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Bonis Bona, Malis Mala: la storiografia vista attraverso l’approccio digitale

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Si intitola Bonis Bona, Malis Mala la mostra di Nicola Lorini che potrete vedere al t-space in via Bolama 2 (zona Villa San Giovanni) dal 23 gennaio al 25 febbraio 2018.

Un’esposizione che interesserà in particolare chi è appassionato di storiografia ma non solo: interesserà chiunque è parte della storia, come siamo tutti.

In questa mostra elementi storici come resti archeologici, pezzi di sculture e monumenti commemorativi sono analizzati seguendo un approccio ispirato alla cultura digitale che introduce l’empatia, la fluidità e l’orizzontalità, l’illimitatezza e la compresenza delle informazioni come criteri di ricerca.

Il campo d’azione è delineato da sculture in ceramica e sabbia che si fondono a scarti di oggetti di produzione seriale. Essi sono ispirati a pezzi archeologici pre-colombiani, elementi scultorei del Cimitero Monumentale di Milano, maschere di figure mitiche giapponesi, tutti elementi carichi di una forte simbolicità di cui vengono però svuotati e resi aperti a nuovi significati.

Snaturati e decontestualizzati, infatti, gli elementi vengono inseriti in un nuovo circuito energetico aperto a infinite possibilità, in cui l’assenza di barriere spazio-temporali ne permette la coesistenza.

La collocazione degli elementi nello spazio, infatti, non segue un ordine gerarchico,ma questi sono tutti posti sullo stesso piano semantico e così, decontestualizzati e snaturati, creano nuovi e infiniti circuiti energetici entro cui esistere e significare.

L’idea alla base di questa mostra è infatti di riflettere sulla capacità di creare significato e accumularne producendo memoria. Dare un significato vuol dire, sia dal punto di vista individuale che collettivo, vuol dire infatti sviluppare un piano d’azione comune tramite cui comunicare con le persone, indagare il mondo ed esistere.

In questo – fa notare la curatrice Azzurra Pitruzzella, “la ricerca storica ha un ruolo essenziale nella creazione di significati: seleziona, sceglie vinti e vincitori, unisce i fatti ricreando una logica a posteriori lineare e discernibile. Essa, quindi, stabilisce un ordine fisso e verticale entro cui i significati sono contenuti e digeribili e immobilizzandoli, li rende finiti, tangibili e stabili, come pilastri. Essi invece sono fragili e arbitrari, attraversano le mura e cambiano forma, come liquidi”.

L’irruzione del metodo digitale ha, in parte, scardinato i significati dalla verticalità e stabilità della ricerca storica tradizionale e l’ha messa in discussione: nel web, le informazioni e gli oggetti acquisiscono illimitate possibilità e creano infinite connessioni possibili.

Pertanto Bonis Bona, Malis Mala è una mostra che vuole mettere alla prova questa linearità del mondo storiografico e del suo metodo tradizionale, andando oltre l’ordine fisso cui tutti siamo abituati.

Una nota sull’artista e sulla curatrice: Nicola Corini e Azzurra Pitruzzella sono entrambi del 1990. Comasco lui, agrigentina lei si dividono entrambi tra Londra e l’Italia. Lorini è un artista e un ricercatore le cui opere includono sculture installazioni, video e fotografie, sono frutto di una costante negoziazione tra approcci empatici e metafore archeologiche.

Azzurra Pitruzzella è invece una curatrice indipendente con un Master in Culture Criticism and Curation alla Central Saint Martins di Londra. Tra i progetti in cui ha collaborato spiccano: “Heritage: a User’s Manual” al Southbank Centre di Londra e “Self/Control” alla Punctum Gallery a Londra.

L’ingresso alla mostra è libero, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, su appuntamento.

Riassumendo

Bonis bona, Malis mala
t-space via Bolama 2  (MM1 Villa San Giovanni)
Per ulteriori informazioni: www.t-space.it

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