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Quello che non ho con Neri Marcorè al Teatro Manzoni di Monza

Pasolini continua ad abitare i teatri nostrani, ora con messe in scena di suoi testi singoli, ora con autori che si lasciano ispirare dall’intera sua opera. Quello che non ho con Neri Marcorè rientra in questa seconda categoria. Il titolo richiama innegabilmente un noto brano di Fabrizio De André che, forse, anche i più giovani conoscono o avranno sentito canticchiare. Non è la prima volta che l’attore marchigiano si cimenta col teatro canzone, nelle scorse stagioni si era (volutamente) imbattuto in Gaber, senza dimenticare ‘Attenti a quei due’ con Luca Barbarossa.

In quest’ultimo lavoro, in scena dal 23 al 26 febbraio, prodotto dal Teatro dell’Archivolto e con cui sta registrando il tutto esaurito in alcune piazze ancor prima di arrivarci, «Marcorè reinventa il teatro canzone – sostenuto in scena da musicisti cantanti dal talento virtuosistico – e, ispirandosi a due giganti del nostro recente passato, De André e Pasolini appunto, dando vita ad uno spettacolo unico che unisce satira, racconto e suggestione poetica» (dalla nota ufficiale).

Si “favoleggia” proprio come facevano i sopra citati cantori di quel (e del nostro) tempo, «di economia in “decrescita felice” che propone la pizza da un euro (una normale margherita, grande però come un euro…), costruendo così un mosaico variegato» dai molteplici registri.

Il protagonista, interagendo coi musicisti-attori (Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini voci e chitarre), si alterna in canti a cappella, dando anche spazio a momenti in cui son solo le note a comunicare tramite virtuosismi strumentali.

«Come può un artista, un intellettuale, raccontare a chi non l’ha vissuto cosa è stato il nostro tempo? Una volta chiesero a un direttore d’orchestra, Furtwangler: “Quanto dura il concerto di Mozart che lei dirigerà stasera?” E il direttore rispose: “Per lei dura quarantadue minuti… per chi ama la musica dura da 300 anni”», ha ricordato Giorgio Gallione nelle note di regia (ha curato anche la drammaturgia). Chissà cosa accade a noi con uno spettacolo teatrale e cosa avverrà con Quello che non ho.

RIASSUMENDO

Quello che non ho

Teatro Manzoni di Monza

dal 23 al 26 febbraio

DURATA: 80′

ORARI: da giovedì a sabato h 21; domenica h 16

PREZZI: platea intero 28€, ridotto 26€; galleria intero 15€, ridotto 13€

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