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Film in uscita marzo 2013: Come pietra paziente, la recensione

Una leggenda afghana racconta di una pietra magica: chi ne trova una, può porla davanti a sé e raccontarle tutti i suoi segreti e le sue disgrazie; parola dopo parola, sussurro dopo sussurro l’infelice si sentirà più leggero. Un giorno la pietra paziente si spaccherà in piccoli pezzi, e lui sarà libero.

In una Kabul bombardata, mentre la prima linea si avvicina e soldati di diverse fazioni battono la città porta a porta compiendo orrori indicibili, la pietra paziente di una donna è suo marito -eroe di guerra- in coma a seguito di una banale rissa. Lui non ha mai ascoltato una sola parola della ragazza che, a diciassette anni, è stata sposata al suo pugnale mentre lui era in battaglia. Ma ora, immobilizzato, diventa suo malgrado la synguè sabour, la pietra paziente di sua moglie.

Disperata, sola con due bambine, la giovane accudisce l’uomo che ha avuto al suo fianco per dieci anni e, costretta all’amore da un giovane soldato, prende finalmente coscienza del proprio corpo. In un crescendo drammatico, inizia a raccontare al marito ricordi e segreti inconfessabili. Sua confidente e maestra spirituale è la zia che esercita la prostituzione, spesso la sola risorsa per le donne afghane ripudiate dalla famiglia o dal marito anche solo perché sterili.

Adattamento del romanzo Pietra di pazienza dello scrittore e cineasta Atiq Rahimi, Come pietra paziente racconta l’emancipazione di una donna attraverso il corpo e la parola, in un paese in cui il novantacinque per cento della popolazione è analfabeta, e la storia di una moglie e di una madre che scopre se stessa come individuo in una società in cui l’individuo non esiste.

Ma il film contiene anche una forte metafora politica: perché l’Afghanistan si liberi e il popolo possa finalmente prendere parola, è necessario paralizzare innanzi tutto il sistema dittatoriale, così come il marito della donna è inoffensivo solo perché in coma.

Meravigliosa la prova di attrice di Golshifteh Farahani, nata in Iran subito dopo la rivoluzione e protagonista di About Elly e Pollo alle prugne: preferita dal regista a Penelope Cruz, ha recitato in dari, il persiano dell’Afghanistan, davanti a un corpo inerte, in un continuo dialogo con la sola telecamera.

Innamorata della sceneggiatura di Atiq Rahimi e Jean-Claude Carrière, la Farahani –che vive in Francia- confida di aver detto al regista: “Atiq, se non mi scegli per questo film, prendo il romanzo e vado a recitarlo per le strade di Parigi!”

Sensuale, potente e liberatorio Come pietra paziente uscirà nelle sale italiane il 28 marzo: un gioiello da non perdere per nessun motivo.