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Francesco de Gregori e Mimmo Paladino in Anema e Core: ibrido di due espressioni d’arte

Irma CiccarelliIrma Ciccarelli 2 settimane fa
Foto di Daniele Barraco

“È un progetto difficile da definire, perché non sta in nessuna categoria: non è un’opera d’arte, soltanto, non è un disco, soltanto. È un gesto artistico di due amici con entità estremamente differenza: la purezza e rigorosità di De Gregori e l’impurezza e il disordine di Paladino”

Con queste parole che Vincenzo Trione presenta “Anema e Core”, il nuovo progetto di Francesco De Gregori in collaborazione con Mimmo Paladino, disponibile in esclusiva sui siti IBS.it e LAFELTRINELLI.it

È la prima volta che i due artisti si confrontano e lavorano insieme dando vita ad un vinile 10” e una xilografia, realizzata nella storica stamperia dei Fratelli Bulla a Roma in una tiratura di soli 99 esemplari numerati e firmati dagli stessi Mimmo Paladino, Francesco de Gregori e Francesca Gobbi.

È proprio con sua moglie che il cantautore romano incide le due versioni, acustica e orchestrale, del brano “Anema e Core” scritta da Salve d’Esposito e da Tito Manlio, registrate ai Real World Studios di Peter Gabriel a Bath, in Inghilterra.

Com’è nato Anema e Core? E che rapporto ha Francesco De Gregori con l’arte? Ecco cosa ha risposto il cantautore romano.

“Anema e Core sarà un vinile: non può essere una copertina, ma un qualcosa di avvolgente. Un qualcosa che venga inciso e che non sia astratto”

L’idea di realizzare una xilografia nasce da Mimmo Paladino che vuole ricreare qualcosa che avvolga e concretizzi il brano reinterpretato.

Paladino descrive la visione che un pittore ha della musica, come qualcosa di fluido e mutevole.

“Con Francesco abbiamo giocato all’antico e molto serio gioco dell’arte: pagine variopinte, colle e torchi, alchimie di appunti poetici e voci cantanti forse di una notte a Capri»

De Gregori Anema e Core
Anema e Core

“Quando fai un mestiere per tanti anni, ti viene voglia di sporcarti le mani. Un’iniezione di giovinezza, un’occasione ghiotta quella di farsi evadere da un artista che lavora con un’altra forma d’arte”

De Gregori racconta anche l’altra faccia di quest’esperienza, quella del timore per l’aspetto industriale: la discografia riuscirà a dialogare con il mondo più rarefatto di Paladino?

La risposta è che “Anema e core” ha la pretesa di arrivare: passare dalle mani degli autori a chi vorrà accoglierlo.

Il futuro di “Anema e Core”? Oltre alle 99 copie destinate a collezionisti d’arte, un ulteriore passo, come propone Vincenzo Trione, potrebbe essere quello dell’esposizione nei musei, ma De Gregori è pronto?

“Avete presente il rapporto tra Virgilio e Dante? Ecco, perché no se ho Paladino come compagno di viaggi di questo lavoro artistico così complesso e sganciato dal mondo della musica?”

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