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Killers of the Flower Moon è il nuovo capolavoro di Martin Scorsese

Luigi Maffei 2 mesi fa
Killers of the Flower Moon

L’attesa sta per finire: giovedì 19 ottobre uscirà nelle sale il nuovo film di Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon con protagonisti Robert De Niro, Leonardo DiCaprio e Lily Gladstone. Il film, tratto dal romanzo Gli assassini della terra rossa di David Grann, sarà distribuito in Italia da 01 Distribution.

La trama

Oklahoma, primi anni Venti del Novecento. Nella contea di Osage la tribù indiana residente scopre il petrolio. È l’inizio di una nuova, ricca era. I bianchi ne approfittano subito, cominciando ad estorcere e manipolare la popolazione nativa, sottraendo loro tutti i loro beni. Anche con gli omicidi.

Tra questi c’è Ernest Burkhart (Robert De Niro), ricco possidente terriero che accoglie nella sua residenza l’ingenuo nipote William Hale (Leonardo DiCaprio) reduce dalla Grande Guerra. Ernest, che si fa chiamare “zio” o “Re” spinge il nipote a sposare Mollie (Lily Gladstone), così da poter mettere le mani sui suoi possedimenti.

Mollie (Lily Gladstone) e William (Leonardo DiCaprio)

Intanto proseguono gli omicidi di indiani facoltosi, tutti proprietari di aree petrolifere. Così il ranger Tom White (Jesse Plemons) viene incaricato di indagare sugli omicidi e scoprirne l’autore, coinvolgendo anche Ernest e William.

Recitazione da applausi

Senza troppi giri di parole, Killers of the Flower Moon è un film eccellente. Non deve spaventare la durata eccessiva: in quasi tre ore e mezza si viene letteralmente incollati al grande schermo. Non c’è un attimo di pausa, di scene riempitive o noiose. La trama scorre piacevolmente, senza intoppi.

Lo spettatore riconosce sin da subito i buoni e i cattivi: sin dalla presentazione dei personaggi può sembrare scontato l’andamento della trama, ma la maestria di Scorsese la rende avvincente, grazie alla sapiente direzione degli attori (e non poteva essere diversamente) e delle loro emozioni. Si solidarizza con il popolo Osage ma è difficile provare ribrezzo per la famiglia Burkhart/Hale.

L’avido e spietato zio/Re Ernest, infatti, fa quasi simpatia con le sue ramanzine a William e lo si ammira quando parla in lingua Osage. William, invece, fa quasi tenerezza nella sua ingenua sete di denaro e in chiave familiare. In mezzo a queste due figure c’è Mollie (interpretata da una superba Lily Gladstone, fortemente indicata per una statuetta). Una donna buona, retta, quasi consapevole di essere vittima di un amore interessato e tossico. Da applausi.

Killers of the Flower Moon, in sintesi, è l’ultimo capolavoro dell’ottantenne Martin Scorsese. Passerà anche il tempo ma lo smalto rimane intatto. È l’ultimo capitolo della sua ricca filmografia? C’è chi lo giura, ma si spera sia solo uno scherzo.