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‘La buona educazione’ al Parenti di Milano: lente d’ingrandimento su ciò che siamo

La buona educazione Piccola Compagnia Dammacco
Ph Luca Del Pia

Dopo il debutto alla 23esima edizione del Festival delle Colline Torinesi, abbiamo potuto assistere – e ammirare – l’ultimo lavoro della Piccola Compagnia Dammacco al Teatro Franco Parenti di Milano, La buona educazione.
Va detto che ancora una volta la Sala Tre offre un contributo perfetto per la fruizione di un testo e di una messa in scena così delicati e intimi. “Lo spettacolo costituisce la terza ed ultima tappa del percorso artistico ‘La fine del mondo’, iniziato nel 2014 con lo spettacolo ‘L’inferno e la fanciulla‘ e proseguito con lo spettacolo ‘Esilio‘ nel 2016; il progetto è nato con l’intento di realizzare tre spettacoli con drammaturgia originale e con narrazioni collocate nel nostro presente” (dalla nota ufficiale).

La buona educazione: la scheda

Una donna deve prendersi cura di un giovane essere umano, ultimo erede della sua stirpe. Deve ospitarlo nella sua vita, nella sua casa, nella sua mente, deve educarlo, progettare il suo futuro, deve contribuire all’edificazione di un giovane Uomo.

La buona educazione: la recensione

Serena Balivo, Premio Ubu 2017 nella categoria nuova attrice o performer, riesce a catturare ogni singolo spettatore seduto sulla poltroncina rossa, conducendolo passo passo in quella casa in cui la donna che interpreta aveva deciso di vivere da sola. Poi, come spesso accade, gli scherzi del destino costringono a cambiare rotta e a porsi – più che mai – delle domande evitate o chiuse in un cassetto. Nella penombra assistiamo al suo brusco risveglio dovuto ai genitori apparsi in sogno, col padre che pure da morto riesce ad ammonirla.

Nel nostro immaginario esistono dei criteri che, in fondo, ci fanno pensare che una persona è educata o meno e se ci soffermiamo all’etimologia della parola “educare”, essa porta in sé l’idea di trarre, condurre. La nostra protagonista avverte il peso di questo compito rispetto al nipote, il quale si esprime (ce lo riferisce lei) senza riuscire a metter insieme correttamente le parole, è come se la comunicazione fosse tutta da costruire e imparare. Il nipote, infatti, o è in silenzio – intento a divertirsi coi videogame – o i suoi verbi sono declinati all’infinito e tutti questi ingredienti ce lo restituiscono come se fosse un automa sopravvissuto a se stesso.

“Non diciamo nulla di nuovo affermando che, oggi quanto mai, seppure in presenza del più alto grado di progresso tecnologico e scientifico, il modo in cui la vita della cosiddetta comunità occidentale è organizzata rischia sempre più di generare una ricaduta di segno negativo sulla vita dell’individuo riassumibile forse in una sorta di rischio di disumanizzazione”, hanno dichiarato l’attrice e il regista e autore Mariano Dammacco. La donna che ci parla e che ci fa guardare attraverso la lente d’ingrandimento del teatro ciò che siamo diventati e non è un caso che lo spazio ideato dallo stesso Dammacco (insieme alla scenografa Stella Monesi) richiami una stanza di altri tempi, senza dimenticare la terra, che sembra suggerirci da un lato la polverizzazione di certi valori, dall’altro forse vuole riportarci coi piedi per terra e all’origine di tutto.

Bisogna far i conti coi propri fantasmi per saper educare e comunicare? È solo una delle tante domande che La buona educazione rilancia, affrontando con le giuste frecciate anche il delicato tasto dei social – e dell’annessa “giuria popolare” che li anima. La Balivo scandisce ogni gesto e parola che servono a rendere la frustrazione di un’educazione che non si impara dai manuali e che, probabilmente, oggi è resa ancora più ostica dai cosiddetti mezzi di comunicazione avanzata. Si sorride grazie all’umorismo insito nella scrittura, abile anche nel ghiacciare per la lucidità di sguardo. Da vedere per vedersi.

Riassumendo

La buona educazione, dal 12 al 17 giugno 2018

Teatro Franco Parenti

DURATA: 70′

ORARI: martedì h 20,30; mercoledì e sabato h 21; giovedì h 19; venerdì h 19,30; domenica h 15,45

PREZZI: intero 15€; convenzioni, over65 e under26 12,50€
+ diritti di prevendita

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