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Giardini Indro Montanelli: il parco dai mille nomi

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Foto: Wikimedia - Stefano Stabile

indro montanelli

Milano è una grande città ma tra il suo traffico e le persone che vanno sempre di corsa da una fermata all’altra del metro ci si trova sempre ad ammirare quei piccoli o grandi spiazzi di verde posti qua e là. Il polmone verde della città è dislocato su più fronti: da Parco Sempione nel cuore di Milano, a Parco Nord più in periferia, per poi tornare in centro con i Giardini di Porta Venezia che, dal 2002, sono stati rinominati Giardini Indro Montanelli in ricordo del giornalista e saggista che trascorreva parte delle sue giornate passeggiando nel parco.

La storia dei giardini Indro Montanelli

I giardini di Porta Venezia furono il primo parco milanese espressamente dedicato allo svago di tutti. In origine si trattava infatti di un grande spiazzo di verde dentro le mura spagnole. Di proprietà della famiglia Dugnani, era composto da orti in affitto e attraversato da diversi corsi d’acqua di cui oggi resta testimonianza nei laghetti.

Nel 1780 Ferdinando d’Asburgo Este incaricò Giuseppe Piermarini, noto architetto milanese, di realizzare un parco pubblico unendo nello spazio anche due monasteri. Il lavoro venne affidato a Giuseppe Crippa e il 26 settembre 1786, dopo che tutto fu collaudato da Piermarini, venne aperto il parco, dando vita ai primi giardini pubblici della città. Diversi eventi si svolsero nel verde dei giardini e intorno alla fine del 1800 fu necessaria una risistemazione che fu seguita da Emilio Alemagna, progettista del Parco Sempione di Milano.

Il progetto di giardini alla francese con ampie prospettive e alberi laterali rimase inalterato anche in seguito alla costruzione del Museo di storia naturale e del Planetario Hoepli.

I giardini vengono spesso chiamati giardini pubblici, giardini di Porta Venezia o di via Palestro ma dal 2002 vennero rinominati “Indro Montanelli” in onore del giornalista. Questi era solito sostare in una delle panchine verso piazza Cavour: è qui che fu poi gambizzato dalle Brigate Rosse il 2 giugno del 1977. Proprio in quelle zone venne eretta poi anche una statua in suo nome.

Il parco, oltre a uno spiazzo molto ampio di verde, dispone anche di tre aree giochi per bambini e un’area divertimento con trenino e giostre. Include poi al suo interno monumenti e strutture importanti per la vita pubblica milanese come il Planetario, Palazzo Dugnani e il Museo Civico di Storia naturale.

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Curiosità e orari sui Giardini Indro Montanelli

In origine, come ogni grande città europea, anche Milano aveva il suo zoo, che si trovava proprio all’interno dei giardini Indro Montanelli. Tuttavia in seguito alle richieste degli ambientalisti la struttura venne chiusa nel 1992. Dello zoo sono rimaste alcune gabbie e la vasca delle otarie riadattate e inglobate nel Museo Civico.

Il parco ospitò la prima fiera campionaria nel 1920, prima che venne spostata definitivamente nel polo fieristico di Rho, ma da allora grandi eventi hanno sempre occupato lo spazio, dal Wired Next Festival, al MeetMeTonightfino a Orticola.

I giardini sono aperti tutti i giorni dell’anno dalle 6.30 fino alle 20 da novembre a febbraio, fino alle 21 a marzo, aprile e ottobre, fino alle 22 a maggio e fino alle 23.30 nei mesi estivi.

Arrivare ai Giardini Indro Montanelli è semplicissimo: sono infatti serviti dalle due fermate di Porta Venezia e Palestro della metropolitana M1; inoltre è molto agevole anche l’uso della bicicletta, vista la presenza di una piccola pista ciclabile che si estende sul lato di corso Venezia.

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