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Nove spettacoli teatrali da vedere a Milano dal 6 al 12 marzo 2017

Foto tratta dallo spettacolo 'Albania casa mia' con Aleksandros Memetaj, regia di Giampiero Rappa

Avete l’imbarazzo della scelta su cosa vedere a teatro? Vi state chiedendo come impiegare, culturalmente, quella sera libera o la domenica pomeriggio? Come ogni lunedì, Milano Weekend vi segnala alcune opere in cartellone nella nostra città: un nuovo appuntamento con lo #spiegoneteatri.

Ecco cosa vedere a teatro a Milano nella settimana dal 6 al 12 marzo 2017

Alcuni consigli sugli spettacoli in cartellone

— Albania casa mia (Teatro Franco Parenti 8 – 12 marzo)

Albania casa mia è un caso di quegli spettacoli “off” nati apparentemente in sordina e che riescono a fare il proprio corso, raggiungendo platee importanti, grazie al passaparola e certo anche ai teatri che offrono il proprio palcoscenico. Programmato nella Sala Treno Blu del Franco Parenti, Albania casa mia, scritto e interpretato da Aleksandros Memetaj, «racconta le vicende di due albanesi, Alexander e Aleksandros, padre e figlio che vivono lo strappo dalla propria terra. Il padre costretto ad affrontare le difficoltà e i pericoli del viaggio, il dolore della lontananza e l’odio e amore per la propria patria. Il figlio invece che vive un’identità frammentata, con il suo stesso nome che gli appare estraneo; cifra del disagio identitario che caratterizza le seconde generazioni. Memetaj imparerà a usare due lingue e accettare il proprio nome, la propria provenienza, senza la pretesa di poterlo capire fino in fondo» (dalla sinossi).

In una scena essenziale, quasi richiamando lo stretto necessario per sopravvivere, senza pietismi, ma commuovendo e divertendo Albania casa mia – Storia di due destini incrociati riesce a trasmettere benissimo le sensazioni, in particolare, di questo ragazzo, «italiano tra gli italiani, da bambino tra i bambini, ma sempre da diverso tra gli uguali».

«La sua azione fondamentale come attore non è solo quella di raccontare il suo passato ma quella di immaginare dentro di sé il desiderio di fare un salto, che dopo un’ora di spettacolo gli consentirà di abbracciare il pubblico» (dalle note di regia di Giampiero Rappa).

DURATA: 60′

ORARI: mercoledì e venerdì h 20; giovedì e sabato h 21,15; domenica h 16,30

PREZZI: intero 15€; over 65 e under 26 12€

— Assassina (Teatro Elfo Puccini 9 – 19 marzo)

Non è mai semplice affrontare i testi dell’autore, attore e regista palermitano Franco Scaldati. Enzo Vetrano e Stefano Randisi, suoi fini conoscitori, tornano a reimpastare le mani in quella drammaturgia così raffinata nel dar voce a chi vive ai margini dell’esistenza.

«Assassina coglie due bizzarri personaggi – e la loro proiezione genealogica – nelle smanie di una convivenza forzata, indesiderata, irriducibile. Sono (forse) un uomo e una donna, anzi un “omino” e una “vecchietta”, cui fanno da controcanto “i genitori” che intervengono dalla loro condizione di effigi alla parete, figure arcane e spiazzanti che Vetrano e Randisi hanno affidato alla musicalità dei Fratelli Mancuso, a quel loro scavo all’origine della voce e del canto amoroso. Così, sullo sfondo di una Palermo notturna che viene inghiottita nelle galassie, conosciamo due abitanti di questo mondo abbandonato e conteso, creature grottesche e surreali, lei di “improbabile discendenza sciamanica”, lui in veste di “enigmatico sagrestano”» (dalla scheda ufficiale). Vetrano-Randisi, pur mantenendo la poeticità della lingua di Scaldati, sono riusciti a renderla ancora più accessibile.

Una chicca: i Fratelli Mancuso eseguono dal vivo le musiche e i canti da loro composti.

DURATA: 90′

ORARI: da martedì a sabato h 21; domenica h 16,30

PREZZI: intero 32,50€; martedì posto unico 21,50€; ridotto 25 anni e over 65 anni 17€; under 18€; scuole 12€

— Di Concetta e le sue donne (Nuovo Teatro Ariberto 9 – 12 marzo)

Il giorno dopo la Festa della Donna, debutta al Nuovo Teatro Ariberto uno spettacolo tratto dall’omonimo romanzo (Sellerio Editore) della scrittrice Maria Attanasio, nota per la sua attenzione al mondo femminile e per il femminismo delicato e, al contempo, incisivo che traspare dai suoi libri. In linea con questo spirito, Nicoleugenia Prezzavento ha adattato e diretto il tutto per la scena. A interpretarlo Rita Salonia e Nicoletta Fiorina, con musiche originali e interventi sonori di quest’ultima. Protagonista è Concetta La Ferla, realmente esistita, «– indomita e appassionata militante comunista, personaggio quasi da epica popolare – e della sua interminabile (e interminata) lotta per l’emancipazione delle donne siciliane e la costituzione della prima sezione femminile del Pci in Italia. Nello spettacolo, la sua storia si fa racconto di passioni pubbliche e private, intreccio di memoria personale e collettiva; e così, sull’onda del vissuto e delle emozioni individuali, attraversa la Storia del secondo Novecento per giungere al nostro presente» (dalla nota ufficiale).

Di Concetta e le sue donne diventa così un’occasione non solo per conoscere questa vicenda, ma anche per fare memoria attiva di certi valori come il desiderio di libertà e la lotta per i propri bisogni, trasmettendoli ancor più alle giovani generazioni.

DURATA: 60′

ORARI: da giovedì a domenica h 20,45

PREZZI: intero 15€; tesserati Atm 13,50€; tesserati e locali convenzionati 9€; scuole di teatro, con tessera 8,50€; under 25 e over 60 anni 8€, gruppi minimo dieci persone 7,50; dagli 8 ai 14 anni 6,50€; fino agli 8 anni 1€; gruppi scuole minimo dieci persone 6€

— L’arte del teatro (Teatro dell’Arte 7 – 12 marzo)

Dopo il poetico ‘Attends, attends, attends… (pour mon père)’ diretto da Jan Fabre con la potente presenza scenica di Cédric Charronun, al Teatro della Triennale arriva la riflessione sul teatro di Pascal Rambert. Diventato noto per ‘Clôture de l’amour’ e ‘Prova’, con L’arte del teatro il drammaturgo, regista e coreografo francese dà vita, attraverso l’interpretazione di Paolo Musio, a un monologo in cui il protagonista spiega al cane che gli è accanto e, di riflesso, alla platea in sala, in cosa consista l’arte della recitazione. Leggiamo che «affidando la sua riflessione all’ascolto silenzioso del fedele cane, l’attore di Rambert in realtà consegna agli spettatori un’autentica dichiarazione d’amore per il teatro, un’arte che esige di essere goduta, che è sinonimo di vita e di passione, che nella dimensione privilegiata del “qui e ora” si nutre del respiro e del battito della contemporaneità».

DURATA: 45′

ORARI: da martedì a sabato h 20

PREZZI: intero 20€; ridotto under 30, over 65, gruppi 15€; ridotto studenti 10€

— The Flick (Teatro Verdi 9 – 19 marzo)

Con questo testo l’autrice statunitense Annie Baker ha vinto il premio Pulitzer nel 2014. A metterlo in scena da noi è Silvio Peroni già fattosi conoscere, nello specifico al pubblico milanese, con l’interessante ‘Cock’ di Mike Bartlett.

Il titolo, The Flick, si riferisce a un cinema così denominato «in cui i film vengono ancora riprodotti da un proiettore tradizionale trentacinque millimetri che presto verrà sostituito da un sistema digitale contemporaneo. Proprio come la sala cinematografica per la quale lavorano, i tre protagonisti stanno attraversando profondi cambiamenti nelle loro rispettive vite. Film e cinema sono al centro della narrazione ma rivelano anche il carattere dei personaggi: la conoscenza cinematografica enciclopedica di Avery – che gli permette di elaborare i sei gradi di separazione tra Michael J Fox e Britney Spears – è un simbolo di una profonda depressione; Sam, un uomo che, pur destinato a essere un inserviente addetto alla pulizie di basso grado, è pieno di desideri inarticolati; Rose, la proiezionista di The Flick, è condizionata dalla paura e della sua incapacità di mantenere relazioni a lungo termine» (dalla scheda dello spettacolo).

In scena Alberto Malanchino, Mariano Pirrello, Sara Putignano. Prima nazionale.

ORARI: lunedì riposo; da martedì a sabato h 20,30; domenica h 16,30

PREZZI: intero 20€; convenzioni (associazioni, Cral, Card9, Invito a Teatro) 14€; over 65 e studenti under 25 10€; Giovedì (posto unico) 10€. Prevendita 1€

— Tre sorelle (Piccolo Teatro Studio Melato 7 – 19 marzo)

Emiliano Bronzino, cresciuto alla scuola di Luca Ronconi, ha già affrontato Čechov, allestendo ‘Zio Vanja’. Questa volta sceglie di cimentarsi con un altro suo classico, Tre sorelle (1900). Composto dopo l’inizio della storia d’amore con Ol’ga Knipper, attrice del Teatro dell’Arte, in questo testo emerge la natura vera e intima dei personaggi cechoviani. Qui in perenne sospensione tra il passato per cui si prova rimpianto e il futuro agognato inutilmente. Nel presente, in cui non riscontrano prospettive, i protagonisti si auto-esiliano.

«In Tre Sorelle ho la netta impressione che i personaggi non esistano, che la storia raccontata alluda a qualcosa d’altro. Basta pensare ai continui rimandi, anticipazioni e strani giochi allusivi che Čechov semina in tutto il testo. Alla strana sensazione di un’inevitabilità che alla fine lascia attoniti e soprattutto al fatto stranissimo che l’azione scenica abbia continuamente degli spostamenti dal piano reale a un piano non gestibile su soluzioni naturalistiche. Resta alla fine un interrogativo grosso sul significato della vita, e su quello bisogna lavorare, lavorare…», sottolinea Bronzino.

Con Alberto Onofrietti, Marcella Favilla, Fiorenza Pieri, Maria Alberta Navello, Maria Laura Palmeri, Stefano Moretti, Massimo Reale, Riccardo Ripani, Alessandro Meringolo, Graziano Piazza, Vincenzo Paterna, Riccardo De Leo, Gisella Bein.

DURATA: 120′

ORARI: lunedì riposo; martedì, giovedì e sabato h 19,30; mercoledì e venerdì h 20,30; domenica h 16. Mercoledì 15 e giovedì 16 marzo h 15 (pomeridiana per le scuole).

PREZZI: platea 33€; balconata 26€

Eventi teatrali

— Giornata delle donne. Le sedie. Work in progress (Auditorium Testori di Palazzo Lombardia 7 marzo)

La Funzione Pubblica Cgil Lombardia non poteva non dare spazio alle donne e ha scelto di farlo attraverso le detenute del carcere di San Vittore, che partecipano al progetto teatrale realizzato dalla cooperativa sociale Cetec Edge (Centro Europeo Teatro e Carcere).

«Le attrici, guidate dalla regista Donatella Massimilla, racconteranno le storie di donne scomparse e di donne vittime di violenza e abusi. A collaborare al progetto, le artiste Gilberta Crispino, Martina Gerosa, Marta Marangoni. “Le sedie” parleranno in modo diverso, in dialetti diversi, in lingue diverse, nella lingua dei segni. Daranno voce prendendo spunto dalle vere storie, dall’atroce quotidianità dei femminicidi letti sui giornali da noi tutti, dalle testimonianze di chi ha reagito ad abusi e violenze e ha donato pezzi di vita per dare speranza e aprire nuove strade», si legge.

«Attraverso il teatro indagheremo e rifletteremo sulla condizione delle donne e sul tragico fenomeno del femminicidio – commenta la segretaria Fp Cgil Lombardia Mavì Gardella -, che in Lombardia ha raggiunto il primato di 20 donne uccise nei primi 10 mesi del 2016, su un totale di 116 donne ammazzate in Italia in un anno da mariti, compagni, padri».

Le sedie si terrà durante l’assemblea delle delegate e dei delegati di Regione Lombardia. Al termine dello spettacolo un confronto sulla condizione della donna nel lavoro e nelle relazioni.

ORARIO: dalle h 10,30 alle h 14,30

PREZZO: ingresso gratuito

— I colori della ragione – Franca Helg, la ‘gran dama dell’architettura’ (Palazzo Marino 8 marzo)

Questa giornata sarà caratterizzata dallo sciopero globale delle donne che abbraccerà Paesi di tutto il mondo (oltre allo sciopero dei mezzi e quindi di diverse categorie di lavoratori). Teatralmente parlando la Fondazione Franco Albini propone una pièce su Franca Helg, una donna che è riuscita a creare la propria strada – di architetto – in una professione ritenuta appannaggio soprattutto degli uomini.

«Franca Helg rappresenta una figura interessantissima, un grande esempio di emancipazione che si è fatta largo in un mondo di predominanza maschile, partecipando a molti dei progetti più riusciti dello studio Albini che hanno fatto grande Milano e si sono affermati a livello internazionale. In un’epoca che imponeva alle donne la procreazione come dovere primario, Franca Helg è madre in altro modo, lo è dei suoi studenti, lo è del suo impegno e dei suoi progetti che teneva sulle ginocchia come bambini», ha affermato Paola Albini, autrice e regista dello spettacolo.

ORARIO: h 12

PREZZI: ingresso gratuito previa prenotazione a: info@fondazionefrancoalbini.com

— Manzoni Derby Cabaret (Teatro Manzoni 12 marzo)

Si tratta della seconda semifinale del talent show della comicità condotto da Maurizio Colombi e Luisa Corna, che continua a riscuotere una buona affluenza di pubblico. «Sulla scia del successo ottenuto nelle precedenti edizioni si ripropone con la formula del Dinner, Wine&Show per dare vita ad un vero laboratorio della comicità milanese, con cui concludere in modo diverso la settimana» (dalla nota ufficiale). A inaugurare la serata una cena a buffet, abbinata alla degustazione di vini italiani con la guida di sommelier professionisti dell’Associazione Italiana Sommelier Lombardia.

Per questa semifinale si sfideranno Michele Giunta, Mario Raz, Marco Brioschi, accompagnati, nel ruolo di coach, da Omar Pirovano, Giovanni d’Angella e Riky Bokor. «Ciascun giurato, tra i quattro che compongono la giuria di qualità, esprimerà un parere tecnico per facilitare il pubblico nella scelta del vincitore. La signora Walda Foscale, presidente onorario del Teatro Manzoni per la teatralità; Radio Reporter per il ritmo; Tv Sorrisi e Canzoni per il look; Bruceketta per la comicità. Mario Luzzatto Fegiz, presidente della giuria, esprimerà il giudizio finale», ma anche gli spettatori saranno resi partecipi.

Ospite della serata Rino Ceronte (da Colorado) oltre alla rock band che accompagna dal vivo.

ORARI: h 19,30

PREZZI: cena, degustazione vini e spettacolo 29€; solo spettacolo 17€

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