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The Menu: tutta la follia del fine dining. La recensione del film su Disney+

Beatrice Curti 4 settimane fa
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Negli ultimi anni il mondo sembra aver scoperto l’alta cucina: i palinsesti televisivi sono preda di talent, show, documentari e approfondimenti dedicati al mondo della ristorazione. Un vortice in cui i grandi chef si distinguono per sperimentazioni sempre più audaci, alla ricerca della soluzione gastronomica definitiva. Di questa visione distorta della cucina si nutre (è il caso di dirlo) The Menu, film al cinema dal 17 novembre e disponibile in streaming su Disney+ dal 4 gennaio 2023.

The Menu: la tensione è servita

Tyler (Nicholas Hoult) è ossessionato dal fine dining, tutto ciò che è alta gastronomia per lui rappresenta motivo di eccitazione infantile. Per questo motivo non poteva assolutamente mancare all’esclusiva cena all’Hawthorn, un ristorante su un’isola privata gestito dallo chef Julian Slowik (Ralph Fiennes), vera rivelazione del mondo culinario. Con lui Margot (Anya Taylor-Joy), decisamente meno affascinata dalla pretenziosità del posto, e un variegato gruppo di comprimari, tra critici gastronomici, clienti abituali, star del cinema fallite e squali della finanza.

La cena sull’isola è un’esperienza a 360°: un menù degustazione sempre più sperimentale, con ricette basate su elucubrazioni filosofiche, esperienze personali e coup de théâtre. Tutti ne sono estasiati tranne Margot, che avverte immediatamente le inquietanti storture che, portata dopo portata, si sommano dietro la patina formale. Quale sarà la sua scelta, intervenire o seguire le regole del gioco fino alla fine della serata?

Il ribaltamento del cliché

Il regista Mark Mylod afferra l’effimero della cucina stellata e lo trasforma in una visione mostruosa, dove i cliché visti e rivisti nei programmi TV assumono caratteristiche grottesche: lo chef dispotico, la brigata pronta a ogni sacrificio, l’esaltazione della materia prima, le vicende familiari collegate ai piatti…

La ricerca ossessiva dell'”esperienza” si trasforma in un horror claustrofobico in cui il cliente diventa ostaggio dello chef, alla modica cifra di 1250 dollari a testa. Più la clientela è pretenziosa e altolocata più si inchina passivamente alla follia di Slowik, un Ralph Fiennes in cui riaffiora la fredda malvagità dell’Amon Göth interpretato in Shindler’s List. A resistere a questa follia Margot, un’ospite imprevista che non appartiene a quel mondo, totalmente disincantata davanti allo show.

Come per un percorso degustazione riuscito non possiamo rivelare tutti i dettagli di The Menu: le portate vanno scoperte una per una, così come i commensali presenti alla cena, così come l’oscura figura dello chef e del suo impeccabile staff. Quello che possiamo promettere è che non entrerete mai più in un ristorante stellato con lo stesso spirito.