Pubblicato in: Cinema

Le ricette della signora Toku: recensione e trailer

Sara RidolfoSara Ridolfo 2 anni fa
Le ricette della signora toku

Le ricette della signora toku

In uscita il 10 dicembre nelle nostre sale, Le ricette della signora Toku ci conduce, in punta di piedi, nella tradizione della cucina giapponese e in una storia che cambierà tre vite. Sentaro gestisce una piccola panetteria che produce e vende dorayaki, le tipiche paste giapponesi ripiene di an, una salsa dolce ricavata dai fagioli rossi.

La bottega è frequentata da un gruppo di studentesse fra cui Wakana, una ragazza sensibile e povera, cui Sentaro regala i dorayaki malriusciti. Un giorno un’anziana signora si presenta nella bottega offrendo il suo aiuto. Sentaro inizialmente è riluttante, ma infine accetta il suo aiuto: l’an preparata da Toku è “magica” e la piccola attività inizia a prosperare…

Attorno ai dorayaki si riuniscono così tre vite e tre solitudini diverse: piano piano, Sentaro (Masatoshi Nagase), Wakana (Kyara Uchida) e Toku (Kirin Kiki) iniziano insieme  un viaggio dell’anima che vedrà le loro antiche ferite interiori guarire lentamente.  Sarà Toku – che nasconde un grande dolore e che è stata derubata di gran parte della sua vita – a donare a Sentaro e Wakana la sua saggezza e ricchezza interiore, aprendo in loro uno scorcio di primavera e di vita.

Questo processo di morte e rinascita di una parte del sé si svolge sullo sfondo della fioritura dei fiori di ciliegio, che rappresentano l’emblema della forza della natura e della forza interiore: “Ciascuno di noi vive qualche esperienza di fallimento nella vita. A volte questi fallimenti possono imprimere una svolta drammatica alla nostra esistenza, ma anche in questo caso ognuno di noi possiede la forza per continuare a vivere. È una forza innata nella natura umana” dice la regista, Naomi Kawase, raccontando la poesia sottesa a questo film.

Tratto dal romanzo “An” di Durian Sukegawa, questo film indaga delicatamente su quanto di “invisibile” e potente c’è nelle nostre vite e ci ricorda l’importanza della lentezza: utile tanto a cuocere la deliziosa salsa giapponese quando a tirare le fila della nostra esistenza.

Una frase: Credo che ogni cosa abbia una storia da raccontare

Il nostro voto: 8

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