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Mash Up: la dissacrante arte di Giuseppe Veneziano

Sara RidolfoSara Ridolfo 7 mesi fa
Mash Up Giuseppe Veneziano
Novecento Giuseppe Veneziano-min

Per chi ama l’arte contemporanea, mercoledì 14 marzo 2018, alle 18.00 c’è un appuntamento da non perdere: presso la Mondadori di Piazza Duomo a Milano,  sarà presentata la monografia di Giuseppe Veneziano, Mash Up (Skira editore).

Insieme all’artista interverranno Angelo Crespi, Valeri Lalov e Ivan Quaroni. L’evento, moderato da Mario Resta, vedrà anche la partecipazione straordinaria di Mago Forest e di Andrea G. Pinketts. Nell’occasione saranno esposte alcune opere dell’autore. 

Se ricordate il dipinto in cui appare Oriana Fallaci decapitata, si tratta di uno dei quadri (Occidente, Occidente, 2006) che portarono alla ribalta Giuseppe Veneziano: l’artista (classe 1971) è uno di quelli che ha fatto della dissacrazione la sua cifra stilistica, andando a vellicare i tabù della nostra società, soprattutto quelli religiosi e quelli politici, spesso in contemporanea come quando destò scandalo (2009) con “La madonna del Terzo Reich”, un quadro che rappresenta la rivisitazione di una madonna di Raffaello con un baby Hitler in braccio.

Occidente, Occidente, 2006

La sua però non è una dissacrazione fine a se stessa: Veneziano è un artista che crede fermamente che l’opera d’arte non sia un semplice oggetto d’arredamento ma che serva a suscitare reazioni nello spettatore.

E Veneziano sicuramente ci riesce: Occidente, Occidente, ad esempio, creò un enorme clamore mediatico, ma ben pochi capirono che l’intento dell’autore non era augurare la morte alla scrittrice bensì quello di mettere in luce le paure che il mondo occidentale nutriva verso il fondamentalismo islamico.

Biancaneve dUrbino, 2016

A un primo sguardo, nelle opere di Giuseppe Veneziano riconosciamo una matrice pop: i suoi personaggi sono mediati dalla cultura popolare e dai fumetti (Andrea Pazienza è uno dei suoi modelli prediletti). Ma a una seconda occhiata, in tutte le sue tele riconosciamo i modelli classici da cui le sue opere sono tratte: Raffaello, Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Tiziano o Caravaggio.

Per questo motivo Angelo Crespi definisce Giuseppe Veneziano “un pittore eminentemente classico, la cui sola eccentricità rispetto ai suoi veri maestri antichi è quella di aver schiacciato la prospettiva sotto il rullo compressore della postmodernità”.

Super Cocaine, 2017

Giuseppe Veneziano è uno degli esponenti di spicco della Italian Newbrow di Ivan Quaroni, uno scenario artistico che raccoglie il contributo di giovani artisti italiani che nelle loro opere incarnano lo spirito della società liquido-moderna (secondo la definizione di Zygmunt Bauman) registrando la massificazione e la globalizzazione della società e quindi della cultura e dell’arte odierna.

Gli esponenti della Italian Newbrow colgono nell’uomo contemporaneo una nuova modalità di pensiero, capace di attingere simultaneamente ad una pluralità di fonti iconografiche, alte o basse, radicate nella cultura o nell’immaginario pop pertanto nella loro opera emerge l’eredità della tradizione artistica italiana coniugata agli sviluppi della pop art.

Mash Up sarà in esposizione, sempre nei locali della Mondadori di Piazza Duomo, fino a domenica 8 aprile 2018

La Madonna del Terzo Reich, 2009
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