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Fotografia, design, moda e arti visive: ecco la programmazione 2018 della Triennale di Milano

Triennale Design Museum
Il giardino interno della Triennale di Milano. Credit photo: Wikimedia Commons

Un ciclo espositivo che riunisce grandi maestri noti in tutto il mondo, ma che strizza l’occhio anche a giovani artisti, designer, architetti che non sono ancora così famosi ma si stanno facendo strada. Questa, a grandi linee, la programmazione culturale della Triennale di Milano nel 2018 che riguarda anche il Triennale Design Museum, il Triennale Teatro dell’Arte e il MuFoCo, museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

Una Triennale che, per usare le parole dell’assessore alla cultura Filippo Del Corno: “Ha una vocazione internazionale, in sintonia con l’anima della nostra città. Il programma di quest’anno vede radicare il messaggio che dalla Triennale si irradia in città con antenne di pensiero creativo. C’è inoltre la configurazione multidisciplinare che è un elemento di attrattività e fa che sì la Triennale sia un luogo nel cuore dei milanesi ma anche dei visitatori”.

Il programma della Triennale

Ma vediamo nel dettaglio cosa ci riserverà la Triennale nel 2018. Vi anticipiamo che sarà un programma molto ricco in cui si spazierà dalla fotografia alla moda, dalle arti visive all’architettura.

Moda

Rick Owens. Subhuman Inhuman Superhuman
Fino al 25 marzo 2018

La prima retrospettiva interamente dedicata al visionario stilista e furniture designer Rick Owens, proposta e presentata dalla curatrice del settore moda della Triennale di Milano Eleonora Fiorani.
Per questa mostra Rick Owens ha curato una selezione di abiti, accessori, arredi, opere grafiche e pubblicazioni scelti tra quelli che ha realizzato in oltre vent’anni di carriera. Ispirandosi a opere di artisti e scrittori, Owens ha sempre lavorato riconoscendo e mettendo in risalto attimi di bellezza solitamente trascurati.

Architettura

999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo
Fino al 2 aprile 2018

999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo, a cura di Stefano Mirti, rappresenta un
intreccio di domande sui luoghi del nostro vivere e racconta l’abitazione come non l’abbiamo mai vista prima. La mostra costituisce una grande indagine sul concetto di casa, di abitare, di senso di dimora, a cavallo tra il mondo fisico e quello digitale. L’esposizione è stata sviluppata grazie a una rete di oltre cinquanta co-curatori provenienti da vari ambiti, con competenze e passioni oltremodo diversificate.

Fotografia

Artico. Ultima frontiera

8 febbraio – 25 marzo 2018
A cura di: Denis Curti e Marina Aliverti
La mostra presenta più di sessanta fotografie di paesaggi e abitanti di Groenlandia, Islanda e Siberia, scattate da tre maestri della fotografia di reportage, quali Ragnar Axelsson (Islanda, 1958), Carsten Egevang (Danimarca, 1969) e Paolo Solari Bozzi (Roma, 1957). Accanto alle potenti immagini di una
natura infranta e al contempo affascinante, tre documentari arricchiscono la
narrazione delle regioni del Nord.

Design

Triennale Design Museum
Storie del design italiano (working title)
14 aprile 2018 – 20 gennaio 2019

L’undicesima edizione del Triennale Design Museum, sotto la direzione di  Silvana Annicchiarico  è dedicata alla storia del design italiano a partire dai primi del Novecento attraverso una selezione dei
progetti più rappresentativi e, in parallelo, attraverso specifici approfondimenti tematici disciplinari.

Osvaldo Borsani
1925-1985
Maggio – agosto 2018

La mostra è la prima retrospettiva completa sul lavoro di Osvaldo Borsani, architetto, artista, designer e imprenditore. Attraverso documenti di archivio, arredi e schizzi originali sono raccontati cinquant’anni emblematici del suo operato, dalla modernizzazione del mobile in stile nell’Atelier di Varedo alla creazione di Tecno, azienda fondata da Osvaldo e Fulgenzio Borsani all’insegna della “téchne”, la scienza del sapere fare.

La mostra si svilupperà anche nella sede di Villa Borsani a Varedo.

Fotografia

Luigi Ghirri: il paesaggio dell’architettura
Maggio – settembre 2018

mostre triennale 2018
Luigi Ghirri in mostra alla Triennale

La mostra mette in luce l’importanza dell’opera di Luigi Ghirri nell’ambito dell’architettura, attraverso la sua decennale collaborazione con la rivista “Lotus International”. Ghirri ha saputo dare all’architettura un nuovo modo di guardare, capace di comprendere il progetto in relazione agli aspetti contraddittori e alle aporie dei paesaggi contemporanei.

Sono esposte circa 200 stampe originali e oltre 100 immagini proiettate, edite e inedite, ordinate secondo tre sezioni: Paesaggio Italiano, Progetto domestico, Immagini di architettura commissionate dalla rivista, a cui si aggiunge un nucleo di fotografie realizzate nel 1986 su Palazzo dell’Arte e Parco Sempione.

Un mondo parallelo. Immagini da Google Street View
Giugno – settembre 2018

Presentato nel 2008 come una sorta di dispositivo di realtà virtuale integrato a Google Maps, Google Street View si è rapidamente diffuso permettendo di esplorare ogni luogo transitabile come se lo si stesse percorrendo con un veicolo.

Google Street View ha profondamente contribuito all’idea che internet costituisca un duplicato della realtà, sostituendosi alla percezione diretta del mondo.

La mostra propone una selezione di fotografi e artisti internazionali che indagano criticamente gli effetti dell’enorme accumulo di immagini di Google Street View.

Arti visive

Rita Ackermann
Giugno – agosto 2018

Rita Ackermann è un’artista ungherese naturalizzata statunitense resa celebre da opere che oscillano tra figurazione e astrazione.

Interessata da sempre a temi come l’antropomorfismo e la femminilità, in occasione della sua prima importante esposizione in Italiamette in scena la sua pratica pittorica muscolare e i suoi grandi cicli pittorici, in particolare Meditation on Violence and Aesthetic of Disappearance del 2014, che indaga il rapporto tra corpo femminile e violenza.

La mostra è a cura di Gianni Jetzer, curatore dell’Hirshhorn Museum e dello Sculpture Garden a Washington D.C e, in precedenza, dello Swiss Institute a New York.

Walter Swennen
Giugno – agosto 2018

In occasione della sua prima personale italiana, Walter Swennen presenta la sua indagine sulle basi
ideologiche della pittura: un percorso che si svolge attraverso una serie di lavori che ripercorrono i quasi trentacinque anni della sua carriera.

Gran parte della sua produzione manifesta un interesse per le qualità associative del linguaggio: sperimentazioni evocative e collagestratificati popolano le tele e influenzano i titoli delle opere. Questo uso della lingua è intimamente legato al vissuto dell’artista.

Quand’era molto giovane, la famiglia smise di usare il fiammingo per adottare il francese. Dopo qualche anno, l’artista non fu più in grado di parlare la lingua madre, cosa che complicò la sua visione del linguaggio come forma di comunicazione. Lettere, frammenti e affermazioni in inglese, fiammingo e francese si insinuano nelle tele, fornendo – o eliminando – tracce di narrazioni. La pratica di Swennen è un atto di ribellione al confine tra umorismo e solennità, politico e formale, realtà e finzione.

Soft Revolution
Franco Toselli e gli artisti di Portofranco
Luglio – agosto 2018

Franco Toselli, gallerista fra i più noti internazionalmente per la sua tempestiva vicinanza ai movimenti di avanguardia dagli anni Sessanta a oggi, ha riunito nei primi anni Duemila, sotto il nome di “Portofranco”, alcuni artisti, giovani e meno giovani, che, muovendo soprattutto dall’arte di Salvo, Ontani e Boetti, e dal mondo poetico di Nicola De Maria, di Jan Knap e di Charlemagne Palestine,
hanno praticato una pittura di ascendenza concettuale, caratterizzata da una
intensa dimensione di liricità, di affabilità e di leggerezza.

Non si tratta di un gruppo vero e proprio, ma piuttosto di un clima, di un’atmosfera condivisa, creata
da una pittura che è insieme immagine e idea.

La mostra presenta per la prima volta organicamente in uno spazio pubblico l’esperienza di “Portofranco”, documentandola con lavori storici e recenti, e ricostruisce in catalogo la sua singolare vicenda attraverso il testo di Elena Pontiggia, la testimonianza di Franco Toselli e le interviste agli artisti.

Il Miserabile
Luglio – agosto 2018

La ricerca artistica di Diego Marcon, giovane di Busto Arsizio si concentra sull’immagine in movimento.
Il Miserabile, prima mostra in assoluto del giovane artista presso un’istituzione, si compone di una serie di nuove animazioni pensate appositamente per gli spazi della Triennale di Milano: brevi filmati in 16mm – formato sul quale l’artista ha concentrato la propria ricerca negli ultimi anni – che circoscrivono uno spazio di nevrosi e febbrile chiusura in sé in cui i personaggi che popolano il mondo di
Marcon – i miserabili, appunto – sono ineluttabilmente e indefinitamente prigionieri. L’artista, in questa occasione, attraversa i formati del cinema narrativo tradizionale per operare una sperimentazione sugli elementi archetipici del cartone animato occidentale, smontando il genere per ricombinarlo in un’atmosfera opaca, di torpore e perturbamento.

Unico e ripetibile
Le collezioni di Massimo De Carlo (working title)
Settembre 2018

Negli ultimi decenni, il celebre gallerista milanese Massimo De Carlo ha dato forma a preziose collezioni in ambiti molto diversi, ma tra loro inevitabilmente promiscui.

Interessato a indagare i legami tra l’arte e l’industria, al confine tra manufatto seriale e opera d’arte (e viceversa) e alle molteplici fonti d’ispirazione della produzione in serie, De Carlo espone per la prima volta alla Triennale di Milano le sue collezioni per coinvolgere il pubblico in una riflessione sull’unicità e sulla ripetizione, sull’esclusività e sulla cultura popolare.

Unico e ripetibile presenta la serie più completa mai esposta di arazzi di parole di Alighiero Boetti,
una selezione unica e inedita di ceramiche prodotte a Weimar negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale e una raccolta dei poster del grafico e designer italiano AG Fronzoni degli anni Ottanta e Novanta.

Furla Series #02
Settembre – novembre 2018

La Triennale di Milano e Fondazione Furla presentano, per la prima volta in Italia, la mostra personale di un artista di fama internazionale, invitato a concepire appositamente un progetto per gli spazi dell’istituzione milanese di Viale Alemagna.

L’esposizione è parte del progetto pluriennale Furla Series, che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella realizzazione di mostre ed eventi dedicati ad alcuni dei più significativi artisti attivi nel sistema dell’arte contemporanea, in collaborazione con prestigiose istituzioni d’arte italiane.

Architettura

Ricostruzioni
Settembre 2018 – gennaio 2019

La ricostruzione di territori e città da occasionale che era, a seguito di eventi epocali e rari, si pone ormai come pratica costante a causa del moltiplicarsi nel mondo di guerre, terremoti, catastrofi di vario tipo e alla impossibilità degli abitanti colpiti di gestire in autonomia le fasi successive alla distruzione.
La mostra presenta una panoramica di ricostruzioni appartenenti a tempi e luoghi diversi e una riflessione sulle prospettive future di un’azione che, dal Medio Oriente alle Americhe, sempre più coinvolgerà l’azione dei governi e la cultura degli architetti.

Design

Achille Castiglioni
Ottobre 2018 – gennaio 2019

Triennale Design Museum dedica ad Achille Castiglioni (1918-2002), uno dei più importanti Maestri del design italiano, una grande mostra monografica, in occasione del centenario dalla sua nascita, che analizzerà la sua opera in maniera trasversale, dal design all’architettura, dagli allestimenti alle mostre.

La cura e il progetto di allestimento sono affidati a Patricia Urquiola, architetto e designer che non solo ha mosso i primi passi insieme a Castiglioni, ma ne ha saputo raccogliere l’eredità e la capacità di
sorprendere attraverso il progetto.

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