Pubblicato in: Cinema

Lucy film: la recensione in anteprima di Milano Weekend

Lucy-il-film-di-Besson

Lucy-il-film-di-BessonL’uomo usa solo il 10% delle sue capacità cerebrali, cosa succederebbe se arrivasse al 100%? Si basa su questa falsa credenza scientifica e su questo interrogativo Lucy, il nuovo film di Luc Besson (Nikita, Il Quinto Elemento), nelle sale italiane da giovedì 25 settembre e interpretato da Scarlett Johansson nel ruolo della protagonista, un’affascinante studentessa di 25 anni che vive a Tapei.

Costretta dallo sbandato che frequenta a consegnare alla hall di un grande albergo una valigetta di cui ignora il contenuto, Lucy si trova coinvolta in un traffico di stupefacenti. Si sveglia bendata: l’hanno operata allo stomaco e trasformata in un corriere impiantandole nell’addome un chilo di una nuova e potentissima droga sintetica in cristalli blu, il C.P.H. 4.  Quando Lucy viene pestata da uno dei suoi carcerieri, il sacchetto si rompe e il suo contenuto le si sversa nello stomaco. La ragazza assume una dose letale di droga e acquista progressivamente straordinarie capacità fisiche e mentali, arrivando a sfruttare il 100% del proprio potenziale neurologico. Ad aiutarla nel dare un senso a quello che le accade il prof. Samuel Norman, interpretato da Morgan Freeman, un luminare nel campo dell’evoluzione e della neurologia. Nel cast anche l’attore sudcoreano Min-sik Choi, l’Oldboy di Park Chan-wook, e Arm Waked che tre anni fa aveva partecipato a Il pescatore di sogni di Lasse Hallström.

Besson si muove a suo agio nel campo della fantascienza, ma non tralascia le scene d’azione nell’amata Parigi che sono il suo marchio di fabbrica: aspettano quindi lo spettatore un inseguimento al cardiopalma fra le vie della capitale francese e sparatorie alla Leòn. A mano a mano che le sue capacità mentali si accrescono, Lucy perde la sua umanità fino a trasformarsi in una fredda divinità che controlla la materia, lo spazio, il tempo: l’interpretazione della Johansson è più che convincente e ricorda in qualche modo il personaggio di Nikita, al cui strepitoso successo si lega quello di Besson come regista, che da ragazza instabile anche emotivamente diviene una killer spietata. Un cambio di registro che gli spettatori coglieranno e apprezzeranno, come pure gli effetti speciali.

Costato 40 milioni di dollari, il film ne ha già incassati dieci volte tanti, ma è stato salutato dalla critica straniera come un’opera di puro intrattenimento, ma inconsistente. In effetti, la premessa narrativa -già esplorata in pellicole anche recenti come Limitless con Bradley Cooper- è estremamente affascinante e la prima mezz’ora del film è sorprendente, poi però l’ispirazione sembra esaurirsi e il film procede a ritmo serrato verso il finale senza scene memorabili, ma anzi prendendo una piega particolarmente didascalica che lo penalizza.

Il nostro voto: 6+
Una frase: “Anch’io ero come te: vulnerabile, incerta, spaventata dalla morte. Poi tutto è cambiato, appena 12 ore fa.”
Per chi: vuole godersi una bravissima Scarlett Johansson