorendo il passaggio delle imbarcazioni per il trasporto di merci e persone.

Cavallo di Leonardo

Cavallo di Leonardo

Concludiamo questo percorso nella Milano di Leonardo con il più grande monumento equestre al mondo, il Cavallo di Leonardo.

Collocato in Piazza dello Sport, nel quartiere San Siro, all’esterno dell’Ippodromo Snai, il Cavallo è stato realizzato dall’artista nippo-americana Nina Akamu alla fine degli anni Novanta, e collocata con molte polemiche nel cortile della struttura sportiva nel settembre 1999.

La realizzazione dell’enorme monumento partiva dai disegni di Leonardo che, tra il 1482 e il 1493 era intenzionato a realizzare un grandioso monumento dedicato a Francesco Sforza.

Dai disegni Leonardo passò a realizzare un gigantesco modello in creta, che fu esposto pubblicamente nel 1493. Era pronta la realizzazione dello strato di cera sul quale sarebbe stato colato il metallo fuso finale. Servivano, dunque, 100 tonnellate di bronzo che, però, sparirono in poco tempo. I cannoni realizzati per la difesa contro l’invasione francese da parte di Luigi XII, infatti, fecero il resto e così Leonardo abbandonò il progetto fuggendo, per la prima volta, da Milano.