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Carenza di vitamina D: sintomi, conseguenze per la salute e rimedi da adottare

News PartnerNews Partner 1 settimana fa
Carenza di vitamina D

Indispensabile per ossa, muscoli e cervello, utile per prevenire alcuni tumori: è la vitamina D, una vitamina liposolubile, essenziale per la salute e il benessere dell’organismo. La vitamina D è coinvolta in vitali funzioni biologiche: un suo corretto apporto è basilare a tutte le età, per evitare disturbi e malattie di varia natura.

Cos’è la vitamina D

Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili composto da cinque diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5. Le due forme più importanti per l’organismo umano sono la vitamina D2 o ergocalciferolo e la vitamina D3 o colecalciferolo. La vitamina D2 è presente nei cibi di origine vegetale e viene assunta con l’alimentazione. La vitamina D3 è di origine animale e viene sintetizzata attraverso la pelle, grazie all’esposizione ai raggi solari.

Vitamina D: a cosa serve

La vitamina D favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo nonché i processi di mineralizzazione dell’osso. Risulta perciò fondamentale sia per i bambini in crescita sia in ogni periodo della vita, per mantenere le ossa sane e forti. Da un lato è necessaria per la loro formazione. Dall’altro aiuta a prevenire e a combattere la fragilità ossea e l’osteoporosi, malattia dello scheletro contraddistinta da una predisposizione alle fratture.

Studi scientifici internazionali hanno evidenziato ulteriori funzioni. Si è per esempio scoperto che anche il cervello necessita di livelli adeguati di vitamina D per funzionare al meglio. Dalla letteratura scientifica è inoltre emerso il ruolo svolto dalla vitamina D nella prevenzione di determinate tipologie tumore, come il tumore al seno. A livello cutaneo, questo pro-ormone liposolubile risulta utile per il trattamento della psoriasi. Vari studi hanno anche associato il deficit di vitamina D a una maggiore rischio di sviluppare dermatite atopica.

Carenza di vitamina D: sintomi

Il deficit di vitamina D può causare una varietà di sintomi. Dolori osteo-articolari, senso di stanchezza, formicolio, tremori, debolezza muscolare, unghie che si spezzano sono tra i più frequenti. Ma le conseguenze di una carenza di vitamina D si spingono oltre. La sintomatologia include malumore, irritabilità, tristezza e stati depressivi, per l’abbassarsi dei livelli di serotonina, neurotrasmettitore noto anche come “ormone del buonumore”.

L’eventuale deficit di vitamina D è misurabile sottoponendosi a semplici analisi del sangue. I valori normali sono compresi tra i 40 e i 70 milligrammi di vitamina D per millilitro di sangue, secondo i parametri confermati dalle più importanti organizzazioni internazionali come il Vitamin D Council e la Vitamin D Society.

Incidenza dell’ipovitaminosi D

Bassi livelli di vitamina D si riscontrano soprattutto tra le persone che non si espongono sufficientemente alla luce solare, come accade per esempio nei Paesi nordici. Possono tuttavia soffrire del deficit anche bambini e adulti che trascorrono gran parte del tempo al chiuso. Più di recente, l’allungamento della vita media della popolazione e la scarsa abitudine degli anziani a esporsi al sole hanno aumentato sensibilmente la diffusione dell’ipovitaminosi D in tutto il mondo.

Deficit di vitamina D: conseguenze

Il deficit di vitamina D si manifesta con evidenze cliniche quali rachitismo e ossificazioni incomplete nei bambini, dolori ossei negli adolescenti in fase di crescita, deformazioni scheletriche, problemi alle articolazioni e maggiore propensione alle fratture. La carenza di vitamina D è associata anche a patologie quali diabete di tipo II, osteoporosi, sclerosi multipla e demenza.

Carenza di vitamina D: rimedi

L’esposizione solare è di importanza essenziale per la sintesi di vitamina D. Questa sostanza può essere assimilata almeno in parte anche attraverso l’alimentazione. I cibi ricchi di vitamina D3 di origine animale sono il pesce azzurro ma anche la cernia, i molluschi, il pesce spada e il caviale. Buone fonti alimentari di vitamina D sono il fegato, le uova, in particolare il tuorlo, il latte e i suoi derivati. Sul fronte degli alimenti di origine vegetale, la vitamina D è assimilabile consumando frutta secca, fagioli e verdure a foglia verde, come spinaci, bietola e cicoria.

In alcuni soggetti, l’abbinamento tra esposizione alla luce naturale e regime alimentare da solo non basta e si verifica comunque una carenza di vitamina D. In questi casi, sempre sotto controllo medico, è opportuno assumere integratori per vitamina D bassa che possano sopperire a tale deficit.

La carenza di vitamina D, problema molto diffuso all’inizio del ventesimo secolo, sta tornando alla ribalta nella società attuale, in cui si tende sempre di più a svolgere attività al chiuso sia per motivi professionali ma non solo. Per poter salvaguardare la salute dell’organismo nella sua completezza è perciò fondamentale tenere costantemente sotto controllo i livelli di questo prezioso pro-ormone, evitando così spiacevoli conseguenze a breve e a lungo termine.