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Tutte contro lui, la recensione di Milano Weekend

Tutte-contro-lui-recensioneCampione di incassi con più di 177 milioni di dollari al botteghino, Tutte contro lui (The other woman), la commedia sentimentale con Leslie Mann, Cameron Diaz e Kate Upton per la regia di Nick Cassavetes (John Q, La custode di mia sorella) sbarca nei cinema italiani.

Il  film racconta a suon di cliché la storia di tre donne che si alleano per rovinare la vita all’uomo che inconsapevolmente hanno condiviso e che le ha tradite e ingannate: si tratta di Mark (l’attore danese Nikolaj Coster-Waldau, il Jamie Lannister di Il trono di spade), sciupafemmine e bugiardo patologico, contemporaneamente marito dell’ingenua Kate (Leslie Mann) e amante di Carly (Cameron Diaz), volitiva donna in carriera, e Amber (l’esplosiva Kate Upton), personificazione del sogno (erotico) americano.

Sulla carta, tutti gli ingredienti per due ore di divertimento senza pretese ci sarebbero anche, se non fosse che Tutte contro lui è, al di là delle caratterizzazioni necessarie dei personaggi, un vero e proprio concentrato di luoghi comuni, ironia grossolana e momenti di volgarità declinata al femminile. Alla mancanza totale di idee nuove si affiancano i buchi dello script che, assolutamente sbilanciato, procede con grande lentezza nella prima parte, per poi liquidare in maniera frettolosa quello che dovrebbe essere il cuore del film, cioè la vendetta perpetrata ai danni del fedifrago.

A porre definitivamente il sigillo del disastro sul film, il finale splatter che non vogliamo spoilerarvi.

Una vera e propria delusione, perché la leggerezza al cinema è il risultato di un lavoro attento e spesso difficile. Non è necessario essere fan de La corazzata Potëmkin per essere dei cinefili: il divertimento è una cosa serissima.

Il nostro voto: 4
Una frase:
Kate: “Hai un profumo fantastico, come si chiama?”
Amber: “Credo che sia solo sudore…”
Per chi: non vuole rinunciare alla visione della quinta di Kate Upton in movimento

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