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Georges de La Tour a Palazzo Reale: luci e ombre del Barocco

Beatrice CurtiBeatrice Curti 2 settimane fa

L’opera di Georges de La Tour, pittore originario della Lorena della cui biografia sappiamo ben poco, non è sempre stata riconosciuta come parte integrante della storia dell’arte. Fu solo nel 1926 che il Louvre acquistò la prima opera dell’artista, L’Adorazione dei Pastori. Un gesto che ne affermava l’importanza artistica a livello mondiale.
A muovere la prestigiosa istituzione fu il grande storico dell’arte Roberto Longhi, che contribuì a riportare alla luce l’opera pittorica di de La Tour.

La luce, d’altronde, è il meccanismo che muove le scene raffigurate dall’artista nei pochi dipinti giunti fino a noi, dei quali solo una minima parte è attribuibile con certezza alla sua mano.
Una luce calda e rassicurante, quasi sempre derivata da lampade o candele, che rischiara ambienti altrimenti completamente avvolti dal buio, con la drammaticità tipica dell’arte di Caravaggio, a cui spesso De la Tour viene accostato e con il quale condivide la riscoperta solo durante il Novecento.

Un progetto ambizioso

A questa figura così misteriosa Palazzo Reale dedica una mostra dal 7 febbraio al 7 giugno 2020, accogliendo una sfida importante: portare per la prima volta in Italia una mostra dedicata interamente a Georges de La Tour.
Ciò è stato possibile, oltre agli sforzi congiunti del Comune di Milano e MondoMostre Skira, enti promotori della mostra, anche grazie a 28 prestatori provenienti da 11 paesi diversi, tra i quali non figura l’Italia, che non possiede sul proprio territorio nessuna opera del pittore lorenese.

Georges de La Tour- L’Europa della Luce è una mostra ambiziosa, che permette al pubblico italiano di vedere per la prima volta insieme oltre 15 opere dell’artista, sottolineate all’interno del percorso espositivo da pannelli di un rosso molto caldo, utile a rimarcare la tavolozza di colori dei dipinti.
Accanto a essi sono poste opere e disegni di artisti coevi, legati dai soggetti scelti e dall’uso di chiaroscuri violenti, quasi teatrali. Troviamo dipinti di Gerrit van Honthorst, detto Gherardo delle Notti, soprannominato così proprio per le ambientazioni notturne delle sue opere; Paulus Bor, Carlo Saraceni, Adam de Coster e molti altri.

 

Gherardo delle notti-cena-sponsali
Gerrit van Honthrst, detto Gherardo delle Notti, Cena con sponsali, 1613-14

De La Tour, pittore europeo

La scelta di porre accanto all’opera di de La Tour quella di altri artisti del Seicento non è causale: si vuole dimostrare come, nonostante una vita che non ha quasi lasciato tracce documentarie, il pittore francese abbia viaggiato, conosciuto e si sia lasciato ispirare da artisti di ogni parte d’Europa.

Non è escluso nemmeno un viaggio in Italia, dove il giovane artista avrebbe osservato la potenza espressiva dei soggetti di Caravaggio, trasferendola poi nei diurni, ossia quelle opere dove le figure sono illuminate interamente, lasciando osservare allo spettatore la miseria dei protagonisti.

Anziani contadini, poveri suonatori di strada ciechi e vecchi santi sono riprodotti senza filtri, con schiettezza. Sono figure miserabili, ma piene di dignità, che dopo 400 anni riescono ancora a colpire l’osservatore nel profondo.

Nei notturni, le più celebri opere dell’artista, i protagonisti sono personaggi pensierosi, ritratti mentre a lume di candela riflettono sul loro passato e la loro solitudine. Sono figure di santi, ma totalmente umani.
San Giovanni nel deserto è solo, magro e dubbioso; Giobbe deriso dalla moglie è un vecchio ripiegato su sé stesso dall’imponenza della donna accanto a lui; Maddalena sembra rapita da un mondo lontano, mentre lo spettatore la osserva di nascosto.
Georges de La Tour illumina i suoi protagonisti, mostrandoci i loro stati d’animo in piena luce.

 

De la tour-maddalena-penitente-min
Georges de La Tour Maddalena Penitente, 1635-40

 

La mostra riesce perfettamente nell’intento di portare al pubblico una figura di artista misteriosa e poco conosciuta, contestualizzandola e analizzandola a fondo.
Un artista scomparso dalle cronache e riportato in vita dalla storia dell’arte, che oggi omaggia Georges de La Tour come protagonista della pittura europea della prima metà del Seicento.

Mostra de La Tour: date e orari

Dove: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano

Quando: Dal 7 febbraio al 7 giugno 2020

  • Lunedì 14.30-19.30
  • Martedì,mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
  • Giovedì e sabato 9.30-22.30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Quanto: Intero 14 €, ridotto 10 €, ridotto speciale 6 €, gratuito per minori di 6 anni e categorie convenzionate. Tutte le info su prezzi e convenzioni a questo link.

Catalogo: Georges de La Tour. L’Europa della luce. A cura di Francesca Cappelletti e Th0omas Clement Salomon. Skira Editore. Prezzo al pubblico: 45 €

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