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Instructions not included, una commovente storia sulla paternità: la recensione

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Prodotto con un budget di 5 milioni di dollari, Instructions not included è il film dell’esordiente regista Eugenio Derbez. Un debutto fortunato che supera, come film straniero, il record d’incassi negli States, sbaragliando il primato de Il Labirinto del Fauno del 2006.  La pellicola è un buon esempio di cinema popolare messicano, difficile non immaginarlo, il regista miscela astutamente commedia e dramma sulla paternità non voluta, con un risultato soddisfacente.

Valentin (Eugenio Derbez) è un incallito latin-lover dai capelli arruffati e meches bionde, il suo motto è non avere legami sentimentali, fino a quando alla sua porta di casa piomba una dimenticata conquista: l’americana Julie (Jessica Lindsay) con in braccio un batuffolo, la piccola Meggie. La bimba altro non è che la figlia di Valentin, che Julie non esita a mollare al playboy con la scusa di dover pagare il taxi. Valentin sulle prime decide di partire alla volta di Los Angeles, città dove si trova la madre della piccola, intenzionato in tutto e per tutto a riconsegnare il “fagotto” alla donna. Ma le cose prendono un’altra piega, passano sette anni e Valentin e Maggie padre e figlia, vivono un rapporto indissolubile. L’uomo si ritrova a rimanere negli Stati Uniti, pur non parlando una sola parola di americano, a crescere la sua Maggie (Loreto Peralta) con tanta devozione e finendo casualmente a lavorare come stutman del cinema, nonostante la sua natura di fifone cronico. Un equilibrio perfetto, rotto dalla improvvisa telefonata di Julie che rivendica la sua Maggie.

Sulla scia del Il monello di Chaplin fino a La vita e bella di Benigni in un epilogo alla Kramer vs Kramer, Derberz costruisce un impianto drammaturgico molto complesso e strutturato, dove ogni parte del racconto è sapientemente calibrata e studiata. In un crescendo la vicenda porta lo spettatore ad assaporare i sentimenti dei due protagonisti nella quotidianità così come nei momenti più difficili. Instructions not included è in realtà un dramma travestito da commedia, dove riso e commozione si alternano inevitabilmente. Grazie alla dolcezza e simpatia di Loreto Peralta che dà vita ad una Maggie intensa e convincente, il film immancabilmente mostra tutti gli ingredienti per fare breccia sul grande pubblico, con quelle caratteristiche che ben si prestano alla sua esportazione oltre i confini nazionali. Derbez è tutto sommato un abile regista, che confeziona un film dove ciò che traspare sono prima di tutto le emozioni, quelle forti, in parte intelligentemente stemperate da una vena comica e umoristica.

Un equilibrio in cui il regista si guarda bene di rivelare tutto, dove un senso di rovesciamento della vicenda sembra prima o poi colpire l’ignaro spettatore. Ed è proprio in questa evoluzione della storia, questa drammaticità spiazzante del finale che crea un forte attrito nel registro della vicenda, spezzandone in parte la continuità, in un epilogo prepotentemente lacrimoso. Instructions not included, nelle sale dal 26 giugno, è comunque un film da vedere. Un prodotto che potrebbe potenzialmente dividere il pubblico fra stimatori o meno, qui la soggettività a volte gioca il suo ruolo, ma non si può negare sia portatore di quei piccoli e grandi momenti significativi della vita che fatalmente emozionano.

Voto per noi: 8,5

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