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Gigolò per caso, la recensione in anteprima di Milano Weekend

gigolò-per-caso-recensionePuò un uomo qualsiasi improvvisarsi amante a pagamento? Sembrerebbe di sì a guardare Fioravante, il protagonista di Gigolò per caso, la delicata commedia di e con John Turturro (Romance & Cigarettes, Passione) nelle sale italiane da giovedì 17 aprile.

Fioravante (John Turturro) e Murray (Woody Allen) sono amici per la pelle e se la cavano piuttosto male: il primo è costretto a dividersi fra mille lavoretti per arrivare alla fine del mese, il secondo, sommerso dai debiti, sta per chiudere la libreria di famiglia. Così, per sbarcare il lunario, decidono di cimentarsi con il mestiere più antico del mondo, Fioravante come gigolò, Murray come protettore. Fra un ménage a trois con due avvenenti signore a caccia di emozioni forti (Sharon Stone e Sofia Vergara) e gli incontri ben più casti con Avigal (Vanessa Paradis), vedova chassidica alla ricerca di una cura contro la solitudine, Fioravante dovrà confrontarsi con i propri sentimenti, mentre Murray scoprirà che essere un protettore non è poi così facile.

Tra battute brillanti, momenti di tenerezza e malinconie cariche di promesse, Gigolò per caso funziona soprattutto perché la coppia Murray-Fioravante è davvero ben assortita: Allen è un tipo nervoso, che traffica continuamente, attratto dal guadagno facile, ma sempre in buona fede; Turturro interpreta un uomo semplice e introverso che lavora in un negozio di fiori. Non è bellissimo, ma ha la straordinaria capacità di ascoltare e capire le donne. E così, cliente dopo cliente, il film scorre piacevole senza mai risultare troppo esplicito o volgare fino al finale a sorpresa.

Il nostro voto: 6 e mezzo

Una frase:

Stone: “Mai fatto un ménage?”

Allen: “Nel 1977, durante il blackout: nessuno vedeva niente, ma è stato comunque piacevole.”

Per chi: ama il lato leggero del sesso 

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