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Tom Cruise torna al cinema con Mission: Impossible Fallout

Mission Impossible Fallout recensione

Prima Brian De Palma, poi John Woo, quindi JJ. Abrams che passò il testimone a Brad Bird e ora è il turno, per la seconda volta, di Christopher McQuarrie.

Esce nelle sale italiane il 29 agosto Mission: Impossible Fallout. Torna l’agente segreto Ethan Hunt al secolo Tom Cruise che con la sua squadra IMF ha una missione: recuperare del plutonio dalle mani di un gruppo terroristico, il Sindacato, disperso dopo la cattura di Salomon Lake (Sean Harris) in odor di vendetta verso il protagonista. A capo degli Apostoli, i componenti di questo gruppo, c’è un fantomatico John Lark.

Una missione itinerante

Il sindacato ha come obiettivo, secondo il suo manifesto filosofico, la pace assoluta nel mondo e come unico mezzo per ottenerla la sofferenza dell’umanità. Parte così un inseguimento che vede il film rimbalzare in più scenari: da Berlino a Londra, passando per il Pakistan, India e Cina. Una Mission impossible itinerante, dove gli ingredienti rimangono: scambi di identità, colpi di scena, risse imprevedibili con risvolti esilaranti, coinvolgimento della CIA, inseguimenti a rotte di collo senza ausilio del digitale, che hanno l’obiettivo di “sbatacchiare” lo spettatore come in una trottola, un lavoro riuscitissimo, con la massima professionalità e un montaggio adrenalinico che centra il suo obiettivo, costruendo un action movie ben amalgamato.

Cosa è cambiato

La carta vincente di questo nuovo capitolo è un approccio del tutto scanzonato, ovvero l’intenzione di McQuarrie di non prendersi troppo sul serio e anzi dare alla sua “creatura” un taglio decisamente intelligente con dialoghi all’altezza, spassoso in molti passaggi nelle condizioni più assurde e rocambolesche. In tutto ciò c’è spazio pure per la metamorfosi del protagonista Ethan, il nuovo Ethan è un uomo più emotivo che rivela dinamiche emozionali ed incertezze, reattivo ad una sorta di cameratismo verso i suoi fidati e storici sottoposti: Luther (Ving Rhames) e Benji (Simon Pegg) e l’ex direttore della CIA Alan (Alec Baldwin) .

Cosa è rimasto

Il lieto fine, lo spirito di vendetta, i personaggi tipici: la dark lady Vanessa Kirby, la bella spia Rebecca Ferguson, gli antagonisti subdoli nella persona di Henry Cavill, una donna da salvare nella moglie di Ethan Michelle Monaghan. Le caratteristiche principali: ciò a cui il pubblico è da anni ormai abituato e che forse, come nella maggior parte dei blockbuster, pur spazzolandosi l’abito scuro, diventa effettivamente un tipico capitolo dietro l’altro di genere, dove in fin dei conti l’unico obiettivo è intrattenere, riuscendoci comunque in pieno.

Voto per noi: 7+

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