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Milano a Teatro – Luglio 2014: gli spettacoli da non perdere

Marco Valerio 5 anni fa
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gifuni-lo-straniero-2Luglio, primo mese pieno d’estate. Le città si svuotano e così anche i teatri? Non esattamente. Perché se è pur vero che molti degli stabili principali della città (Piccolo Teatro, Elfo Puccini, Teatro Carcano) hanno terminato la loro stagione e riapriranno i battenti solo a metà settembre, il mese di luglio del 2014 è decisamente anomalo per il panorama italiano e milanese.

Perché in vista della stagione lunga di Expo, che vedrà tutta la città attivissima nel corso dell’estate 2015, alcuni teatri hanno deciso di anticipare i tempi di un anno per farsi trovare all’atteso appuntamento.

È il caso del Teatro Franco Parenti che, addirittura, il 2 luglio apre la stagione 2014-15 e lo fa con lo spettacolo Lo straniero. Un’intervista impossibile in cui Fabrizio Gifuni (nella foto), a cent’anni dalla nascita di Albert Camus, rende omaggio allo scrittore francese e alla sua opera. Un reading-spettacolo tratto dal romanzo cardine dell’esistenzialismo in un adattamento che vede al centro la contrapposizione – e insieme fusione – di musica e parola.

Lo straniero sarà in scena al Parenti il 2 e 3 luglio, mentre dal 4 al 7 il teatro di via Pierlombardo ospita L’ho fatto per il mio paese diretto da Daniele Sala con Lucia Vasini e Antonio Cornacchione che recitano su testo di Francesco Freyrie e Andrea Zalone con la collaborazione dello stesso Cornacchione. Una commedia dissacrante e ironica che affronta il mondo della politica italiana in maniera caustica e disincantata.

Il mese di luglio al Parenti è completato da due spettacoli che vedono il ritorno di apprezzati interpreti che hanno calcato in diverse occasioni il palcoscenico del teatro milanese. È il caso di Roberto Herlitzka che, dopo lo straordinario successo ottenuto con Il Soccombente, torna in scena interpretando un modernissimo Giacomo Casanova (dal 15 al 20 luglio).

Nella drammaturgia di Cappuccio (Premio Napoli 2011), il gentiluomo veneziano icona della seduzione, si confronta con undici donne che, nel tentativo di far capitolare l’inossidabile libertino, ne sveleranno invece la grande capacità di comprendere e amare il gentil sesso.

Dal 21 al 25 luglio spazio poi a Dipartita finale di Franco Branciaroli. Quattro star del teatro italiano insieme per uno spettacolo che è una parodia, un western, un gioco da ubriachi sulla condizione umana dei nostri tempi, con tre barboni che giacciono in una baracca sulle rive di un fiume, forse il Tevere, e con una Morte che li va a trovare impugnando la falce. Gli interpreti (in ordine anagrafico) sono Gianrico Tedeschi, Paolo Bonacelli, Franco Branciaroli e Massimo Popolizio.

Molto attivo nel mese di luglio sarà anche il Teatro Libero a partire dalle repliche di Non chiamatemi maestro, spettacolo che ha esordito lo scorso 27 giugno e proseguirà fino al 15 del mese entrante. Non chiamatemi maestro è un sentito omaggio di Corrado D’Elia verso Giorgio Strehler, uno dei massimi esponenti della regia teatrale nel Novecento, nonché un canto d’amore nei confronti dell’Arte e in particolare per quella del palcoscenico.

Ma il Teatro Libero ospiterà anche l’iniziativa Liberi d’estate 2014, ovvero un’apertura di stagione straordinaria che si inaugura il 21 luglio e arriverà fino al 2 agosto con spettacoli teatrali di grande richiamo e con grandi artisti, a un prezzo d’ingresso scontato: solo 12 euro (prevendita inclusa). In più, un fresco aperitivo offerto dal teatro nella sala condizionata metterà al riparo dalla calura estiva.

Al Teatro Litta vanno in scena le ultime repliche (fino al 9) di Confidenze troppo intime, commedia che, nel suo dipanarsi di confessioni, diventa un intreccio geometrico in cui tutti i protagonisti nascondono qualcosa e riescono a fare emergere i sentimenti più veri solo attraverso errori ed equivoci: l’amore viene così ridotto a mero rifugio dal mondo.

Infine dal 2 al 12 luglio al Teatro Arsenale arriva Hell Screen. Dopo il successo di Kafka sulla spiaggia, lo spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Murakami, Kuniaki Ida si ispira questa volta ad un altro grande scrittore del ‘900 giapponese, Ryūnosuke Akutagawa, autore di brevi racconti che, rifacendosi spesso per l’ambientazione all’antico Giappone, si immettono poi nel moderno filone noir di ispirazione europea.

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